martedì, 28 novembre 2006

Tirando le somme (ma le sottrazioni si strattonano?):

1) I diavoli hanno vinto, modestamente... 
2) Sto litigando con Skype.
3) Mi sono dato una zappa sui piedi per una cosetta.
4) Fa di nuovo un cazzo di caldo esagerato.
5) Devo andare all'ennesimo matrimonio nel w/e e ne farei volentieri a meno.
6) Aiutatemi a scegliere la nuova auto da comprare, visto che la mia è in mano a qualche stronzo.
7) Sto decidendo se diventare un serial killer e fare fuori le persone che mi stanno soffocando le palle.
8) Sono abbastanza trucido e triviale, stasera, cazzo, cazzo, cazzo!
9) Tra un po' dò un urlo che spacco i vetri di casa.
10) Ci vorrebbe una grandiosa pizza fritta a riempirmi lo stomaco.
11) Ho comprato dei boxer troppo larghi... o mi si è sciupato il pacco? Troppa attività?
12) Nelle scale dei palazzi si fanno incontri strani. Sconsiglio vivamente l'ascensore.
13) Devo andare alle Azzorre o non mi chiamo Jack. Infatti, non mi chiamo Jack. Cazzarola.
14) Chissà se me la darei, se fossi donna... comunque, penso di sì.
15) Dammi un bacio, ho una voglia devastante di te.

Written by: JackPummarolino alle ore 03:52 | Permalink | commenti (19)
categoria:i deliri di jack
domenica, 26 novembre 2006

In my ears: These are the days of our lives - Queen

E' in notti come queste in cui avrei bisogno di un rifugio sperduto da qualche parte del mondo. Non per forza di questo mondo qui, anzi, sarebbe meglio in un altro mondo... magari uno di quei mondi paralleli di cui parlano alcuni libri di astronomia, senza dare certezze sulla loro esistenza, ma formulando ipotesi affascinanti, che lasciano sognare al di là di calcoli e numeri... perchè, per fortuna, l'Infinito è incalcolabile, almeno dalla mente umana.
Ho trovato questo disegno tanto tempo fa, navigando per il web: mi colpì. Adesso, non ricordo nemmeno dove l'ho pescato e mi dispiace non citarne l'autore, perchè, chiunque sia, ha tutto il mio affetto in questo momento. Uno/a che disegna un paesaggio del genere deve essere una persona estremamente calma o sicuramente lo era nel momento in cui ha disegnato quell'immagine e io ammiro la calma... però, pensavo: "e se invece la calma la stesse cercando proprio nel disegno?". Quanti arrovellamenti cerebrali, stop. Appunto, STOP.
Sono tre giorni che vago all'impazzata dappertutto... un interminabile congresso, il lavoro, le seccature familiari, responsabilità di ogni tipo, scelte di altri ricadute su di me, umori lunatici da sopportare, quando poi io vorrei solo un po' di comprensione per me, giusto un po'. Ma non ne ho, credo che in fin dei conti non esista una persona capace di capirmi fino in fondo e non perchè io chissà che uomo complicato sia, ma solo perchè non lascio passare facilmente gli altri al di là del mio consolidatissimo muro. E qualsiasi tentativo di scavalcarlo sarà inutile anche a lungo termine. All in all it's just another brick in the wall.
Vorrei scappare da qui e tuffarmi in quel disegno, un po' come faceva Bert di Mary Poppins nei suoi disegni sul marciapiede... non chiedo pure i pinguini camerieri che mi cantino "Com'è bello passeggiar con Jacky, un suo sorriso e il sole fa sputar...", questo mi sembra troppo. Mi basterebbe solo poter andare lì, in quello strano bosco dai riflessi blu di quella cascata che sa di silenzio.
Vorrei dormire. La poca luce che filtra tra quegli alberi sarebbe perfetta per dormire. Io ho paura del buio sotto sotto, credo che non mi passerà mai questa paura atavica, per quanto io ora tenti di accantonarla, quindi un lieve fascio di luce come quello è perfetto per me.
E la casetta nell'albero sarebbe semplicemente un sogno... in realtà il mio più grande sogno da bambino era di costruirmi una casetta SU un albero e non DENTRO... e la feci, tutta da solo, trascinando travi di legno, rami spezzati, vecchi teloni, mobili sconquassati, recuperati dai cassonetti, tanto che la gente mi guardava in modo strano, pensando fossi un piccolo accattone... dopo ripulivo tutto dalla sporcizia, ridipingevo gli oggetti e gli davo un tocco personale, rendendoli nuovi e adatti alla mia casetta, che in poche settimane, giorno dopo giorno, diventò bellissima. Forse questo disegno me l'ha ricordata, non certo per la somiglianza materiale di oggetti e luoghi, ma per la similitudine concettuale. La casa.
Per come stanno le cose, certe volte non mi sento padrone a casa mia (e dico MIA) e ci sto male, sarà per questo che guardo quasi in estasi quella casetta dalle fioche luci arancioni... la vorrei mia, per starci da solo; in questo momento è quello di cui ho bisogno, un po' di sana solitudine.
Aprirei di notte la porticina della casetta dell'albero e uscirei nudo nel bosco, incurante di sguardi indiscreti che non ci sarebbero, se non quelli degli animali notturni, che di certo non si scandalizzerebbero... loro sono liberi davvero e, se stessi lì, lo sarei anch'io. Passeggerei a piedi nudi nell'erba umida, sentendo la morbidezza del terreno sotto di me, terreno nelle cui pieghe brulica vita; mi siederei ai bordi della piccola cascata e m'immergerei piano nell'acqua gelida e cristallina, lasciandomi bagnare prima da tiepidi raggi di luna tra le foglie e poi dall'acqua, mai la stessa... credo che lì, in quel bosco, il plenilunio sia perenne, o diciamo che mi piacerebbe fosse così... scenderei, poi, sott'acqua e mi aggrapperei ad un grosso masso: spalancherei gli occhi e inizierei a guardare il mondo da sotto a quella coltre d'acqua trasparentissima; e saprei respirare senz'aria, perchè in un posto così la Natura non sarebbe ostile e non sarebbe l'uomo ad adattarsi ad essa, ma essa all'uomo... respirerei acqua e vivrei, vivrei senza il senso di soffocamento che provo ogni tanto, anche se qui respiro il nostro solito e "banalissimo" ossigeno...
Appollaiato su un ramo, resterei per sempre lì.

