[Fuori onda. Operazioni di trucco.]
In quale telecamera devo guardare?
Ah, grazie, questa con le luci rosse? Ma è un'intervista porno? No? Ah. Va bene.
Ok... il trucco è a posto? Sembro abbastanza perfido? Ah sì?
Grazie, signorina, lei ha ottimi gusti... dopo mi darebbe il suo numero di cell.?
Sì, sì, ho capito, stiamo per iniziare con l'intervista... ho capito!
Le luci, ehi... le luci!! Regia??? Vi ho chiesto di abbassarle un po', sono abituato alle tenebre, per favore, ragazzi!
Perfetto... imposto la voce e sono pronto... posso parlare al rovescio che fa più Satana??
No?? No. Ok, ok, nun v'alterate, ok, parlo dritto!
"INTERVISTA CON IL DIAVOLO - VI PRESENTO MIO FIGLIO: JACK"
[prima e ultima, si spera]
3...
2...
1...
CIAK!
MOTORE!
AZIONE!
[Sorriso piacione e diabolico nella telecamera]
Ho sempre pensato che Jack fosse un diavolaccio un po' sui generis... sì, per carità, ci sta bene all'Inferno, non dico di no... vedo che si diverte con gli altri, gozzoviglia, organizza scherzi a chiunque gli sembri adatto ad essere preso di mira come sua vittima predestinata... sembra sereno, sì, ma è come se gli stesse sempre tutto un po' stretto... ogni tanto, infatti, scende qui, nel quartier generale, a rompermi le scatole con le sue malsane idee per "rinnovare" un po' questo posto... non si rende conto, l'esuberante demone, che siamo maleficamente perfetti da anni, da millenni... pensa di poter venire lui e di stravolgere tutto.
Eh no, non va così. Esaltato.
In fin dei conti, però, l'ho prelevato da quello stupido pianeta Terra proprio per queste sue virtù, non posso negarlo... l'arroganza, la superbia, la sfacciata sicurezza nei suoi mezzi, l'egocentrismo sfrenato, la prepotenza e il narcisismo che lo caratterizzano. Un bel mix per un diavolo, non è vero?
[Sguardo alla telecamera con espressione del tipo "Sto andando bene??"]
Se ci mettiamo pure che con le donne, poi, va alla grande e che conosce tutte le peggiori e più spregevoli tattiche di seduzione più tragico abbandono incluso nel prezzo... beh, mica male? Sì, lo so, starete pensando che la mia preferenza verso di lui è spudorata, lo so, lo so... ma mi sto facendo vecchio, i miei 9000 anni e più cominciano a farsi sentire e il fisico non è più quello di una volta... devo pur pensare ad un sostituto, o no?? E Jack, quella carogna, non è affatto inadatto a ricoprire il mio ruolo, anzi... sarà lui il padrone dell'Inferno, quando deciderò di ritirarmi dalle scene degli Inferi, per rifugiarmi in quell'adorabile caverna sotterranea che ho scovato l'estate scorsa su Marte... tutto rosso lassù, l'ambiente farà pure pendant con il mio guardaroba e sarò il più chic del pianeta. Non vedo l'ora.
Il punto, però, è che Jack è totalmente inaffidabile. Ma sì, ve lo sto dicendo, è un pericolo pubblico! Non posso dargli un compito ben preciso, che poi fa di testa sua e prende iniziative che non dovrebbero nemmeno saltargli per la testa. E' questo che mi preoccupa un po' e mi fa indugiare ancora riguardo alla mia permanenza su questo ruvido trono rovente. Sarà che sono pignolo? Forse, ma... questa è l'ultima che ha combinato... sì, ascoltate bene, io non so più come fare!
In parole povere, gli avevo soltanto chiesto di andare a rubare un estintore da qualche parte, andava bene anche solo un secchio d'acqua... sapete com'è, ogni tanto le fiamme eterne mi danno noia e, almeno quando dormo, vorrei stare al fresco... e invece...
