venerdì, 28 settembre 2007

PENSIERI DI UN TONNO

Non vi capita mai di sentirvi un tonno in scatola?
A me sì. Però c'è tonno e tonno, ovvero la differenza la fa la scatola.
Ci sono giorni in cui mi sento un tonno in scatola di latta supercolorata e altri in cui mi sento un tonno inscatolato nel classico barattolo di vetro. Oggi, mi sento un tonno all'olio extravergine (io???) d'oliva sottovetro.
La differenza sta nel come si vede la vita da quegli involucri di diverso materiale.
Quando sto incastrato nella latta, è perchè, in parole povere, la giornata è di merda. Belle le parole povere, s'arriva subito al punto. Mi sento soffocare e perciò scelgo la latta per rappresentarmi, al di là della quale il tonno non può vedere dove andrà a finire, dopo essere stato affettato e chiuso dentro. Allo stesso modo, io non riesco a dar conto a ciò che sta fuori di me, mi chiudo nel mio dannato egoismo e mi lascio affogare in una specie di olio melmoso che sa di mare inquinato, troppo salato perfino per se stesso, che pur di non bersi, s'increspa e sputa via il peggio di sè. Quell'olio melmoso sono i miei pensieri, a volte luridi, torbidi, opachi, spenti. Rancidi. E per non pensarli, ecco la tempesta, dò spesso in escandescenza. Immaginate una scatoletta di tonno taroccata da quel deficiente di Unabomber o chi per lui. Voi l'aprite e vi esplode il tonno negli occhi con rabbia. E' inutile che vi pulite, tanto vi è entrato nelle pupille. Questo per dire che, ahimè, se mi ci metto, so far male davvero.
In quei giorni (no, che avete capito, non ho anch'io "le mie cose"), non è affatto vero che mi si potrebbe tagliare con un grissino, come dice il sig. Rio Mare, 'sti cazzi, gli rispondo. Manco con un machete. Sono sempre incavolato nero, che se mi si sfiora per caso, potrei pure mordere... ha idea, sig. Rio, dove le metterei il grissino, se solo provasse a tagliarmi?!? Sì? Bene.
Fortuna che oggi me ne sto tranquillo tranquillo dentro al mio barattolo di vetro... affianco a me ci sta una scatola della Polli piena di carciofine moooolto carine... dall'altro lato, c'è quello stronzo del misto funghi Saclà che si rode di gelosia, aveva puntato lui le carciofine... tsk... ormai sono mie.
Non ci sto male sottovetro, davvero... certo, non è come nuotare libero in mezzo ad acque limpide, ma meglio che nella latta. Vedo cosa c'è intorno a me, pur mantenendo un certo distacco tra me e il mondo, l'olio è limpido, c'è giusto qualche impurità sul fondo del barattolo, ma ci si può passare su, non mi lamento. Vecchi pensieri che scivolano via, lasciando strascichi di sè un po' dappertutto, ma strascichi così impercettibili che il sapore complessivo di me stesso è comunque buono, oggi.
Con un grissino non mi taglio lo stesso, a meno che non inizino a fare dei grissini di legno e non che si sfrantumino solo a guardarli, ma per magnanimità oggi mi lascerei mangiare, magari disteso su una bella bruschetta con dei pomodorini... ad ogni morso garantirei piacevoli sorprese di retrogusti inaspettati, solleticherei i palati delle donne curiose di assaggiarmi e giocherei con le punte delle loro lingue, intrigate dal salato pungente dei prodotti del mare... a chi piace il tonno? Volete assaggiare?
La prima persona che pensa che questo post sia ambiguo, giuro che la meno!




giovedì, 27 settembre 2007

I POST NON DEVONO PER FORZA AVERE UN TITOLO. CREDO.

