lunedì, 25 febbraio 2008
"G" di Goljadkin...
Niente di più sensuale di voler baciare la propria donna in un luogo pubblico e sapere di non poterlo fare.
Venerdì, si è consumato questo dolce supplizio nella sala conferenze del megastore della Feltrinelli; lì per ascoltare un intervento del bravo Domenico Losurdo sul concetto di "rivoluzione". Interessante ascoltarlo, bellissimi spunti storici sugli avvenimenti rivoluzionari dell'ultimo secolo, ma non è stato facilissimo mantenere l'attenzione, no, no.
"G. ..." nell'orecchio.
"Sì, dimmi..."
"Volevo dirti una cosa importante, avvicinati..."
"Certo..." m'avvicino con l'orecchio alla sua bocca e tremo dentro.
"Stasera, sei bellissimo, stai attento, perchè tra un po' ti rubo un bacio..." e GUUUUUULPPPPPPPP!!!!!!!
Io, come un pollo, davvero avevo creduto che volesse dirmi qualcosa di serio, riguardante la conferenza, e, invece...
E' stato meraviglioso guardarsi di sbieco con la coda dell'occhio, convinti che l'altro non ci vedesse, e invece ieri, tra le risate e i baci, ci siamo confessati che c'eravamo entrambi accorti di tutto.
E, poi, un episodio che sa a dir poco di "infernale".
Venerdì, dopo la conferenza, decidiamo di fare una passeggiata sul lungomare, fino al borgo di S.Lucia.
Arrivati lì, proprio sotto il monte Echia, il luogo del primissimo insediamento greco della vecchia Partenope, ci fermiamo a chiacchierare delle nostre origini "classiche". E' un piacere ascoltarla, sta nel suo, la Grecia è la sua passione. Mentre lei parla, però, noto un uomo stranissimo, che parla al cellulare in maniera confusa e ci fissa, ci fissa senza sosta, e lo fa in maniera molto imbarazzante.
Lo guardo meglio e vedo che mi somiglia in un modo pazzesco. Se avessi bevuto, avrei pensato a qualche scherzo della mia vista, ma ero lucidissimo.
Lo guardo, stupito; lui guarda me, ha negli occhi una strana luce, che inizialmente mi sembra di ansia.
Non dico niente a lei, per non turbarla, e proseguiamo. Dopo un paio di metri, mi volto alle mie spalle, per guardare di nuovo quell'uomo, e lo vedo che ci cammina dietro, sempre guardandoci fisso.
Ci supera e ci sorpassa, guardandoci. Ancora. Stavolta, però, nello sguardo leggo qualcosa di non proprio buonissimo, una specie di sfida. M'inquieto. Con una scusa, faccio rallentare il passo a Lu, così che io possa tenerlo d'occhio; ma lui si ferma. Si gira e ci cammina incontro.
"Che cazzo vuole, questo?? Magari è un suo ex alunno che non sa come attaccare bottone??" e poi, mentre io pensavo tutte queste cose, lei mi guarda e mi chiede "G., ma l'hai notato questo signore che ci gironzola intorno da qualche minuto?" e io annuisco, colpito dal fatto che non l'avesse visto solo lei.
"Tra l'altro ti somiglia tantissimo, è un tuo parente?"
"No, che mio parente, non lo conosco, ma l'ho notato anch'io da un pezzo... non è un tuo ex alunno?"
"No, affatto, non lo conosco proprio... "
"Lo tengo d'occhio io, stai tranquilla" lei sorride un po' ansiosa, poi riprendiamo a parlare.
Il tizio fa in modo di ritrovarsi alle nostre spalle.
Ho l'impressione che ci scatti un paio di foto con il cellulare, ma non ne sono certo, ho solo visto un flash e sentito un rumorino familiare, perchè aveva il mio stesso telefonino e mi è sembrato provenisse da lì.
"G., è ancora dietro di noi che ci segue?"
Mi giro piano, senza dare nell'occhio e lo vedo.