Written by: JackPummarolino alle ore 03:54 | Permalink | commenti (8)
categoria:jack sogna ad occhi aperti, jack ogni tanto pensa
venerdì, 24 novembre 2006

PRIMA PROVA DI ABILITA'

E come da indicazioni dell'Altissimo capo, ecco lo svolgimento della mia prima prova del reality blog... Forza Diavoli... 


"All'Inferno non ci torno, non ci torno più. Piuttosto, renderò questa Terra un Inferno, potete giurarci. Questi stupidi umani devono vivere quel che vivo io da un'eternità, devono sentirsi strisciare addosso il Male e gli deve mancare il respiro, come manca a me ogni volta che ne sento il fetore che m'impregna la pelle. E il mio posto sarà qui. Anzi, è già qui, ho deciso... e lei è mia. Lei, la grassona sudata con il turbante color porpora sul capo, pronta a dispensare magia, profezie e visioni con le sue carte consunte a chi non ha altro in cui credere... semplicemente ridicola con tutti quegli anelli di metallo scadente avvinghiati alle dita pingui... io, invece, sì, IO, proprio io, le darò un lampo di dignità, accendendole lo sguardo, per una volta nella sua insulsa vita, con la mia potenza dentro al suo corpo deforme.
Mi fa schifo, ma la voglio. E tu, vieni qui, infida bestia, lasciati accarezzare..."

La pantera si lasciò accarezzare il dorso, poi si voltò di scatto e morse Jack Devil. Jack sorrise compiaciuto, la pantera già sapeva di lui.

Un tuono riempì l'aria di tenebra. Jack Devil balzò fuori dalla gabbia della fiera e, velocissimo, sparì in quell'angusto spazio di cielo tra i tendoni del circo sistemati in cerchio.
Adocchiò la preda di nuovo: la cartomante era lì che mischiava i suoi tarocchi, da sola.
Le entrò dentro.
La donna si drizzò sulla spina dorsale, rimase inerme per un attimo e dopo urtò forte con il viso sul treppiedi, accasciandosi priva di sensi su quel supporto instabile. Un rivolo di sangue caldo le scorse tra l'occhio destro, sbarrato e immobile, e l'incavo della narice. Il calore di quel fiotto rosso cupo la risvegliò dopo poco... e con la punta della lingua gustò quel sapore salato, che le aveva appena macchiato la sua pelle di zingara. Le piacque. Strano, lei aveva sempre odiato il sangue.
Presa da un'improvvisa frenesia, la cartomante iniziò a danzare a piedi nudi sul tappeto del suo tendone, sussurrando una strana melodia, che faceva sibilare l'atmosfera. Una melodia che non aveva mai cantato prima d'ora. Note sconosciute la travolsero e la portarono via da se stessa.

