Ennesimo cambiamento di look grafico.

LAVORI IN CORSO
See you later, alligators...
Ennesimo cambiamento di look grafico.

LAVORI IN CORSO
See you later, alligators...
Non un battito del cuore ha senso.
Ed è questo quello che succede, quando Illusione s'innamora d'Inganno.
Il matrimonio del mio peggior nemico...
Certo, scopiazzo e stravolgo il titolo di un noto film, perchè è proprio la realtà: ieri, sabato 23 settembre, ho partecipato, con mia grande rottura di cojones, al matrimonio del mio peggior nemico.
"E perchè ci sei andato?", potrebbe obiettare qualcuno.
"Perchè dovevo.", risponderei. Eh sì, ci sono delle cose che vanno fatte, volenti o nolenti; non si può sfuggire all'atroce formalismo della cosiddetta "buona società", alle ferree regole per cui chi manca ad un "evento" è un poco di buono, uno snob, un fetentone, praticamente una "merdaccia", detto fantozzianamente.
Sono quelle occasioni di lavoro-società che ti imbrigliano mani e piedi prima ancora di ricevere l'invito a parteciparvi. Comunque, ne sono uscito vivo, grazie alle mie INCREDIBILI doti camaleontiche, e sono qui a narrare gli ameni episodi accaduti, giusto per allietare un po' chi passerà a leggere (e anche per sfogarmi!).
Innanzi tutto descriverei lo sposo, il mio peggior nemico:
Nome: Carlo
Età: 35 anni, portati splendidamente... male.
Corporatura: gobbo, in quanto topo di biblioteca, altissimo, magrissimo, pallidissimo, pelatissimo, barbutissimo, occhialutissimo. Detto così, un vero cessetto (ehm, pardon), ma in fin dei conti non è tra le persone più orribili che io conosca.
Professione: topo di biblioteca, ovvero ricercatore universitario raccomandato.
Segni particolari: gran faccia di c...aro ragazzo.
Indole: definirlo invidioso è troppo poco, schiattoso forse non rende bene l'idea, rosicone mi sa che è la parola adatta.
Interessi: rompermi le palle, criticarmi, parlarmi alle spalle, rompermi le palle, criticarmi, parlarmi alle spalle, rompermi le palle, criticarmi, parlarmi alle spalle, rompermi le palle, criticarmi, parlarmi alle spalle (devo continuare o si è capito qual è il suo hobby del cuore?).
La sposa non la descrivo, perchè non la conoscevo, nè ci ho parlato durante la serata per aver modo di conoscerla, quindi si può dire che per me lei resti una perfetta estranea, anche se... in qualità di amante del fascino femminile, un messaggio, che mai leggerà (mi auguro, vigliaccamente!), glielo vorrei lasciare: "Te li potevi pure lavare i capelli, "bella" mia... eh!!". E che diamine, i capelli unti e spettinati il giorno del matrimonio... mah.
Descrivo, ora, il luogo della cerimonia. Da premettere che si è svolta in una città che dista ben 3 ore di auto dalla mia, quindi lascio immaginare l'incazzatura di dover guidare fino a laggiù per uno di cui non me ne frega una beneamata ceppa. Comunque...
Cerimonia con rito civile, in un teatro... teatro che, per una "simpatica" coincidenza, si trovava nel centro storico di questa cara cittadina, che in occasione di una maratona di beneficenza, era stata completamente transennata, così che per arrivare a questo cavolo di teatro e trovare un parcheggio, ho fatto senza esagerare 10 giri della città, fino a decidermi a mollare la macchina in divieto di sosta, con tanto di quattro frecce e biglietto pietoso indirizzato ai vigili con su scritto: "SONO NEL TEATRO PER UN MATRIMONIO, SONO GIA' FISICAMENTE E MENTALMENTE PROVATO DAL TRANSENNA PARTY, PER FAVORE NON RIMUOVETEMI L'AUTO, GRAZIE!" e sono entrato nel teatro, speranzoso di poter assistere almeno alla parte finale del rito, visto che ero in tremendo ritardo e ormai la figuraccia l'avevo fatta.
Tutto trafelato, arrivo nella sala adibita alla cerimonia e trovo tutti che applaudono... in quel momento ho pensato "Oh dio, mi stanno applaudendo, sono famoso e non lo so???", poi dopo il fugace momento di delirio di onnipotenza, mi sono tristemente reso conto che applaudivano gli sposi e non me.
Il tempo di stringere le mani, lanciare qualche occhiataccia a qualche persona odiosa, con tanto di saluto falso, che il Fato vuole che io mi faccia accastrare dal Professore. Lui è IL Professore. La potenza della facoltà, il megadirettore galattico, da cui per modo di dire "dipendo" anche io, pur non essendo uno dei suoi collaboratori ufficiali; quindi, essere "onorati" della sua vicinanza è per tutto il gruppo dei topi un evento pazzesco, in stile lecchini d.o.c., mentre per me è stata una mazzata in fronte, perchè il caro vecchietto rampante ha iniziato a parlare e non mi ha mollato più per tutto il benedetto pomeriggio!