"Sì... facciamo così, entriamo in un bar, se ne andrà via" e così facciamo. Entriamo in un bar per un aperitivo; ma mentre sono alla cassa a pagare, questo tizio entra tutto trafelato e chiede un caffè, alle otto di sera. Un po' strano, il che mi fa pensare che abbia chiesto la prima cosa che gli fosse venuta in mente.
Guarda in un modo fastidiosissimo e volgare lei, mentre riserva per me sguardi quasi malvagi. E non smette un attimo, è insistente come mai mi è capitato in vita mia. Lo guardo meglio: sì, mi somiglia, ha la barba incolta, è alto più o meno come me, occhi e capelli neri, ma è un po' più in carne e ha più rughe, il naso un po' aquilino, diverso dal mio. Tutto sommato, la somiglianza è forte, mi somigliava più lui dei miei fratelli, e questo m'inquieta non poco. Voglio affrontarlo e chiedergli cos'abbia da guardare, ma Lu mi ferma e mi dice che la farei spaventare ancora di più e che non è prudente. Così, me ne sto fermo in silenzio ad osservarlo con la coda dell'occhio, dissimulando la tensione con due chiacchiere. Comincio a pensare tra me e me alle scene iniziali de "Il Sosia" di Dostoevskij, quando Goljadkin incontra di notte il suo sosia, appunto, tra le strade di una Mosca bagnata dalla pioggia, e si spaventa, perchè non capisce se questi esista davvero o se sia solo una proiezione del suo inconscio. Per un attimo, il dubbio l'ho avuto anch'io, lo ammetto, poi il fatto che lo vedesse anche lei, mi ha dato la certezza che non fossi pazzo... o quanto meno che non fossi pazzo solo io.
C'è, infatti, qualcosa di strano che mi tormenta dentro in questo periodo, come se provassi sensi di colpa per qualcosa, come se ci fosse qualcosa di sbagliato in quest'amore che sto vivendo.
Sempre in un delirio di letteratura russa, penso "Questo è Woland", il diavolo che si manifesta ne "Il maestro e Margherita" di Bulgakov. "Basta, smettila", mi sono detto, questo non è normale, occhi ben aperti.
Comunque, Lu si spaventa di brutto per questo ingresso del tizio nel bar, perchè è ormai evidente che c'abbia puntati e non si capisce cosa voglia, perchè dall'aspetto distinto non sembra affatto un ladro, un drogato o un maniaco.
"Facciamolo uscire prima di noi" le dico "così vediamo dove va e noi andremo dalla parte opposta".
E così accade. Lui esce, sempre fissandoci, perfino da fuori alla vetrina del bar, e sale verso destra. Va via, agitatissimo, sempre con questo dannato cellulare in mano, in cui ripete ossessivamente (e forse parlando con il nulla) "che hai detto????", il che mi fa pensare che sia una telefonata fasulla. Faccio passare giusto un minutino e usciamo dopo di lui, per non perderlo comunque di vista.
Mi giro verso destra e lo vedo, qualche metro più su, immobile, che ci aspetta e ci fissa.
"Andiamo, sta lì, dannazione... scendiamo a sinistra e affrettiamo il passo" dico a Lu, abbracciandola.
Mi giro e vedo che 'sto pazzo ci sta inseguendo, ma di corsa.
Attraversiamo e andiamo sull'altro lato della strada.
Lui attraversa poco dopo di noi.
Cazzo.
Indico in modo plateale un negozio sul lato della strada dove eravamo prima e faccio capire a Lu che dobbiamo attraversare di nuovo. Attraversiamo e lui ci segue pure stavolta. Ormai è ovvio che voglia farci qualcosa o quanto meno spaventarci. E ci sta riuscendo.
Al che mi scoccio, mi giro di scatto e mi fermo. Lo guardo fisso con aria minacciosa. Lui si ferma a una decina di metri da me e riprende quel cazzo di cellulare, fingendo di parlare. A quel punto, penso che sia proprio pazzo e che questo implica pure un certo grado di imprevedibilità nelle sue mosse e, dunque, di pericolosità.