Zadja teneva per mano la piccola Sheena. Passeggiavano, madre e figlia, senza meta tra i tendoni del circo. Gli sguardi assenti, la pelle grigia, la stretta delle loro mani così tenue da risultare impercettibile, come se le carni fossero fatte di un fluido solubile al semplice contatto.
Vagavano, sole, all'ombra di un vespro inoltrato e promettente pioggia. Il canto della cartomante arrivò come un fruscio all'orecchio di Sheena, che improvvisamente ebbe uno scatto, sgusciò via dalle mani della madre e corse verso il tendone, da cui proveniva quella flebile voce così invitante. Mestitia, la cartomante, l'aspettava; sapeva che sarebbe giunta.

"L'ho guardata... era candida, pura, indifesa e così bella... era l'anima che stavo cercando per nutrirmi di umanità e abbandonare la mia essenza demoniaca... imposi a Mestitia di allungare la mano su quella della bambina... un brivido, quando la toccammo, ma lei, la grassona, non capì, se non grazie a me... era morbida, avevo voglia di morderla..."

"Vieni via da qui, tesoro, ti ho detto che non dovevi entr...".
"No, la bambina resta qui".
"Prego?? Mi creda, non è possibile, dobbiamo andare...".
"Si segga, ho da dirle una cosa di vitale importanza...".
"Senta, io non ho tempo da perdere con queste sciocchezze, mi scusi, ci lasci andare...".
"Si tratta di Sheena...".

"Cosa?? E lei come sa il nome di mia figlia?!".
"Allora, si siede o no...?".
"Ma che cosa vuole da noi!!!".
"LEI".
"Eh?????".
"Voglio lei, LEI, L E I . . . !".

Mestitia diede una sola mischiata rapidissima al mazzo dei tarocchi e uscì una carta che atterrì Zadja: LA MORTE.



"Cosa significa tutto questo, perchè ci vuol far del male, lei chi è!?!".
"La bambina sta morendo...".
"Mamma... Mam...".

"Del tuo ventre il frutto è marcio... e nel suo vi è già uno squarcio...", ripetè Mestitia più volte.

Sheena era paralizzata. Sentiva il suo corpo invisibilmente legato a quello sgabello ricoperto di velluto viola e non riusciva a capire cosa la stesse trattenendo. Le sue gambette tremavano e sul viso continui spasmi di dolore contenuto disegnavano rughe precoci per la sua tenera età; era come se fosse obbligata a non mostrare la sofferenza che stava provando. Ne aveva vergogna. Un terribile bruciore le pervadeva il basso ventre, c'era qualcosa dentro di lei e non capiva cosa, come, perchè. La voce le moriva in gola, non poteva gridare e dire alla madre cosa le stesse succedendo. Vide l'anima uscirle pian piano dal corpo, piangendo. La seguì con lo sguardo e la vide sparire nelle pieghe di grasso della cartomante, che non smetteva di fissarla negli occhi, incutendole una folle soggezione e un indescrivibile timore.

Mestitia pescò avidamente la seconda carta dal mazzo degli arcani maggiori: LA SACERDOTESSA CAPOVOLTA.


La sensualità sfrenata, la libido, il desiderio fine a se stesso, la superficialità, la mediocrità, l'ignoranza.
"La tua carne ora voglio... e dell'anima ti spoglio...".

Mestitia si alzò di scatto dalla sedia, lasciandola piombare all'indietro sul pavimento, e morse una guancia della piccola Sheena, strappandole un lembo del vestitino per la furia dei gesti; ma la carne della bambina non sanguinò. La rimorse, incredula, sotto gli occhi impotenti della madre, anch'essa bloccata da mani possenti, che non riusciva a vedere, ma che sentiva sul suo corpo, lascive e maligne. La cartomante tagliò un polpastrello della bambina con un lato della carta della Sacerdotessa... niente sangue, la bambina era già spirito, uno spirito svuotato dell'anima, ormai rubata per essere dilaniata.
Mestitia le si gettò addosso, impazzita, leccandone il corpicino ormai scosso da tanto dolore. Jack Devil si pasceva di lei attraverso la sguaiata bocca di Mestitia, lorda di rossetto sbavato e saliva giallognola.

La terza carta si voltò da sola, con un alito di vento improvviso e gelido: LA LUNA CAPOVOLTA.


La carta degli inganni, degli inganni che si svelano... e Sheena in un istante, in un brevissimo istante, fu addosso a Mestitia, travolgendola con violenza selvaggia, squarciandole il corpo con unghie che erano divenute artigli, sfigurandole il viso con zanne aguzze, urlando nella notte con una voce cavernosa e orribile, che smosse le tende, tirandole giù sui loro corpi avviluppati nella lotta...

"Mi hanno già trovato, i diavoli della vendetta sono qui, sono qui!!! Devo farcela, devo resistere, maledetta bambina, maledetta luna, non mi avrete indietro, mai! Maiiiii!!!!!! Anime dannate, io resterò quiiii!!!".