"Blazzzzzz!! Hai capito che ti ho detto? Ho una missione da compiere, ha detto il capo"
"Embè, Jack, io che posso farci?"
"Ma ovvio, mi accompagni, no??"
"Io??? Ma l'hai vista la mia gamba in che condizioni è? Quello schifoso di Cerbero mi ha morso di nuovo, io proprio non lo sopporto quel cazzo di cane!"
"E non ho capito, dovrei andare in giro da solo?!? Ma che palle, Blaz, siete tutti dei mosci, quaggiù... e pure tu lo sei... secondo me in Paradiso sono più trasgressivi di voi, pensa un po'..."
"Senti, Jack, non ricominciare con questa storia della trasgressione, eh... ti ho detto che mi fa male la gamba, trovati qualcun altro da trascinare, perchè per quanto mi riguarda dovresti proprio trascinarmi sul serio, ma di peso!"
"Ho capito, ho capito... vado da solo, vado... tanto i compagnucci tuoi mi daranno le tue stesse risposte... chi è intento a trombare, chi a peccare, chi a non fare una mazza e basta... ci vado da solo, DA SO-LO"
"E vai da solo, Jack... quanto rompi, bello mio, porca miseria..."
"Se, se... ciao, Blaz, "divertiti"..."
"Ma, scusa se chiedo, quale sarebbe la tua missione da compiere per Lui?"
"Devo rubare un estintore, dell'acqua, dice che ha caldo"
"Ah... Sì... Interessante... che sballo... che divertimento... questa sì che è una botta di vita... wow..."
"Blaz?"
"Sì, Jack?"
"Fanculo, Blaz"
"Ok, Jack"
"Ciao, Blaz"
"Jack?"
"Sì, Blaz?"
"Fanc...coff coff!! Bleah! Sput!!"
"Non sai neanche mandarmi affanculo che ti affoghi da solo, che tristezza che sei, Blaz..."
Jack gli voltò le spalle, lanciando a terra, indispettito, un sasso che aveva tra le mani. Lui aveva sempre un sasso tra le mani. All'inizio pensavo fosse una sorta di retaggio di timidezza della sua trascorsa vita da umano, per cui egli avesse bisogno di armeggiare con qualcosa tra le mani per non tenerle penzoloni sui fianchi. Poi, scoprii il vero motivo di quei sassi che lo accompagnavano sempre. Timido? Jack?? Naaa. Ma per favore. Quei sassi, in verità, li prendeva dal MURO di pietra della porta di servizio dell'Inferno, porta praticamente sbarrata in eterno, con tanto di divieto assoluto per i diavoli di aprirla. Jack, però, ogni giorno andava lì e smantellava di nascosto un pezzetto di muro, staccando qua e là i sassi mischiati al cemento, convinto che io non lo vedessi... non l'ho ancora mai fermato in questo paziente lavoro clandestino che fa quotidianamente, un po' perchè il muro è indistruttibile e si rigenera da sè, ma anche per lo sfizio di vedere fino a che punto arrivi la sua tracotanza. Pensa di farmela sotto al naso.
Comunque, avevo ascoltato, sorridendo, quella buffa conversazione tra demoni. Jack è inconsapevolmente divertente, quando s'incazza. Lo tenni d'occhio durante tutta la durata della missione che gli avevo affidato. Una missione semplicissima, ma che lui ha reso un pandemonio.
Guardate qui, tra le mie mani... potrete vederlo in questo piccolo vortice mentale che ho creato... vedrete con gli occhi della mia memoria... eccolo, lo vedete? Shhh... sta parlando...
"E adesso dove cacchio lo trovo un estintore all'Inferno?!? Per non parlare dell'acqua. Bah, forse posso andare sulla Terra...?? Eh, magari potessi, è pieno di belle donne lì! Però, Lvcifer non l'ha specificato, in genere è preciso, quindi forse la Terra non è prevista nella mia missione... e, poi, l'ultima volta che ci sono andato, sono tornato giù dopo un mese e Lui si è incazzato come un caimano e me lo sono sorbito per tutto il mese dopo... devo provare a fare una toccata e fuga senza essere visto. Non la reggerei un'altra ramanzina di quelle, sono stufo..."