"Ci sono dei taxi più avanti, prendiamone uno e seminiamolo, andiamo" e Lu mi si aggrappa al braccio, atterrita, allorchè dopo il nostro primo passo pure lui comincia di nuovo a camminare a passo spedito dietro di noi.
Entriamo nel taxi, ci chiudiamo subito dentro e quello che fa? Dà un cazzotto sul cofano della macchina, suscitando l'ira del tassista, che esce come un ippopotamo imbufalito dall'auto e gliene dice di tutti i colori.
Il tizio non si scompone proprio e continua a fissarci. Dico al tassista di non badarci, perchè è un fuori di testa e gli spiego l'accaduto, mentre ci porta nel luogo che gli avevo chiesto.
Mai successo niente del genere, ancora ci penso e non so che spiegazione dare. E quella somiglianza è la cosa che più di tutte m'ha scosso.
Fortuna che ieri, a casa di lei, nessuno ci ha inseguiti... si sono inseguite solo le nostre labbra, dappertutto...
Written by: JackPummarolino alle ore 16:09 |
Permalink |
commenti (4)
categoria:
de mundo,
about jack,
i deliri di jack,
jack e la donna immaginaria,
le giornate di jack,
jacks incazzescions,
inside jack,
jack ogni tanto pensa,
jack non sta mai tranquillo,
jack e la sua città ,
jack e i quesiti universali,
sexy jack,
jack ha paura
venerdì, 22 febbraio 2008
Dovrei andare a letto, ma non ci riesco.
Una strana inquietudine mi scoccia, stanotte, non so che voglia da me.
Ho perso l'eclissi, ieri. Ho perso anche la Luna, forse.
Chissà se la Luna sa leggermi ancora.
Succedono tante cose tutte insieme, in certi periodi, e in altri, invece, vorresti una novità, una briciola di novità, e non arriva nemmeno a pagarla. Perchè cazzo deve andare così, non l'ho mai capito. Sarà sempre per il principio "o tutto o niente", ma in fin dei conti va bene così, io ragiono da sempre in questi termini.
O tutto o niente. Da un lato ho tutto, ora, e dall'altro ho niente, m'è rimasto niente.
Sta andando avanti un bel progetto in cui mi sono tuffato. Da qualche giorno, io e mio fratello siamo ufficialmente soci in affari. Speriamo bene, ci crediamo in questa cosa, ed è motivo di unione dopo tanti screzi. E, oggi, mi arriva una mail davvero inattesa, da parte di una donna che per me è stata molto importante, un pilastro di fascino e simpatia. Se mi leggi, lo sai che ce l'ho con te, non ho avuto nemmeno la prontezza di risponderti, poco fa, mi sono appisolato per un po' sul divano e ora eccomi qui, provo a risponderti con un abbraccio nella notte.
Veltroni caccia De Mita. E fa bene. E anch'io caccerò la gentaccia che mi sta intorno, serve aria nuova.
Domani... anzi, tra un po'... conferenza alla Feltrinelli, ci sarà anche lei. Ci rivedremo, finalmente.
Ho quasi paura di tutta quest'emozione che provo nell'attesa, mi sa che sarò insolitamente imbranatissimo.
Pare che mi stia cominciando a venire sonno, me ne vado a dormire, prima che mi passi, sorridendo per un paio di frasette di R., stasera, a tavola.
"Papi, voglio un altro po' di pasta con le zOcchine..."
"Si dice zUcchine"
"Con la ZU?"
"R., ma non esiste mica la lettera ZU, parla bene"
"Come zucculoni?"
"R.!!! Ma dove le senti 'ste parolacce!"
"L'ha detto Ciro"
"E chi è Ciro?"
"Il bidello"
"E a chi l'ha detto?"
"Alle maestre, ha detto che sono tutti zucculoni che se la tirano"
ARGH.
Ma che personcina amabile deve essere, questo Ciro, eh...