Poca voglia di pensare, poca voglia di alzarmi da questo divano e decidermi a fare qualcosa di più costruttivo che scrivere su un blog. L'alternativa, però, me la toglie la pigrizia, quindi, resto qui.
Scomposto su cuscini di pelle chiara, le gambe distese, lunghe, sotto al tavolino di cristallo, che spesso ho rischiato di frantumare con un calcio involontario, le mani che volano sulla tastiera, ormai senza guardare le lettere, non solo per una sorta di automaticità dei movimenti, ma perchè, anche se volessi guardarle, ormai le lettere sulla mia tastiera non ci sono più... i miei polpastrelli callosi, induriti da una vita passata a strimpellare sulla mia chitarra, le hanno cancellate per sempre. Tasti neri, neri come il nulla. Scrivo sul nulla e dal nulla nasce una lettera dell'alfabeto, poi una seconda, poi un'altra ancora. In astratto è davvero strano. In concreto, come sempre, la magia si perde. A proposito di "nulla", certe volte mi sono chiesto perchè il nulla sia per definizione nero... dargli un colore è già dargli una qualità, no? E la qualità s'appoggia ad un'essenza, materiale o immateriale che sia, non esiste di per sè... ma l'essenza è l'opposto del nulla, dunque il nulla non ha qualità. Credo che il nulla semplicemente non esista in natura, così come il vuoto. E se anche esistesse, probabilmente la mente umana non sarebbe capace di concepirlo, così come non arriva a cogliere il concetto di infinito.
Mi perdo, però, se comincio a riflettere così. La verità è che questa è solo una di quelle sere in cui vorrei una banalissima sigaretta, solo che non ne ho in casa. Meglio così, in quest'ultimo periodo penso spesso che mi serva una sigaretta, ma 'sti cazzi, io non comincerò di certo a fumare costantemente a quarant'anni. E' che il fumo mi ricorda le sue labbra. Infinite volte ho guardato clandestinamente quella bocca schiusa tra piccole nuvole grigie ed evanescenti...incandescenti i baci immaginati... chiudevo gli occhi, respiravo a pieni polmoni quel catrame ingentilito dal sapore del suo respiro, li riaprivo e lei era lì, che mi guardava con un velo d'ironia, con la voglia di farmi capire che stesse spiando ogni mio pensiero, sebbene tra di noi non ci fossero più parole da anni... un po' per paura, un po' per dissapori, un po' per sofferenza, un po' per quell'attrazione incontenibile e folle che dovevo tenere a bada e per farlo, mi costringevo a starle alla larga più del dovuto. L'ho evitata, ricordando ogni giorno, come un'ossessione nella mia mente, alcune sue parole, emozionanti in ogni senso, anche in quello peggiore, che m'hanno indirizzato su binari diversi della vita rispetto a quelli che forse avrei imboccato, se lei... ma a cosa servono i se? Ormai a nulla. Il solito nulla... ma stavolta il nulla è rosso. Lo dico, perchè è un nulla diverso, speciale... è quel Nulla, con la lettera maiuscola, che può essere anche Tutto. E' il Nulla che annulla, che possiede, che devasta, che incendia le anime e le sbatte al suolo come pezze consunte, strizzate, annodate, inutilmente rammendate. E' il Nulla di una notte che vorrei, in cui sparire tra abbracci di lenzuola non mie, che profumano di sesso, quello vero, che appassiona e coinvolge i corpi fino alle loro ultime cellule, le più remote, le più timide, quelle che in genere nemmeno sanno cosa sia un'emozione.