Jack tornò nella sua caverna per indossare il mantello rosso che aveva fregato a Superman, perchè gli dava una certa sicurezza in missione; quel mantello se l'erano giocato a poker, una sera che Superman era solo Clark Kent; quel povero ragazzo senza i superpoteri non sapeva imbrogliare... Jack, invece, imbroglia da dio, ops... da diavolo, sempre e comunque. Oh, guardate... subito dopo aver imprecato contro di me, Jack uscì dalla sua caverna-letto e si diresse nella caverna-guardaroba, dove c'era il suo specchio, ormai consunto, tante le volte che ci si ammirava dentro.

"Bello, 'sto mantello, che figata... mi sta una meraviglia... e bravo il signor Kent, la prossima volta ci giochiamo la tutina blu... chissà che sballo con la J al posto della S..."
Mentre si dava arie da gran figo davanti allo specchio della caverna-guardaroba, sfarfallando con il suo mantello rosso, si chiuse alle sue spalle la porta del camerino. La CHIAVE, ovviamente, era dall'altro lato della porta. Gli feci un piccolo dispetto, uno scherzetto innocente: la girai nella toppa e gli sussurrai "Buona fortuna, Jack...".
"Cazzo!! Ma non vale così! Apri, bastardo di un Diavolo, apri!!"
Mi sono goduto la scena per un po'. Diciamo che l'ho messo proprio alla prova, volevo vedere cosa si sarebbe inventato per venir fuori da quel buco roccioso.
"Quando sarò fuori di qui, Lvcifer vedrà il bordello che gli monto all'Inferno, vedrà! Gli organizzo una rivolta di diavoli che se la sognerà nei millenni a venire, 'sto stronzo..."
"Ehilà, dici "stronzo" al tuo papino?"
"Oh!! Sei qui! Stronzo! Fammi uscire!"
"Jackino, Jackuccio... dai, vammi a prendere l'estintore e un po' d'acqua, su..."
"E se apri, magari ci vado, no?!"
"Non apro, ma tu vacci lo stesso..."
"Ma come credi che io ci poss.. ma che cazz... dico io, queste sono pareti infernali, non posso oltrepassarle!!! Mi senti???"
...
"Mi stai sentendo o no?!? EHIIIIIIIII!!!!"
...
Stavo zitto. Jack, dopo l'ennesima spallata alla porta, si accasciò al suolo e cominciò ad inveire in silenzio contro di me.
Il camerino della caverna-guardaroba era molto angusto e lui, grande e grosso, ci stava scomodo tutto raggomitolato... così, pestò forte il tallone sul suolo dalla rabbia e... vide il terreno sbriciolarsi sotto i suoi piedi...
Diede un secondo pestone, quasi per assicurarsi di non aver soltanto immaginato quel cedimento del pavimento. Di nuovo la terra gli franò sotto ai piedi. Un senso di felice incredulità gli piombò nel cervello.
Si alzò di scatto e cominciò a scavare a mani nude, accorgendosi che l'argilla e i sedimenti rocciosi venivano via con estrema facilità, tanto che dopo circa mezz'ora passata a scavare, Jack finalmente vide aprirsi un buco nel suolo... non molto grande, una sorta di cunicolo che portava da qualche altra parte... ma chissà dove...
Curioso com'è, iniziò a scavare ancora di più, per vedere quel cono di pietra buio, velato di luce arancione, dove conducesse...
"Ah ah!! Brutto stronzo, t'ho fregato... bene, bene, bene... adesso esco di qui e l'estintore lo vado a portare a tua sorella, che ne ha bisogno... vecchio rincoglionito, il troppo calore t'ha bruciato il cervello... SPUT! Cacchio, la terra in bocca... SPUTT!! Che schifo..."