Il ruggito di una pantera di dimensioni inimmaginabili atterrì il demone, fuggito dal corpo senza vita della grassa Mestitia; e rimasto inginocchiato per terra, in attesa della sua fine non prevista, chiuse gli occhi, abbandonato all'impotenza di chi il Male lo fa e poi lo subisce... le fauci dell'enorme fiera si spalancarono, calando sul suo capo come tenebre perenni...

"NOOOOOOOOOOOOOOOOO... ... OOOOO ... ... OOOOO ... ... !!!!!!!"


Written by: JackPummarolino alle ore 02:33 | Permalink | commenti (14)
categoria:angeli e diavoli
giovedì, 23 novembre 2006

Questo è un post per miss Coppa Malù...

Decalogo del perfetto seduttore al primo appuntamento galante (dal vangelo secondo me)

  1. Vai a prendere la tua donna fin sotto casa sempre e comunque, anche se abita in cima alle montagne insieme ad Heidi e alle sue caprette o in fondo al marrrrr, in fondo al marrrr (reminescenze dalla Sirenetta)...
  2. Non chiederle mai "Tesoro, dove vuoi andare, stasera?". Dai l'idea di non aver minimamente pensato alla vostra serata insieme e lei crederà che te ne freghi e che non sei un romanticone da film americano molto pink... sii sicuro e convincente, falle vedere che sai già dove portarla e, soprattutto, aprile la portiera dell'auto, facendo il giro da dietro e mai davanti!
  3. Durante il tragitto in auto, falle domande discrete sulla sua vita e lasciala parlare, lasciala parlare fino a che non ti bruceranno i timpani... ascoltala con interesse, ogni tanto girati e sorridile, soffermando volutamente (e con garbo!) lo sguardo sulle sue cosce, se la signorina è minigonnata, o sul suo decolléte, se è fornita di scollatura sexosa... si sentirà delicatamente spogliata e desiderabile... e fallo, non dimenticando di scrutarla per attimi fuggentissimi negli occhi, possibilmente al semaforo però, o il primo muro è tuo. Se l'ascolterai e la guarderai così, lei ti dirà persino di che colore era la sua prima bavetta e ti troverà un uomo meraviglioso, mentre guarderà le tue mani sicure sul volante e penserà a quanto le piacerebbe sentirsele addosso. Ma tu resisti!
  4. Arrivati al ristorante, guai a te se fai entrare prima lei nel locale. Nei luoghi pubblici passa prima l'uomo. Questa è una gaffe che molti maschietti fanno, convinti di essere gentili a cedere il passo alle loro ladies... e invece no, si fa solo una bella figura di merda, ve lo garantisco.
    Dunque, si entra, le si mantiene la porta, gliela si richiude alle spalle (non lasciandola sbattere come nel far west, perchè in quel momento non sei Clint Eastwood, ma ti stai spacciando per un gentiluomo vecchio stile) e si procede spediti verso il tavolo che OVVIAMENTE hai fatto riservare... possibilmente intimo e un po' appartato.
  5. Il menù e la carta dei vini. Momento fondamentale della serata. Il vino lo sceglie l'uomo con il giusto savoir faire di colui che si fa anche il bidet con il vino, tanto è esperto in materia. Questo piace alle donne e Coppa Malù confermerà. Il vino può essere scelto anche prima delle pietanze, poichè non sarà abbinato tanto ad esse, quanto all'atmosfera della serata... frizzante, corposo, fruttato, morbido, aromatico, leggero, ubriacante... un po' come ci si sentirà... e qui ci scappa il primo complimento alla pulzella.
    Quanto al cibo, è bene consigliare non troppo caldamente alla signorina quale piatto scegliere o potrebbe pensare che sei stato lì chissà quante volte prima e chissà con quante altre gnocche. Il ceffone sarebbe garantito a quel punto. Meglio lasciar scegliere alla signorina, approvando rigorosamente ogni sua scelta, tipo Marzullo durante le interviste ai rincoglioniti notturni.
  6. Non sbrodolarti quando mangi, ma nemmeno quando bevi, eh? Versale il vino ogni volta che il suo calice sarà vuoto, non smettere di guardarla, quando bevete entrambi, (non ruttare, ti prego), il vino fa moooolto sesso sfrenato e annebbia i sensi, e soprattutto non farle piedino sotto al tavolo. Solo nei film di Lino Banfi e della Fenech si vedono 'ste robe!
    Sfiorale le mani, evitando di rovesciare i bicchieri pieni sulla tovaglia, ed evita anche di dire cose sdolcinate... vai di lusso, invece, con cose intriganti... e non urlare, usa un tono di voce caldo e basso, ma non troppo, perchè se poi ti dice ogni due minuti "che hai detto, scusa???" ti si smonta l'ormone, mi rendo conto.
  7. Dopo la cena, che OVVIAMENTE avrai offerto TU (e qui va la tutta mia solidarietà alla mia diavolessa Armig), non pensare minimamente di riportarla già a casa sua per tromb... ehm, per fare fiki fiki. Portala a fare una passeggiata sul mare, se hai il mare, al centro storico, se hai il centro storico, su un belvedere, se hai il belvedere, in un locale carino con musica dal vivo, se hai un locale carino con musica dal vivo, a teatro a vedere una commedia brillante di sicuro successo, se hai un teatro dove daranno una commedia brillante di sicuro successo. Da evitare rigorosamente le cose pallose e finte intellettuali. Una cosa carina, invece, è portarla, ma prima di cena s'ha da fa', ad una mostra d'arte, per poter passeggiare tra i quadri con lei e cercare il contatto fisico, della serie... ogni scusa è buona per toccarti!
  8. Una volta scelto il posto, o i posti, perchè l'uno non esclude gli altri, dove trascorrere il resto della serata, dai libero sfogo a tutte le tue doti provoloniche e marpioniche, seducila, ammaliala, questa sì che è l'ora dei complimenti e della dolcezza, e spera pure che ci sia ancora qualche traccia del tuo profumo sul collo, perchè DEVI abbracciarla all'improvviso e stringerla a te, come se fossi un po' amico, un po' provola, e vedere lei come reagisce... se ti scansa, mollala immediatamente e fingi un attacco di dissenteria per tornare a casa, ormai la figura di merda l'hai fatta. Se ci sta e ti guarda sognante, vai con il complimento più complimento che ci sia... dille che è sexy da morire e che vuoi morirle sulle labbra... cederà! (Occhio all'alito, per favore, non rovinare tutto proprio adesso!).
  9. Continua a sbaciucchiarla e a parlarle con dolcezza, stringendola, adorandola, facendola sentire l'unica donna che valga la pena di amare su questa stupida Terra... se poi la stritoli, prendendola in braccio e metti le mani nei punti giusti, senza fare subito il maiale, il punto 10 è sempre più vicino...
  10. Non fare cilecca!
Written by: JackPummarolino alle ore 02:28 | Permalink | commenti (13)
categoria:jack uomo mondano, i consigli di jack
mercoledì, 22 novembre 2006