Tu sai emozionarmi. Vederti per caso tra la gente non mi fa più esplodere il cuore come un tempo, purtroppo no, però mi fa ancora sussurrare, toccandomi la barba come quando sono in imbarazzo, "quanto sei bella...". Lo sai che non lo dico a tutte. A volte trovo banale dire ad una donna che sia bella, forse perchè l'aggettivo è talmente semplice in sè, diretto, schietto, che mi sa quasi di ingenuità, e così costruisco frasi di corteggiamento altisonanti, stordisco chi mi è di fronte con raffiche di galanterie, certamente vere, ma volutamente maliziose, atte a provocare nelle donne una reazione di contentezza per il sentirsi desiderate da un uomo, che in quel momento è pazzo di loro... in quel momento, appunto.
"Tu fai involontariamente credere a tutte di amarle alla follia, perciò ti ricambiano con l'amore che tu non vuoi... devi smetterla di essere così carino, sii più stronzo!". Così mi rimprovera la mia più cara amica e forse ha ragione, ma non sul fatto che io non sia stronzo, anzi... forse sono molto più stronzo io, che faccio il gentleman di 'sta minchia con tutte, piuttosto che uno che fa subito il trucido e mette le cose bene in chiaro, del tipo "voglio solo scopa' co' te, stop, passo e chiudo". Anch'io, per lo più, mi cerco storie solo per "scopa'", come direbbe il trucido, però non voglio roba squallida, non voglio roba tipo i cibi precotti, che li scarti, metti in forno e mangi. Il corteggiamento come si deve non si nega a nessuna, nemmeno se è solo per un'avventura. Questo non sta scritto da nessuna parte, è solo il mio pensiero e lo perseguo da sempre con una mia personalissima coerenza di fondo. Si corrono rischi a fare così, ovvio, c'è pericolo di far del male a chi non ha la furbizia di non illudersi dopo le prime tre paroline carine che dico, ma pazienza, io sono fatto in questo modo. Qualcuna dirà "in questo modo di merda". E vabbè, in questo modo di merda, che me ne importa. E così come io avrò fatto, faccio e sicuramente farò del male a qualcuna, c'è stata e ci sarà chi ne farà di certo a me, quindi a conti fatti mi sento in parità con il resto del mondo femminile.
Con te, invece, a pochi km da casa mia, eppure irraggiungibile, magari distesa nel letto accanto a lui con una di quelle tue sottovesti trasparenti... no, non è così che funziona... ma intanto che cazzo ti parlo a fare, visto che non mi leggi e mai mi leggerai? Poi, magari qui si pensa pure che io sia innamorato di te, ma non è così. Io non ti amo, bella mia, non ti amo più. Ovvio che tu sia mia, lo sarai sempre, ma non ti amo più. Ho solo una voglia spropositata di rivederti ancora, perchè non sopporto l'idea che questo accada solo quando e se puoi tu. Una sera di queste giuro che ti piombo a casa e poi vediamo cosa dice tuo marito... gli sorriderò, t'abbraccerò e gli dirò che non ci amiamo, stai tranquilla, così non s'ingelosirà, poverino, però forse gli dirò che ti voglio, che ti voglio come e più di sempre... e magari ti darò un bacio, di quelli come li vuoi tu... dici che se la prenderà? Vaffanculo a Splinder, che mi permette di sfogarmi. Quando non dovrebbe funzionare, funziona sempre.
Comunque, niente sigaretta, alla fine... visto? Non le ha nemmeno quella vipera che ho in casa, ho buone probabilità di non diventare un accanito nicotinomane; però, ora, un bel sorso di rhum ci sta tutto... e buonanotte, mando un bacio a caso nel vento, chissà dove andrà, se planerà stancamente sul mare fino ad abissarsi in cerca di sirene o se s'alzerà al cielo, fino a sparire nell'Universo... ammesso che voli e che non si faccia infradiciare da questa stupida pioggia che stanotte non smette di cadere.
Comincia a far freddo al buio.
Chiudo la finestra.
Chiudo la.
Chiudo.
.



