lunedì, 23 ottobre 2006

Piccolo promemoria delle persone da evitare per sopravvivere

  • Le persone che mi rinfacciano continuamente le cose
  • Le persone che mi stanno con il fiato sul collo
  • Le persone perennemente presunte vittime del mondo intero e dei miei modi di fare
  • Le persone incapaci di ascoltare
  • Le persone che parlano solo e sempre di sè
  • Le persone che mi sorridono e invece vorrebbero uccidermi
  • Le persone che approfittano della mia pazienza
  • Le persone che mi rifilano cattiverie e falsità gratuite
  • Le persone che provano invidia malcelata che è peggiore di quella ammessa
  • Le persone che non ammettono mai di aver sbagliato
  • Le persone che non sanno chiedere scusa
  • Le persone che pretendono sempre e comunque il massimo da me: sono solo un uomo, non un robot.
  • Le persone che si lamentano d'ogni minima cosa che gli vada storta
  • Le persone che pretendono di cambiarmi
  • Le persone che si credono superiori agli altri per chissà quali ragioni
  • Le persone che mi giudicano senza nemmeno sapere i perchè delle mie scelte
  • Le persone superficiali che danno consigli giusto per far entrare un po' d'aria in bocca
  • Le persone che si piangono addosso
  • Le persone che non sanno capire quando è il momento di tacere
  • Le persone che credono di conoscermi e di potermi prevedere
  • Le persone che non sanno amare se stesse e che per questo mai sapranno amare gli altri
Written by: JackPummarolino alle ore 19:20 | Permalink | commenti (13)
categoria:i memorandum di jack
domenica, 22 ottobre 2006

DORMIRE ALLA FELTRINELLI...


Spero di non sembrare indelicato, postando la foto di un perfetto sconosciuto senza la sua autorizzazione, ma mi pare che non si riconosca il viso, quindi se po' fa'. E poi l'immagine ci vuole proprio per capire il fattaccio.
Ebbene sì, ieri pomeriggio ero in compagnia di due mie amiche divoratrici di libri come me e siamo andati a fare un giro al megastore della Feltrinelli, anche perchè lì abbiamo il nostro rito del caffè alla nocciola in mezzo ai romanzi d'autore. Rito irrinunciabile, come irrinunciabile è la macchia di rossetto che Fabiana lascia apposta sulla tazzina, per far ingrifare il cameriere che la corteggia spudoratamente ogni volta che ci sediamo al bar.
Quando entriamo nella Feltrinelli, ci fermiamo all'ingresso, ci guardiamo e ci diciamo "Se ci dovessimo perdere, ci vediamo tra un'ora qui e chi fa aspettare troppo gli altri, compra un Moleskine per tutti!" (io ne ho dovuti comprare già 4 quest'anno!) e puntualmente ridiamo, perchè sappiamo benissimo che la precisazione è superflua e che ci perderemo nel giro di due nanosecondi, dato che ognuno di noi ha gusti completamente differenti in fatto di libri.
Fabiana parte sparata in direzione dei libri gialli, Ornella, invece, vola verso la sezione "Grandi Classici", avendo una vera passione per la letteratura dell'ottocento, e poi ci sono io, che pur amando i classici come lei, preferisco prima fare un salto alla sezione di fantascienza, che è vicina tra l'altro alla sezione dei libri d'arte, quindi faccio due piccioni con una fava... "sembrano messe così apposta per me", mi dico ogni volta.
Ieri, mi sono perso tra i libri di Escher e quelli di Ballard. Ne ho presi un paio e me li sono portati sul divanetto più vicino, per poterli sfogliare e capire se fossero belli come sembravano. In realtà non ho avuto modo di capire un accidenti e poi capirete perchè...
Mi siedo e comincio a leggere qua e là. Accanto a me, ci sono due posti liberi sulla sinistra. Il più distante viene occupato da un signore sulla sessantina, che stringe tra le mani un libro abbastanza voluminoso, ma non riesco a capire di che libro si tratti. S'accomoda, mi sorride in modo cortese, perchè lo stavo guardando, ricambio il sorriso con altrettanta cortesia e iniziamo a leggere tutti e due. Il posto tra noi è libero, ma dopo un po' ci si siede Fabiana, che da lontano mi aveva fatto cenno di tenerglielo occupato.
Si siede come una bufala, chiede scusa al signore affianco a lei, che per un attimo si stordisce con la sua scollatura da panico, visto che gli casca l'occhio in modo palese; lei, ovviamente, a me non chiede scusa, ma mi dice "e dai, fatti più in là!" e mi dà una mazzata sulla coscia (che "carina"!) e mi fa vedere la schifezza di libro che ha scelto, tentando di convincermi che i gialli sono stuzzicanti e io, irrudicibile, le dico che mi fanno schifo. In quei momenti mi vorrebbe ammazzare e mi dice che io ho troppo la testa tra le nuvole per apprezzare un genere così concreto e sexy come la letteratura poliziesca o gialla in generale (sexy??? convinta lei...). Ed io sono felice di avere la testa tra le nuvole e di leggere cose che lei definisce "pazze".
Le dico "Stai zitta e leggi, mamma mia, quanto rompi!", mi arriva un pizzico, glielo restituisco molto volentieri, ma mentre mi giro verso di lei per farle una pernacchia, vedo che il signore seduto sul divano insieme a noi ha iniziato un bel viaggio nel mondo dei sogni!
A quel punto, io comincio a sghignazzare e le dico "Guarda che effetto fai agli uomini, sei quasi più sexy di un giallo...", lei si gira e vede il tizio che dorme beatamente, con il libro penzolante dalle gambe... e poi all'improvviso, mentre lo guardiamo... "RRRROOOONNNFFFF..." e allora io comincio a ridere in modo spaventoso, lei peggio di me, si tappa la bocca e il naso... non riuscivo proprio a tenermi, più lo guardavo e più ridevo e la cosa bella era che la testa di questo qui ciondolava pericolosamente verso la spalla di Fabiana, che diceva sottovoce per non svegliarlo (non badando al fatto che quello riuscisse a dormire in pieno caos da megastore) "Oh dio e se s'appoggia??? Come mi scanso??? Poi mi dispiace svegliarlo, ma mica posso fargli da materasso!" e io con le lacrime agli occhi, che morivo di vergogna per lo stato in cui ero.
Arriva Ornella, che mi vede viola in faccia e mi dice "Ma che ti prende??" e io le indico con un gesto della testa di guardare il tizio dormiente, non riuscivo nemmeno a parlare... e lei si accascia e comincia a ridere, provocando in me una crisi di risate ancora più incontenibile, perchè quello russava di brutto. Decido di alzarmi, perchè davvero avrei rischiato di farmela addosso; ma non è finita qui, perchè Fabiana, che poi quando vede che rido incalza ancora di più, cosa fa? Prende il suo cellulare, si apposta dietro ad uno scaffale di libri, assumendo un'aria da felino in agguato, e... gli scatta una foto! Dopo torna tutta fiera e ce la fa vedere... volevo morire.
A parte il fatto che l'hanno guardata tutti, mentre scattava, la cosa ancora più divertente era osservare le facce di quelli che notavano il bell'addormentato nella libreria... sembravano quelle scene da candid camera e io per un attimo ne ho avuto perfino il sospetto, per questo ridevo ancora di più come un cretino... sono uscito dalla libreria con le mascelle doloranti e non scherzo, ma mi sono divertito da matti.
Avremmo dovuto fotografare anche la copertina del libro e spedire il tutto all'autore... un infallibile test sul campo, per verificare l'indice di gradimento del suo libro tra i lettori...