Intanto, la mamma dello sposo mi vede e mi urlacchia "Ahhhh!!! Ma lei è il dott. Pummarolino, Carlo mi ha parlato tanto di lei!" e io penso "Immagino che ti avrà detto di me, quella serpe di tuo figlio, cara la mia vecchia bacucca straripante di rossetto sui denti..." ed io dopo "Ma che piacere conoscerla, signora...", pensando ancora "Come hai potuto mettere al mondo quell'essere, maledetta strega?!". La mamma, emozionata più che mai, ci fa segno di scendere giù e di uscire dal teatro per aspettare gli sposini che escono. Alcuni non si muovono, presi a chiacchierare, così la mamma bacucca decide saggiamente di spintonarli, alla faccia della classe, facendo cadere la cognatina adorata... volano le prime sante bestemmie.
Quando sono uscito dal teatro, mi sono diretto al volo verso la macchina, giusto per vedere se fosse ancora lì... mi sono avvicinato e ho trovato un biglietto di risposta al mio sotto ad un tergicristallo, non so se scritto da un vigile o da qualche buontempone, che diceva:"TE LA VOLEVAMO CARICARE, MA NON CI E' MAI SUCCESSO DI LEGGERE UNA COSA DEL GENERE. AUGURI ALLA SPOSA.". Ho fatto vedere ad un amico l'accaduto e ha detto che la tecnica è proprio da brevettare... quasi quasi ci penso...
Torno all'uscita del teatro ed ecco scendere gli sposi... uno degli invitati, come da copione, prima di lanciare il riso urla, gaudente "VIVA GLI SPOSI!!" e subito dopo si sente un "PRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!"... il silenzio di tenebra per un attimo cala sul gruppo degli invitati, per poi essere rimpiazzato dall'ilarità generale, quando si vede l'autore della favolosa e sonorissima pernacchia: un vecchio barbone tutto vestito d'azzurro con tanti fischietti al collo, che se la rideva, facendo gesti fantastici con le mani e allontanandosi dagli invitati, continuando a spernacchiare, forse per paura di essere preso a calci!
Una delle invitate in piedi davanti a me, poi, subito dopo la pernacchia si era girata a guardarmi con aria inorridita e incredula... e dopo un attimo mi ha detto "Mamma mia, io pensavo fosse stato lei a farla, me la sono sentita proprio alle spalle! E ho pensato che quando ci hanno presentati su mi era sembrato tanto un gentiluomo, ci ero rimasta malissimo, credendo che fosse stato lei!" e io l'ho guardata e le ho detto con aria calcatamente indignata e seria "Ma come si permette, signorina, io non avrei mai fatto una cosa del genere con la bocca, piuttosto l'avrei fatta vera, e che maniere!". Lei è rimasta per un lungo istante interdetta e poi è scoppiata a ridere insieme a me, con il fidanzato che le diceva "Shhh!! C'è il Professore, dai!!!" e lei verso di me "Ufff, questo qui...", girandosi ogni tanto per continuare a ridere in sordina, perchè ovviamente anch'io continuavo a ridere come un fesso per il pernacchiomane.
Finalmente ce ne andiamo dal caos cittadino e il mio peggior nemico, prima di unirsi alla carovana di macchine, mi viene vicino, mi mette una mano sulla spalla e mi sibila nell'orecchio con tono provocatorio:"Avrei giurato che mi avresti snobbato, che strana sorpresa vederti..." e io "Hai insistito tanto perchè venissi, non avrei mai voluto farti piangere il giorno del tuo matrimonio..." e lui "Giusto perchè tu lo sappia, è stato il professore ad insistere perchè ti invitassi..." ed io, contenendo tutta la cattiveria di cui sono capace, se vengo istigato, ho risposto con tanto di sorriso "Giusto perchè tu lo sappia, è stato il professore ad insistere perchè io venissi..."; gli ho dato uno schiaffetto "amichevole" sul mento e gli ho detto "Sistemati la cravatta, non stiamo in dipartimento...", strizzatina d'occhio, come a dire "crepa!" e me ne sono andato con una camminata splendida verso l'auto, offrendomi di dare un passaggio a delle candide pulzelle senza cavalieri, che erano lì ad osservare la singolar tenzone.
La cena.
Arriviamo in questo agriturismo letteralmente sperduto nelle campagne, dopo aver guidato per circa un'ora, con tanto di pettegolezzi delle fanciulle nelle orecchie, che nonostante fossero amiche della SERPE, hanno speso gentili paroline nei miei confronti... diciamo pure che un paio erano in cerca di marito, così vi spiegate il perchè di tanta carineria? E diciamolo, diciamolo.
Da noto tirchio qual è, la Serpe non si smentisce: il posto è di un kitch pazzesco, fa un freddo polare, il parcheggio è minuscolo, il prato all'inglese sembra San Siro dopo un'invasione barbarica, tutto pieno di buche, il cibo fa davvero rivoltare.