Armig
DonnaVala
Giantropomorfo
JackPummarolino
Regolezero
Sybil
Turbosingar

Bearuk
Blixxxa
Equilibrist88
Fintavita
Geordie
Hooch
Imsorry

Per ricordarmi chi devo mazzoliare e di chi mi posso fidare... per adesso...

Written by: JackPummarolino alle ore 19:07 | Permalink | commenti (5)
categoria:jack nel cast del reality
mercoledì, 22 novembre 2006

Questa foto l'ho scattata due giorni fa, in una zona un po' degradata della mia città, come si può vedere dall'asfalto non esattamente lindo... uno pseudo-letto in una fioriera dismessa. Magari è una cazzata, magari non è nulla di originale, però mi ha colpito, non solo per l'idea un po' singolare di recuperare cuscini vecchi e stracci e accomodarli a mo' di letto in un vaso grande, ma perchè ho iniziato a pensare a chi fosse il proprietario di quel letto... o i proprietari, se così vogliamo chiamarli, perchè non credo che in strada ci sia il concetto di proprietà, tra gente che di proprio ha soltanto se stesso e nulla più. In strada si diventa tutti comunisti, Marx ne sarebbe felice... ma chi lo sa, poi, cosa volesse davvero Marx. L'ho letto e riletto, potrei citarne passi a memoria, ma quel che voleva davvero non l'ho mai capito, a parte le solite stronzate che si dovevano ripetere a pappardella agli esami.
Le persone che dormono così, invece, forse lo sanno cosa vogliono o cosa volevano... forse adesso vogliono un letto? Se così fosse, sarebbe già qualcosa in più rispetto a Marx, che voleva la "rivoluzione proletaria" (?!?!) e poi però i soldi guadagnati con le sue pubblicazioni mica li devolveva agli operai in difficoltà o a chi dormiva nelle fioriere di allora...
Non so perchè io adesso me la stia prendendo con Marx, in fin dei conti non mi ha fatto niente. E' che immagini come questa mi fanno pensare a quante assurde contraddizioni spazino liberamente per il mondo, senza che nessuno si fermi un attimo a dire "Ma che cazzo sta succedendo quaggiù????".
Fotografare qualcosa per me vuol dire fermare per un attimo il Tempo e riflettere. Non importa se le mie riflessioni saranno banali, stupide, o magari in un lampo di genio, eccellenti... non è questo che importa, l'importante è fermarsi... fermarsi su dei cuscini adagiati alla meno peggio su del terriccio umido, con un vecchio cappotto addosso, una birra semivuota tra le mani e un tozzo di pane raffermo... qualche giornale e pezzi di cartone come coperte, un cappello di lana bucato sul capo e la barba di giorni che gratta sulla federa consunta di un cuscino che forse fu di un bambino capriccioso... guardare le stelle, le poche che spuntano, più brillanti, dal cielo inquinato di una città, e chiudere gli occhi... chiudere gli occhi e fermarsi.
Il mio sorriso è per chi, stanotte, dormirà in quel "letto", gli farò compagnia con il pensiero, da sveglio, perchè io non dormo quasi mai...