Written by: JackPummarolino alle ore 02:30 |
Permalink |
commenti (8)
categoria:
about jack,
i deliri di jack,
amiche ed amici,
jack e la donna immaginaria,
le giornate di jack,
inside jack,
jack ogni tanto pensa,
jack e la famiglia pummarola,
i dialoghi di jack,
jack e le pesti,
jack se la fa addosso,
jack e i quesiti universali,
jack ha il cuore debole
mercoledì, 20 febbraio 2008
"Dans ma maison tu viendras
Je pense à autre chose mais je ne pense qu'à ça
Et quand tu seras entrée dans ma maison
Tu enlèveras tous tes vêtements
Et tu resteras immobile nue debout avec ta bouche rouge
Comme les piments rouges pendus sur le mur blanc
Et puis tu te coucheras et je me coucherai près de toi
Voilà
Dans ma maison qui n'est pas ma maison tu viendras."
(Dans ma maison - Jacques Prévert)
Racconto e mi racconto tanto, in questi giorni. Lo faccio scrivendo, anche se qui ci finisce solo una minima parte di quel che scrivo nelle mie notti insonni e inquietantemente felici.
Avrei bisogno di parlare, me ne accorgo; ma non è facile. Temo, a volte, di risultare troppo pressante, di dire troppo, di dire troppo poco, ho perso un po' la fiducia nelle persone che si dichiarano "schierate" al mio fianco e, poi, nel bel mezzo della battaglia, quando sto per vincere, mi lasciano solo. Mica è capitato una sola volta, tutto questo; dovrei essere vaccinato, eppure non è così, ogni volta è uno strappo. Forse, ho nel dna il destino del condottiero solitario? Le guerre, belle o brutte che siano, le devo affrontare da solo, godendo i frutti della vittoria in gloriosa solitudine o leccandomi le ferite sanguinanti per la sconfitta in un silenzioso e malinconico vuoto? Non lo so, eppure so che mi piacerebbe tanto poter condividere con qualcuno che davvero mi voglia bene questo mio periodo pieno di emozioni, emozioni fuori dal comune.
Il punto è che, probabilmente, ma di questo non ne sono, poi, così certo, sono stato io stesso ad allontanare le poche persone che avrebbero potuto starmi accanto, anche solo per ascoltarmi dieci minuti, per farmi dare sfogo ai miei deliri di felicità, di frustrazione, di paura, di armonia. Li abbiamo tutti, credo, e li ho anch'io, non vedo perchè non dovrei. Se l'allontanamento è stato causato da me, l'esame di coscienza è sempre in corso, non nego mai le mie responsabilità; ma se l'allontanamento è dovuto all'incapacità di relazionarsi con questo "diverso" me, allora sinceramente non so proprio che farci, sta alle persone che hanno scelto di camminarmi lontano capire cosa vogliano davvero.
C'è chi è andato via, sbraitando e facendomi sbraitare per la rabbia e l'incredulità; c'è chi, invece, formalmente c'è, ma di fatto non c'è più come prima, perchè un muro di sottile ghiaccio ci divide; c'è chi c'è, anche se poco gradito, e non fa troppa differenza per me che sia presente o meno; c'è chi, invece, a sorpresa si è mostrato presente con allegria, condividendo pensieri intimi, giochi, prese in giro, come se si fosse amici da sempre, eppure non è così... ma le probabilità che un rapporto che nasce bene si evolva ancora meglio sono tante e io ci spero; e poi c'è chi è troppo preso dai fatti propri per ricordarsi che esisto, ma queste persone hanno tutta la mia comprensione, perchè sono fatto anch'io così: prima io e poi gli altri; vale, dunque, il viceversa.
Chi mi resta? Mi resterebbe la mia SpiritoLunare, incredibile nipotina dalle mille facce, ma ha tanti di quei casini pure lei, in questo periodo, che ci manco solo io con i miei racconti; ha già il suo bel da fare e ce la sta mettendo tutta, io posso aspettare; e, poi, c'è R., il mio tesoro di bambino pestifero.
