Il lato positivo delle cose tutto sommato c'è sempre...
Questi giorni di convalescenza sembrano non voler finire mai e la noia mi sta proprio avviluppando tutto, quasi senza scampo. QUASI.
Non esiste che gliela dia vinta, alla noia, e così qualcosa da fare sempre me la trovo.
La lettura, per esempio, mi sta facendo tanta compagnia in questo periodo, che dura ormai da più di due settimane. Ho divorato e/o riletto libri bellissimi, quali "L'eleganza del riccio" della bravissima Muriel Barbery, regalatomi quando non era ancora un bestseller (30 gennaio!!) e che ho prontamente consigliato a tutte quelle persone che ritenevo in grado di apprezzarne la bellezza; "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Italo Calvino, che per un momento mi ha fatto talmente incazzare, che l'avrei strappato, perchè avrei tanto voluto continuare a leggere uno dei dieci romanzi che l'autore scrive e poi interrompe; "La mente colorata" di Pietro Citati, che è una rilettura originalissima ed emozionante di parte dell'Iliade e dell'Odissea, naturalmente con particolare interesse alla figura di Ulisse; "Che cos'ha detto Nietzsche" di Mazzino Montinari, un bellissimo saggio sulla riscoperta del vero pensiero di Nietzsche, infangato dalle manipolazioni della sua esaltatissima nazi-sorella; e, infine, sto iniziando "Le braci" di Sandor Màrai e "La storia" di Elsa Morante, bel malloppo di quasi 600 pagine!
Se dovessi consigliare ai lettori che passano di qui uno solo di questi libri, direi proprio "L'eleganza del riccio". Parte in sordina, usando un doppio registro dialogico e diversi stili di scrittura (e qui si vede la bravura dell'autrice), adattandosi alle due principali protagoniste: una ragazzina superintelligente e ultrasensibile e una portinaia di un palazzo parigino, che nasconde la sua vera identità agli occhi dei condomini, celandosi dietro ai soliti luoghi comuni che caratterizzano una portinaia: pettegola, incolta, noiosa, grigia. E, invece, questa donna nasconde un animo nobile come pochi, che solo due persone riusciranno a cogliere: la ragazzina, abitante lei stessa del palazzo parigino, e un nuovo inquilino, il giapponesissimo Mr. Ozu. Non anticipo la trama, perchè farei perdere gusto ai lettori ancora ignari, ma posso assicurarvi che il finale è toccante come pochi, quasi da piangere, così come tutto il libro è intriso di una delicatissima vena filosofica e di una sottile e pungente ironia, che a tratti lasciano sorpresi per l'acume di chi scrive (la signora è solo al suo secondo libro e già è in vetta alle classifiche!) e per altri versi fa quasi provare invidia, quella positiva e ammirata, verso l'autrice, perchè personalmente, lo ammetto, ho pensato "diamine, questo libro l'avrei proprio voluto scrivere io...".
Tutto sommato non è poi così malaccio cadere per le scale e spaccarsi il sedere, se, invece di lavorare, me ne sto steso a leggere... o no?
E, adesso, gradirei una bella pizza.

categoria:about jack, le recensioni di jack, le giornate di jack, inside jack, i consigli di jack, jack tanto per parlare















:Giudicare:Offendere:Odiare:Discriminare:
:Abusare:Insistere:Aspettare:Invidiare:
:Piangere:Credere:Spettegolare:Sciare:
:Esagerare:Rompere:Approfittare:Scroccare:
:Sviolinare:Picchiare:Ostentare:Abbandonare:












created by Jack