Finalmente è giunto il momento di scrivere questo post! Non sono per niente bravo a tenere certi tipi di segreti e a stare muto come un pesce... figuriamoci, poi, stare zitto per più di un mese riguardo all'argomento di cui sto per scrivere... mi è pesato tantissimo! E mi è pesato tantissimo perchè le cose belle viene voglia di dirle alla persona interessata ed è difficile aspettare il momento giusto per non rovinare la sorpresa; però, poi, ci si rende conto che, quando si vuole davvero bene ad una persona, vale la pena di tenere a freno la linguaccia, per far sì che l'effetto sorpresa sia proprio dirompente, così come io volevo che fosse... e lo è stato, ora lo so, dopo un bel po' di tensione emotiva da spaccacuore, finalmente lo so. 

Questo post è tutto dedicato a LEI, la mia dolcissima amica Davila, che mi ha aiutato a realizzare il sogno di una persona che a me sta tanto a cuore e che anche lei ha avuto modo di conoscere, condividendone il sogno...
Inutile dire che la mia gratitudine per tutto quello che lei ha fatto per me, per noi, è e resterà immensa a vita e quello che ho realizzato per lei altro non è che la dimostrazione "materiale" del bene enorme che le voglio, incondizionato, perchè lo merita e perchè non potrei comunque fare a meno di provarlo.
Lei è una delle rare persone che davvero conoscono il significato della parola "RISPETTO". Lei c'è, anche se in silenzio, anche se lontana, anche se parla d'altro, quando sa che io non voglio altro che una semplice e taciturna intesa, perchè non sono capace di usare parole in determinati momenti; lei sa sempre come prendermi e la cosa risulta abbastanza incredibile ai miei stessi occhi.
Lei è attenta, saggia, presente, di una timida simpatia, che esplode, esilarante, quando si lascia andare, coinvolgendomi con il suo sorriso aperto, sincero, pulito. Lei è una persona particolare, diversa dal solito.
Lei è un punto fermo, irrinunciabile porto sicuro per un'anima irrequieta come la mia, insostituibile raggio di luna dopo notti di tempesta nel mare di casini in cui spesso navigo.
Per una persona così speciale, quale lei è, sarebbe stato folle non pensare ad un regalo altrettanto "speciale", a qualcosa che fosse quantomeno unico, come è unica lei, fatto apposta per farle capire quanto conti per me la sua presenza, come amica preziosa e come donna dalla straordinaria sensibilità.
Ehilà, che sviolinata che ti ho scritto, eh? 
Ed ora veniamo al regalo... tadà!!!!!! Un negozio di libri in miniatura!
Ammetto che può suonare strano dall'esterno, ma sono dell'idea che al mondo non esistano cose strane o insensate, tutto ha un suo preciso "perchè" e anche la Libreria lo ha.
Il sogno dell'attuale e gnocchissima proprietaria del regalo è quello di aprirne una vera, cosa che io le auguro di poter fare davvero, un giorno... tempo fa, parlando di questa cosa insieme, le dissi che se avessi mai vinto al Superenalotto, la libreria gliel'avrei regalata io e pure di corsa, ma dato che una vincita al Superenalotto per ora mi sembra abbastanza improbabile... non potevo far altro che regalargliene una in miniatura, così da cominciare a regalarle un pezzettino del suo sogno. 
Sono scemo, lo so... ma ora pensiamo alla realizzazione dell'ormai mitica "Libreria delle Pulci", perchè è così che si chiama.
Ho cominciato a lavorarci di ritorno dalle vacanze, esattamente il 4 settembre, dopo averla pensata, immaginata, disegnata e progettata durante il mio soggiorno marino in barca in compagnia delle pesti... chi ha letto le avventure precedenti saprà bene di chi e di cosa parlo...!
Avevo un'idea ben precisa in mente e volevo riuscire a realizzarla nei minimi dettagli, il più possibile somigliante a come l'avevo tirata fuori dalla mente bacata che ho. Alla fine penso di esserci riuscito... 
Non mi resta che postare le foto che ho scattato alla Libreria lungo tutta la sua costruzione, con qualche piccolo aneddoto che condirà le immagini... e tutto questo è sempre parte del TUO regalo, perchè in qualità di proprietaria della Libreria mi sembra giusto che tu assista anche ai lavori che ci sono stati nei Cantieri Pummarolino!
Ecco un po' di attrezzi e i primi pezzi costruiti, quando ancora risplendeva il caldo sole estivo sul mio terrazzo ed io segavo i pezzi di legno sudando come un porco...

