venerdì, 20 giugno 2008
Written by: JackPummarolino alle ore 14:00 | Permalink | commenti (4)
categoria:jack e la musica, i memorandum di jack, fonte di ispirazione per jack
domenica, 02 marzo 2008
Si sa da anni che ormai Sanremo è una pagliacciata e da che mi piaceva tantissimo seguirlo, prima, ora lo faccio sempre meno; ma da musicista non riesco a fare completamente a meno di giocare a "scoprire" la canzone dell'anno tra tutte quelle che vengono presentate in gara; e una l'ho scovata, ci scommetto che le radio la passeranno ad oltranza, perchè è bellissima, per musica e parole; almeno nella banalità totale, ovviamente secondo i miei personalissimi gusti, sia chiaro, si sono salvate solo due canzoni, quella che ha vinto, "Colpo di fulmine", non a caso scritta dalla bravissima Gianna Nannini e interpretata alla grande dal duo innovativo Ponce/Di Tonno, e questa di Max Gazzè, "Il solito sesso", che è quella di cui parlo poche righe più su, la mia "scoperta", e che, se fosse stato per me, avrei fatto schizzare al primo posto senza nemmeno ascoltare le altre.
E' dolcissima, delicata, appassionata, timida, decisa, di una galanteria vecchio stile, una canzone d'amore che non è intinta nel miele, ma che tocca comunque il cuore.
Avrei voluto scriverlo io, un piccolo capolavoro così... e la versione in collaborazione con le bravissime Paola Turci alla chitarra e Marina Rei alla batteria è veramente magica. Queste due sì che sono musiciste, non come quella mezza sgallettata della Tatangelo, che squallore... ma come si fa solo a nominarla... che tristezza per la musica italiana, avere gente così; e la tristezza comincia dai critici pseudoesperti, che fanno tanto gli schizzinosi e poi premiano gente completamente rincoglionita, invece di valorizzare chi davvero è bravo. Max Gazzè nemmeno tra i primi dieci, ho visto. Si vergognassero, non capiscono una mazza, con rispetto parlando. Rispetto per la mazza, ovviamente.

Il Solito Sesso (Max Gazzè)

 

 

Ciao, sono quello che hai incontrato alla festa,
ti ho chiamata solo per sentirti e basta…
sì, lo so, è passata appena un’ora, ma ascolta:
c’è che la tua voce, chissà come, mi manca.
Se in quello che hai detto ci credevi davvero,
vorrei tanto che lo ripetessi di nuovo…
dicono che gli occhi fanno un uomo sincero,
allora stai zitta, non parlarmi nemmeno.
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Perché, sai, non capita poi tanto spesso
che il cuore mi rimbalzi così forte addosso,
ed ho l’età che tutto sembra meno importante,
ma tu mi piaci troppo e il resto conta niente.
Dillo al tuo compagno che ci ha visti stanotte:
se vuole può venire qui a riempirmi di botte!
Però sono sicuro che saranno carezze,
se per avere te un pochino almeno servisse.
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Chiuderò la curva dell’arcobaleno
per immaginarla come la tua corona,
e con la riga dell’orizzonte in cielo
ci farò un bracciale di regina…
ma se solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!
Sai, qualcosa tipo “cielo in una stanza”
è quello che ho provato prima in tua presenza…
Dicono che gli angeli amano in silenzio
ed io nel tuo mi sono disperatamente perso.
Sento che respiri forte in questa cornetta…
maledetta, mi separa dalla tua bocca!
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Correrò veloce contro le valanghe
per poi regalarti la fiamma del vulcano,
respirerò dove l’abisso discende
e avrai tutte le piogge nella tua mano…
ma se solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Ora ti saluto, è tardi, vado a letto…
Quello che dovevo dirti, io te l’ho detto.

venerdì, 29 febbraio 2008

60 giorni da QUEL giorno... quello che preparava l'inizio dei miei momenti più pazzi mai vissuti.