Written by: JackPummarolino alle ore 15:47 | Permalink | commenti (16)
categoria:le giornate di jack
venerdì, 20 ottobre 2006

Anno 4279 - Galassia di Andromeda

Shadja:"Ho sentito che sussurravi qualcosa nel sonno, poche ore fa... avevi un'espressione strana al buio, tutto bene?"
Ruhor:"Sì...".
Shadja:"Hai l'aria assente".
Ruhor:"Lo so".
Shadja:"E ti vedo inquieto..."
Ruhor:"Lo so".
Shadja:"Potresti rispondermi con più di quattro lettere o ti chiedo troppo...?"
Ruhor:"Ok...".
Shadja:"Dai, ma mi hai sentita...?".
Ruhor:"Ok, ok, ok...".
Shadja:"Ah, bene, facciamo progressi, sono sei lettere, stavolta... dimmi che hai, Ruhor, ti prego, non ti riconosco più da quando siamo sull'Orion 3, mi disorienti in questo modo".

La guarda con occhi vuoti.

Ruhor:"Sto impazzendo, Shadja".
Shadja:"Ma cosa dici, che idee assurde ti passano per la mente...".

Gli accarezza i capelli.
Le scosta bruscamente la mano.


Ruhor:"Sto impazzendo, ti dico. Sento il serpente della follia strisciarmi nell'anima. E ho paura."
Shadja:"Paura?? Paura di cosa, Ruh... siamo quassù, in mezzo allo spazio, l'hai sempre desiderato e ora hai paura?!"
Ruhor:"Ho paura di ucciderti, Shadja".

La guarda con occhi malvagi e comunque vuoti.
Lo guarda con occhi increduli e pieni. Di turbamento.


Shadja:"Non parlare così, mi spaventi, per favore. E perchè, poi? Perchè dovresti farlo? Intendo uccidermi, Ruh...".
Ruhor:"Perchè sei parte di me e non lo sopporto. Perchè mi togli la libertà di essere uno, di essere indivisibile, di essere forte e immortale di fronte al dolore della perdita. Perchè so che uno di noi due dovrà morire in questa missione e dal Comando dicono che dovrai essere tu a scendere nel lago di cromo fuso a piazzare la sonda, perchè solo io so come riportare questo bestione sulla Terra. Devo ucciderti io, Shadja, amore mio, devo. Non posso vederti consumare sotto i miei occhi dalla bestiale malattia che ti divorerà in poche ore, dopo il contatto con il cromo".
Shadja:"Ma chi ti dice che morirò... Ruh, ragiona, ti prego, smettila di fissarmi in quel modo, ragiona! E' una missione finanziata dalla più grande potenza mondiale, è tutto calcolato! E tornati a Terra, saremo stati i primi a mettere piede su Sydla... ti rendi conto... Sydla... l'abbiamo guardato per anni dall'osservatorio del tuo appartamento... ci siamo baciati dopo averlo visto insieme tra miliardi di stelle..."
Ruhor:"Zitta, Shad... zitta, fallo per me, ascoltami."
Shadja:"Baciami come quella volta, ne ho bisogno, Ruh... ora non so chi sei, aiutami, baciami".
Ruhor:"Non posso..."

Lo guarda con occhi velati di tristezza.
Non la guarda, abbassa gli occhi.


Ruhor:" Il cromo fuso penetrerà attraverso la tua tuta protettiva, la scioglierà, vedrai... al Comando non hanno testato tutto come dicono e il Dr. Kerhal è stato sospeso proprio per aver denunciato l'inadeguatezza dei controlli tecnici. Shadja... siamo in pericolo, lo capisci???"
Shadja:"Torniamo indietro, inverti la rotta di questo ammasso di maledetta tecnologia, torniamo sulla Terra, amore mio, il pianeta Sydla può aspettare... vira!"
Ruhor:"No..."
Shadja:"Ti dico torniamo a casa, Ruh!"
Ruhor:"No..."
Shadja:"Che fai, Ruh... tesoro, ma che fai... fermati, ti prego... ti prego! Mi fai mal...mi st... facen... m... al...".