Written by: JackPummarolino alle ore 15:05 | Permalink | commenti (5)
categoria:jack fotografo, jack ogni tanto pensa
mercoledì, 22 novembre 2006

Mi viene troppo da ridere.
Ma mi ci vedete??? Io che schifo con tutto il cuore la tv, che non la guardo mai, tanto meno i programmi del momento, ovvero i reality show... beh, IO, proprio io, ora faccio parte del cast del primo reality blog di Splinder?!?!? Ma chest' so' cos' 'e pazz', si direbbe da me!
In ogni caso, ho chiesto io di giocare, perchè incuriosito dall'idea, e zac... sono stato preso. Ora sono ufficialmente un Diavolo, precisamente un diavolaccio GODURIOSO!
Vedremo che combinerò... e di certo farò qualche figurella di merda, questo è poco, ma sicuro!
Il link del sito, comunque, è questo, se qualcuno è interessato al gioco o solo per sbirciare un po'...

http://7angelie7diavoli.splinder.com

Written by: JackPummarolino alle ore 00:34 | Permalink | commenti (2)
categoria:jack nel cast del reality
martedì, 21 novembre 2006

Non ho mai amato Claudio Baglioni, non me ne vogliano i suoi fans... ma ho ascoltato per caso queste parole di una sua canzone, "Domani mai".
Mi hanno rapito e le lascio qui, per ricordarmele e per pensare alla donna che ho immaginato "aggrappata alla mia schiena liscia"...

Io su di te,
voglia che striscia disperata
e tu aggrappata
alla mia schiena liscia, tu
sopra di me
e macchie avide sul collo
e cosce tese
e nelle reni un crollo...
E polveri
di luna nei cristalli
degli occhi tuoi,
bucati a fare entrare i miei...
e noi sciacalli
di baci sulle labbra,
unghie rapaci sulla pelle
senza stelle ne' indulgenza
in questa gabbia...

Written by: JackPummarolino alle ore 19:32 | Permalink | commenti (4)
categoria:jack e la donna immaginaria, jack sogna ad occhi aperti
domenica, 19 novembre 2006

LA LORO PRIMA PARTITA ALLO STADIO...

Tifosissimo del Napoli, insieme ai suoi amici, mio figlio R. desiderava da mesi e mesi andare allo stadio a vedere la sua squadra. Non essendo amante del calcio, io sono sempre stato un po' riluttante all'idea, ma ieri alla fine ho ceduto e gli ho organizzato una sorpresa: ce ne siamo andati allo stadio S.Paolo a vedere Napoli - Bologna, che per fortuna è finita 1-0... (cara la mia Dama, mi dispiace, sorbole!).
Il programma è stato questo:

  • Sono andato a prendere le pesti all'uscita di scuola, pesti che per la precisione erano ben 4.
  • Andiamo a mangiare la pizza
  • Stadio
  • Giro per negozi e bancarelle di artisti di strada, dove mi hanno fatto comprare di tutto

All'uscita di scuola, solite chiacchiere con il gruppetto delle mammine, a cui chiedo il permesso di portare con me i loro marmocchi da coinvolgere nella sorpresa.

Risposta delle mammine:

"Jack, ma certo che puoi portarli... Sei un padre meraviglioso, hai sempre queste idee carine, ad avercelo un uomo così in casa, vero, donne??" 
"Ma magari, mio marito dorme tutto il weekend!"
"Jack, ma se divorzio, sei disponibile??"
"No, no, se divorzio, ci sto prima io con Jack, lo conosco da più tempo, non facciamo scherzi e mettetevi in fila!"