"I have stood here before inside the pouring rain
With the world turning circles running 'round my brain.
I guess I'm always hoping that you'll end this reign,
But it's my destiny to be the king of pain..."


mercoledì, 26 settembre 2007

RECLUTAMENTO

STIAMO CERCANDO CONCORRENTI SIMPATICI DI ENTRAMBI I SESSI.

PURE DEL TERZO SESSO.

PURE ANIMALI.

NON COSTRINGETEMI A SPAMMARE, VI AVVISO.

VENITE COME PAZZI/E AD ISCRIVERVI A COUPLES.

E' IL GIOCO PIU' FIGO DELL'ANNO.

E SE VE LO DICO IO, VE LO DICO IO.

NON SIATE TIMIDI E SE PROPRIO LO SIETE, PORTATEVI UN AMICO/A.

SE NON VI ISCRIVETE, GIURO CHE SPAMMO PER TUTTA SPLINDERLANDIA.

E GIURO CHE VI SPAMMO PURE NELLE MUTANDE.

AVANTI, ANDATE AD ISCRIVERVI, NON FATEMI ALTERARE.

MARSCH!

 

Un gioco delle coppie?! De più! 
TU
CLICCA QUI SOPRA!
Written by: JackPummarolino alle ore 16:56 | Permalink | commenti (6)
categoria:follie splinderiane, le iniziative di jack, jack e gli spot, jack e couples
martedì, 25 settembre 2007

Dallo studio con furore...

Segretaria:"Dottore, mi scusi, posso?"

"Mi dica, signorina..."

Segretaria:"C'è una donna in preda ad una crisi di pianto in sala d'attesa, non riusciamo a calmarla"

"Accidenti... perchè piange, s'è capito?"

Segretaria:"No, dottore, singhiozza come un'ossessa, poi ride all'improvviso, insomma, non ci sta molto con la testa..."

"Le ricordo che siamo in uno studio psichiatrico, eh... è difficile che qualcuno ci stia con la testa..."

Segretaria:"Ehm, sì, certo, dottore, è che proprio non so come prenderla e l'infermiera è occupata, e io, insomma, non..."

"Ho capito, andiamo a vedere... però sbrighiamoci, ho già il signore qui... mi scusi, abbia pazienza, torno subito"

Paziente: "Uhmmmm". Molto loquace ed espressivo.

Segretaria:"Con permes... " faccio per aprire la porta...

E fuori alla porta della mia stanza...

Signora Lacrimosa:"AHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!"

Segretaria:"Oooohhh ddddioooo, oh dio!! Chiiiiii èèèèèèè!!!!!!"

"Madonna santissima, calmatevi, mi prende un colpo così!"

Signora Lacrimosa:"Doooooottttttttoooooreeeeeee! Sniffff sniffff sigh sigh sigh..."

"Ma signora mia, che succede, perchè piange così?"

Signora Lacrimosa:"Ma no, niente, così... per giocare un po', piango bene, eh? Che sfizio..."

"-_-"

Segretaria:"Cooosaaa?! Ma qui stiamo lavorando, sono due ore che tento di calmarla, cose da pazzi!"

"Ehm... signorina... lei non doveva sistemare quelle cose, eh?!?". La ragazza capisce che ha detto un'esclamazione di troppo.

Segretaria:"Mi scusi, cavolo, che gaffe... vabbe', tanto non ha sentito..." sussurra.

Signora Lacrimosa:"E invece sì!!! Ho sentito!! Ho sentito, ho sentito e ho sentito!! BUAAAAAAHHHHHH!!!! Non sono pazzaaaaaaa!!!"

"O_O"

Segretaria:"Dio, che ho combinato... "

Signora Lacrimosa:"Sì, che hai combinato, brutta bizzoca, demente, incompetente, fila a lavare i panni, non vedi che i clienti della lavanderia stanno tutti fuori con le lenzuola in mano?!?!"

Segretaria:"EHHH?!?!?"

"La prego, signorina, vada, le dico, vada... e vada, che qui tra un po' finisce male, vada!" tenendo per le braccia la Signora Lacrimosa, pronta a dare in escandescenza.

Signora Lacrimosa:"Dottore, lei resta, vero?"

"Signora, ma il suo turno è tra un po', ho un altro paziente dentro, si metta qui buona e aspetti ancora qualche minuto, ok? Ma senza piangere, per favore, non è il caso, io sono di là, va bene?"

Signora Lacrimosa:"Sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì..."

"Benone... a tra poco, allora, mi raccomando..."

Signora Lacrimosa:"Sì... sniff sniff..."

"Ehilà, e io che ho appena detto? Sen..."

