giovedì, 13 dicembre 2007

GLI SPOT NASCONDONO ATROCI VERITA'...

Analisi socio-tele-psico-comunicativa di un ormai storico spot tormentone dei mitici anni '80.
Chi di voi ricorda la pubblicità molto tropical, molto relax, molto mabeati'stistronzi, insomma molto da bava alla bocca del Caldobagno De Longhi?? Impossibile che non ve la ricordiate, a meno che non foste ancora nati nel 1988, ma si suppone di sì, cari anziani visitatori del mio blog (e dopo questa, non passò più nessuno di qui...).
Eccovi il testo dello spot, sbobbinato come una lezione universitaria, con tanto di acuti commenti d'accompagnamento.
Entriamo nei dettagli e cerchiamo di scoprire i messaggi subliminali che il signor De Longhi e la sua furba équipe di pubblicitari vollero lanciare, all'epoca, ai nostri cervelli.
In rosso troverete il testo originale dello spot, tutto il resto è farina (sicuro che quella polvere bianca sia farina???) del mio sacco (sacco pieno o sacco vuoto?).
Guardate, guardate...



"Caldobagno De Longhi è programmabile"
(eh, i progressi della tecnologia digitale, quando allora per sentire 20 volte di seguito una canzone sul walkman, dovevi consumare il tasto Rewind, spesso anche tosto da premere, e naturalmente anche il nastro della cassetta, che dopo riusciva ad emettere solo suoni del tipo "sgluuushhhblluuuoooaagguu").

"Si sveglia qualche minuto prima di te"
(poi ti prepara il caffè, ti aiuta a fare il bidet, ti sceglie la cravatta, c'è perfino il modello che ti sceglie la mutanda abbinata ai calzini, ti chiede cosa vuoi per pranzo/cena e se gli lasci le bollette sul tavolo, va pure a pagartele all'ufficio postale).

"E... scalda... "
(detto con voce suadente, con un sapiente attimo di silenzio tra la congiunzione "e" e il verbo "scalda", roba che in quello "scalda" c'è tutto un retrogusto sexy puccello, tale che l'incauto cliente, davanti al teleschermo, già potesse immaginarsi immerso nella sua vasca di casa 100x40, comodissima tra l'altro, attorniato da disinibite fanciulle ucraine, cinesi e colombiane, per la serie viva la multirazialità, basta che si tromba).

Le immagini intanto mostrano una coppia tipica italiana, composta da marito abbastanza orribile e moglie abbastanza carina, felicemente addormentati e pronti al risveglio. A risvegliarli, infatti, ci pensa il caldobagno, che suona anche la tromba all'alba. Il marito, però, e si suppone dai movimenti rapidi con sui si alza dal letto, sembra svegliarsi a causa di piccole colichette intestinali con tanto di peto "liquido" incluso, che lo obbliga a correre alla toilette. La tesi è confermata anche dai saltelli un po' effeminati, che potete vedere non appena lui entra in bagno, saltelli che lo aiutano a tenere ben serrato l'orifizio anale, pena il Vajont.
Ma eccoci all'analisi vera e propria di questo losco soggetto, metà essere umano, metà ippopotamo a dieta, che fu scelto per fare la parte del "caldobagnato".

Faccia: di kiulo, indiscutibilmente.
Fisico: non ne parliamo proprio, asciutto come una foca.
Voce: devo infierire? L'orso Yogi è più sexy.
Fascino comunicativo: lo stesso che ha avuto l'ippopotamo blu della Pampers. A suo modo, devastante.

Ascoltiamo e commentiamo cosa dice, il signor Caldobagno.

 

"Hmmmeheh...caldo bagno... hmmm..."
(mugugna e saltella tutto gaio, con la voce da Yogi, appunto, che tutti si saranno chiesti perchè la moglie non gli avesse mai tranciato le corde vocali con una cesoia da giardiniere).
Il tipo si adagia nella vasca e prende un giornale con espressione soddisfatta.