Sghignazzano, starnazzano, sollazzano. Il mio ego, naturalmente.
Faccio un po' il finto modesto, gongolo di qua e di là con sorrisi mezzi piacioni mezzi timidoni e poi finalmente arrivano i bambini, correndo come zebre al galoppo, con gli zaini più grandi di loro, che gli ballavano sulle piccole schiene.
"Papiiiiii!!!", R. mi salta in braccio, come se non mi vedesse da mesi e mesi.
"Ciao, Jack!".
"Ehi, Jack, mi fai fare un giro sulla moto??".
"E no, oggi non sono con la moto, oggi ho una macchina nuova (la mia l'hanno rubata!!!) e ora ci salirete voi quattro... siete pronti?".
"E perchè, dove andiamo??", chiede G., l'amico del cuore di R. ...
"E' una sorpresa, non ve lo posso proprio dire, salutate le mamme e saltate su, forza...".
"Okkkkk!!!! Sììììì!!".
"Ciao, mammi!".
"Ciao ciao, mammola!".
"Ciaoooo!!".
Si chiudono le portiere e partiamo.
"Avete fame?".
"Sì sì...".
"Ho detto, avete fame????".
"Sììì!".
"Più forte!!".
"Sìììììììì!!!".
"Allora pizza per tutti!!!".
"Alèèèèèè!!!!!".
"Dai, papi, fai la corsa come la Ferrari!!".
Sempre pazzo sfrenato, lui...
Faccio qualche accelerata fasulla, giusto per gasarli un po', supero qualcuno, beccandomi i vaffanculo di routine, ma era per una buona causa, e poi arriviamo al ristorante.
"Buongiorno, siamo in cinque, per favore..."
"Buongiorno, prego, mi segua..."
"Grazie..."
"Graaaaaaaziiiiiiieeeeeeee!!", dicono tutti e quattro in coro e cominciano a ridere.
La cameriera capisce che saremo dei clienti molto difficili da tenere a bada.
Ci accomodiamo, schiacciano subito le faccine nei menu per scegliere il gusto della pizza. Ci mettono tre ore per partorire la decisione e quindi, per velocizzare le operazioni, uso il classico stratagemma del "dito qua sotto".
"Chi ha deciso la sua pizza, metta il dito qua sotto... si sta per chiudere... presto... presto... rimanete digiuni!"
Caos! Si alzano in piedi, urtano i bicchieri, per poco non rovesciano in terra la tovaglia, tutto per mettere le dita sotto alla mia mano, che stava per chiudersi inesorabilmente, e garantirsi la pizza...
E infine arrivano le pizze, dopo aver fatto impazzire la cameriera per le ordinazioni. Cameriera, fortunatamente, molto paziente.
Mangiamo e tra un boccone e l'altro, dicono una marea di scemenze, battute, schifezze... e ogni tanto mi chiedono "Ma che sorpresa ci stai facendo????" e io muto come un pesce. Mi dicono "E daiiiii, e daiiiiiiii, e daiiiiiiiii!!", ma io sono irremovibile.
Mentre parliamo delle loro cosette, io inizio a fare le imitazioni delle loro maestre di scuola e apriti cielo... i fessacchiotti iniziano a ridere, a fare schifezze nel piatto e M., l'amico del cuore di riserva, sputa la cocacola nella pizza per il troppo ridere... boato degli altri tre... passa la cameriera e ci guarda come a dire "Lo sapevo che avreste combinato qualche pasticcio" e le faccio cenno se per favore ci può portare un'altra pizza mignon per lo sputacchione.
Dopo pizza e dolce, ci siamo incamminati verso la sorpresa...
"Dove andiamo, papi??", ogni tanto R. ci provava a farmi cedere, sperando che fossi distratto alla guida.
Arriviamo in zona stadio... ci sfrecciano a destra e a sinistra motorini e auto con bandiere del Napoli sventolanti, trombette, fischietti e maglie dei giocatori appese ai vetri...
"Beati loro, vanno alla partita del Napoli...".
"Papi, perchè non ci porti mai, perchè, perchè, perchè...".
"E' vero, sei cattivo, ci potevi portare, uffa...".
G., invece, sta zitto e schiaccia il naso nel finestrino, sbavandolo tutto, tanto è rapito dai tifosi che cantano per strada e ogni tanto si sente che mugugna "Uuuh...".
Parcheggio.
"Papi, perchè ti parcheggi qui?".
"Non mi sono parcheggiato, è finita la benzina, dobbiamo continuare a piedi...". Me la rido sotto i baffi, ma provo a trattenermi.
"Uffffffffaaaaaa!!".
I quattro ometti mi guardano come se volessero sbranarmi, in testa loro ormai sono un perfetto imbranato che non è buono a nulla. Attraversiamo la strada e andiamo verso gli ingressi delle tribune dello stadio.
"Passiamo da lì, che abbreviamo...", dico, per non farli insospettire del percorso e infatti i pollastri non sospettavano di nulla.
Mi fermo, guardo in su verso l'altezza del San Paolo e dico "Certo che sarebbe proprio bello vedere la partita, eh... ".
R. mi guarda e risponde con tono drammatico "Eh sì, peccato che non abbiamo nemmeno mezzo biglietto...", e si appoggia alla spalla di G., cercando una sorta di conforto.