Signora Lacrimosa:"Sen... sigh.. senz... ...za piangere... sniffffffffffffffff sigh"

"E speriamo bene... a tra poco, signora cara, mi aspetti seduta lì". Annuisce in silenzio con uno sguardo abbastanza inaffidabile e inquietante, ma sono costretto a lasciarla sola.

Neanche il tempo di girarmi, però, chiudermi la porta alle spalle, guardare l'altro paziente che nel frattempo s'era più depresso che mai, che...

Signora Lacrimosa:"BUAHHHHHH AHHHHUAAHHHHHHHH DOOOOOOOTTOREEEE UAHHHH!! SNIFFFFFFFFF SNIFFFFFFFFF!!"

Stamattina non so chi m'abbia dato la forza di non buttarmi di sotto. Ma, dico io, non potevo fare l'architetto? Perchè cacchio non ho fatto l'architetto?
Strana macchina il cervello umano... meglio scherzarci un po' su.

martedì, 25 settembre 2007

Effetto cereali

"E' il fatto che non mi guardi quando lo vorrei che mi irrita. Mi irrita profondamente.
Giri gli occhi altrove, come se io non esistessi, come se in quello spazio d'aria che ci tiene distanti ci sia il vuoto, oltre il quale di certo non ci sono io, non per te, non in certi momenti. Ecco, tu guardi il vuoto. Ed io di conseguenza divento il vuoto, è logico, no.
E chissà a cosa pensi.
Il fastidio di illudersi di qualcosa che poi non arriva è grande quanto un elefante che balla senza grazia in un formicaio, pestando tutte le formichine laboriose, metafore di piccoli sogni dettagliatamente precisi, minuziosi, pensati su misura per la perfezione di azioni che mai saranno.
E tu, adesso, sei il mio elefante sgraziato che mi balla nel cervello, schiacciando tutti i miei desideri, che sembrano stupidi, ma davvero tanto stupidi, dopo che è trascorso l'attimo prestabilito in cui avrebbero dovuto realizzarsi e, invece, non è accaduto. E, sai, spesso questo non accade per motivi talmente futili che non ci si spiega nemmeno come essi possano condizionarci la vita, tanto insignificante è la loro essenza. Tempo sprecato ad accostare parole ed immagini oniriche forse incompatibili tra loro nella realtà, è questa la fregatura dell'anima fantasiosa, che dopo crede ciecamente solo a se stessa, rinnegando le presunte verità della vita".
"Senti, Claudio, basta con questi tuoi monologhi, ormai hai capito che non è certo il teatro la strada della tua, di vita..."
"Sempre molto gentile, tu, eh, Ste?"
"Cosa c'entra... è che io parlo e tu mormori questa roba a bassa voce, nemmeno m'ascolti... sarà la quinta volta che leggi questo pezzo, potrei recitartelo a memoria, dai, basta!"
Ormai non ci restavo più male di fronte a quel genere di uscite di Ste, la mia unica amica da anni. Ste è fatta così, cioè... era fatta così. Cazzo, ne parlo ancora come se ci fosse. E fa male vedere di non essere riuscito ad accettare la sua scomparsa.
Ste non ha mai creduto in me, tant'è che spesso mi chiedevo come mai poi mi avesse scelto per amico; qualche volta ho addirittura pensato che m'avesse preso a cuore per una sorta di tenerezza protettiva nei miei riguardi: lei così forte, decisa, stradesiderata dagli uomini, io una specie di essere amorfo agli occhi di tutti, timido, impacciato, non certo un Adone; praticamente un ragazzo anonimo dall'aspetto anonimo e dalla personalità anonima. Una specie di numero lunghissimo, composto da mille cifre, di quelli che nessuno si potrebbe mai ricordare. Già, nessuno si è mai ricordato di me. Sì, ma non mi sono mai pianto addosso, odio i compassionevoli.
"Ti amo"
"Cosa?!?!"
"Ti amo, ma non posso dirtelo, non oso e non temo che quelle due parole potranno marcirmi nella bocca per l'eternità, prive di coraggio e d'ardore..."
"Ah, ma stai ancora recitando, Cla'... oggi non c'è verso di farti smettere, tra l'altro sono passata da te per studiare, quante volte devo dirtelo che l'esame di letteratura moderna è tosto?!"
Recitavo, sì. Un pezzo scritto per lei, un'insospettabile dichiarazione d'amore che le sue orecchie conoscevano a memoria, ma che non udivano per il suo stesso senso; quelle parole erano solo un susseguirsi di battute da copione di seconda categoria; non meritavano per lei quell'attenzione sentita e convinta, anche curiosa, che si concede a chi sta per dirci qualcosa d'importante e non ne ha la forza.