La fatica veniva poco a poco ricompensata dai minimobili che prendevano forma, così come li avevo disegnati ed immaginati... eccone alcuni semirifiniti...

Quella mezza sediolina che si vede lì è finita tra i giocattoli di mio figlio, perchè andava proprio a pennello nella casetta dei suoi animali, mentre era LEGGERMENTE piccola per il resto dei mobili che stavo facendo!
Il cassettino del mobiletto in alto a sinistra, ovviamente, si apre, eh? Il mobiletto di fianco, invece, ha le antine scorrevoli. Forse qui si vede meglio...

Altro mobiletto con antine apribili, tirando le capocchiette colorate degli spilli che ho usato come pomellini...

Mobiletto con cassettone, al quale ho messo come pomelli dei pezzetti di metallo fregati da dei vecchi ami da pesca che avevo nella cassetta degli attrezzi da mare...

Bancone con vetrina e antina apribile sul davanti...

Dopo aver realizzato tutti i mobiletti e le pareti, ho fatto una prima prova di "interior design"... ecco il risultato e mi è piaciuto subito, tanto che non ho più cambiato la disposizione dei mobili. Cosa strana, perchè quelli di casa mia non trovano pace!

From another point of view... e da qui si vedono meglio i due cuscinetti sulla panca centrale, realizzati con dei pezzetti di pareo, rubati ad una peste di mia conoscenza, riempiti di ovatta e poi ricuciti...

Una volta decisa la disposizione dei mobili, bisognava pensare al pavimento... mobili in arte povera, arredamento rustico... cosa c'era di meglio di un bel parquet effetto anticato? Ed eccolo qui, in fase di lavorazione, consistita nel ritaglio di circa 300 listelli o forse più di cartoncino Fabriano ultrarigido e ruvido, doppio circa 3mm, accuratamente pressato su base di vinavil, incollato a spina di pesce e poi dipinto con due sfumature di acquerello marrone... è stato abbastanza massacrante, ma il risultato mi ha convinto alla fine...

Prima di incollare il parquet, però, occorreva prendere le misure della porta e dell'ingresso... ecco la posizione provvisoria di ingresso e mattonelle, che poi è cambiata nel corso dei lavori... (da notare la matitina che ho fregato alla Ikea!).

A quel punto, mobili, porta, pavimenti e pareti erano pronti, non serviva altro che una manciata di colla per fissare il tutto... ma un dubbio atroce mi ha assalito: e adesso come li faccio i minilibricini da infilare in questi minimobili?!?!? Così ho passato circa un'ora (e non esagero) a pensare e a sperimentare dei possibili modi per fare dei libri minuscoli (per capirci, la misura di ognuno di loro è di 2cm x 1,8cm), trovando alla fine quello che mi pareva più ben fatto e più pratico. Questi sono i primi libricini che ho realizzato, i primi di esattamente 140 pezzi, tutti rigorosamente con copertine originali rubacchiate dal web e adeguatamente rimpicciolite, stampate, ritagliate e incollate sui supporti di cartoncino, dentro ai quali, poi, ho appiccicato le paginette di carta sottile.

E questi sono i libricini sistemati nel mobiletto più grande, che da solo ne contiene almeno 50! Infame!
Insomma, nel bilancio finale i giorni dedicati totalmente ai libri sono stati 6! Credo che non vorrò vedere più colla e carta per un bel po' di tempo...!

