I POST NON DEVONO PER FORZA AVERE UN TITOLO. CREDO.
Poca voglia di pensare, poca voglia di alzarmi da questo divano e decidermi a fare qualcosa di più costruttivo che scrivere su un blog. L'alternativa, però, me la toglie la pigrizia, quindi, resto qui.
Scomposto su cuscini di pelle chiara, le gambe distese, lunghe, sotto al tavolino di cristallo, che spesso ho rischiato di frantumare con un calcio involontario, le mani che volano sulla tastiera, ormai senza guardare le lettere, non solo per una sorta di automaticità dei movimenti, ma perchè, anche se volessi guardarle, ormai le lettere sulla mia tastiera non ci sono più... i miei polpastrelli callosi, induriti da una vita passata a strimpellare sulla mia chitarra, le hanno cancellate per sempre. Tasti neri, neri come il nulla. Scrivo sul nulla e dal nulla nasce una lettera dell'alfabeto, poi una seconda, poi un'altra ancora. In astratto è davvero strano. In concreto, come sempre, la magia si perde. A proposito di "nulla", certe volte mi sono chiesto perchè il nulla sia per definizione nero... dargli un colore è già dargli una qualità, no? E la qualità s'appoggia ad un'essenza, materiale o immateriale che sia, non esiste di per sè... ma l'essenza è l'opposto del nulla, dunque il nulla non ha qualità. Credo che il nulla semplicemente non esista in natura, così come il vuoto. E se anche esistesse, probabilmente la mente umana non sarebbe capace di concepirlo, così come non arriva a cogliere il concetto di infinito.
Mi perdo, però, se comincio a riflettere così. La verità è che questa è solo una di quelle sere in cui vorrei una banalissima sigaretta, solo che non ne ho in casa. Meglio così, in quest'ultimo periodo penso spesso che mi serva una sigaretta, ma 'sti cazzi, io non comincerò di certo a fumare costantemente a quarant'anni. E' che il fumo mi ricorda le sue labbra. Infinite volte ho guardato clandestinamente quella bocca schiusa tra piccole nuvole grigie ed evanescenti...incandescenti i baci immaginati... chiudevo gli occhi, respiravo a pieni polmoni quel catrame ingentilito dal sapore del suo respiro, li riaprivo e lei era lì, che mi guardava con un velo d'ironia, con la voglia di farmi capire che stesse spiando ogni mio pensiero, sebbene tra di noi non ci fossero più parole da anni... un po' per paura, un po' per dissapori, un po' per sofferenza, un po' per quell'attrazione incontenibile e folle che dovevo tenere a bada e per farlo, mi costringevo a starle alla larga più del dovuto. L'ho evitata, ricordando ogni giorno, come un'ossessione nella mia mente, alcune sue parole, emozionanti in ogni senso, anche in quello peggiore, che m'hanno indirizzato su binari diversi della vita rispetto a quelli che forse avrei imboccato, se lei... ma a cosa servono i se? Ormai a nulla. Il solito nulla... ma stavolta il nulla è rosso. Lo dico, perchè è un nulla diverso, speciale... è quel Nulla, con la lettera maiuscola, che può essere anche Tutto. E' il Nulla che annulla, che possiede, che devasta, che incendia le anime e le sbatte al suolo come pezze consunte, strizzate, annodate, inutilmente rammendate. E' il Nulla di una notte che vorrei, in cui sparire tra abbracci di lenzuola non mie, che profumano di sesso, quello vero, che appassiona e coinvolge i corpi fino alle loro ultime cellule, le più remote, le più timide, quelle che in genere nemmeno sanno cosa sia un'emozione.