Le vibrazioni del corpo di una donna sono incontrollabili, quando è il piacere che lo devasta.
I profumi che questo emana hanno qualcosa di ancestrale e magico, l'indescrivibile appare sotto ai miei occhi e io non so dargli nome, se non quello di lei, la mia donna.
Oggi, 29 febbraio 2008, giorno fatato dell'anno bisestile, sono due mesi da quando ti ho rivista dopo anni di silenzio.
Che mattinata!!!!!!! Avevi detto che bisognava festeggiare e direi che... sì, abbiamo festeggiato proprio per bene, vero?
Non si dice cosa abbiamo fatto a colazione con la marmellata di arance amare, si può dire solo che mi è piaciuto da impazzire il contrasto dolce/aspro della tua pelle mista a quella densa gelatina arancione...
Il caffè, lasciato gocciolare dal cucchiaino piano piano sui seni, poi, goccia a goccia, era delizioso, lo vorrei bere tutte le mattine così. Ridevi, mi stringevi e "ma le pensi tutte, tu..." dicevi.
Ehilà, ma che leggete voi altri?? Guardoni, vi ho beccato...!
Vabbe', io continuo, tanto qua nessuno si scandalizza, e pure se... piacere di scandalizzarvi!
Nuda su di me, nudo su di te, la fame mai sazia di ogni piega del tuo corpo. Non smetterei mai di giocare ad esplorarlo. Lingua e dita a gara per entrare... quanto tempo abbiamo giocato prima di esplodere con tutti i sensi... quanto tempo... ed è volato via in un soffio, incredibile.
Il pizzo bordeaux mi piace da sempre, ma mica tu lo sapevi... eppure... wow... sei apparsa come una Venere voluttuosa davanti ai miei occhi increduli, nella penombra del salone, giocavi tra le tende. E' bastato prenderti in braccio con passione, per farti smettere di fuggire e di nasconderti, e portarti su quelle lenzuola color pesco, per poi perderci di nuovo l'uno dentro l'altra, pazzi ogni giorno di più.
Sì, io sono pazzo, non riesco a pensare ad altro che a te, ho in testa solo te, scrivo solo di te, voglio solo te, amo solo te. Erano anni che non mi sentivo più così, non riesco a capacitarmi di tutta questa forza quasi animalesca che ho dentro, che mi fa fare i salti mortali anche per stare soltanto un istante con te.
La musica nella tua stanza... un sogno averti tra le braccia.
I biglietti per Roma sul tavolo della cucina, verrai con me, sarà splendido averti accanto in un momento così importante; gli esami insieme alla tua università, la settimana prossima (i tuoi alunni mi odieranno, diranno "ma questo qui che spoglia la prof. con gli occhi, ora, chi è???"); Shakespeare che ci aspetta al Delle Palme... chissà come sarai bella, tra qualche giorno, a teatro, vicino a me.
Hai la classe di una diva d'altri tempi, metti ko folle di ragazzine truccate a festa... il fascino sta nella semplicità, e tu lo sai; la seduzione sta nella consapevolezza di essere affascinanti, nello stile di chi sa essere se stesso, perchè sa di essere un tutto meraviglioso nella propria unicità.
La nostra storia non può restare così, nascosta agli occhi del mondo; tu hai paura di svelarci, temi commenti inopportuni, chiacchiere sgradevoli, ma io lo vorrei urlare che ti amo, e non posso; perciò lo devo scrivere qui, se no mi scoppia dentro e non è giusto soffocare un sentimento così potente.
Che ti frega, amore mio, di chi ci guarderà storto, solo perchè non abbiamo la stessa età? Solo perchè un tempo eravamo tu dalla parte di un muro e io dalla parte opposta? Che t'importa... noi bastiamo a noi stessi, ma io t'aspetto, non forzerò mai le tue scelte, però sappi che il giorno che mi permetterai di presentarti a qualcuno, dicendo con orgoglio "lei è Lu, la mia splendida compagna", io farò un salto di felicità talmente alto, ma talmente alto, che se il cielo ha un soffitto, quel giorno lo scopriremo, perchè mi ci incastrerò con la testa dentro e dovrai riportarmi giù per i piedi. Lo sai che io sono un po' scemo, mi devi tirare tu fuori dai guai, se no ne combino a ruota libera. Che ridi a fare, me l'hai detto già quattro volte che sono un casinista, ho capito!
Magari, un giorno di questi, te le faccio leggere davvero, tutte queste cose che ti scrivo come se tu fossi qui, tanto sono tue, sono solo per te.
Guarda che lo so che ora sei tutta bellona e sexy alla festa di laurea di tua nipote, eh, che credi... guai a te, se fai la provolona con gli invitati maschi, sto morendo di gelosia, ti spezzo le gambine e pure le braccine.
Anzi, quasi quasi ti chiamo a tradimento e ti dico delle cosette nell'orecchio per distrarti, chissà che faccia fai...

"You consider me the young apprentice..." ora, non più...




venerdì, 29 febbraio 2008

"When it gets to much
I need to feel your touch
I'm gonna run to you
I'm gonna run to you
'cause when the feelin's right
I'm gonna run all night
I'm gonna run to you..."
(Run To You - Bryan Adams)

- 7 ore, 40 minuti, 27 secondi...



giovedì, 28 febbraio 2008
"For all my days remaining..."

