- Sono andato a prendere le pesti all'uscita di scuola, pesti che per la precisione erano ben 4.
- Andiamo a mangiare la pizza
- Stadio
- Giro per negozi e bancarelle di artisti di strada, dove mi hanno fatto comprare di tutto
All'uscita di scuola, solite chiacchiere con il gruppetto delle mammine, a cui chiedo il permesso di portare con me i loro marmocchi da coinvolgere nella sorpresa.
Risposta delle mammine:
"Jack, ma certo che puoi portarli... Sei un padre meraviglioso, hai sempre queste idee carine, ad avercelo un uomo così in casa, vero, donne??"
"Ma magari, mio marito dorme tutto il weekend!"
"Jack, ma se divorzio, sei disponibile??"
"No, no, se divorzio, ci sto prima io con Jack, lo conosco da più tempo, non facciamo scherzi e mettetevi in fila!"
Sghignazzano, starnazzano, sollazzano. Il mio ego, naturalmente.
Faccio un po' il finto modesto, gongolo di qua e di là con sorrisi mezzi piacioni mezzi timidoni e poi finalmente arrivano i bambini, correndo come zebre al galoppo, con gli zaini più grandi di loro, che gli ballavano sulle piccole schiene.
"Papiiiiii!!!", R. mi salta in braccio, come se non mi vedesse da mesi e mesi.
"Ciao, Jack!".
"Ehi, Jack, mi fai fare un giro sulla moto??".
"E no, oggi non sono con la moto, oggi ho una macchina nuova (la mia l'hanno rubata!!!) e ora ci salirete voi quattro... siete pronti?".
"E perchè, dove andiamo??", chiede G., l'amico del cuore di R. ...
"E' una sorpresa, non ve lo posso proprio dire, salutate le mamme e saltate su, forza...".
"Okkkkk!!!! Sììììì!!".
"Ciao, mammi!".
"Ciao ciao, mammola!".
"Ciaoooo!!".
Si chiudono le portiere e partiamo.
"Avete fame?".
"Sì sì...".
"Ho detto, avete fame????".
"Sììì!".
"Più forte!!".
"Sìììììììì!!!".
"Allora pizza per tutti!!!".
"Alèèèèèè!!!!!".
"Dai, papi, fai la corsa come la Ferrari!!".
Sempre pazzo sfrenato, lui...
Faccio qualche accelerata fasulla, giusto per gasarli un po', supero qualcuno, beccandomi i vaffanculo di routine, ma era per una buona causa, e poi arriviamo al ristorante.
"Buongiorno, siamo in cinque, per favore..."
"Buongiorno, prego, mi segua..."
"Grazie..."
"Graaaaaaaziiiiiiieeeeeeee!!", dicono tutti e quattro in coro e cominciano a ridere.
La cameriera capisce che saremo dei clienti molto difficili da tenere a bada.
Ci accomodiamo, schiacciano subito le faccine nei menu per scegliere il gusto della pizza. Ci mettono tre ore per partorire la decisione e quindi, per velocizzare le operazioni, uso il classico stratagemma del "dito qua sotto".
"Chi ha deciso la sua pizza, metta il dito qua sotto... si sta per chiudere... presto... presto... rimanete digiuni!"
Caos! Si alzano in piedi, urtano i bicchieri, per poco non rovesciano in terra la tovaglia, tutto per mettere le dita sotto alla mia mano, che stava per chiudersi inesorabilmente, e garantirsi la pizza...
E infine arrivano le pizze, dopo aver fatto impazzire la cameriera per le ordinazioni. Cameriera, fortunatamente, molto paziente.
Mangiamo e tra un boccone e l'altro, dicono una marea di scemenze, battute, schifezze... e ogni tanto mi chiedono "Ma che sorpresa ci stai facendo????" e io muto come un pesce. Mi dicono "E daiiiii, e daiiiiiiii, e daiiiiiiiii!!", ma io sono irremovibile.
Mentre parliamo delle loro cosette, io inizio a fare le imitazioni delle loro maestre di scuola e apriti cielo... i fessacchiotti iniziano a ridere, a fare schifezze nel piatto e M., l'amico del cuore di riserva, sputa la cocacola nella pizza per il troppo ridere... boato degli altri tre... passa la cameriera e ci guarda come a dire "Lo sapevo che avreste combinato qualche pasticcio" e le faccio cenno se per favore ci può portare un'altra pizza mignon per lo sputacchione.
Dopo pizza e dolce, ci siamo incamminati verso la sorpresa...
"Dove andiamo, papi??", ogni tanto R. ci provava a farmi cedere, sperando che fossi distratto alla guida.
Arriviamo in zona stadio... ci sfrecciano a destra e a sinistra motorini e auto con bandiere del Napoli sventolanti, trombette, fischietti e maglie dei giocatori appese ai vetri...
"Beati loro, vanno alla partita del Napoli...".
"Papi, perchè non ci porti mai, perchè, perchè, perchè...".
"E' vero, sei cattivo, ci potevi portare, uffa...".
G., invece, sta zitto e schiaccia il naso nel finestrino, sbavandolo tutto, tanto è rapito dai tifosi che cantano per strada e ogni tanto si sente che mugugna "Uuuh...".