"Eh sì, peccato che non ne abbiamo nemmeno mezzo... però fa lo stesso se ne abbiamo cinque?"
Mi guardano con gli occhi sgranati, quando tiro fuori dalla tasca del cappotto i cinque biglietti per la tribuna Posillipo, il posto "vip" dello stadio, perchè ovviamente di andare in curva con quattro bambini non se ne parlava proprio.
"PAPIIIIIIIIIIIIIII!!!! GRAZIEEEEEE!! SEI UN MITOOOOOOO!!!!"
"JACKKKKKKKKKK!!! GRANDEEEEEE!!!"
Mi saltano tutti e quattro addosso, riempiendomi di mazzate, baci e abbracci, conditi da "Sei proprio uno scemo briccone!". Scemo briccone??? Ma chi gliele dice 'ste cose?? L'albero azzurro??
L'eccitazione è alle stelle e i quattro moschettieri zompettano felicissimi davanti agli ingressi della tribuna, stringendo tra le mani il loro sacro biglietto, mentre se lo baciano ogni tanto.
Per completare l'opera, compro due bandiere del Napoli e quattro cappellini azzurri con lo stemma della società. La gioia è incontenibile e hanno negli occhi l'espressione della follia adrenalinica che precede ogni evento.
All'interno dello stadio i quattro moschettieri fanno un casino esagerato. Si alzano in piedi sui sediolini, urlano cori da stadio peggio degli ultras, tra l'altro sapendo tutte le parole a memoria, dicono parolacce all'arbitro, sventolano come pazzi le bandiere... roba da non crederci, degli psicopatici sarebbero stati più tranquilli!
E proprio le bandiere sono state motivo di una grandissima figura di merda.
Ne avevo prese due, in modo tale che in quattro si alternassero a sventolarle senza intralciarsi tra loro. Ad un certo punto, F. dice a R. "Dai, facciamo che le bandiere sono le nostre spade fotoniche del Napoli e giochiamo a Star Wars!". R. non se lo fa dire due volte, prende la bandiera con tutte e due le mani, bella pesante tra l'altro, e giratosi su se stesso, sfiorando una caduta colossale, scaglia l'asta della sua bandiera contro quella di F., provocando uno scontro non indifferente, che lo sbilancia del tutto...
F. cade all'indietro in braccio a un signore accanto a lui, R. cerca di aggrapparsi come può a me e al giubbotto di G., ma G. cade in avanti e finisce con le mani sulle spalle di una signora, che salta di spavento, mentre l'asta della bandiera di R. fa un volo per aria e va dritta dritta in testa ad una ragazza che era seduta sotto di me, nella fila davanti.
SBAM!!!!
"Ahia!!! Ma fai piano, che sei matto???", mi urla la ragazza, guardandomi un po' perplessa e abbastanza incazzata.
Dopo, quando vede la mia faccia mortificata e disperata, mentre mi scuso, capisce che non sono stato io, ma i bambini, e così mi dice "Scusa tu, non fa niente, non avevo capito... lasciali giocare..." e mi sorride carinamente. Ciò non toglie che si è uccisa il cranio, poveraccia!
Quei cretini dei bambini hanno iniziato pure a prenderla in giro "sottovoce", imitandola nella sua incazzatura, facendomi sprofondare ancora di più sotto terra, fin quasi alle fondamenta dello stadio.
Quando c'è stato il goal di Calaiò, giocatore preferito di tutti e quattro, il boato dello stadio li ha travolti e loro, con un attimo di ritardo, ripresisi dal rincoglionimento momentaneo, hanno cominciato a urlare "GOAAALLL!!! CALAIOOOO!! GOALLLL!!!", abbracciandosi furiosamente, mentre il Bologna era già a centrocampo per riprendere la partita e il resto dello stadio s'era già quasi calmato...!

Certe volte penso di aver fatto scelte sbagliate nella mia vita e chi mi conosce, sa di cosa parlo... però vedere quel faccino così pieno di gioia e sentirmi sulle guance i baci che mi ha dispensato per tutto il resto della giornata, mi ha fatto pensare di aver fatto in un modo o nell'altro la cosa giusta... per lui e un po' anche per me...



Written by: JackPummarolino alle ore 22:16 | Permalink | commenti (8)
categoria:le giornate di jack
venerdì, 17 novembre 2006

Sono solo soletto, con occhio da triglia ingrifata e look impeccabile, al bancone dello Splinder's Lounge Cafè, pronto a mordere la mia futura preda (ma potrei usare anche il plurale) ... vediamo se c'è qualcuna che mi fa compagnia per un drink... 

Astenersi donne poco pazienti, poco disponibili, poco incoscienti, poco ironiche, poco provocatrici, poco gnocche, poco sensualone...

Written by: JackPummarolino alle ore 14:22 | Permalink | commenti (7)
categoria:jack uomo mondano