Musichetta in sottofondo: Caldo bagno AHHHH!!! Caldo bagno AHHHH!!!
(Dove quegli impercettibili AHHHH!! in sottofondo, sono un chiaro e netto suono orgasmico, teso ad eccitare la fantasia dello spettatore italiano medio, all'epoca stordito dai mugolii di Serena Grandi in Rimini Rimini e della Fenech con Lino Banfi, che le sbavava sulle zizze).
Ma ecco che si sveglia la moglie, forse dopo un sonoro ed intestinale concertino in Mi (Fa mal' 'a panz') del marito.
Giustamente, si preoccupa per i sordidi rumori e, temendo delle fughe di gas, si sincera della situazione.

"Caro? Sei in bagno?"
(E tu che dici, deficiente? Come si chiama quella stanza con un lavandino, una vasca, un bidet, qualche sapone, si spera, una tazza, uno specchio e la puzza di piedi e fogna che lascia tuo marito, quando si spoglia al ritorno dal lavoro?).
Ma il marito è ancora più furrrrrrbo di lei, sentite come risponde...

"In bagno?!?!?! In caaaaldoooo bagnoooo!"
(Come a dire "In bagno?!?! Ma che cazzo dici! Sto sfondando il contatore della corrente con il nostro splendido oggetto di cess-technology, il Caldobagno, e ora sono sull'atollo di Mururoa! Rassegnati, cara, i nostri ultimi risparmi li useremo per pagare la prossima bolletta dell'Enel, ma per ora sto godendo come un porco, quindi, non rompere li cojoni e famme fa'!).
E si vede il marito ippopotamo godereccio, che si ritrova nel bel mezzo di una spiaggia tropicale, roba che secondo me tutta Italia gli avrà mandato le migliori bestemmie per l'invidia o avrà sperato che spuntasse uno squalo bianco alle spalle, divorandolo. Si getta all'indietro, lanciando il giornale, satollo di felicità.
A questo punto, però, lo spot raggiunge l'apoteosi della comicità.
Sentite la moglie.

"In caldo bagno??? Arriiiiivooooooooo!!!" e splash! Si tuffa con tutto il pigiama nella vasca, sparendo magicamente nell'acqua.

Ora, la Protezione Civile ha ipotizzato varie conclusioni della triste vicenda, poichè mai nessuno ha creduto al finale idilliaco dello spot, in cui la moglie, dopo il tuffo nella vasca alta 20 cm, spunti dalle profondità dei mari tropicali accanto al marito sull'isoletta di Mururoa (perchè proprio Mururoa? Sempre per il solito discorso delle bestemmie/invidia, l'acqua è radioattiva, crepassero!).

Ecco i possibili VERI finali della vicenda:

1) La moglie, dopo il tuffo, si è incastrata con la faccia nel tappo metallico di chiusura della vasca, sfrantumandosi tutta l'arcata dentale, con triplo trauma cranico e rinculo delle orbite oculari nelle tube di falloppio. Si dice che ora sia in un istituto psichiatrico per cerebrolesi schizofrenici borderline, il trauma è stato davvero pesante. Il marito? Divorato da uno squalo bianco, sì.

2) La moglie, dopo il tuffo, si è ustionata nell'acqua bollente della vasca, a dimostrazione che il Caldobagno è efficientissimo, anche troppo. Si suppone che sia pure spuntata davvero ai tropici dal marito, ma che costui, dopo averla vista sfigurata dalle numerose ustioni di terzo grado, l'abbia affogata e data in pasto a delle pericolosissime meduse polinesiane, accorse per farsi il bidet nell'acqua del caldobagno, dopo secoli di gelidi lavaggi oceanici delle loro parti intime. E non è piacevole, vi assicuro.

3) La moglie, dopo il tuffo, è rimasta fisicamente illesa, perchè ha urtato sulla panza del marito, che in realtà era lì, altro che tropici, quel rincoglionito... ma con la forza d'urto, la tizia ha fracassato la vasca da bagno, sfondando il pavimento sottostante e finendo al piano di sotto, tutta infracicata d'acqua, in braccio ad un condomino di 74 anni, placidamente seduto sul cesso di casa sua, ad espletare i suoi quotidiani (più o meno, dicono fosse un po' stitico) e naturali bisogni fisiologici. Voci di corridoio dicono che il vecchio abbia prima tentato di approfittare di lei sessualmente, ma che poi siano caduti dal tetto i resti della vasca e il marito, che s'era tenuto appeso ad una trave che non resse, colpendo mortalmente il vecchiazzo e permettendo alla moglie la fuga al piano di sopra, in casa sua.