Quanto parliamo, lui ed io... di tutto, velatamente gli confido anche i miei segreti e lui, che capisce che gli stia dicendo qualcosa di molto serio, fa il faccino concentrato e dopo magari mi lancia pure qualche perla di saggezza. Ci coccoliamo un po', la sera, quando sono a casa e non ho ancora voglia di aprire i libri per studiare, per preparare questo benedetto congresso scozzese, che mi sta facendo dannare, ma che spero mi darà soddisfazioni; ci teniamo stretti stretti, mentre parliamo della nostra doppia vita su Marte, giocando con la navicella che gli ho regalato a Natale... naturalmente, quella nera dei cattivi la sto usando sempre io, come avevo pronosticato.
Quando si diverte molto, all'improvviso mi urla, per scacciare l'emozione, "Papi, ti voglio bene benissimo!!" e mi abbraccia, ridendo forte, di una risata impacciata e timida, perchè quasi si vergogna dello slancio affettuoso che non è riuscito a contenere. Qualche volta, mi dà pure delle sonore capocciate, perchè mi si butta addosso con una tale foga, che lo trattengo a stento. Ridiamo un bel po', poi scatta la mia vendetta a colpi di morsicini, pernacchie in pancia e solletico a tradimento.
Entra la mamma in salone "Non lo sfrenare, poi non dorme più..." - "Tranquilla, ci penso io" le rispondo, pensando "Ma perchè non ti fai i cazzi tuoi, visto che non lo porti tu a letto? Facci giocare." e continuo a strapazzarlo. Mi piace sentire le sue manine che mi danno gli schiaffetti sulla faccia, mentre mi dice "Papi, smettila, papi!!! Pungi, smettila!!" ridendo come un pazzo.
Penso che vorrei avere anche lei con noi due e allora il mondo sarebbe tutto su quel divano e il resto non m'importerebbe. Un giorno, chissà, forse le farò conoscere mio figlio, ora è presto. E magari ce ne andremo insieme da qualche parte, in qualche bel posto; forse, ce ne andremo al mare; ma andrà bene anche in montagna, in pianura, in collina, sott'acqua, tra le nuvole, nelle viscere della terra, dove loro due vorranno, io li porterò.
E sarò felice, come adesso, seppur fondamentalmente solo.
Bisogna saper stare da soli, bisogna aver fiducia nelle proprie forze, perchè, alla lunga, sono l'unica cosa su cui davvero possiamo contare.
"A casa mia, che non è casa mia, tu verrai"
Written by: JackPummarolino alle ore 13:40 |
Permalink |
commenti (9)
categoria:
de mundo,
about jack,
amiche ed amici,
jack e la donna immaginaria,
jack sogna ad occhi aperti,
inside jack,
jack ogni tanto pensa,
le ferite di guerra di jack,
jack tanto per parlare,
jack non sta mai tranquillo,
jack e la famiglia pummarola,
jack e i quesiti universali,
jack ha il cuore debole
mercoledì, 12 dicembre 2007
PAURE E TRAUMI INFANTILI - cap. 1
Chiacchierando con la simpatica Avluela, nel primo pomeriggio, sulla mitica minichattina di Plugoo, che ho messo nella mia sidebar (Blossom ne sa qualcosa!), è uscito fuori durante il discorso un terrificante personaggio, che ha inquietato le notti di chissà quanti bambini: il FANTASMA FORMAGGINO!
Si parlava di film del terrore, di bambine morte senza occhi, che se le guardi ti uccidono (chi si ricorda che film fosse???), di porte sbattute all'improvviso, di tricicli alla Shining (da sottolineare che la signorina Avluela continuava a dirmi di essere da sola in una scuola immensa, di smetterla con questi discorsi orripilanti e che l'infarto per lei fosse dietro l'angolo, continuando così...), quando, poi, ad un tratto lei nomina il famigerato Dott. Cav. Egr. Avv. Dir. Gen. Gra. Figl. Di. Putt. Fantasma Formaggino!
L'avevo davvero rimosso, ma quando l'ha nominato, le chiedo, incuriosito e sorpreso...
"Ma allora lo conosci anche tu?!?"