Lo guardò per l'ultima volta con occhi innamorati e pieni di lacrime, lacrime che sarebbero state assorbite dalla sua pelle, che aveva appena smesso di respirare l'aria viziata della cabina dell'Orion 3.
La guardò con occhi vuoti, per l'amore che aveva perduto.


Ruhor:"Ti amo, Shadja. Ti amo."

Un singhiozzo gli impedì di respirare. Spense le luci del modulo e vagò al buio, nello spazio ancora più buio della sua anima.

La cabina di comando del modulo spaziale Orion 3 si riempì delle parole di una vecchia canzone del 2003...

Then the rainstorm came over me
And I felt my spirit break
I had lost all of my belief you see
And realized my mistake
But time through a prayer to me
And all around me became still

I need love, love's divine
Please forgive me now I see that I've been blind
Give me love, love is what I need to help me know my name...

...e delle lacrime silenziose di Ruhor.


Written by: JackPummarolino alle ore 19:49 | Permalink | commenti (3)
categoria:i racconti improvvisati di jack
giovedì, 19 ottobre 2006

Marettimo. L'isola più occidentale delle Egadi.

[...] Solitaria, affascinante per le sue forme aspre e per l'inaspettata folta vegetazione che la ricopre in alcuni tratti, riserva grandi emozioni nel perimetro costiero. A nord dello scalo vecchio, in prossimità di Punta Troia, si apre la suggestiva Grotta del Cammello dove sino agli inizi del secolo scorso trovava occasionalmente rifugio, nel piccolo arenile interno, la già rara foca monaca. [...]

E' così che inizia, su un bellissimo sito ( www.insulae.it ), la descrizione di questa piccola isola, che bacia da lontano le coste siciliane... e si sa che le parole sono capaci di conquistare. Quelle che ho copiato su hanno conquistato me.
Ne abbiamo parlato stasera, di Marettimo, in una chilometrica chiacchierata, condita da battutine pungenti delle nostre, sorrisi malcelati e sguardi divertiti. Hai detto che è un posto magnifico, che l'hai visto tempo fa e che ti è rimasto nel cuore. E ho pensato che sarebbe davvero innaturale, se un posto così non restasse nel cuore di chi lo visita. Ascoltandoti, mi è venuta voglia di andarci. Il turchese di quel piccolo specchio d'acqua all'interno della grotta mi ha già conquistato, mi toglie già il respiro e mi regala splendide sensazioni di appartenenza a quel luogo, anche se non l'ho ancora mai visto in vita mia... è strano, se ci pensi, ed è bello, perchè è di fronte a paesaggi del genere che si scopre di essere parte di questo pianeta martoriato, che è la Terra.
Marettimo è provincia di Trapani, ma io la considero provincia dell'anima mia, perchè mi è dentro e lo sarà ancora di più quando ci andrò, magari l'estate prossima... mi piacerebbe tanto...
Per ora non mi resta che ringraziarti per avermi portato con i tuoi racconti in questo posto; ogni parola che dici mi dà qualcosa e non va più via, si solidifica e diventa un pezzettino di me. E' per questo che mi sarai sempre dentro anche tu.

Written by: JackPummarolino alle ore 02:17 | Permalink | commenti (4)
categoria:about jack, jack sogna ad occhi aperti
martedì, 17 ottobre 2006

Giornata a dir poco tremenda, ma finita... urge un momento di relax, richiesto anche dalla tensione accumulata per la tragica notizia dello scontro tra treni metropolitani avvenuto a Roma. Ho vissuto momenti di grande paura, avendo tanti amici lì, e ovviamente di angoscia al pensiero di tutte quelle persone rimaste ferite.
Mi sono messo, poi, a pensare che la settimana scorsa ho preso quella metropolitana (affollatissima) almeno 5 volte nell'arco di 3 ore e che la prossima settimana dovrò riprenderla... ovvio che non ho paura, m'appello anche alla statistica, però mi farà sicuramente un effetto diverso entrare lì sotto e farmi trasportare da quei mostri di lamiera. Fortuna che nella mia città non la prendo praticamente mai, preferisco scassarmi la testa in moto, se proprio mi deve succedere qualcosa.
(Calzinosecsi de Roma... oggi ti ho pensata un bel po', ti sei sentita i brividazzi addosso? Sì, eh... )

Ma veniamo al momento rilassante, basta pensare cose brutte.
Vorrei fissare su "carta virtuale" uno dei momenti più teneri dell'ultimo mio weekend: la prima cenetta romantica di mio figlio.
Ebbene sì, il provolino ha solo 8 anni, ma si è già preso una COTTA MICIDIALE per una sua amichetta del parco, una bellissima bambina di nome Francy.
Stanno sempre insieme, giocano, scherzano, parlottano e confabulano tra loro 24 ore su 24 e se fosse per lui, non la lascerebbe un attimo, la difende da tutto e da tutti... lei, ovviamente, gongola per tutto ciò e lo lascia fare, con quei modi delicatamente impertinenti che le donne hanno fin da piccole, quando sono consapevoli di piacere ad un uomo, in questo caso un ometto.
R. finisce di studiare, in una tranquilla domenica pomeriggio, si alza e gironzola per casa, affacciandosi di continuo alla finestra, forse alla ricerca dei suoi amichetti che giocano nel parco. Non li vede e così comincia a torturarmi che ha voglia di fare qualcosa di divertente e nemmeno il tempo di inventarmi qualcosa da fargli fare, che arriva una telefonata.
"Pronto?"
"Ciao, Jack, sono la mamma di Francy, tutto ok? Se restate in casa, posso mandarvela un po', scalpita per giocare con R.?"
Ed io, entusiasta all'idea che non avrei più avuto quella piccola peste nelle orecchie, ho risposto tutto contento "Ma certo che siamo a casa, l'aspetto all'ingresso, falla venire..."
R. quando capisce che sta arrivando Francy inizia a zompettare qua e là per la contentezza e mi spiega in modo concitato quali sono tutti i giochi nuovi che le deve far vedere. Francy finalmente arriva, con i suoi capelli color castano chiaro, raccolti in tante mollettine multicolori, e i suoi occhioni verdi verdi... ci regala un sorrisetto dei suoi e prendendo la mano di R., che inizia a trascinarla, si dirigono nella sua stanza e mettono tutti i giochi per aria nel giro di due minuti. Li guardo un attimo avvilito, perchè già so che dopo li dovrò rimettere IO a posto, ma sorrido e li lascio soli a giocare.
Fattosi buio, mentre poltrivo di brutto con la musica nelle orecchie e in beata solitudine, mi rendo conto che occorre FORSE preparare la cena... fosse stato per me, ne avrei fatto volentieri a meno, ma dato che avrei dovuto comunque cucinare per R., ho pensato "Quasi quasi invito Francy a restare a cena da noi..."; sono andato a riferire la notizia ai bimbi, che di tutta risposta hanno urlato "SIIIIIIIIII!!!" e così, chiamata la mamma per avvisarla del cambiamento di programma, mi sono messo ai fornelli a cucinare le tipiche cose che piacciono ai bimbi.
Il menu è stato:

Tubettoni al pomodorino fresco
Cotolette di pollo tagliate a cubettini
Patate al forno
Insalata di finocchi, tocchetti di salame e funghetti sott'olio
Budino al cioccolato

L'insalata di finocchi, però, ha tutta una storia a parte: generalmente non piacciono i finocchi ai bambini, così come tante altre verdure e ortaggi, ma Francy, mentre ero in cucina, mi tira per la camicia e mi dice tutta caruccia "Jack, hai dei finocchi? Sai, mi piacciono tanto tanto, ne vorrei un po', me li fai?" e fortunatamente io ne avevo in frigo, perchè mi sarebbe troppo dispiaciuto dire di no a quella bella signorinella dai gusti alimentari così sfiziosi.
Così, ho preparato i finocchi.
La tavola l'ho apparecchiata rigorosamente per due: tovagliette all'americana colorate con gli animali della fattoria, brocchetta del vino con dentro la cocacola, niente coltelli, tanto non servivano, e bicchieri di plastica con nuvolette e soli in abbondanza. Li ho fatti sedere, ho giocato a fare il cameriere e ridendo come un matto, ma trattenendo il più possibile, ho detto "I signori gradiscono cenare a lume di candela?" e Francy, che ha preso in mano la situazione, perchè R. era troppo imbambolato, ha detto "Sì, grazie, signor cameriere" e hanno riso, scambiandosi quegli sguardi tenerissimi dei bambini complici tra loro.
Ho acceso, quindi, la candela profumata e gli ho messo il cibo nei piatti, lasciandoli da soli.
Prima di andare, ho detto a R. nell'orecchio "Mi raccomando, quando le finisce da bere, devi versarglielo tu, sii gentile..." e lui ha annuito con la testa così forte, che per poco non dava una craniata nel piatto di pasta.
Ovviamente ho fatto solo finta di andarmene, perchè sono rimasto un po' a sbirciarli di nascosto... chiacchieravano di giochi, di amichetti, di animali, di tantissime cose... e R. davvero le ha versato da bere un paio di volte, io volevo morire... alla terza volta, però, SPLASH! Il disastro. Il bicchiere di Francy si è spostato per la forza dell'acqua versata e le è finita tutta addosso... risate di lei, lui anche rideva, ma tutto mortificato, e diceva "Scusami, scusami, che bagno!!"... per fortuna la signorina Francy è un tipetto spiritoso e non gliel'ha fatto pesare, altrimenti lui sarebbe morto di vergogna, per com'è fatto.
Finiscono di mangiare le patate e mi chiamano... "Cameriereeeeeeeee!!!" moooolto educati, i signori del tavolo 1...
"Eccomi, signori, desiderano?" e Francy, sempre più leader della situazione, "vorremmo i finocchi, per piacere, ce li porti, cameriere?" ed io, riverendo con un inchino platealissimo, prendo la ciotolina con dentro i finocchi e ne metto un po' nel piatto di Francy. A quel punto, sorpresa delle sorprese...
"Papi, cioè... cameriere, voglio pure io i finocchi, me li metti?", dice R., facendo un'aria strana, un po' da peste, sapendo di aver detto una cavolata pazzesca e immaginando la mia reazione.
L'ho guardato un po' stranito e gli ho detto "I finocchi?!? Tu?!? Ma se dici sempre che ti fanno vomitare?!?"...
E lui "Ma quando mai, papi, mi piacciono oggi, mi piacciono tantissimo, mettimeli, dai, ti prego..." e così, sempre più meravigliato, gli ho messo dei finocchi nel piatto e l'ho guardato, mentre faceva il primo boccone...
"Come sono?", gli ho chiesto, sorridendo proprio divertito...
"Abbastanza buoni...", risponde lui, con l'espressione "leggermente" disgustata...
"Buonissimi, vero?", incalza Francy...
"Sì, sì...", dice R., con gli occhi bassi nel piatto.
A quel punto me ne sono dovuto uscire dalla cucina, perchè mi sembrava davvero poco carino ridergli in faccia, ma appena allontanatomi dal luogo del "misfatto finocchioso", ho iniziato a spatasciarmi dalle risate, al pensiero che quella peste stava ingoiando a malincuore i suoi schifidissimi finocchi, per piacere alla bella Francy...
cosa non si fa per le donne!

Written by: JackPummarolino alle ore 21:28 | Permalink | commenti (11)
categoria:le giornate di jack
domenica, 15 ottobre 2006

http://www.millenniumcampaign.it/

Per la giornata di mobilitazione mondiale contro la povertà e a sostegno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.