Le notti di un uomo innamorato sono lunghe, pensierose, qualche volta distratte, altre volte sognanti. Qualche volta bagnate di lacrime silenziose, ma queste non sono per forza lacrime tristi. Spesso queste lacrime sono di emozione profonda, di paura adrenalinica che tutto il bello possa finire da un momento all'altro; è il bambino felice che si nasconde in ogni uomo che fa agire così; quando i bambini sanno che il gioco sta per finire, supplicano in lacrime gli adulti di poter restare a giocare ancora per i classici "5 minutini"... anch'io voglio i miei 5 minutini e quando sarà il momento di andar via, anch'io supplicherò qualcuno con gli occhi lucidi di far continuare il mio gioco, ma a quel punto vorrò che siano infiniti i miei 5 minuti, come le notti passate a pensarti.
Mi sento come se fossi un corpo a me estraneo, mi vedo seduto a questo tavolo, mentre scrivo queste parole con aria assorta, le cuffie nelle orecchie, che mi regalano delle note dense e avvolgenti come sottofondo... "under the arctic fire, over the seas of silence...". Sting è sempre tra i miei migliori amici della notte, con la sua voce pacata e al tempo stesso potente, proprio come l'amore che ho dentro, pacato e potente: sa stare al posto suo, quando non può brillare della luce divina che sprigiona, ma diventa incontenibile, quando il mondo chiude gli occhi e ci lascia soli, me e il mio amore, con lei.
Mi sto guardando: non sono malaccio, anche se ho una macchia di caffè sulla mia camicia a righine celesti. Da qualche giorno, ho il frullino minuscolo che fa la schiumetta nel caffè e stasera m'è scappato di mano; di lì, la mia medaglia di caffeina sul petto, riconoscimento al valore in-civile in cucina.
I bottoni dei miei jeans beige sono in ferie, i piedi scalzi completano l'opera, insieme ai capelli stranamente non in disordine, forse perchè ancora bagnati dopo la doccia. Che ridere, oggi, dover dissimulare i sentimenti e simulare indifferenza davanti a Raffaele, compagno di classe, incontrato per caso, e tuo ex alunno, naturalmente. Tanti caffè in tutta Napoli e pure lui al Gambrinus dove eravamo seduti noi? Sempre fortunati, noi due, amore mio. Non devo più farti improvvisate? Scordatelo.
"E che ci fate insieme, tu e la prof.?" è stata la prima cosa che m'ha chiesto, dopo averti salutata con un bacio che mi ha infastidito fino a volergli spaccare la faccia con la tazza da thé. Ottimo il thé al mandarino, a proposito, ancora più buono se assaggiato dalle tue labbra a piccole gocce.
Non gli abbiamo risposto, lui è rimasto perplesso e non ha insistito. Quanti sguardi complici subito dopo, ti avrei divorata seduta stante. Condividiamo un segreto enorme, bellissimo.
I baci davanti al Maschio Angioino, dove quella coppietta ci ha applauditi timidamente e noi li abbiamo guardati stralunati.
"A che dobbiamo l'applauso?" ho chiesto, ridendo e imbarazzato, tenendoti ancora aderente a me, dopo il bacio strappalabbra che t'avevo appena dato..
"Alla vostra passione incredibile, siete innamorati da poco, vero?" dice la ragazza, una peperina dagli occhi chiari e i capelli rossicci. Io non sono innamorato da poco, ma taccio.
Ridiamo entrambi, io alzo il pollice in segno affermativo e la ragazza incrocia le dita, per augurarci buona fortuna. Tu le rispondi con lo stesso gesto; e sei bellissima.
E che dolce scoprirti così poco pratica delle due ruote... quanto ho riso, vedendoti con quel casco che ti ballava in testa, perchè troppo grande... e tu che non te lo sistemavi, per paura di cascare dalla moto, se avessi smesso di stringermi in vita... "G., dove siamo, non ci vedo!". Sghignazzando, divertitissimo, mi sono fermato, te l'ho sistemato, contorcendomi sulla moto ancora accesa, con le macchine che sfrecciavano accanto a noi e qualche deficiente che ha lanciato apprezzamenti sulle tue gambe leggermente scoperte, tanto che ho risposto chiedendo loro di salutarmi molto affettuosamente mamme e sorelle. Oggi, ho salutato parecchie signore napoletane, mi sa, eh? Il guaio è che tu sei troppo sexy, ti guardano tutti e dovrei fare un omicidio di massa, ma forse non mi conviene, quindi è meglio salutare genitrici e sorelline.
Quanto mi stringevi... proprio come nel sogno che mi raccontasti, quello di noi due in moto, quando ancora non c'era nulla di concreto tra di noi... si è avverato anche questo, hai visto? E la cosa stupenda è che non hai più paura delle due ruote, anzi, quel tuo ultimo sms è stato simpaticissimo. Certo che ti ci riporto sulla "giostra"! Ce ne andremo dappertutto insieme, niente più ci ferma.
Seguiremo le stelle, così come fa il mio sguardo, stanotte, che al di là dei vetri della finestra scruta il cielo e vi si perde dentro, e sapremo dove andare.
Per tutti i giorni che mi restano vedrò il tuo volto, cascate di desiderio mi terranno incollato a te e anche se tu non vorrai esserci più all'improvviso, io saprò che ho amato davvero in questa vita e tutto quel che di bello ora è, mai verrà cancellato, perchè niente è così forte da poter cancellare il sentimento per me più devastante di questa Terra, l'amore che ti porto.



mercoledì, 13 febbraio 2008

UN INSOLITO TEST...

Su invito della dolcissima e gnocchissima DamadelLago, la mia prima vera "scoperta" splinderiana, che ancora mi sta accanto dopo ormai due anni di "conoscenza", paziente e imperterrita, mi sono messo a compilare questo insolito test musicale, divertendomi e stupendomi un bel po' per gli esiti.
Se avete voglia e tempo da "perdere", eccovi le istruzioni, che ho ricopiato dal suo blog.
Vi consiglio di provarlo...

ISTRUZIONI PER L'USO:

1. Impostate il mediaplayer sulla riproduzione di tutti i brani sottomano nel vostro pc

2. Impostate il mediaplayer su "riproduzione casuale"

3. Ad ogni domanda premete "avanti"

4. Usate il titolo della canzone come risposta, anche se non ha senso: è questo il divertente!! Vi è permesso poi fare commenti…

E guai a chi bara!!!

P.S.: aggiunta mia... non barate sul serio, il divertimento sta proprio nel lasciar fare al Caso!

 


Come ti senti oggi?
Shape of my heart - Sting
Eh sì, cominciamo benone, bravo il mio iTunes... mi sento un malinconico giocatore d'azzardo, oggi, e sul panno verde si puntano i sentimenti.

Dove arriverai nella tua vita?
Do you want to - Franz Ferdinand
Sì, voglio, non dovete chiedermelo, io voglio sempre. Da qualche parte arriverò.


Come ti vedono i tuoi amici?
I've been loving you too long - Otis Redding
Mi hanno amato troppo? Forse, sì, qualcuno ha sprecato tempo appresso a me, qualcuno si è pentito, ma sono certo che m'hanno voluto bene, qualcuno anche per troppo tempo, come canta Otis.

Ti sposerai?
It must have been love - Roxette
Avrei potuto, incredibile questa canzone che è capitata... è stato amore, ma ero troppo giovane, il tempo è passato ormai.

Qual è la canzone adatta al tuo migliore amico?
People have the power - Patti Smith
Sì, perfetta per Marcello, una potenza della natura.

Com'è la tua vita?
Ricordati di me - Antonello Venditti
E' fatta di ricordi intensi, come è questa canzone, capitata a fagiolo; e continuo a stupirmi delle coincidenze di questo test. La memoria è la mia salvezza, non voglio dimenticare, tutto è degno d'essere ricordato. Ricordatevi pure voi di me, nel bene e nel male.