"Aò! Aò, voi de sopra! Che la volemo smette' de fa' cade' er terreno in CASA mia, 'mbè???"
"Eh??? Chi è là??? Chi c'è???"
"Come chi è là e chi c'è!! Chi ssssei te, piuttosto! A maleducatooo! A screanzatooo! Ho pulito du' minuti fa er terrazzino!"
Jack si affacciò con la testa nel cunicolo.

PPPUMMFFF!
Una scopa salì velocemente su per il cunicolo e colpì in pieno viso Jack, riempiendogli la faccia di polvere e terriccio umido.
"Ahi!!! Porca zozza, ma sei impazzita?!? Mi fai male!!"
"Tiè! Tiè!! Toh!!! Toh!!! E toh!!! A brutto 'nfame!!"
PPPUMMFFF!!! PPPPUMFFF!!!
"Ahi! Ouch!! Bast'!!! Piano!! Ok, ok!! Fermati!! Fammi almeno scendere giù da te, posso spiegarti tutto, ma smettila con questa scopa, ti scongiuro, mi stai sfigurando, ma che maniere!"
"Fermo lì, sa'??? Nun te crede de mette' 'e zampacce tue zozze e luride sul pavimento mio pulito pulito, sa'?!"
"Senti, calmiamoci un attimo, ok? Io mi chiamo Jack, qua la mano..."
Allungò il braccio giù per il cunicolo, per tendere la mano all'anziana e peperina signora che abitava nel sottosuolo dell'Inferno e...
"Ma sei pazza!!! Ahi, mi hai morso!! Ma roba da matti, io non ci scendo più giù da te, hai capito?!? Chissà che altro mi fai, belva assassina!"
"Ahahahah! Oh per tutti li sorci!! Ma Giacomino, sei teee!! Vie' qua, bello de zia, vie'... e chi ttt'aveva riconosciuto con tutta quella barba in faccia?! Mamma miiiiia, come te sei fatto bello, fatte vede' un po' da zia tua, fatte...?? Bello, Giacomino de zia, bello... "
Zia Fuxinella, colei che aveva allevato Jack durante i suoi primi mesi di permanenza all'Inferno, lo strattonò giù dal cunicolo per la contentezza e iniziò a sbaiucchiarlo qua e là, come se Jack fosse ancora il suo piccolo nipotino di 100 anni... ma ormai Jack è un uomo adulto, va per i 750... capirete l'imbarazzo...
"Dai, zia Fuxi, non mi chiamare Giacomino, lo sai che mi dà fastidio, io mi chiamo Jack!"
"Sì, sì, sì, amore de zia tua, te chiamo Jack, te chiamo come te pare a te, ma mò 'ndo vai?? Resta a magna' qua da zia tua, che t'ho fatto er pollo alla diavola come te piace a te, su... è quello de paese, coi cosciotti teneri teneri che so' 'na meraviglia... ma nun ce posso penzà, come te sei fatto grande... vie' qui..."
Sbaciucch, sbaciucch, sbaciucch... slrrrr... slrrrrr...
"E che ce fai da 'ste parti, ammore de zia, eh? Dillo a zia tua..."
"E, zietta cara, c'ho un problemino... Lvcifer m'ha teso un tranello..."
"Anvedi 'sto zozzone de Luciano, non cambia mai, aò..."
"Zia, non lo chiamare Luciano, quello già è incazzoso! Che brutto vizio che hai con 'sti nomi, tu... eh!"
"E che ce voi fa', Giacomi', io so' vecchia, mica m'arricordo li nomi strani di tutti 'sti diavoli... solo il tuo, bello de zia, solo il tuo..."
"E dai, su... basta... "
"Ma allora, che devi da fa' pe' usci' da 'sto tranello de Luciano l'anfamone?"
"Devo trovare un estintore, ma va bene anche dell'acqua, qualcosa che sia capace di spegnere le fiamme dell'Inferno nella sua stanza da letto, dice che non riesce a dormire, se non ci sta un po' di fresco..."