Fate un salto su questo sito e spargete la voce tra i vostri amici e conoscenti, se pensate ne valga la pena... forse è la volta buona che con una semplice adesione online e con un gesto simbolico che non costa nulla si possa fare qualcosa di costruttivo per chi soffre in tutto il mondo o almeno far sentire ai "GRANDI" della Terra che NOI ci siamo, contro la povertà e le ingiustizie di cui loro tanto parlano con aria contrita, ma che poco fanno per eliminare.
C'è tempo per fare STAND UP fino alle ore 12:00 di domani, lunedì 16 ottobre.
Personalmente ho aderito all'iniziativa e mi faceva piacere smistare la notizia nel mio piccolo, ammesso che non la sappiate già in tanti, così da contribuire al numero degli "indignati".
Per ulteriori informazioni c'è tutto scritto sul sito, io mi limito semplicemente a segnalare il link.
Grazie a tutti e facciamoci sentire!

Written by: JackPummarolino alle ore 18:42 | Permalink | commenti (6)
categoria:de mundo, le iniziative di jack
domenica, 15 ottobre 2006
Fischietto da solo in salone ed è notte fonda... in teoria non dovrei, perchè potrei svegliare gli altri, ma ho una canzone che mi martella la testa e voglio fischiettarla pian piano, perchè cantarla non si può... vorrei cantarla a te, però, perchè ti piace da morire, almeno quanto piace a me, questo lo so. L'abbiamo ballata, ricordi? Tu avevi un vestito rosso, seducente come nessuna, io il mio smoking e ti stringevo a me con quell'ardore di momenti che si sa già saranno indimenticabili. Ti stringevo... e dentro di me ti stringo ancora, perchè in quel salone elegante e deserto ci sono rimaste le nostre anime, nascoste dietro alle tende bordeaux dal sapore antico, a baciarsi senza smettere mai.
Non ci sei, non sei con me, adesso, ma riesco a sentirti. Riesco a vederti, mentre è a me che stai pensando, riesco a sentire il profumo della tua pelle, misto a quell'odore di talco e latte che sicuramente ti è familiare. Riesco a sentirti addosso. Folle, lo so, ma è così.
T'avessi avuta tra le mie braccia, stasera, non t'avrei fatta andare più, mai più. Il desiderio delle tue labbra è incontenibile, la voglia di sfinirti con carezze, che definire proibite è davvero un eufemismo usato per non turbare animi pudichi, è alle stelle... la consapevolezza che vuoi altrettanto mi fa uscire fuori di testa.
Notti in bianco, ne verranno ancora mille e mille, e molte saranno senza te, come questa... ma mi farà compagnia il fuoco che mi brucia dentro... il fuoco che hai appiccato tu, sì, tu... prima distrattamente, e ora con dolo, con spudorato, sfacciato, sensualissimo dolo.



Written by: JackPummarolino alle ore 03:16 | Permalink | commenti (3)
categoria:about jack
martedì, 10 ottobre 2006

Un pensiero per Ross...

Come ti avevo promesso, appena finito quello a cui mi stavo dedicando, (ora avrai capito cos'era, leggendo qui dentro), mi sono ricordato del disegno per il tuo bel racconto che mi facesti leggere e ho provato a farne due versioni, seguendo le sensazioni che mi aveva trasmesso...
Non far caso se li vedi leggermente sfocati, ho dovuto rimpicciolirli per farli entrare qui, ma se ti piacerà uno dei due disegni, dimmelo, che te lo manderò con tanto piacere.

Un bacio arancione, tu sai perchè!

 

 

Written by: JackPummarolino alle ore 20:17 | Permalink | commenti (2)
categoria:jack e la grafica
martedì, 10 ottobre 2006

 

Stanotte mi sento così...
Jack Pummarolino "Kissing a fool" - Pennotto su Tavoletta Grafica, 10 ottobre 2006
La tavoletta grafica è una grande invenzione antimalinconia...

Written by: JackPummarolino alle ore 05:32 | Permalink | commenti (3)
categoria:jack di notte è romantico, jack e la grafica
lunedì, 09 ottobre 2006

Finalmente è giunto il momento di scrivere questo post! Non sono per niente bravo a tenere certi tipi di segreti e a stare muto come un pesce... figuriamoci, poi, stare zitto per più di un mese riguardo all'argomento di cui sto per scrivere... mi è pesato tantissimo! E mi è pesato tantissimo perchè le cose belle viene voglia di dirle alla persona interessata ed è difficile aspettare il momento giusto per non rovinare la sorpresa; però, poi, ci si rende conto che, quando si vuole davvero bene ad una persona, vale la pena di tenere a freno la linguaccia, per far sì che l'effetto sorpresa sia proprio dirompente, così come io volevo che fosse... e lo è stato, ora lo so, dopo un bel po' di tensione emotiva da spaccacuore, finalmente lo so.

Questo post è tutto dedicato a LEI, la mia dolcissima amica Davila, che mi ha aiutato a realizzare il sogno di una persona che a me sta tanto a cuore e che anche lei ha avuto modo di conoscere, condividendone il sogno...
Inutile dire che la mia gratitudine per tutto quello che lei ha fatto per me, per noi, è e resterà immensa a vita e quello che ho realizzato per lei altro non è che la dimostrazione "materiale" del bene enorme che le voglio, incondizionato, perchè lo merita e perchè non potrei comunque fare a meno di provarlo.
Lei è una delle rare persone che davvero conoscono il significato della parola "RISPETTO". Lei c'è, anche se in silenzio, anche se lontana, anche se parla d'altro, quando sa che io non voglio altro che una semplice e taciturna intesa, perchè non sono capace di usare parole in determinati momenti; lei sa sempre come prendermi e la cosa risulta abbastanza incredibile ai miei stessi occhi.
Lei è attenta, saggia, presente, di una timida simpatia, che esplode, esilarante, quando si lascia andare, coinvolgendomi con il suo sorriso aperto, sincero, pulito. Lei è una persona particolare, diversa dal solito.
Lei è un punto fermo, irrinunciabile porto sicuro per un'anima irrequieta come la mia, insostituibile raggio di luna dopo notti di tempesta nel mare di casini in cui spesso navigo.
Per una persona così speciale, quale lei è, sarebbe stato folle non pensare ad un regalo altrettanto "speciale", a qualcosa che fosse quantomeno unico, come è unica lei, fatto apposta per farle capire quanto conti per me la sua presenza, come amica preziosa e come donna dalla straordinaria sensibilità.
Ehilà, che sviolinata che ti ho scritto, eh?