Tu sai emozionarmi. Vederti per caso tra la gente non mi fa più esplodere il cuore come un tempo, purtroppo no, però mi fa ancora sussurrare, toccandomi la barba come quando sono in imbarazzo, "quanto sei bella...". Lo sai che non lo dico a tutte. A volte trovo banale dire ad una donna che sia bella, forse perchè l'aggettivo è talmente semplice in sè, diretto, schietto, che mi sa quasi di ingenuità, e così costruisco frasi di corteggiamento altisonanti, stordisco chi mi è di fronte con raffiche di galanterie, certamente vere, ma volutamente maliziose, atte a provocare nelle donne una reazione di contentezza per il sentirsi desiderate da un uomo, che in quel momento è pazzo di loro... in quel momento, appunto.
"Tu fai involontariamente credere a tutte di amarle alla follia, perciò ti ricambiano con l'amore che tu non vuoi... devi smetterla di essere così carino, sii più stronzo!". Così mi rimprovera la mia più cara amica e forse ha ragione, ma non sul fatto che io non sia stronzo, anzi... forse sono molto più stronzo io, che faccio il gentleman di 'sta minchia con tutte, piuttosto che uno che fa subito il trucido e mette le cose bene in chiaro, del tipo "voglio solo scopa' co' te, stop, passo e chiudo". Anch'io, per lo più, mi cerco storie solo per "scopa'", come direbbe il trucido, però non voglio roba squallida, non voglio roba tipo i cibi precotti, che li scarti, metti in forno e mangi. Il corteggiamento come si deve non si nega a nessuna, nemmeno se è solo per un'avventura. Questo non sta scritto da nessuna parte, è solo il mio pensiero e lo perseguo da sempre con una mia personalissima coerenza di fondo. Si corrono rischi a fare così, ovvio, c'è pericolo di far del male a chi non ha la furbizia di non illudersi dopo le prime tre paroline carine che dico, ma pazienza, io sono fatto in questo modo. Qualcuna dirà "in questo modo di merda". E vabbè, in questo modo di merda, che me ne importa. E così come io avrò fatto, faccio e sicuramente farò del male a qualcuna, c'è stata e ci sarà chi ne farà di certo a me, quindi a conti fatti mi sento in parità con il resto del mondo femminile.
Con te, invece, a pochi km da casa mia, eppure irraggiungibile, magari distesa nel letto accanto a lui con una di quelle tue sottovesti trasparenti... no, non è così che funziona... ma intanto che cazzo ti parlo a fare, visto che non mi leggi e mai mi leggerai? Poi, magari qui si pensa pure che io sia innamorato di te, ma non è così. Io non ti amo, bella mia, non ti amo più. Ovvio che tu sia mia, lo sarai sempre, ma non ti amo più. Ho solo una voglia spropositata di rivederti ancora, perchè non sopporto l'idea che questo accada solo quando e se puoi tu. Una sera di queste giuro che ti piombo a casa e poi vediamo cosa dice tuo marito... gli sorriderò, t'abbraccerò e gli dirò che non ci amiamo, stai tranquilla, così non s'ingelosirà, poverino, però forse gli dirò che ti voglio, che ti voglio come e più di sempre... e magari ti darò un bacio, di quelli come li vuoi tu... dici che se la prenderà? Vaffanculo a Splinder, che mi permette di sfogarmi. Quando non dovrebbe funzionare, funziona sempre.
Comunque, niente sigaretta, alla fine... visto? Non le ha nemmeno quella vipera che ho in casa, ho buone probabilità di non diventare un accanito nicotinomane; però, ora, un bel sorso di rhum ci sta tutto... e buonanotte, mando un bacio a caso nel vento, chissà dove andrà, se planerà stancamente sul mare fino ad abissarsi in cerca di sirene o se s'alzerà al cielo, fino a sparire nell'Universo... ammesso che voli e che non si faccia infradiciare da questa stupida pioggia che stanotte non smette di cadere.
Comincia a far freddo al buio.
Chiudo la finestra.
Chiudo la.
Chiudo.
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"I have stood here before inside the pouring rain
With the world turning circles running 'round my brain.
I guess I'm always hoping that you'll end this reign,
But it's my destiny to be the king of pain..."