La scena finale dello spot, infatti, mostra la moglie che, tutta tranquilla, si asciuga i capelli, dopo la strana avventura. Perchè Caldobagno è anche phon, non scherziamo proprio, eh. E secondo voi, visto che lei è viva e vegeta, l'ipotesi numero 3 non è la più plausibile per ora, dato che non inquadrano più nemmeno la vasca, che è sprofondata fino al pian terreno dal portinaio del palazzo, con tutto il marito nudo dentro, che s'era allegramente flashato di essere ai tropici, per via delle allucinazioni da lassativi???

Eh... gli anni '80...

mercoledì, 31 ottobre 2007

HALLOWEEN? TU E TUA SORELLA!

E anche quest'anno è giunta la nostra tradizionalissima, tipicamente italiana, festa di Halloween.
Io la festeggiavo fin dalla più tenera età, quando mamma mi cucinava pasta e zucca, la sera del 31 ottobre, e che se non me la mangiavo tutta, mi intommava di mazzate e mi faceva uscire in giro con i denti rotti, il viso deturpato dai pugni, con fiotti di sangue che colavano dal naso e i lividi sotto agli occhi. Credo d'aver lanciato io la moda di festeggiare Halloween, nel mio quartiere, poichè tutti i bambini m'invidiavano, mi dicevano "OHHHHH! Ma che bel costume da zombie scommato di sangue che hai!!" e correvano dai genitori a casa, implorandoli di distruggerli di calci e fustigazioni varie, per poter essere belli e fashion quanto me.
A breve, ahimè, comincerà lo stillicidio dei bambini del parco (qualcuno s'è pure anticipato e già è venuto ad allietarmi), che, spiritosissimi e contenti, verranno a bussare alla porta di casa, urlando "Dolcetto o scherzetto?!" con aria minacciosa (uno ci scherza, ma con i bambini di oggi non puoi mai sapere come ti va a finire, se non li accontenti. Non mi vorrei trovare in prima pagina, domani, tipo: "Sgozzato da un nano travestito da Dracula. Non gli ha voluto dare un pacchetto di Mentos", nooo... mamma mia, io ho una reputazione da tutelare, meglio assecondarli e farsi rapinare la credenza, naturalmente senza sporgere denuncia, dopo).
Tuttavia, nonostante io sia pronto al supplizio di orecchie (ma quanto strillano?) e del portafogli (approssimativamente, nel parco ci sono circa 40 bambini, fatevi un po' i conti), ho deciso insieme ad un'amica di blog, partenopea come me, la simpaticissima ed irresistibile femmina chic, AMELIANDO, di dare il via ad una campagna anti-Halloween, a tutela dei poveri genitori, vessati da orde di microvandali affamati, che oggi hanno fatto un patto con il Diavolo e con la carie.

Così:

- Se anche voi non ne potete più di queste festività così amene, che manco sappiamo da dove vengono.

- Se anche voi non ne potete più di tagliarvi le mani con il machete, perchè se no "paaaaapiiiii, ma è brutto il nostro giardino senza la zucca cattiva, facciamola, fa niente che dopo vai al pronto soccorso, dai!!".

- Se anche voi non ne potete più di alzarvi dal divano ogni 5 minuti e di fare finta di cagarvi sotto alla vista di mostriciattoli travestiti manco la schifezza, perchè le mamme vanno al risparmio, già pensando al ricavato della vendita dei dolciumi che i figli sottrarranno alle case degli altri condomini.