Ed ora veniamo al regalo... tadà!!!!!! Un negozio di libri in miniatura!
Ammetto che può suonare strano dall'esterno, ma sono dell'idea che al mondo non esistano cose strane o insensate, tutto ha un suo preciso "perchè" e anche la Libreria lo ha.
Il sogno dell'attuale e gnocchissima proprietaria del regalo è quello di aprirne una vera, cosa che io le auguro di poter fare davvero, un giorno... tempo fa, parlando di questa cosa insieme, le dissi che se avessi mai vinto al Superenalotto, la libreria gliel'avrei regalata io e pure di corsa, ma dato che una vincita al Superenalotto per ora mi sembra abbastanza improbabile... non potevo far altro che regalargliene una in miniatura, così da cominciare a regalarle un pezzettino del suo sogno.
Sono scemo, lo so... ma ora pensiamo alla realizzazione dell'ormai mitica "Libreria delle Pulci", perchè è così che si chiama.
Ho cominciato a lavorarci di ritorno dalle vacanze, esattamente il 4 settembre, dopo averla pensata, immaginata, disegnata e progettata durante il mio soggiorno marino in barca in compagnia delle pesti... chi ha letto le avventure precedenti saprà bene di chi e di cosa parlo...!
Avevo un'idea ben precisa in mente e volevo riuscire a realizzarla nei minimi dettagli, il più possibile somigliante a come l'avevo tirata fuori dalla mente bacata che ho. Alla fine penso di esserci riuscito...
Non mi resta che postare le foto che ho scattato alla Libreria lungo tutta la sua costruzione, con qualche piccolo aneddoto che condirà le immagini... e tutto questo è sempre parte del TUO regalo, perchè in qualità di proprietaria della Libreria mi sembra giusto che tu assista anche ai lavori che ci sono stati nei Cantieri Pummarolino!

Ecco un po' di attrezzi e i primi pezzi costruiti, quando ancora risplendeva il caldo sole estivo sul mio terrazzo ed io segavo i pezzi di legno sudando come un porco...


La fatica veniva poco a poco ricompensata dai minimobili che prendevano forma, così come li avevo disegnati ed immaginati... eccone alcuni semirifiniti...


Quella mezza sediolina che si vede lì è finita tra i giocattoli di mio figlio, perchè andava proprio a pennello nella casetta dei suoi animali, mentre era LEGGERMENTE piccola per il resto dei mobili che stavo facendo!

Il cassettino del mobiletto in alto a sinistra, ovviamente, si apre, eh? Il mobiletto di fianco, invece, ha le antine scorrevoli. Forse qui si vede meglio...


Altro mobiletto con antine apribili, tirando le capocchiette colorate degli spilli che ho usato come pomellini...


Mobiletto con cassettone, al quale ho messo come pomelli dei pezzetti di metallo fregati da dei vecchi ami da pesca che avevo nella cassetta degli attrezzi da mare...


Bancone con vetrina e antina apribile sul davanti...


Dopo aver realizzato tutti i mobiletti e le pareti, ho fatto una prima prova di "interior design"... ecco il risultato e mi è piaciuto subito, tanto che non ho più cambiato la disposizione dei mobili. Cosa strana, perchè quelli di casa mia non trovano pace!


From another point of view... e da qui si vedono meglio i due cuscinetti sulla panca centrale, realizzati con dei pezzetti di pareo, rubati ad una peste di mia conoscenza, riempiti di ovatta e poi ricuciti...


Una volta decisa la disposizione dei mobili, bisognava pensare al pavimento... mobili in arte povera, arredamento rustico... cosa c'era di meglio di un bel parquet effetto anticato? Ed eccolo qui, in fase di lavorazione, consistita nel ritaglio di circa 300 listelli o forse più di cartoncino Fabriano ultrarigido e ruvido, doppio circa 3mm, accuratamente pressato su base di vinavil, incollato a spina di pesce e poi dipinto con due sfumature di acquerello marrone... è stato abbastanza massacrante, ma il risultato mi ha convinto alla fine...


Prima di incollare il parquet, però, occorreva prendere le misure della porta e dell'ingresso... ecco la posizione provvisoria di ingresso e mattonelle, che poi è cambiata nel corso dei lavori... (da notare la matitina che ho fregato alla Ikea!).


A quel punto, mobili, porta, pavimenti e pareti erano pronti, non serviva altro che una manciata di colla per fissare il tutto... ma un dubbio atroce mi ha assalito: e adesso come li faccio i minilibricini da infilare in questi minimobili?!?!? Così ho passato circa un'ora (e non esagero) a pensare e a sperimentare dei possibili modi per fare dei libri minuscoli (per capirci, la misura di ognuno di loro è di 2cm x 1,8cm), trovando alla fine quello che mi pareva più ben fatto e più pratico. Questi sono i primi libricini che ho realizzato, i primi di esattamente 140 pezzi, tutti rigorosamente con copertine originali rubacchiate dal web e adeguatamente rimpicciolite, stampate, ritagliate e incollate sui supporti di cartoncino, dentro ai quali, poi, ho appiccicato le paginette di carta sottile.


E questi sono i libricini sistemati nel mobiletto più grande, che da solo ne contiene almeno 50! Infame!
Insomma, nel bilancio finale i giorni dedicati totalmente ai libri sono stati 6! Credo che non vorrò vedere più colla e carta per un bel po' di tempo...!