"Sììì!!" mi risponde, e penso a quanto i genitori italiani siano infami a tutte le latitudini, suggerendosi tra loro comuni strategie del terrore contro le pestiferate dei loro bambini.
"E pure a te diceva..."
"Ti metto nel panino!" mi anticipa lei.
"Sono il Fantasma Formaggino, se fai il cattivo, ti spalmo nel panino!" dico la formula completa e indimenticata della fatidica minaccia del signor Formaggino.
"Sììì" Avluela conferma, è proprio lo stesso bastardo!!!
E insomma, scopriamo che le versioni combaciano e deduciamo che il Fantasma Formaggino è stato di certo il trauma di chissà quante generazioni di piccoli esseri umani.
Voi lo conoscete? Come lo immaginavate?
Io, da piccolo, l'ho sempre immaginato così:
- ETA' 4/5 ANNI: il Fantasma Formaggino è un provolone, non nel senso di marpione, ma proprio nel senso di provola gigante affumicata, con addosso un lenzuolo bianco in tipico stile da fantasma rompicoglioni, e che quando passa lascia una puzza di formaggio inconfondibile, tanto che quando entravo nelle salumerie con mia madre, avevo il terrore del banco formaggi, perchè credevo fosse la sua tana.
- ETA' 7/8 ANNI: con il passare degli anni, ho iniziato a credere che il Fantasma Formaggino avesse le sembianze di un formaggio cremoso, altrimenti non si sarebbe spiegata la sua minaccia "Ti spalmo nel panino!"... doveva aver preso di certo spunto dalla sua stessa natura, per teorizzare un simile ricatto. Quindi, ho cominciato a fantasticare sulla sua essenza e ho ipotizzato che potesse essere un formaggino Bel Paese della Galbani, quelli nella mitica scatoletta tonda trasparente. Quando aprivo il frigo e li vedevo lì, silenziosi e infidi, a guardarmi, certe volte, soprattutto se di sera, richiudevo immediatamente il portellone, per paura che mi risucchiassero al freddo della celletta e mi spalmassero da qualche parte.
- ETA' 40 ANNI: oggi, ancora un po' traumatizzato dalla losca presenza del Fantasma Formaggino nella mia vita, evito di mangiare i formaggi (vabbe', dai, non è solo per il Fantasma Formaggino, mi fanno anche schifo di loro, eh!) e quando vado al ristorante e mi portano un piatto di pasta strapieno di pecorino su, prima ancora di bestemmiare contro il cameriere e tutta l'équipe dello chef, inveisco tra me e me contro di LUI, il Fantasma Formaggino, che, dato che non è mai riuscito a spalmarmi nel panino, si vendica così, con queste apparizioni bastarde sulle mie pietanze mangiate fuori casa... un giorno me la pagherà...
Se volete saperne di più sul Fantasma Formaggino, cliccate QUI...
Seguiranno altre delucidazioni sulle mie, innumerevoli, restanti paure infantili... (e mica solo infantili, argh...)
sabato, 13 ottobre 2007
CONQUISTA JACK...
Eh già, non ho resistito!
Ho visto questo simpatico personal test sul blog di Watson, cioè, volevo dire Blixxxa, e così, dopo aver malamente fatto il suo, sono andato a prepararne uno tutto incentrato su di me, of course (so che non avevate dubbi in merito alla mia megalomania egocentrica, ma andiamo oltre).
Il test si chiama, ovviamente, "Conquista Jack".
Partecipate numerose, donne, e fatemi sapere il risultato raggiunto dopo aver risposto alle domande! La vincitrice diverrà la mia vittima amorosa predestinata, il che significa che:
1) Le chiederò il contatto msn per tacchinarla fino al suo completo e disperato cedimento alle mie avances.
2) Se il contatto già ce l'ho, vuol dire che già la tacchino da tempo, ma raddoppierò la dose per l'occasione
Cliccate QUI per il test, buon divertimento!
venerdì, 12 ottobre 2007
Ed ora veniamo ad una piccola, ma intensa rassegna delle chiavi di ricerca più usate su Google, che hanno portato ignari visitatori a sbirciare il mio blog. Come sempre, alcune sono VERAMENTE inquietanti.