- Se anche voi nun c'a facit' cchiù cu 'sta fetent' 'e fest', non esitate ad acquistare virtualmente una delle magliette che Ameliando ed io, da bravi napoletani, che non perdono occasione di inventarsi qualcosa per guadagnare (anche se non vediamo manco un euro), abbiamo preparato per l'occasione, al fine di diffondere la protesta contro lo zucca-party del mondo occidentale! Giusto per: W i talebani.


P.S.: Non vi preoccupate per le taglie, donne, perchè per quelle c'attrezziamo. Se siete troppo seccarone, vi forniremo un'imbottitura di semi di zucca da mettere a mo' di busto ortopedico ripieno, mentre se siete troppo in carne, c'è sempre il machete usato per le zucche; direte voi dove dobbiamo tagliare per farvi calzare a pennello le nostre T-Shirt taglia unica. Che volete da noi, mò così si porta, tutti le fanno taglia unica, le magliette.
Buon Halloween a tutti quanti e grazie ancora ad Ameliando per le risate ormai consuete in sua compagnia. Meno male ca ce staje tu!



Spero abbiate apprezzato la traduzione dal vernacolo partenopeo, che, si sa, per questo genere di proteste è quanto mai azzeccatissimo, non potevamo esimerci.
venerdì, 26 ottobre 2007


Racconto momentaneamente rimosso per esigenze editoriali. Pardon!
 


Il video che vedete su è stata la mia preziosa fonte d'ispirazione per il racconto:  è l'ultimo spot della Bmw, spot che io trovo semplicemente splendido ed evocativo, per le immagini e per la musica.
A proposito, il titolo della colonna sonora è:
"Finale" - James Newton Howard
Il brano è tratto dalla colonna sonora del film "Collateral".


E stanotte vorrei anch'io ali d'angelo per volare lontano.
giovedì, 11 ottobre 2007
CAMPAGNA ELETTORALE PER LA PRIMA PROVA DI COUPLES!
Ci conosciamo? No? Non importa.
Ti ho mai corteggiata? No? Se vuoi, inizio subito.
Mi devi dei soldi? Sì? Ok, te li abbuono.
Ci conosciamo e ti sto antipatico? Sì? Vedrò di zerbinarmi ai tuoi piedi.
Insomma, se stai qua perchè sei una mia lettrice o un mio lettore, sappi che hai l'obbligo morale di darmi il tuo voto su Couples. Pena: t'imbratto il blog di commenti oscenissimi.
Se, invece, sei una/o di passaggio, dico io, ma che te frega di bada' ar capello, clicca pure tu sull'immagine qui sotto e regalami un tuo voticino piccolino piccolino, te ne sarò grato, in contanti, se uomo, in natura e contanti, se donna.
Avanti, andate a votarmi, non fatemi piangere, che poi faccio i capricci e sbatto i piedi nel blog!
Cliccate sull'immagine qui sotto!
Grazie, eh!

Accorrete numerosi! Votate e fate votare JACK PUMMAROLINO!
mercoledì, 26 settembre 2007

RECLUTAMENTO

STIAMO CERCANDO CONCORRENTI SIMPATICI DI ENTRAMBI I SESSI.

PURE DEL TERZO SESSO.

PURE ANIMALI.

NON COSTRINGETEMI A SPAMMARE, VI AVVISO.

VENITE COME PAZZI/E AD ISCRIVERVI A COUPLES.

E' IL GIOCO PIU' FIGO DELL'ANNO.

E SE VE LO DICO IO, VE LO DICO IO.

NON SIATE TIMIDI E SE PROPRIO LO SIETE, PORTATEVI UN AMICO/A.

SE NON VI ISCRIVETE, GIURO CHE SPAMMO PER TUTTA SPLINDERLANDIA.

E GIURO CHE VI SPAMMO PURE NELLE MUTANDE.

AVANTI, ANDATE AD ISCRIVERVI, NON FATEMI ALTERARE.

MARSCH!