Finito lo "stress" da mani incollate e minuscoli pezzettini di carta dappertutto, pure nei boxer (!), ho ripreso a lavorare alla parte "tecnica" ed è venuto il momento del vialetto d'ingresso... nei miei pensieri estivi l'avevo immaginato fatto con del ciottolato e così un pomeriggio d'agosto mi misi seduto a riva a raccogliere pietrine piatte e piccole da poter utilizzare in futuro... il ricordo di quel pomeriggio è ben vivo nella mia mente, perchè già allora ridacchiavo tra me e me al pensiero di quello che poi avrei costruito e soprattutto al pensiero della faccia che avrebbe fatto la simpaticissima destinataria del mio regalo, che in quanto ad espressioni facciali è meglio di un fumetto...!
Ed ecco il vialetto in fase di costruzione: ho utilizzato una base di das, spalmata di vinavil, su cui poi ho semplicemente poggiato le pietre, pressandole leggermente e facendo seccare il tutto, così che si creasse una massa solida e compatta. (Ops, si vedono pure i miei jeans trucidi nella foto!)


S'è mai vista, poi, una libreria al buio? Naaaa... e così ho deciso che l'avrei illuminata. Ho comprato una lampadina piccola da 3,5 W, ho riciclato un po' di cavi elettrici da qualche vecchio apparecchio che non usavo più e che avevo lasciato a morire di noia in garage e ho costruito il piccolo circuito, alla cui estremità ho messo un ingresso per uno spinotto di trasformatore (che però QUALCUNA ha dimenticato a casa!), ricoprendo l'ingresso stesso dello spinotto con un pezzetto di una mia vecchia carta di credito, che poi ho forato e dipinto di bianco...


Si può già intravedere il tetto, che ho fatto con delle minimattonelle di argilla, realizzate con dei piccoli stampi metallici e poi cotte al forno (parecchie si sono spaccate!); nel tetto ci ho messo dei lucernai, perchè sapevo che la gnocchissima proprietaria li avrebbe graditi...

E questo è il risultato della prima "prova luci"... inutile dire che ho zompettato d'entusiasmo per tutto il terrazzo, quella notte...


Quando il grosso della casa era ormai fatto, ho cominciato a pensare ai dettagli, perchè, si sa, fanno la differenza... altro che, se la fanno!
E così via alla fioriera sotto alla vetrina... ho usato dei fiorellini di carta, di quelli che si utilizzano per confezionare le bomboniere. Ho ritagliato i gambi per accorciarli ad altezza giusta, in modo che non ostruissero la visuale dei libri esposti, ho fatto un salsicciotto di das da usare come appoggio e ci ho infilzato dentro tutti i fiorellini. Dopo, ho ricoperto il tutto con alcune delle mattonelline di argilla, così da creare la fioriera, che poi ho incollato alla parete della vetrina. Ecco il risultato...


E qui sono completi...


Pensando al fatto che la gnocchissima proprietaria abita praticamente in mezzo alla natura, ho immaginato che la libreria dei suoi sogni dovessere essere circondata dal verde... e così ho comprato un rotolo di prato sintetico, che ho ritagliato e incollato intorno al vialetto d'ingresso e alle pareti...

(Da notare che fuori pioveva negli ultimi giorni e che ho lavorato seduto per terra nella mia mitica "stanzetta d'arte", facendomi sfottere dalla signora delle pulizie, che mi ha chiamato più volte "bambinone alle prese con il gioco nuovo"!)

E qui sotto ecco il prato finito e incollato dappertutto... (Da notare anche il BORDELLO di sporcizia che c'era sul parquet della mia "stanzetta d'arte"... ho vissuto in questo porcile per un mese, un mese però bellissimo, in cui mi sono divertito tanto e ho imparato anche cose nuove, visto che è la prima volta che mi cimento in cose del genere, a parte progetti giovanili iniziati e mai conclusi... tipico di allora...)
Altro piccolo particolare è il quadro appeso alla parete... quella donna di spalle che guarda il mare è la gnocchissima proprietaria... le ho praticamente rubato la foto, lo ammetto, ma era per una buona causa, non sono un paparazzo!



Rimanendo sempre in tema floreale, ho pensato che un terrazzino non è un terrazzino senza fiori e piante. Ecco che, quindi, ho realizzato un supporto in fil di ferro di vario spessore per delle piante rampicanti. Volevo qualcosa che assomigliasse ad un glicine o ad un gelsomino e così ho comprato dei fiorellini sempre da bomboniere, fatti a pallini biancastri, su cui poi ho spruzzato con l'aerografo un po' di vernice verde per renderli più realistici. Questi fiorellini sono stati poi arrotolati intorno al supporto ed ecco il risultato parziale del lavoro...


Non soddisfatto, ho continuato ad arrotolare fiorellini...


In più ho aggiunto delle piantine grasse fatte di pasta di ceramica e dipinte con gli smalti, che ho incollato sul davanti del terrazzino ricoperto di listelli di legno, tipo parquet scuro...


Con tutto questo verde, ho pensato che non poteva di certo mancare una bella pompa dell'acqua per annaffiare le piante e i fiori, e così filo di scooby-doo verde alla mano per fare la cannola, un pezzo di rivestimento di cavo elettrico nero per fare la prolunga del tubo e rendere più realistica la pompa, un pezzo di fil di ferro ripiegato a "L" per fare il rubinetto, una vite piccola, rivestita di filo di scooby-doo rosso, per fare la maniglia del rubinetto, e una metà di un piccolo ovetto di plastica, preso tra i giochi di mio figlio, dietro al quale ho incastrato un tondino di legno, così da poterlo appiccicare alla parete e fare come se fosse un pezzo di ceramica dal quale spuntasse la fontanina... e la pompa dell'acqua era pronta...