Com'è stato il tuo liceo?
More than words - Extreme
Più delle parole... già... quante cose non dette al liceo, ma stanno uscendo tutte fuori. Sempre più inquietante il test, voglio proprio vedere cos'altro uscirà fuori.

Qual è la tua filosofia di vita?
Innocenti evasioni - Lucio Battisti
Cazzo! Niente di più veritiero!

Qual è la cosa più bella dei tuoi amici?
Let's get it on - Marvin Gaye
La cosa più bella è che "continuiamo" insieme a vivere, ad emozionarci, nonostante le incomprensioni, perchè con gli amici veri è così che va...

Che hai in programma per questo week end?
I can't make you love me - George Michael
Veramente, il programma del week end sarebbe di farti innamorare ancora di più di me, ma se la canzone dice che non posso farmi amare da te, allora mi rassegno... ci hai creduto???? No? Brava! Pessima scelta, iTunes!

Come ti va la vita?
The more you live, the more you love - A flock of seagulls
E' azzeccata questa: più si vive e più si ama e viceversa. Lasciamo perdere la capigliatura dei Flock, però...

Che canzone verrà suonata al tuo funerale?
Stand by me - Ben King
Ci può stare... non è nemmeno troppo triste, è appassionata. Ma vorrei Breakthru dei Queen, che qualcuno lo dica, il giorno del mio funerale, ci tengo!

Come ti vede il mondo?
Latin lover - Gianna Nannini
PAZZESCO. No comment.

Cosa pensano realmente di te i tuoi amici?
Fable - Robert Miles
Pensate che io sia una favola? Ma grazie, cari...

La gente, segretamente, ti brama?
Two people - Tina Turner
Uhm, "due persone"... può darsi? Qualcuna che segretamente voglia un rendez-vous amoroso con me?

Come si può essere felici?
My girl - The mamas & the papas
Si può essere felici proprio con la donna che si ama, perfetta la scelta, stavolta.

Avrai dei figli?
Strawberry fields forever - The Beatles
Ne ho già uno, meraviglioso, ma non mi dispiacerebbe vedermi intorno altri piccoli fragolini... per sempre.

Qual è il tuo più grande segreto?
Lost in you - Rod Stewart
E ma se lo dico così, con 'sta canzone adattissima, non è più un segreto, porca eva...

Qual è la canzone del tuo peggior nemico?
Enjoy the silence - Depeche Mode
Perfetta, bellissima canzone, per invitare gentilmente al silenzio, prima che io gli spacchi le cosce.

Com'è la tua personalità?
Dreamer's ball - Queen
E dai, si sa, sono un sognatore, questa scelta è veramente un colpo basso...

Che canzone verrà suonata al tuo matrimonio?
Gloria - U2
Aridaje con il matrimonio, però, incredibile, è uscita una canzone con venature religiose... insomma, devo proprio sposarmi???


Non nomino nessuno, ma se qualcuno dei possibili lettori farà questo test, sarà così carino da lasciarmi un commento, così io andrò a leggere molto volentieri i risultati usciti fuori?



lunedì, 11 febbraio 2008

3. 4. 6.