 

Un gioco delle coppie?! De più! 
TU
CLICCA QUI SOPRA!
Written by: JackPummarolino alle ore 16:56 | Permalink | commenti (6)
categoria:follie splinderiane, le iniziative di jack, jack e gli spot, jack e couples
martedì, 18 settembre 2007

SCIUPAFEMMINE  PRIDE

MANIFESTO

L'ho detto e l'ho fatto.
Non perchè io sia matto,
ma perchè non è giusto 
sebbene ci proviamo gusto,
essere additati da tutti,
soprattutto dai brutti,
come spacconi e narcisi,
con la soddisfazione sui visi,
quando una bella donna
per noi s'alza la gonna,
o se una dolce ragazza
per noi diventa pazza.
L'arma è la galanteria,
che i vestiti sa toglier via
con gentilezza e seduzione,
basta non essere un co...dardo
con la fretta allupata di entrare
lì dove non si può sempre stare
a meno che lei ti faccia vedere
che non vuole altro che godere
della tua compagnia, malpensante,
e non guasta se sei pure benestante,
perchè lo sciupafemmine serio
è quello che accende il desiderio
non solo con i baci e con le mani,
ma pure con i soldi, senz'esser villani.
E se tutto questo è nelle tue facoltà,
prendi il banner in attesa che te la dà!


Jack Pummarolino
Presidente dell'A.S.I.,
"Associazione Sciupafemmine Italiani"
invita i signori uomini
ad aderire all'iniziativa
di alto valore sociale,
apponendo il banner dello
SCIUPAFEMMINE PRIDE
nei loro blog,
per tutelare il vero macho latino
dalle discriminazioni femministe,
che lo vorrebbero serio e monogamo,
affidabile e casalingo,
nonchè sessualmente stimolante
pure se le compagna di notte
si trasforma in un negozio
di ortofrutta tra maschere e cremine.
E' impossibile tutto ciò, rassegnatevi.
'O sciupafemmene adda' sciupa'!


Metti questo banner nel tuo blog, se la femmina sciupata è il tuo hobby preferito.

  

 

martedì, 08 maggio 2007

DRINK COCACOLA...

Ho sempre amato le vecchie pubblicità della
CocaCola. Quel sapore un po' vintage, i colori tenui, le espressioni ammiccanti e invitanti dei protagonisti delle immagini. Tutto un messaggio, neanche troppo subliminale, per dire al consumatore "Bevila e starai anche tu così come loro". Lui un provolone, lei una gnoccolona. Sicuramente anni fa la CocaCola era un qualcosa di eccezionale, per uomini e donne abituati a barcamenarsi nella selva dei sapori al massimo tra vini, liquori, qualche succo di frutta e la sacra acqua. Qualche volta penso all'espressione del primo uomo che l'abbia provata... se avete letto la storia di come nacque, magari anche voi riuscirete a pensare alla faccia stralunata del primo sorseggiatore.
Tra i tanti manifesti pubblicitari che ho trovato in giro durante le mie ricerche perditempo, questo è quello che mi ha colpito di più. Inutile chiedere perchè, magari il motivo è più semplice del previsto: mi ci rispecchio a pieno!
Premeso che io ADORO il fisico da pinup e quella biondona non è niente male (ma meglio le more, m'attizzano di più), premesso che mi piace molto anche la CocaCola, premesso che, fossi quell'uomo della pubblicità, la canottiera sinceramente me la sarei tolta, direi che potrei sostituirmi anche subito al tizio mediterraneo... e in stile Mary Poppins & Bert, ora salto nell'immagine e prendo il posto di lui... ho deciso che mi chiamerò Cary, in onore del mitico Grant che rubava i cuori delle casalinghe americane in quegli anni... lei la chiamerò Betty, che fa molto Boop e molto USA style...
Che dialogo si potrebbe immaginare tra questo provolone e questa maliziosa bambolina bionda tutta curve?
Let's see...

(Rumore dell'oceano in sottofondo, vociare di gente in spiaggia e musica dei Beach Boys, proveniente dagli altoparlanti del bar su palafitte...)

"Wouldn't it be nice if we were older, then we wouldn't have to wait so long, and wouldn't it be nice to live together, in the kind of world where we belong...