Le metto in ordine sparso:
1) Annibale farnetichi la canzone
Mi spiegate che cazzo vuol dire "Annibale farnetichi la canzone"??? E quando mai io ho nominato 'sto signor Annibale qui dentro? Che farnetico si sa, che canto sempre pure, ma Annibale secondo me è un clandestino marocchino che si è infilato di stramacchio nel template del mio blog e campa alle mie spalle. Mazzate di morte, se lo acchiappo.
2) Jack cagone
Grazie. Davvero, grazie. Se trovo chi è stato a digitare queste due parole messe insieme su Google, lo chiudo nella tazza e gli faccio quello che generalmente si fa sulla tazza, ma glielo faccio in testa, ovviamente. Almeno la smetterà di cercare in giro per il web questo Jack Cagone, che, ci tengo a precisare, non sono io. Sono stitico ultimamente.
3) Jeans attillatissimi tamarri
Ne avrò parlato in quei post disperati, dove descrivevo la fauna femminile che viaggiava in Circumvesuviana con me, ma se la gente scrive "jeans attillatissimi tamarri" e si ritrova qui, magari pensano di essere finiti sul blog di Dolce & Gabbana e ci scappa pure che qualcuno mi faccia le avances gaie.
4) Marilena & seducente
Dove sta??? Eh?!? Ditemelo! Ditemelo subito! Dov'è che nel mio blog ci sta una Marilena seducente, che me la trombo seduta stante?!? Ho lo jus primae noctis su di lei, se questa signorina vive qua da me a mia insaputa!
5) Montera dei toreri shop
Oh dio. E' vero che in quel di Madrid ho soggiornato a Calle Montera, notoria (ma dopo scoperta, a mia discolpa) via di puttan tour internazionali, ma queste parole messe così fanno pensare ad un sexy shop in Calle Montera, che appunto è già ambigua di per sè, che vende articoli porno per toreri assatanati di sesso, che quando non ci vedono più dalla "fame", in mancanza di donne, ma anche di tori, sono capaci pure di incaprettarsi una Fiesta Ferrero!
6) Nelson piatti
Sarà che sono un bravo uomo di casa e s'è sparsa la voce? No, no, no! Ehi, piano! Signore, per favore, donne, calme, calme! Non spingete, tanto non ho intenzione di sposarmi! Pussa via!
7) Pisello dentro
E ho detto tutto.
8) Tuffo dalle spalle
Che messo dopo "pisello dentro" è davvero molto preoccupante.
9) Zia svestita
Non mi risulta di aver mai fatto cose zozze con una mia zia, nè tantomeno di averne parlato qui, incurante dell'incestuosità del fatto, descrivendo improbabili spogliarelli di una donna di 70 anni e più (be', quella è la mia paziente hard di 74 che si spoglia per me, non mia zia!); ma... pensavo: vuoi vedere che la vendetta di Edipo si è scagliata su di me, così che io tromberò mia zia e ucciderò mio zio, senza sapere che siano loro?
Forse l'oracolo di shiny stat ha voluto aiutarmi con questa profezia.
Ci sono tante altre chiavi di ricerca, ma per lo più sono "innocue"... quello che mi premeva era semplicemente portare a conoscenza di tutti voi la faziosità e la malvagità di Google, che si è accanito con me e mi manda tra miliardi di visitatori in tutto il mondo, solo quelli più porci, quelli più malatoni, quelle più baldracche, quelli che non hanno una ceppa da fare (mi riferisco a te che hai cercato Annibale che farnetica qua dentro, imbecille).
Insomma, è una congiura, un complotto vero e proprio. Google vuol farmi fuori, perchè gli faccio concorrenza con il MIO motore di ricerca personalizzato.

P.S.: Ma vi capita mai di ritrovarvi a desiderare pazzamente, anche solo per un istante, una persona che generalmente non vi fa quest'effetto dirompente, seppur piacente? Non è che sono un porco sul serio?