Tre giorni, tre di seguito, per morire dentro di lei. Ho dovuto inventarmele tutte per strapparle confessioni, pensieri, baci, vestiti di dosso, tutte. E ce l'ho fatta. Avevamo dubbi? No, io no, non più, ora che ho lei.
La paura di perderla è sparita, la paura che il sogno potesse finire da un momento all'altro è andata via insieme alle sofferenze del passato; l'equilibrio è ristabilito, io mi sento vivo più che mai e la saldatura è avvenuta. Siamo UNO.
Dentro di me c'è solo il fuoco, il sangue ribolle come lava, la saliva si secca, se ripenso al sapore che la mia bocca ha avuto tra le labbra in questi giorni... un sapore dolciastro, a tratti acre, denso, caldo, profumatissimo, scioglievole sulle mie papille gustative, tutte tese a gustare ogni goccia di quel nettare incandescente... e ne voglio ancora, voglio affondare labbra, naso, denti e lingua nel paradiso in terra.
Non leggete questo post, se siete suscettibili davanti a certe esternazioni intime; e non leggete gli altri, se siete di quelli che credono che la tenerezza sia una vergogna da adolescenti e che svanisce con l'età, perchè, se la pensate così, vuol dire che non avete mai saputo amare davvero, che non vi è ancora capitato il sentimento TOTALE, diciamo meglio, e quindi non appare immediatamente comprensibile ai vostri occhi sprezzanti il vedermi così preso per una sola donna. Questa è casa mia, del resto, voglio parlare di lei, punto. Basta girare al largo, me ne faccio poco dei commenti, positivi o negativi che siano, scrivo per ricordare, perchè, quando un domani tornerò qui e vorrò rivivere il passato, quello che ora è il mio incredibile presente, io possa vibrare ancora.
4, venerdì. Sorpresa per la tua resistenza, mi baci con passione, sfinita. Puoi fare di più, penso, ma non subito, abbiamo sabato, mi dico.
6, sabato.
Inattese, da me volute, imposte quasi, ma con l'immenso piacere di dare piacere.
Una più bella dell'altra. Il vinsanto e il dolce alle mandorle sulla sua pelle, il profumo del sesso su quel copriletto sgualcito. Quell'espressione tesa dal piacere estremo, i suoi occhi chiusi, chiusissimi, le cosce strette intorno alla mia testa, le autoreggenti zuppe di sudore e altro, gocce su gocce, che scivolavano negli angoli della sua pelle, impregnandola di odori carnali. Sussulti al buio, parole sussurrate, morsi da far male, le mie orecchie li ricordano fin troppo bene... quegli occhi scuri nella penombra, i seni impertinenti premuti sul mio petto, le mie mani dappertutto, per catturare ogni lembo del suo corpo.
"Ma dov'è che l'hai imparate, queste cosacce, mi manca l'aria..." ridevo per la sua incredulità, per il semplice fatto che mai nessun uomo l'avesse valorizzata nella sua potenza erotica nascosta, mentre davo l'anima per farla impazzire di piacere, per spezzarle il fiato, la voce, i battiti cardiaci. Più volte mi è morta sulla bocca ed è resuscitata dopo istanti per una carezza rovente, fatta a sorpresa, mentre la facevo parlare di tutto, succhiandole le labbra, con l'avidità delle belve affamate che si scagliano con gli artigli sulla preda prelibata.
Sul suo letto, aggrappata alla spalliera, è stata mia, tutta mia.
Sulla sedia della cucina, mentre è esploso lo champagne dimenticato nel freezer. Sul tavolo, con le natiche affondate nei resti del dolce, sparpagliati nei piatti di carta decorata d'oro.
Sulla scrivania, fingendo di leggere un dialogo platonico, ridendo di voglia, tra un morso e l'altro, la sfida alla lucidità che abbiamo perso dopo pochi minuti di divertito supplizio.
Sulla porta di casa, con la vicina che suonava per darti la lasagna preparata in più per te; nella doccia, con quel bagnoschiuma agli agrumi che mi fa impazzire; perfino in macchina, ieri sera, un assaggio di piacere dopo il teatro... "la sirena" con Zingaretti... la mia mano ha frugato dappertutto nascosta tra le poltroncine della platea, stuzzicando fino a rischiare il desiderio di urlare. Lei è la mia sirena, voglio che canti di passione bruciante e io le orecchie non me le tapperò, lascerò questo compito alla sua lingua. Ho l'adrenalina a mille, ho voglia di far l'amore, ho voglia di impazzire ancora, di giocare, di sedurre, di essere sfinito da quel corpo mai stanco, alla faccia di tutto il mondo e di chi mi rompe sempre i coglioni con giudizi, consigli non chiesti, pareri del cazzo e tanto altro ancora. Sì, sono scurrile, che me ne fotte, sono come mi pare e "così è, se vi pare". Questo sono io, finalmente io. E sono tanto altro ancora, ma a chi importa? Solo a me. Solo a noi, amore mio.
Cavalco fulmini e tempeste, scalo montagne a piedi nudi, mi lancio in incendi devastanti, nuoto attraverso gli oceani, scendo fin nelle viscere della terra, impazzisco nelle tue viscere, e poi risalgo verso il cielo buio alla velocità di un razzo spaziale, mentre aspetto in silenzio l'arrivo dei tempi, i nostri, quelli che ci vedranno ancora insieme, vicini, amanti. Per sempre.
La prossima volta tocca all'omelette... quella si mangia da dio, se si passa da una lingua all'altra...

Tonight I'm gonna have myself a real good time
I feel alive
And the world I'll turn it inside out yeah
I'm floating around in ecstasy
So don't stop me now
Don't stop me
'cause I'm having a good time
Having a good time

I'm a shooting star leaping through the sky
Like a tiger defying the laws of gravity
I'm a racing car passing by like Lady Godiva
I'm gonna go go go there's no stopping me
I'm burning through the sky yeah
Two hundred degrees that's why they call me Mr. Fahrenheit
I'm travelling at the speed of light
I wanna make a supersonic man out of you

Don't stop me now
I'm having such a good time
I'm having a ball
Don't stop me now
If you wanna have a good time
Just give me a call
So don't stop me now
'cause I'm having a good time
Don't stop me now
Yes I'm having a good time
I don't wanna stop at all

I'm a rocket ship on my way to Mars
On a collision course
I am a satellite
I'm out of control
I'm a sex machine ready to reload
Like an atom bomb about to oh oh oh oh oh explode!
I'm burning through the sky yeah
Two hundred degrees that's why they call me Mr. Fahrenheit
I'm travelling at the speed of light
I wanna make a supersonic woman of you

Don't stop me don't stop me, don't stop me hey hey hey!
Don't stop me don't stop me ooh ooh ooh
I like it
Don't stop me don't stop me
Have a good time good time
Don't stop me don't stop me
ohhhhhhh!

ohhhhhh
I'm burning through the sky yeah
Two hundred degrees that's why they call me Mr. Fahrenheit
I'm travelling at the speed of light
I wanna make a supersonic man out of you

Don't stop me now
ooh I'm having such a good time
I'm having a ball
Don't stop me now
If you wanna have a good time
(come on) Just give me a call
Don't stop me now
'cause I'm having a good time
Don't stop me now
Yes I'm having a good time
I don't wanna stop at all

(Don't stop me now - Queen)

mercoledì, 06 febbraio 2008

Indietro nel tempo, solo una settimana fa...