Cary scende due gradini e si dirige verso la panchina di cemento sulla terrazza del bar, che aveva occupato con le sue cose. Stringe tra le mani una bottiglietta di CocaCola ed è pronto a stapparla e a goderne la frizzante freschezza, quando da lontano vede due gambe lunghe e dei fianchi da paura adagiati sulla spalliera della sua panchina. Il radar provolonico si accende, Cary torna indietro di corsa al bar, scavalca dei bambini in fila per i gelati e si fa dare da Timothy, il ragazzo del bar, un'altra bottiglietta di CocaCola ghiacciata.
"A buon rendere, amico...", gli strizza l'occhio e corre via, togliendosi gli occhiali da sole.
Pochi balzi scattanti tra la folla, per poco non inciampa, sorriso piacione stampato sul viso e mani semicongelate dal ghiaccio delle bottiglie, che si sta sciogliendo pian piano sotto i raggi del sole, gocciolando dai polsi di Cary.
La ragazza bionda vede davanti a sè un uomo che la guarda con aria divertita. Strabuzza gli occhi, quasi offesa da tanta sfacciataggine nello sguardo di colui che le sta di fronte, e volta la testa in direzione opposta, fingendo un vago disinteresse, misto a tensione...

Cary:"Posso sapere il nome di colei che mi sta stirando il telo da mare con le sue leggiadre grazie?"
Betty:"Posso sapere il nome di chi ha intenzione di importunarmi con una scusa così banale? Questo è il mio telo"
Cary:"Ah, davvero? Mi chiamo Cary, comunque, e questo non è il suo telo. Il suo è lì, guardi, volato in spiaggia...". La ragazza si volta di scatto, schiaffeggiando inavvertitamente il viso di Cary con i suoi capelli.
Cary sorride nel vederla così agitata.
Betty:"Ma lei è davvero un maleducato, sa?! Me l'ha lanciato giù di proposito per mettersi al mio posto?!?"
Cary:"Che cosa va a pensare? Sarà stato il vento, signorina, il vento... ma il suo nome?"
Betty:" Mi vada a prendere il telo e glielo dirò..."
I due si guardano come a volersi sfidare. Gli occhi di Cary percorrono velocemente il corpo della ragazza, che arrossisce e malcela l'aria lusingata da quelle attenzioni così dirette.
Cary balza giù dal pontile del bar e corre in spiaggia, ustionandosi i piedi, a recuperare il telo.
Torna su e trova Betty tutta sorridente.
Cary:"Il suo telo, eccolo qui... allora?? Il suo nome, su, non voglio scuse..."
Betty:"Me l'ha macchiato di CocaCola... lei è davvero un disastro... "
La macchia ha la forma di una B stilizzata.
Betty:"Mi sa che la CocaCola le sta suggerendo il mio nome... vi siete coalizzati?"
Cary:"Ah, sì? Una "B"... Barbra, Bea, Belinda...? E, comunque, mi scusi per la macchia, posso farmi perdonare offrendole un sorso di CocaCola dalla bottiglia incriminata?"
Betty:"B come bottiglia... B come bottiglia bollente ormai... ma grazie, accetto volentieri..."
Cary:"Bollente, sì..."
Betty:"Come il suo sguardo, caro... la smetta di scrutarmi così... "
Cary:"E non posso, sto cercando di indovinare il nome..."
Betty:"E da cosa lo vorrebbe indovinare, sentiamo? I miei seni non parlano mica..."
Cary sorride e le poggia il collo della bottiglia sulla spalla, facendo scivolare le goccioline lungo il braccio...
Cary:"Il tuo nome o continuo... B. ..."
Betty:"Sarei tentata di non dirtelo... B di Betty..."

Cary continua a sfiorare il corpo di Betty con l'orlo umido della bottiglia, mentre piccole gocce di CocaCola fuoriescono e si adagiano sulla pelle di lei, che, ancora incredula, si abbandona ai giochi di quello sconosciuto dalla pelle abbronzata... gli occhi non si staccano gli uni dagli altri, il vento sibila tra le loro labbra sempre più vicine, la CocaCola inizia a sfiatarsi, loro no...

To be continued... in your fantasy... maybe...

Allora, chi vuole un bicchiere di CocaCola?