Finito lo "stress" da mani incollate e minuscoli pezzettini di carta dappertutto, pure nei boxer (!), ho ripreso a lavorare alla parte "tecnica" ed è venuto il momento del vialetto d'ingresso... nei miei pensieri estivi l'avevo immaginato fatto con del ciottolato e così un pomeriggio d'agosto mi misi seduto a riva a raccogliere pietrine piatte e piccole da poter utilizzare in futuro... il ricordo di quel pomeriggio è ben vivo nella mia mente, perchè già allora ridacchiavo tra me e me al pensiero di quello che poi avrei costruito e soprattutto al pensiero della faccia che avrebbe fatto la simpaticissima destinataria del mio regalo, che in quanto ad espressioni facciali è meglio di un fumetto...!
Ed ecco il vialetto in fase di costruzione: ho utilizzato una base di das, spalmata di vinavil, su cui poi ho semplicemente poggiato le pietre, pressandole leggermente e facendo seccare il tutto, così che si creasse una massa solida e compatta. (Ops, si vedono pure i miei jeans trucidi nella foto!)

S'è mai vista, poi, una libreria al buio? Naaaa... e così ho deciso che l'avrei illuminata. Ho comprato una lampadina piccola da 3,5 W, ho riciclato un po' di cavi elettrici da qualche vecchio apparecchio che non usavo più e che avevo lasciato a morire di noia in garage e ho costruito il piccolo circuito, alla cui estremità ho messo un ingresso per uno spinotto di trasformatore (che però QUALCUNA ha dimenticato a casa!), ricoprendo l'ingresso stesso dello spinotto con un pezzetto di una mia vecchia carta di credito, che poi ho forato e dipinto di bianco...

Si può già intravedere il tetto, che ho fatto con delle minimattonelle di argilla, realizzate con dei piccoli stampi metallici e poi cotte al forno (parecchie si sono spaccate!); nel tetto ci ho messo dei lucernai, perchè sapevo che la gnocchissima proprietaria li avrebbe graditi...
E questo è il risultato della prima "prova luci"... inutile dire che ho zompettato d'entusiasmo per tutto il terrazzo, quella notte...

Quando il grosso della casa era ormai fatto, ho cominciato a pensare ai dettagli, perchè, si sa, fanno la differenza... altro che, se la fanno!
E così via alla fioriera sotto alla vetrina... ho usato dei fiorellini di carta, di quelli che si utilizzano per confezionare le bomboniere. Ho ritagliato i gambi per accorciarli ad altezza giusta, in modo che non ostruissero la visuale dei libri esposti, ho fatto un salsicciotto di das da usare come appoggio e ci ho infilzato dentro tutti i fiorellini. Dopo, ho ricoperto il tutto con alcune delle mattonelline di argilla, così da creare la fioriera, che poi ho incollato alla parete della vetrina. Ecco il risultato...

E qui sono completi...

Pensando al fatto che la gnocchissima proprietaria abita praticamente in mezzo alla natura, ho immaginato che la libreria dei suoi sogni dovessere essere circondata dal verde... e così ho comprato un rotolo di prato sintetico, che ho ritagliato e incollato intorno al vialetto d'ingresso e alle pareti...
(Da notare che fuori pioveva negli ultimi giorni e che ho lavorato seduto per terra nella mia mitica "stanzetta d'arte", facendomi sfottere dalla signora delle pulizie, che mi ha chiamato più volte "bambinone alle prese con il gioco nuovo"!)
E qui sotto ecco il prato finito e incollato dappertutto... (Da notare anche il BORDELLO di sporcizia che c'era sul parquet della mia "stanzetta d'arte"... ho vissuto in questo porcile per un mese, un mese però bellissimo, in cui mi sono divertito tanto e ho imparato anche cose nuove, visto che è la prima volta che mi cimento in cose del genere, a parte progetti giovanili iniziati e mai conclusi... tipico di allora...)
Altro piccolo particolare è il quadro appeso alla parete... quella donna di spalle che guarda il mare è la gnocchissima proprietaria... le ho praticamente rubato la foto, lo ammetto, ma era per una buona causa, non sono un paparazzo! 