Sono arrivato con qualche minuto d'anticipo sotto casa sua. Lei era ancora al suo corso, quello dove l'andai a seguire due mercoledì fa. Chiedo al portiere se sia rincasata.
"La professoressa non c'è, può aspettarla qui, ha detto che sarebbe rientrata per quest'ora e di far aspettare, se qualcuno la cercasse".
"Perfetto, grazie, l'aspetterò fuori" sorrido con gentilezza, ma m'infastidisce lo sguardo insistente di quell'uomo pettegolo.
Vado fuori, la strada è particolarmente illuminata, il palazzo davanti a me ha tutte le finestre accese e le luci gialle si specchiano nell'asfalto scuro.
Mi guardo intorno, fremo dentro, e poi la vedo sbucare dietro l'angolo, che imbocca il vialetto verso il suo portone, a cui ero appoggiato. Scatto dritto, le sorrido, mi fa cenno da lontano che le dispiace per il ritardo, ma sorride deliziosamente anche lei e mi si riempie il cuore. Ci abbracciamo con una passione immensa, ma tenuta a freno, visto il luogo. Uno sguardo, però, ci basta per dire tutto.
"Vieni, saliamo subito, non vedo l'ora da giorni di stare di nuovo un po' con te..." le cedo il passo, passiamo di nuovo davanti al portiere. Lei lo saluta con la sua solita, simpatica eleganza, lui le fa una specie di inchino e poi guarda me, di nuovo storto. Mi sa che 'sto portiere le vuole prendere, gli piacesse la mia prof.? Io lo ammazzo.
Durante le due brevi rampe di scale fatte a piedi, lei inizia a sbottonarsi il cappotto, chiacchierando quasi a fatica per l'emozione. Sbottono anch'io il mio. Sì, diciamolo, ero stragnocco! Ci ho pensato giorni e giorni a cosa avrei dovuto indossare per piacerle, peggio di una donna, poi alla fine è stata lei, in una mail, a farmi capire come avrebbe voluto vedermi... in giacca e cravatta, m'aveva detto, per vedermi proprio "uomo".
E così, ovviamente, l'ho accontentata. Giacca blu, pantalone grigio, camicia celeste, cravatta classica blu con minuscoli quadratini celesti anch'essi, scarpe e cintura nera, non di karate.
Si sfila il cappotto e la vedo vestita da dio. Una gonna beige aderente al ginocchio, con uno spacco non esageratamente profondo, ma sapiente. Pulloverino color fragola, appena scollato. Stivali da cavallerizza. Uno schianto, i vestiti ne esaltavano il fisico eccezionale.
Mi guarda, ha l'aria compiaciuta.
"Che eleganza, G. ... sei da capogiro"
"Mai quanto lei, prof., mi scuserà, se la guarderò con quest'aria un po' stralunata, ma... è splendida, stasera, più del solito"
"Niente è lasciato al caso, diciamo così..." sorride con malizia, mi si avvicina e ci abbracciamo in silenzio, a lungo, solo i nostri respiri nell'aria. Le accarezzo la schiena morbidamente, lei mi lascia fare e mi stringe di più. La sua guancia si appoggia alla mia, sempre più stretti.
"Se questa serata inizia così, mio caro principe... dove saremo tra un po', se non ci stacchiamo...?". Che brivido.
Le lascio scivolare le mie mani sulla vita, la guardo dritto negli occhi, le stringo le sue e ci sorridiamo con emozione. Le dico di portarmi il suo cellulare, per sistemarglielo, visto che fa casini da due giorni con gli sms.
Lei mi stringe ancora più forte le mani e dice "aspettami".
Va a prendere il suo cellulare e me lo porge con aria di sfida.
"Accomodati... vediamo se saprai far funzionare questo maledetto aggeggio!" mi indica una poltrona, poi però lei non si siede, ma resta in piedi accanto a me, a guardare cosa io stia facendo per sistemarle quell'arnese da lei così odiato.
"Ecco fatto, ora dovrebbe andar bene..." e alzo gli occhi verso di lei, passandoli prima sui suoi fianchi... mi sovrastava in piedi.
"Grazie, G. mio, finalmente potrò scriverti a dovere, non sai che rabbia!" ride, di una risata nervosa e tesa, poi mi prende la guancia con una mano e appoggia la mia testa sul suo ventre, mi tiene lì per qualche istante. Mi alzo in piedi, le sto davanti, la sovrasto io con gentilezza, non fosse altro che per l'essere più alto: la guardo.
Mi scappa da sotto con una mossa agile e va verso lo stereo.
"Ecco... guarda oggi chi ascoltiamo?" e si diffonde nell'atmosfera un suono di sax meraviglioso. E' l'inizio di una canzone di Mina, che lei ama molto.
La invito silenziosamente a ballarla con me. Le cingo la vita, mi appoggia la testa sul petto e la percorro ovunque con le mie carezze, faccio piano, mi sembra impossibile... restiamo così per tutto il tempo della canzone... e poi, quando questa finisce, ne parte un'altra... "io e te da soli". Ci guardiamo, sappiamo che è nostra. Ballando, la porto accanto all'interruttore della luce.
"Balleremo meglio così..." e spengo. La stanza resta illuminata dalla luce fioca nel suo studio e dal led blu dello stereo, che si riflette nei suoi occhi sgranati. Riprendiamo a ballare, più stretti, in silenzio. Le bacio le guance, le sue mani nei miei capelli... il mio cuore è una scheggia impazzita che vaga nel mio petto, non riesce a star fermo, lei lo sente, ci poggia la mano su e poi mi bacia dalla camicia.
Il suo dannato telefono di casa squilla. Lei non vuole rispondere, ma le dico di andare. Ci stacchiamo a malincuore, con Mina che urla con passione "io e te da soli...". La guardo rispondere con l'aria distratta, confusa. Esco fuori al suo terrazzo pieno di piante, per lasciarle privacy al telefono. Dopo un paio di minuti, lei mi raggiunge, mi abbraccia alle spalle e mi dice di seguirla in giro per il terrazzo fiorito, vuole mostrarmi le ultime cose che ha piantato, è bravissima con il giardinaggio.
Restiamo fuori al freddo per un po', ma ci scaldiamo con i nostri sorrisi complici e con quella bella paura di ricreare l'atmosfera rovente di prima. Camminiamo verso il lato del terrazzo che porta alla sua camera da letto.
"Quella non te l'ho fatta vedere, l'altra volta... vuoi vedere dove dormo e ti sogno?" sorride con immensa malizia.
"Non avrei osato chiederglielo, ma certo che voglio..." mi stringe un attimo una mano nella sua, mi prende per la cravatta e mi porta in camera sua. Letto ad una piazza e mezza. Mi dice che l'ha cambiato da quando è rimasta sola, quello matrimoniale non aveva più senso. Mi guarda in un modo strano, quasi assorto, tace. Poi, mi abbraccia e mi sussurra "stavolta, non mi farai dimenticare di offrirti lo champagne che avevo messo in frigo, mercoledì scorso... vieni con me, devi stapparlo tu..." e mi porta nel tinello, dove ha apparecchiato un piccolo tavolino di legno basso, con su la bottiglia di champagne immersa nel ghiaccio, due calici tutti per noi e una scatola di nudi fondenti al gusto di cedro e ciliegia, i nomi con cui scherzosamente ci siamo presi in giro nelle ultime mail.
Stappo.
"A che brindiamo?"
"A noi" mi dice, senza esitazione. Ci guardiamo intensamente, bevendo. Poi, prende un nudo a ciliegia, ne prendo uno anch'io.