Completati gli esterni, ecco che ho dato il via all'arredamento interno... bisognava aggiungere piccoli dettagli e sistemare i "simpaticissimi" 140 libricini negli appositi scaffali, per vedere l'effetto complessivo, prima di incollare il tetto...
Dopo circa mezz'ora impiegata a sistemare quei cosettini minuscoli in spazi altrettanto minuscoli, impresa che ha rasentato l'impossibile, viste le mie manone grandi (!), sono finalmente stato soddisfatto del lavoro e ho scattato questa foto...


Poi questa, dall'alto...


Sebbene contentissimo della visione d'insieme, ho pensato che mancasse ancora qualcosa... ed ecco che ho provveduto ad aggiungere la cassa, obbligatoria per ogni negozio che si rispetti, eh!
Oltre alla cassa, che come si può vedere è un pezzetto di Lego (mitico), ho costruito delle piccole matitine, di cui una l'ho incollata sul bancone e altre due le ho messe in un portamatite giallo, che se indovinate cos'è, vincete un premio a base di sesso con me! (Ed ecco che nessuno osò indovinare...)


 
Ecco un piccolo dettaglio della cassa, perchè vado moooooolto fiero delle matitine, che ho realizzato con degli stuzzicadenti levigati, tagliati e dipinti di nero alla punta, e delle perline di plastica, una grigia per fare il supporto metallico della gommina, e una perlina rosa, che è, appunto, la gommina... viuuuuulenzzzz'!!!



Ma i dettagli non finiscono certo qui, perchè sulla mensola in alto, ladies and gentlemen, c'è... c'è... un... mini abat-jour!
L'ho realizzato usando un tappetto di dentifricio da viaggio per fare il paralume, un corallino di plastica blu per fare l'anello di supporto del paralume, un pezzetto di fil di ferro come sostegno e una pallina forata di pasta di ceramica, staccata da una vecchia collanina che portavo al mare circa 6 o 7 anni fa... era un semplice filo di caucciù blu con questa pallina al centro e mi piaceva tanto, perchè lo trovai in acqua, a mare, e gli ero molto legato, è stato un mio portafortuna per tanto tempo... a dire il vero, gli sono ancora legato ed è per questo che ho voluto mettere quella pallina nella libreria, così ci sarà qualcosa di veramente mio dentro...


Il telefono che s'intravede sul bancone laterale, sotto all'abat-jour, è anch'esso frutto di un furto dallo scatolone del Lego di mio figlio...!

E questa è la libreria dall'alto, prima di attaccare il tetto...



Non restava che realizzare gli ultimissimi dettagli e così ecco che ho incollato sul terrazzo le piantine di pasta di ceramica di cui sopra; poi, ho incollato alle spalle della serra di pseudogelsomino o pseudoglicine delle ringhierine, anch'esse di Lego (ho fatto proprio una razzia, lo so...); ho aggiunto il numero civico, che è rigorosamente il numero portafortuna della gnocchissima proprietaria (numero che le ho estorto con una serie di bugie tremende e rimaste impunite!) e infine mi sono dedicato all'insegna, cercando di tenere la mano ferma e di non farmi prendere dall'emozione di aver finito, con il rischio di fare una scritta effetto terremoto! L'effetto finale, però, è tutto sommato carino...


Non ci potevo credere, la libreria era finita!!!
E così mi sono sbizzarrito a farle foto da tutte le visuali, in preda ad un delirio di onnipotenza artistica, per essere riuscito a realizzare quello che avevo in mente, strafelice all'idea di regalare tutto questo ad una persona che per me è tanto importante per il bene sincero che le voglio.
Ecco qui le foto pazze, che sono state seguite da un brindisi fatto insieme alla mia complice postina dall'occhietto vispo e nero nero, che è venuta subito a casa mia per vedere il risultato dei tanti momenti passati insieme a costruire, perchè il suo apporto è stato fondamentale, per idee e aiuto materiale...
E cominciamo con gli ultimi scatti in sequenza esaltata...



Dall'alto, con il tetto aperto...


Dall'alto con il tetto chiuso...


Dal lato sinistro...


Dal lato destro...


Di fronte...


Sbirciando dalla finestra laterale...


Sbirciando da fuori alla porta...


In tutto il suo narcisissimo splendore...


E proprio alla fine fine fine... il dilemma pacco...! Trovarne uno così grande, ma non poi troppo grande, è stata un'impresa ai limiti dell'impossibile, ma alla fine una brillante idea mi ha salvato... il pacco delle poste!!!
Tuttavia, il panico non è svanito subito... c'era il terrore che durante il viaggio in treno si sfasciasse tutto, ma proprio tutto! Così ho comprato la carta pluribolle, i cuscinetti d'aria e ho fatto salsicciotti protettivi da mettere intorno alla Libreria "sacra"!


Altro dilemma: mica potevo presentarle 'sto pacco così trucido? Eh no, eh... bisognava rivestirlo di carta regalo! Quindi, quella mattina stessa sono uscito di casa di corsa, alla ricerca della più vicina cartoleria, per prendere carta e nastri... c'è da dire, poi, che io sono negato a fare i pacchi regalo (i pacchi e basta, invece, li so fare benissimo!), quindi ci ho messo un sacco di tempo per sistemare quello che poi è diventato il regalo in tutto il suo "splendore"... ho riempito la carta di scotch, l'ho fermata dappertutto, temendo l'apertura furtiva durante il viaggio, insomma... avevo praticamente blindato il pacco e ancora mi stanno sfottendo...!


E questo è il risultato finale... ho fatto pure la finezza delle margheritine... mi sa che non si può volere di più da uno che ha sempre impacchettato i regali a mo' di carta di caramelle!


 

 

 

A Davila,

Con tanto, tanto, tanto affetto, da me e dalla nostra postina matta, perchè sei una donna che merita di realizzare tutti i propri sogni... e questo a cui ho contribuito giocosamente, te lo garantisco, è solo il primo di tanti...

Jack







Written by: JackPummarolino alle ore 01:04 | Permalink | commenti (10)
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