...

Basta così, può andare. Questo è solo l'inizio di uno degli innumerevoli racconti che non terminerò mai. Mi fa piacere se qualcuno abbia immaginato già scene e personaggi, ma finish, Claudio e Ste schiattano qui, amen.
Sgranocchio svogliatamente mucchietti di improbabili cereali "contro il colesterolo e che fanno bene al cuore", così c'è scritto sullo scatolo. Vado a leggere sul retro perchè facciano bene al cuore, dato che non mi risulta che i cereali facciano bene al cuore, e leggo scritto "fanno bene al cuore perchè non contengono grassi aggiunti, nè sali!". Ma che cazzo dici, scatolo di Kellogg's Optima?? Non fa bene al cuore IN SE' quello che contieni, non è un cibo miracoloso che sto mangiando... quest'ammasso di fibre gli fa bene solo perchè non gli fa male (forse)! E allora, cazzo, se non vi mangio, il mio cuore starà bene lo stesso, imbroglioni di cereali che non siete altro... perchè vi spacciate per farmaci cardiovascolari?!? Marketing di basso livello, su.
Comunque, non mi piacete nemmeno tanto, cereali di merda, però vi mangio per tre sani e condivisibilissimi motivi:
1) Siete la prima cosa che mi è capitata sotto mano, aprendo la credenza, e a quest'ora non ho voglia di cercare in giro altre cose commestibili tipo cane da tartufo.
2) Siete il cibo prediletto di colei che vive, mio malgrado, in casa con me, quindi, se posso distruggervi nel mio stomaco e far sì che lei domattina non vi trovi, beh, sappiatelo, vi mangerò tutti.
3) Dicono che facciate andare al bagno. Se così è, non mi dispiacerebbe, è tutta salute.

Brutta cosa quando si ha sonno e non si vuole andare a letto, così, senza motivo... manco da bambino facevo tutti 'sti capricci, che mi prende? Urge passatina sul gas.
E allora buonanotte a chi già russa tra le coperte, buonanotte del cacchio, invece, a chi è ancora in piedi come me.
E non sono nervoso, eh? Ché già mi sento certe domande "Ehi, ma che hai?". Sto bbbbbene.
Solo un po' di sano astio verso il nulla, in un momento di massima noia (quanto la schifo), uno sfogo decisamente migliore rispetto a quello, che per fortuna non è stato, dei 66 coglioni tifosi della Lazio, trovati con un vero e proprio arsenale nelle borse.
Ecco, a questa gente somministrerei kg e kg di cereali al retrogusto di merda.

Ora sì che posso andare.

Crunch.


lunedì, 24 settembre 2007

E' iniziato COUPLES!

E, naturalmente, io ci gioco.

E tu?


Un gioco delle coppie?! De più!
domenica, 23 settembre 2007

IL PROF. FRANCESCO

Ladies and Gentlemen, ho l'onore di presentarvi il più bieco personaggio della narrativa blogghettara contemporanea, uscito fuori dalla mia magica tavoletta grafica: ecco a voi il Prof. Francesco (il cognome ancora non si sa)!!!!
"E chi azz è il Prof. Francesco?", direte voi. Ebbene, ve lo dico io chi è il Prof. Francesco.
Il Prof. Francesco è l'ormai inquietantissimo personaggio della storia a 11 mani (o dovrei dire 22?) che stiamo scrivendo sul mitico blog DEPILAZIONE PUBBLICA, le cui avventure sono decise a turno da un gruppo di menti malate, che stanno dando vita ad un tragico capitolo della letteratura moderna (sì, come no).
Se volete sapere qualcosa di più su questo tizio dagli occhi di ghiaccio, fate un salto nel nostro blog, ma assicuratevi di esservi prima depilati per bene, o ci penseranno gli altri del gruppo a depilarvi... e lo faranno pubblicamente!