"Dammi il tuo... "
"E allora scambiamoceli, lei mi offra il suo..." le dico, giocando. Ci sfioriamo le dita, elettricità a mille nell'aria. E insieme ci porgiamo alle labbra i rispettivi cioccolattini. Mi morde appena il dito per prendere il suo dalle mie mani. Prendo il mio dalle sue, lei mi passa il pollice sulla bocca.
"Che mi stai facendo fare, G. ... sei tremendo..." provo a sfoderare il mio sorriso migliore, quello che mi serve per dirle "possiamo fare molto di più, se solo lo vorrai...". Le prendo la mano, iniziando a chiacchierare di tutt'altro, da un lato accendendo l'atmosfera con le carezze, dall'altro spegnendola, parlando di tutto, tranne che dei miei sentimenti.
Mi chiede, all'improvviso, se io stia con qualcuna e se la sua presenza sia di turbamento nella mia vita. Le rispondo che sì, qualcuna ogni tanto c'è, ma che non ho storie serie da anni ormai, vista la mia situazione familiare. La rassicuro, le dico che il turbamento che lei mi causa è solo un magnifico turbamento a cui non potrei più rinunciare. Mi guarda e mi dice "Devi essere un uomo forte, immagino che tu abbia avuto un bel po' di delusioni dalla vita, te lo si legge negli occhi...". "Abbastanza, prof., ma... non sono forte, sono fortissimo..." e le faccio lo sguardo scherzoso da supereroe. Lei ride. Mi parla di tante cose del suo passato, di come fosse consapevole di quanti alunni le morissero dietro e che proprio per questo tendeva ad essere gelida e scostante, proprio per non alimentare quelle passioncelle adolescenziali nei suoi confronti.
"Quanti occhi innamorati ho incrociato... ma tu nascondevi meravigliosamente bene, G., se non fosse stato per qualche piccolo passo falso, io non l'avrei mai capito solo dai tuoi occhi... eri già allora un vero gentiluomo, non t'ho mai visto che mi guardavi in un "certo" modo, puoi capirmi, spero...". A quel punto, sorrido un po' imbarazzato e le dico che più volte l'ho guardata in un "certo" modo, ma che mai e poi mai mi sarei fatto scoprire in quel ruolo da "spasimante guardone". Ride di gusto.
"Però, come mi stai guardando adesso è... "
"E'...?" incalzo, sorridendo.
"Invitante... "
"Ah, invitante... e poi?"
"E poi... è seducente..."
"Potrei metterle un bel 9, professoressa... ha risposto benissimo all'interrogazione..."
Sorseggiamo dell'altro champagne, le sue labbra umide di quel nettare, un ottimo Veuve Cliquot Ponsardin, mi fanno impazzire.
"Sai che mi ricordo di quella volta che ti misi la mano sulla testa, per pararti dallo spigolo della finestra?"
"Davvero?"
"Sì, certo... quando ho letto quest'episodio nella tua mail di ieri, mi è tornato il flash alla memoria... ricordo benissimo che io volessi proteggerti, ti saresti fatto malissimo... ma di certo non avrei mai immaginato di suscitarti una tale emozione, chinandomi accanto a te per dirti di star attento..."
"Avessi avuto il coraggio, quel giorno l'avrei baciata, prof. ... fu bellissimo averla così addosso, così vicina..." lei mi guarda le labbra in silenzio. Me le mordo un attimo e sento la barba del mento che quasi mi grattuggia il labbro superiore.
"Non voglio dimenticare niente di tutto quello che ho da dirti, nelle mail sono venute fuori tantissime cose di cui parlare, non credi?"
"Già, è proprio così... quasi quasi dovremmo tenerle qui davanti e trovare ogni singolo spunto per poterne parlare a voce" aggiungo, scherzando, ma lei mi prende sul serio.
"Allora, andiamo al pc, le ho tutte salvate lì le mie, così mi dirai cosa non ti è chiaro di tutto quello che finora ti ho scritto... vuoi?"
"Certo, andiamo..." e sfiorandoci nel corridoio di casa sua, ci ritroviamo dopo qualche passo nello studietto, seduti vicinissimi, praticamente attaccati, davanti al suo pc, su due sedie.
Mi fa vedere che sul desktop ha messo una mia foto che ho scattato per lei... dolcissima.
Apre la posta inviata, escono tutti i titoli delle mail che mi ha mandato, titoli il cui contenuto io conosco a memoria. Tra tutte, spicca quella in cui praticamente s'era quasi dichiarata nei suoi sentimenti per me, tra una contraddizione e l'altra, buttate tra le righe, forse per confondermi.
Le dico "Ecco, questa è la mail che mi ha fatto più perdere la testa. Prima parte in quarta, appassionata, poi chiude con gelo... mi spieghi perchè, io non capisco...".
"Cos'è che devo spiegarti, che non hai già capito da solo?" e mi stronca così.
Guardo per un attimo nel vuoto, poi la guardo. Lei insiste a chiedermi "cosa vuoi che ti spieghi..." e a quel punto l'abbraccio forte, da seduti, fortissimo, le faccio poggiare la testa sulla mia spalla, ma lei inizia a baciarmi con ardore una guancia. Me la inumidisce con la sua bocca, pian piano allarga il cerchio e mi bacia sugli zigomi, sulle orecchie, lasciandomi immobile. Poi, mi volto verso di lei, che mi offre un angolo della sua bocca e io poso lì il mio primo, piccolo bacio... ne seguono infiniti altri, tra guance, collo e a fior di labbra, stuzzicandoci piano, lentamente... fino a che non le chiedo di alzarci subito da quelle sedie.
"Non ce la faccio, alziamoci, non così..." le dico e lei crede che io voglia chiudere quella storia prima ancora di cominciarla.
"Va bene..." sussurra con la voce quasi spezzata, mentre all'improvviso, una volta tiratasi su, l'abbraccio, mi ci avvinghio addosso come una piovra e le dico nell'orecchio "La volevo in piedi solo per abbracciarla meglio e farle sentire quanto io la desideri...". La stritolo, parliamo a labbra serrate e carichi d'affanno emotivo, ci baciamo con tutta la passione di questo mondo, con il fuoco nelle vene e la testa senza controllo, persi in un amore senza fine.
"Da quanto sapevi che sarebbe successo... da quanti giorni ci pensi..." le chiedo, tra un bacio e milioni di ricordi.
"Oggi è 30? 28 giorni...? Ci penso da allora..."
"Ti amo... sei tremenda..."
"Amore mio, baciami, il mondo è tutto qui..." le labbra si saldano, le lingue si incatenano, le mie mani l'accarezzano con l'audacia della gentilezza, senza esagerare, ma facendole capire quanto io la desideri. E' lei stessa a spingere sempre più il suo corpo contro il mio.
"Non voglio correre con te... tu mi fai perdere la testa, questi abbracci e i tuoi baci sono da infarto, G. ... tu mi fai venire un infarto, stasera..." mi dice, sorridente e abbandonata tra le mie braccia.
"Ferma qui, che infarto... tu sei mia, non inventarti niente per scappare, non adesso... dammi ancora quella bocca, ti prego, la voglio..." e di nuovo, di nuovo, ancora baci, senza smettere mai, in quella penombra sensuale dello studio di casa sua, con la ventola del pc in fibrillazione, proprio come le pulsazioni del mio cuore.
Sono innamorato. Innamoratissimo. Il resto non conta.