Parcheggio.
"Papi, perchè ti parcheggi qui?".
"Non mi sono parcheggiato, è finita la benzina, dobbiamo continuare a piedi...". Me la rido sotto i baffi, ma provo a trattenermi.
"Uffffffffaaaaaa!!".
I quattro ometti mi guardano come se volessero sbranarmi, in testa loro ormai sono un perfetto imbranato che non è buono a nulla. Attraversiamo la strada e andiamo verso gli ingressi delle tribune dello stadio.
"Passiamo da lì, che abbreviamo...", dico, per non farli insospettire del percorso e infatti i pollastri non sospettavano di nulla.
Mi fermo, guardo in su verso l'altezza del San Paolo e dico "Certo che sarebbe proprio bello vedere la partita, eh... ".
R. mi guarda e risponde con tono drammatico "Eh sì, peccato che non abbiamo nemmeno mezzo biglietto...", e si appoggia alla spalla di G., cercando una sorta di conforto.
"Eh sì, peccato che non ne abbiamo nemmeno mezzo... però fa lo stesso se ne abbiamo cinque?"
Mi guardano con gli occhi sgranati, quando tiro fuori dalla tasca del cappotto i cinque biglietti per la tribuna Posillipo, il posto "vip" dello stadio, perchè ovviamente di andare in curva con quattro bambini non se ne parlava proprio.
"PAPIIIIIIIIIIIIIII!!!! GRAZIEEEEEE!! SEI UN MITOOOOOOO!!!!"
"JACKKKKKKKKKK!!! GRANDEEEEEE!!!"
Mi saltano tutti e quattro addosso, riempiendomi di mazzate, baci e abbracci, conditi da "Sei proprio uno scemo briccone!". Scemo briccone??? Ma chi gliele dice 'ste cose?? L'albero azzurro??
L'eccitazione è alle stelle e i quattro moschettieri zompettano felicissimi davanti agli ingressi della tribuna, stringendo tra le mani il loro sacro biglietto, mentre se lo baciano ogni tanto.
Per completare l'opera, compro due bandiere del Napoli e quattro cappellini azzurri con lo stemma della società. La gioia è incontenibile e hanno negli occhi l'espressione della follia adrenalinica che precede ogni evento.
All'interno dello stadio i quattro moschettieri fanno un casino esagerato. Si alzano in piedi sui sediolini, urlano cori da stadio peggio degli ultras, tra l'altro sapendo tutte le parole a memoria, dicono parolacce all'arbitro, sventolano come pazzi le bandiere... roba da non crederci, degli psicopatici sarebbero stati più tranquilli!
E proprio le bandiere sono state motivo di una grandissima figura di merda.
Ne avevo prese due, in modo tale che in quattro si alternassero a sventolarle senza intralciarsi tra loro. Ad un certo punto, F. dice a R. "Dai, facciamo che le bandiere sono le nostre spade fotoniche del Napoli e giochiamo a Star Wars!". R. non se lo fa dire due volte, prende la bandiera con tutte e due le mani, bella pesante tra l'altro, e giratosi su se stesso, sfiorando una caduta colossale, scaglia l'asta della sua bandiera contro quella di F., provocando uno scontro non indifferente, che lo sbilancia del tutto...
F. cade all'indietro in braccio a un signore accanto a lui, R. cerca di aggrapparsi come può a me e al giubbotto di G., ma G. cade in avanti e finisce con le mani sulle spalle di una signora, che salta di spavento, mentre l'asta della bandiera di R. fa un volo per aria e va dritta dritta in testa ad una ragazza che era seduta sotto di me, nella fila davanti.
SBAM!!!!
"Ahia!!! Ma fai piano, che sei matto???", mi urla la ragazza, guardandomi un po' perplessa e abbastanza incazzata.
Dopo, quando vede la mia faccia mortificata e disperata, mentre mi scuso, capisce che non sono stato io, ma i bambini, e così mi dice "Scusa tu, non fa niente, non avevo capito... lasciali giocare..." e mi sorride carinamente. Ciò non toglie che si è uccisa il cranio, poveraccia!
Quei cretini dei bambini hanno iniziato pure a prenderla in giro "sottovoce", imitandola nella sua incazzatura, facendomi sprofondare ancora di più sotto terra, fin quasi alle fondamenta dello stadio.
Quando c'è stato il goal di Calaiò, giocatore preferito di tutti e quattro, il boato dello stadio li ha travolti e loro, con un attimo di ritardo, ripresisi dal rincoglionimento momentaneo, hanno cominciato a urlare "GOAAALLL!!! CALAIOOOO!! GOALLLL!!!", abbracciandosi furiosamente, mentre il Bologna era già a centrocampo per riprendere la partita e il resto dello stadio s'era già quasi calmato...!
Certe volte penso di aver fatto scelte sbagliate nella mia vita e chi mi conosce, sa di cosa parlo... però vedere quel faccino così pieno di gioia e sentirmi sulle guance i baci che mi ha dispensato per tutto il resto della giornata, mi ha fatto pensare di aver fatto in un modo o nell'altro la cosa giusta... per lui e un po' anche per me...