"Estintore?!?! Acqua?!?! Ma che s'è scemunito forte Lucia'??? Che ce lo sai che per millenni m'ha rotto li cojoni, perchè annaffiavo le piantine mie belle coll'acqua e lui stava sempre a di' che l'acqua all'Inferno 'sti cazzi che nun ce po' sta?! Ma 'nvedi questo... mo' rivole l'acqua, rivole! E che spaccasse er muro, allora! No???"
"Il muro?? Di che muro parli, zia Fuxi?"
"Come de che muro parlo, tesoro de zia... quello che ogni giorno vai a sfascia' con le manine tue, no?? Che poi, dico io, nun te lo potevi trova' un passatempo 'n po' più divertente, Giacomi'? Che vai a sfascia' i muri te? Che te sei fatto 'n'impresa edilizia?"
"Zia, sii seria un attimo, ho una certa fretta, perdonami... che c'è dietro a quel muro?"
"Ma Giacomi', allora sei de coccio daveeero... ce sta l'acqua, Giacomi', l'acquaaaa...! Vie' co' mme, te faccio vede' 'na cosa che forse te piacerà..."
Zia Fuxinella prese Jack per mano e lo portò dentro casa... arrivati alla finestra della piccola cucina, zia Fuxinella gli mostrò qualcosa in lontananza con il dito indice puntato tra gli alberi...
"Che, la vedi quella, Giacomi'?"
"Quella chi, zia?"
"Ma no 'na baldracca, Giacomi', te stavo a di' della FORESTA... che la vedi, no?"
"Eh, sì che la vedo, è immensa..."
"Allora, stamme bene a senti', che io 'ste cose nun te le dovrei da di', che poi Luciano me fa du' cojoni da paura, perchè dice che parlo troppo e nun me faccio mai li cazzi mia, ma te sei er nipotino mio e co' te ce posso parla' come me pare..."
"Ti ascolto, zia, grazie... allora, dimmi della foresta..."
"E che te dico, amo'? La devi da attraversa'..."
"E poi?"
"E poi, poi, poi... mo' me chiedi troppo, bello de zia tua..."
"Ma zia, almeno dimmi in che direzione devo andare, cosa devo cercare... dammi una mano, per favore, ti prometto che mangio tutto il pollo alla diavola..."
"E ce fai pure la scarpetta dentro ar sugo, eh? O sinò nun parlo mica, eh?"
"Promesso, pure la scarpetta nel sugo"
"Bravo, bello de zia, assettate..."
"Facciamo quando torno, dai, che poi si fa tardi e ho paura nel bosco di sera"
"Ma che stai a frequenta' di nuovo quella che cinguetta? Come se chiama, 'a Gigliola?"
"Ma no, che hai capito... dai, dimmi che devo cercare..."
"Teso', tu che devi cerca', l'acqua? E vai, vai a cerca' l'acqua, che zia tua nun te sta mandando allo sbaraglio, va', va'... damme un bacio e va'..."
"Grazie, zia Fuxi... e conservami il pollo, smack!"
Jack fece una corsa fino alla foresta e si fermò di botto ad osservarla, quasi disperato. I rami erano talmente fitti e aggrovigliati che si rese conto dell'impossibilità di passarci attraverso a mani nude. Occorreva qualcosa che li tagliasse, che li recidesse in modo netto e che gli permettesse di procedere spedito tra la vegetazione.
Tornò, sempre correndo, dalla zia... bussò alla porta e...
PPPPUMMFFFF!!
"Zia!!! Ahi, di nuovo!!! Ma che sei matta con 'sta scopa!!"
"Uh, amo', e mica me penzavo che eri te n'artra vorta?? E scusa, Giacomi', te sei fatto male? Ma che voi de nuovo qua, nun dovevi anna' a cerca' l'acquetta, bello de zia?"
"E sì, dovevo andarci, porca Eva, ma..."
PPPPUUUMMMFFF!!!