Rimanendo sempre in tema floreale, ho pensato che un terrazzino non è un terrazzino senza fiori e piante. Ecco che, quindi, ho realizzato un supporto in fil di ferro di vario spessore per delle piante rampicanti. Volevo qualcosa che assomigliasse ad un glicine o ad un gelsomino e così ho comprato dei fiorellini sempre da bomboniere, fatti a pallini biancastri, su cui poi ho spruzzato con l'aerografo un po' di vernice verde per renderli più realistici. Questi fiorellini sono stati poi arrotolati intorno al supporto ed ecco il risultato parziale del lavoro...

Non soddisfatto, ho continuato ad arrotolare fiorellini...

In più ho aggiunto delle piantine grasse fatte di pasta di ceramica e dipinte con gli smalti, che ho incollato sul davanti del terrazzino ricoperto di listelli di legno, tipo parquet scuro...

Con tutto questo verde, ho pensato che non poteva di certo mancare una bella pompa dell'acqua per annaffiare le piante e i fiori, e così filo di scooby-doo verde alla mano per fare la cannola, un pezzo di rivestimento di cavo elettrico nero per fare la prolunga del tubo e rendere più realistica la pompa, un pezzo di fil di ferro ripiegato a "L" per fare il rubinetto, una vite piccola, rivestita di filo di scooby-doo rosso, per fare la maniglia del rubinetto, e una metà di un piccolo ovetto di plastica, preso tra i giochi di mio figlio, dietro al quale ho incastrato un tondino di legno, così da poterlo appiccicare alla parete e fare come se fosse un pezzo di ceramica dal quale spuntasse la fontanina... e la pompa dell'acqua era pronta...

Completati gli esterni, ecco che ho dato il via all'arredamento interno... bisognava aggiungere piccoli dettagli e sistemare i "simpaticissimi" 140 libricini negli appositi scaffali, per vedere l'effetto complessivo, prima di incollare il tetto...
Dopo circa mezz'ora impiegata a sistemare quei cosettini minuscoli in spazi altrettanto minuscoli, impresa che ha rasentato l'impossibile, viste le mie manone grandi (!), sono finalmente stato soddisfatto del lavoro e ho scattato questa foto...

Poi questa, dall'alto...

Sebbene contentissimo della visione d'insieme, ho pensato che mancasse ancora qualcosa... ed ecco che ho provveduto ad aggiungere la cassa, obbligatoria per ogni negozio che si rispetti, eh!
Oltre alla cassa, che come si può vedere è un pezzetto di Lego (mitico), ho costruito delle piccole matitine, di cui una l'ho incollata sul bancone e altre due le ho messe in un portamatite giallo, che se indovinate cos'è, vincete un premio a base di sesso con me! (Ed ecco che nessuno osò indovinare...)
Ecco un piccolo dettaglio della cassa, perchè vado moooooolto fiero delle matitine, che ho realizzato con degli stuzzicadenti levigati, tagliati e dipinti di nero alla punta, e delle perline di plastica, una grigia per fare il supporto metallico della gommina, e una perlina rosa, che è, appunto, la gommina... viuuuuulenzzzz'!!!


Ma i dettagli non finiscono certo qui, perchè sulla mensola in alto, ladies and gentlemen, c'è... c'è... un... mini abat-jour!
L'ho realizzato usando un tappetto di dentifricio da viaggio per fare il paralume, un corallino di plastica blu per fare l'anello di supporto del paralume, un pezzetto di fil di ferro come sostegno e una pallina forata di pasta di ceramica, staccata da una vecchia collanina che portavo al mare circa 6 o 7 anni fa... era un semplice filo di caucciù blu con questa pallina al centro e mi piaceva tanto, perchè lo trovai in acqua, a mare, e gli ero molto legato, è stato un mio portafortuna per tanto tempo... a dire il vero, gli sono ancora legato ed è per questo che ho voluto mettere quella pallina nella libreria, così ci sarà qualcosa di veramente mio dentro... 