venerdì, 21 settembre 2007
PER BLOSSOM... ho controllato tutti i miei cassetti per precauzione, sembra non ci sia nessuno dentro... attenta ai tuoi, mi raccomando...
Written by: JackPummarolino alle ore 16:59 | Permalink | commenti (2)
categoria:i deliri di jack, amiche ed amici, jack se la fa addosso
venerdì, 21 settembre 2007

Ascolta questa cover. Io l'ascolto pensando a te.
Dice di menti funamboliche e racconti fatati, zebre e farfalle nell'anima, desideri di chi cammina tra le nuvole, come me, se vago per le strade con te tra i miei pensieri.
Prendi tutto quel che vuoi da me, tutto. Tutto di me fa parte di te.
Smetti di parlare e stringiti a me, come sai fare tu, malizia fatta donna, con quelle mani sottili e calde che mi graffiano la pelle fino a che non scorra dai suoi pori del sangue invisibile e profumato, che sa di passione.
Desiderio. Puro, semplice, maledetto desiderio di toccarti, ancora e per sempre, fino a scacciare la... noia di non averti qui. Soffio sul tuo collo, in attesa che quel brivido che cerco dentro ai tuoi occhi ti si arrampichi addosso, e dalle cosce strette arrivi fino alla tua bocca tesa, per distenderla in un sorriso confuso, sfiorato dal mio pollice umido di whisky. Ti voglio baciare. Sei mia, lo sai.
Spegni le luci, quelle della città basteranno a far vibrare la fiamma nei tuoi occhi, pronti ad incendiare i miei. Spegnile e accendimi, e non aver paura di sognare, sono il mago dell'illusione e dei giochi di prestigio con sparizione incorporata, è vero, ma stavolta non voglio dileguarmi... stavolta, voglio, voglio soltanto. Voglio e basta. Voglio Te.

 

 

giovedì, 20 settembre 2007

Quando si conoscono persone poco raccomandabili, vedi BLIXXXA, è normale poi essere coinvolti in delle subdole e bestiacciose catene di Sant'Antonio, roba che se non le fai magari chi la passa ti manda pure i megli morti degli stramorti, quindi, ecco a voi, ladies and gentlemen, sebbene io ne abbia già fatta una simile:

8 COSE CHE NON SAPETE DI JACK PUMMAROLINO. SAPEVATELE!

1) Spesso m'immagino uno scrittore famoso, con tanto di libro best seller con il mio nome a caratteri cubitali spalmato in tutte le vetrine delle migliori librerie del mondo e con una mia foto ultrafiga sul retro di copertina, in classica posa da bellosimpaticoconsguardomaliziosocheproprionessunagliresiste.
Inutile dire che il seguito di questo pensiero è una conferenza minimal-radical-chic alla Feltrinelli, attorniato da miliardi di fans potenzialmente trombabili, ma con galanteria, eh.

2) Imito splendidamente Roby Facchinetti dei Pooh, sebbene i Pooh mi facciano praticamente schifo.
"Se io fossi in mEEEEAAAAA, ti trascinerEEEEiiiiiiii qui su quEEEAAAstOOOAAA lAAAeeeeeeeeettOOOOUUU, nooouunnn ci pensEEErEEEEiii neancheee per un poOOOAAAA' ti farEEEEEiiii di tuuuuuuuuttooooAAA..." uguale, eh?