mercoledì, 06 febbraio 2008

36 giorni non valgono una vita, ma danno linfa alla mia.

36 giorni che mi ami, hai detto. Io ti amo da sempre, invece. Da quando sei tornata nelle mie giornate, sto vivendo le emozioni più intense di tutta la mia vita.
Esisti e io respiro. Mi guardi e io muoio, ma di te. E se so che mi stai pensando, sparisce tutto il mondo intorno e restiamo solo noi.
Sei la radiazione di fondo del mio Universo, l'impercettibile rumore che mi accompagnerà per tutta la vita dopo l'esplosione del nostro primo bacio; ora, però, quel rumore è assordante: assordante come un boato atomico, che mi distrugge l'anima con la sua potenza e la rimodella secondo insolite forme intorno all'immagine di te. La mia anima ti aderisce addosso e non ti lascia.
Tra qualche ora, a sorpresa, forse ti strapperò un bacio... e tu non te l'aspetti, mentre io non faccio che pensarci.
Sono pazzo di te, mai amato così in vita mia, questi giorni non potrò mai dimenticarli, mai più.
Non farmi del male, per favore, sono nelle tue mani, nessuna m'ha avuto così.
Ti penso, ti desidero, ti voglio, ti amo.



"Tu, amor mio, chi ti ha amato a questo mondo sono io..."
(Mina)

domenica, 27 gennaio 2008

Spengo la TV
e la farfalla appesa cade giù
ah, succede anche a me
è uno dei miei limiti.
Io per un niente vado giù
se ci penso mi da i brividi.
Me lo dicevi anche tu
dicevi tu ...
Ti ho mandata via.
Sento l'odore della città
non faccio niente, resto chiuso qua.
Ecco un altro dei miei limiti.
Io non sapevo dirti che
solo a pensarti mi dai i brividi
anche a uno stronzo come me
come me ...
Ma non pensarmi più,
ti ho detto di mirare
l'amore spacca il cuore.
Spara! Spara! Spara, Amore!
Tu non pensarci più,
che cosa vuoi aspettare?
l'amore spacca il cuore.
Spara! Spara! Spara, dritto qui ...
So chi sono io
anche se non ho letto Freud.
So come sono fatto io
ma non riesco a sciogliermi
ed è per questo che son qui
e tu lontana dei chilometri
che dormirai con chi sa chi
adesso lì ...
Ma non pensarmi più,
ti ho detto di mirare
l'amore spacca il cuore.
Spara! Spara! Spara, Amore!
Ma non pensarmi più,
che cosa vuoi aspettare?
l'amore spacca il cuore.
Spara! Spara! Spara, dritto qui...

(Spaccacuore - Samuele Bersani)

E contro ogni pronostico, visti i miei gusti musicali, ne consiglio la versione cantata dalla Pausini... è sorprendentemente bella e stasera mi tiene compagnia, mentre penso da solo a tante cose.