Il telefono che s'intravede sul bancone laterale, sotto all'abat-jour, è anch'esso frutto di un furto dallo scatolone del Lego di mio figlio...! 
E questa è la libreria dall'alto, prima di attaccare il tetto...

Non restava che realizzare gli ultimissimi dettagli e così ecco che ho incollato sul terrazzo le piantine di pasta di ceramica di cui sopra; poi, ho incollato alle spalle della serra di pseudogelsomino o pseudoglicine delle ringhierine, anch'esse di Lego (ho fatto proprio una razzia, lo so...); ho aggiunto il numero civico, che è rigorosamente il numero portafortuna della gnocchissima proprietaria (numero che le ho estorto con una serie di bugie tremende e rimaste impunite!) e infine mi sono dedicato all'insegna, cercando di tenere la mano ferma e di non farmi prendere dall'emozione di aver finito, con il rischio di fare una scritta effetto terremoto! L'effetto finale, però, è tutto sommato carino...

Non ci potevo credere, la libreria era finita!!!
E così mi sono sbizzarrito a farle foto da tutte le visuali, in preda ad un delirio di onnipotenza artistica, per essere riuscito a realizzare quello che avevo in mente, strafelice all'idea di regalare tutto questo ad una persona che per me è tanto importante per il bene sincero che le voglio.
Ecco qui le foto pazze, che sono state seguite da un brindisi fatto insieme alla mia complice postina dall'occhietto vispo e nero nero, che è venuta subito a casa mia per vedere il risultato dei tanti momenti passati insieme a costruire, perchè il suo apporto è stato fondamentale, per idee e aiuto materiale... 
E cominciamo con gli ultimi scatti in sequenza esaltata...
Dall'alto, con il tetto aperto...

Dall'alto con il tetto chiuso...

Dal lato sinistro...

Dal lato destro...

Di fronte...

Sbirciando dalla finestra laterale...

Sbirciando da fuori alla porta...

In tutto il suo narcisissimo splendore... 

E proprio alla fine fine fine... il dilemma pacco...! Trovarne uno così grande, ma non poi troppo grande, è stata un'impresa ai limiti dell'impossibile, ma alla fine una brillante idea mi ha salvato... il pacco delle poste!!!
Tuttavia, il panico non è svanito subito... c'era il terrore che durante il viaggio in treno si sfasciasse tutto, ma proprio tutto! Così ho comprato la carta pluribolle, i cuscinetti d'aria e ho fatto salsicciotti protettivi da mettere intorno alla Libreria "sacra"!

Altro dilemma: mica potevo presentarle 'sto pacco così trucido? Eh no, eh... bisognava rivestirlo di carta regalo! Quindi, quella mattina stessa sono uscito di casa di corsa, alla ricerca della più vicina cartoleria, per prendere carta e nastri... c'è da dire, poi, che io sono negato a fare i pacchi regalo (i pacchi e basta, invece, li so fare benissimo!
), quindi ci ho messo un sacco di tempo per sistemare quello che poi è diventato il regalo in tutto il suo "splendore"... ho riempito la carta di scotch, l'ho fermata dappertutto, temendo l'apertura furtiva durante il viaggio, insomma... avevo praticamente blindato il pacco e ancora mi stanno sfottendo...!

E questo è il risultato finale... ho fatto pure la finezza delle margheritine... mi sa che non si può volere di più da uno che ha sempre impacchettato i regali a mo' di carta di caramelle! 


A Davila,
Con tanto, tanto, tanto affetto, da me e dalla nostra postina matta, perchè sei una donna che merita di realizzare tutti i propri sogni... e questo a cui ho contribuito giocosamente, te lo garantisco, è solo il primo di tanti...
Jack