3) Ahimè, ultimamente faccio terribilmente colpo sulle signore dai 65 anni in su. Quello che non sapete di me è che rifiuto praticamente una settimana sì e l'altra pure degli inviti galantissimi provenienti dalla mia più accanita paziente-corteggiatrice, tra l'altro straricca, quindi dovrei farci un pensierino forse, di anni... lo dico? Va bene, sì, lo dico... 74. Cos' 'e pazz'!!! E viene pure con la lingerie da urlo! Con tutte le carni appese e pellecchiose!!!! ARGHHHHH!!!

4) Essendo sotto sotto un gran romanticone, ed essendo stato innamorato perso di una donna più grande di me da ragazzino (e all'epoca ero pure ancora senza speranze con lei), ricordo che quando ci trovavamo insieme a qualche cena, prima di andar via, scivolavo quasi di nascosto a sedermi dove fino a poco prima era stata seduta lei, così da respirare il suo profumo sulla spalliera della sedia, toccare con le mani il sedile ancora caldo di lei, prendere tra le dita una sua cicca e sfiorarne il rossetto rimasto su, così come con il suo bicchiere... insomma, ero innamorato fradicio e pure disperato!

5) La prima volta che ho menato qualcuno è stato per un Ciocorì. L'ultima volta che ho menato qualcuno è stato per salvare la mia moto da un gruppo di ladri di merda. La prima volta non le ho prese e il Ciocorì me lo sono pappato io, sgranocchiandolo davanti al bimbo in lacrime, che aveva provato a fregarmelo. La seconda volta pure le ho date, le ho anche prese di brutto, ma la moto è stata salvata. Per festeggiare i due traguardi, potrei mangiare un Ciocorì impennando sulla moto, oppure mangiare una moto impennando su un Ciocorì... ci devo pensare...

6) Ho una paura folle delle uscite d'emergenza. Però c'è un motivo. In una delle volte che sono stato a Londra, andai in un residence tutto chiccoso a Lancaster Gate. La mattina del secondo giorno, scendo per la colazione, faccio colazione e poi ancora un po' rincoglionito di sonno mi avvio verso la reception. Chiedo qualcosa alle signorine e m'avvio sicuro verso l'uscita... ma non era l'uscita uscita, era l'uscita di emergenza. Ingannevole, però! Perchè era piazzata proprio accanto all'uscita vera e propria (che furbata, eh?)... così, io, solito distratto, non leggo il cartello "Don't open, emergency exit!" e dico al mio gruppo di amici in stile Capitan Futuro il più duro degli eroi "Ragazzi, andiamo, si esce di quAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAUUUUUUUNNEEEEENUUUUNEEEEENUUUUUU" e all'improvviso, manco il tempo di abbassare la maniglia, scatta una cazzo di sirena fortissima, arrivano dopo un attimo due guardie giurate enormi come due armadi a muro, che m'acchiappano per le braccia e mi urlano qualcosa in inglese, che io colto di sorpresa non capisco assolutamente, mentre una delle due signorine della reception tenta di fermarli, sganasciandosi dalle risate insieme alla collega, urlando "No, no, uahuahuah, leave him, he's ok, uhahauha, there's a misunderstanding!!".

7) Ho disegnato gran parte di casa mia, per dare sfogo al mio antico sogno di fare l'architetto. E i risultati sono fantastici, ammesso che non mi crolli presto tutto in testa, ma a quel punto sarebbe colpa degli ingegneri che si sono occupati dei lavori (cari fratellini miei).

8) Sono timido. Sono stramaledettamente timido e riservato, solo che nessuno lo direbbe a prima vista, ma nemmeno a seconda, terza e quarta vista. Forse a quinta vista qualcuno lo direbbe, ma solo qualcuno. Forse a sesta vista. O a settima? Facciamo a decima e non se ne parli più.

Passo questa cara e amorevole catena o la stoppo qui? La stoppo qui, per il bene dell'umanità, perchè io sono Capitan Futurooo il più duro degli eroiiiiiiiiii!!!

 

Written by: JackPummarolino alle ore 17:33 | Permalink | commenti (11)
categoria:about jack, follie splinderiane, jack tanto per parlare, jack e i test