"Ma dannazione!!!! AHIA!!"
"Nun me nomina' quella sgualdrina qua in casa mia, sa'???"
"Vabbe', vabbe', ho capito... veniamo al dunque, prima che mi fracassi il cranio... che ce l'hai qualcosa che taglia le erbacce?"
"Er tosaerba mio nun t'o posso da', perchè me serve, me ce depilo... famme penza'... cortelli nun ne uso, perchè da quando zio tuo se tagliò la gola me fanno 'mpressione... vediamo che ce posso ave' più... ah, che voi questo???"
"Un pesce SPADA???? E che ci faccio con un pescespada??"
"Nun me fa' esse' burina, Giacomi', che ce voi fa'? Ce tagli le piante, no?? Tie', va' mò, va'..."
"Vabbe', proviamo... grazie... e butta 'sta scopa, zia!"
"Ciao, amo', ciao... bona fortuna..."
Jack tornò nella foresta, armato del suo fido pesce spada, che inaspettatamente si rivelò più tagliente di una sciabola.
Falciando la vegetazione qua e là, Jack camminò per ore tra le fronde, girò in lungo e in largo, si perse più volte e tornò ciclicamente negli stessi punti in cui era già passato in precedenza.
Sfinito, esausto e scoraggiato, si stese su un giaciglio di foglie secche e piccoli ramoscelli e cadde addormentato per giorni... vi sarete resi conto che non è riuscito a portare a termine la missione che gli avevo dato, io non ho visto nè estintori, nè acqua in camera mia... e per di più, non è ancora ritornato, chissà dov'è andato a nascondersi per la figuraccia... beh, gente, questo è tutto, come si dice... that's all, folks!
[Sorriso vittorioso di Lvcifer nella camera n.1]
APPLAUSI DEL PUBBLICO IN SALA
[Lvcifer sta per alzarsi dalla poltrona da dove aveva fatto l'intervista, quando improvvisamente sente alle spalle un rumore di calcinacci che si sbriciolano rapidamente, come pressati da una potenza immensa... una parete dello studio televisivo inizia a tremare vistosamente. Si apre una crepa che corre veloce dal basso verso l'alto. Una seconda crepa s'incrocia con la prima. Tutto lo studio televisivo inizia a tremare come se un grosso terremoto ne stesse minando le fondamenta alla base. Un boato assordante s'avvicina sempre di più, il panico si diffonde tra gli astanti... e...]
SPPLLLLAAAAAASSSHHHHHHHHHHHHHHH!!!!

[Il pubblico vide una sagoma delirante, con un sasso tra le mani, cavalcare l'onda anomala in sella ad un curioso pesce spada, con tanto di occhiali da sole e sorriso fashion... era sempre stato il suo sogno quello di impersonare per un giorno il palestratissimo squalo della Maui & Sons...]
"Lo tsunami!!!!!! Aiutooooooo!!"
"LVCIFERRRRR!!! ECCOTI L'ACQUA!!!"
"Dannazione, Jack!!! Sei sempre il solito, avevo detto un secchio, un estintore, non un LAGO!!!"
[Jack aveva dormito un bel po' in quella foresta, ma alla fine, aveva ripreso a camminare senza sosta e dopo lunghe ricerche, si era trovato di fronte un enorme bidet, di dimensioni davvero spropositate, che racchiudeva tutta l'acqua che Lvcifer aveva per millenni negato alle lande Infernali... e dove l'aveva trovato, il bidet? Ma dietro al muro che ogni giorno aveva tentato di sfasciare... no? Se lo sentiva che quel misterioso muro nascondesse qualcosa e infatti... Gettò, poi, il sasso in aria, cantando a squarciagola "All in all it's just another brick in the wall... we don't need no education..."].
[I soccorsi ritrovarono negli studi questa, in mezzo alla devastazione e al Nulla...]

[Zia Fuxinella s'incazzò da morire con Giacomino suo, la scopa nun gliela doveva frega'...]