Il buffet... dato che le pulzelle ed io siamo arrivati qualche minuto dopo il grosso degli invitati, quando siamo arrivati in questo giardino dove servivano gli antipasti, abbiamo assistito ad una scena quasi raccapricciante: una fila di circa 80 persone davanti ad un misero banchetto, dove un povero dannato friggeva delle zeppoline di baccalà o non so che, e contemporaneamente cercava di tenere a bada gli affamati, con tanto di forchettone arroventato.
"Io mi rifiuto di fare la fila", dice una delle pulzelle, aggiungendo "Dopo ci porti a mangiare una pizza, vero?" e sghignazza con l'amica. Ormoni in subbuglio, credo.
"Faccio la fila per voi, apprezzate il gesto..." e così mi levo dagli inciuci che già erano partiti alla grande, del tipo "Ma che pessimo posto, che orribile il vestito della sposa, che freddo, ci ha portati fin quaggiù per mangiare questo schifo... e bla bla bla". Credendo di essermi liberato di un fardello, SBANG, me ne becco uno peggiore: il professore con consorte, un altro professore con consorte e nientepopodimenoche il rettore dell'università. I boss dei boss, insomma, che si piazzano in fila dietro di me, cominciando a coinvolgermi nei loro pallosissimi discorsi. In quel momento ho desiderato l'eutanasia.
Finalmente arriva quasi il mio turno, avevo solo una signora davanti al magico cuoco che friggeva.
La signora si fa servire, tutta contenta, con la bava alla bocca per la fame atavica che le attanagliava lo stomaco, quando all'improvviso si avvicina con falcata semitraballante una signora, tutta sguencia e vestita chic, che dice: "Vi dispiace se scavalco la fila per un attimo e prendo un bicchiere di prosec..." SBAMM!!!!! La sguencia inciampa, le si impiglia un tacco nel terreno del prato, perde un sandalo e fa un volo esagerato sulla signora che era davanti a me, che per tutta reazione si lancia indietro, ovviamente pestandomi un piede con il tacco e accasciandosi tra le mie braccia, mentre tra le sue giaceva la sguencia, che per poco non finiva con la testa nella friggitrice.
Le due non si alzavano, in preda a risate isteriche, più di vergogna che di ilarità, finchè non ho detto "Mi stanno venendo meno le braccia e se non volete fare un pic nic, sedute per terra, vi consiglio di tirarvi su da sole...", le sceme ridono e la sguencia cade tipo pera cotta nell'erba, mentre l'altra signora si salva, guardando quasi con le lacrime agli occhi tutte le frittelle volate sul prato, frittelle che aveva atteso per ben un quarto d'ora di fila...
Comunque, la serata è andata avanti all'insegna del risparmio, della tirchieria e di quella finta sobrietà che fa molto clochard bohemien, mentre è solo frutto di taccagneria allo stato brado.
Sorvolo, quindi, sulla qualità del cibo, sorvolo sul posto, sorvolo sul fatto che l'ambiente fosse di uno snob pauroso e non si sa in base a quali presunti titoli, sorvolo pure sul fatto che mi hanno fatto stare a tavola con le pulzelle pettegolone da un lato e il professore dall'altro, praticamente accerchiato, ma non posso sorvolare sul fatto che non avessero comprato le bomboniere!!! L'unico motivo per cui sono andato al matrimonio erano i confetti, tsè!!!
LA FESTICCIOLA ROMANA...
Sabato 16 settembre: festa tremendamente vipsss a Roma, da una cara amica, Federica, che ha compiuto gli anni (e gli anni non si dicono, perchè se passa a leggere, mi uccide!).
La giornata è iniziata all'insegna dell'incazzatura, residuo bellico del venerdì sera, dopo un incontro non proprio esaltante con una delle poche persone al mondo che è capace di mettermi di cattivo umore con uno sguardo, ma vabbe', è andata.
Alla festa, comunque, non avrei mai rinunciato, anche perchè si preannunciava grandiosa, conoscendo lei, e in effetti così è stata dall'inizio alla fine...
Mattinata all'insegna della pigrizia e del mugugno, ripensando alla serata precedente... poi uno sprazzo di follia, mando un sms che potrebbe cambiarmi la vita in meglio, moooolto meglio, ma la mia vita non cambia, anzi, nel pomeriggio ha un picco verso il basso precipitoso e rischio l'avvilimento totale... ma... 'sti cazzi, come dicono in Belgio, io non mi abbatto!
Preparo il borsone con l'occorrente per la due giorni romana e dopo aver salutato la Gallina (ihihih), sono uscito di corsa di casa, per raggiungere la stazione... l'eurostar non mi avrebbe certo aspettato ed ero in tremendo ritardo.
Pioggia atroce. Che simpatica.
Il viaggio in treno va liscio come l'olio, tra pestiferissimi sms di una piccolina di mia conoscenza, che ho immaginato in vestito nero e tacchi alti al mio fianco (se t'acchiappo, che ti combino!!) e la giapponesina seduta di fronte a me, che mi ha ronfato in faccia per tutto il viaggio... 'ste donne dell'est non colgono il fascino italiano, dormire in faccia a me!
Arrivo a Roma. Urge un taxi per raggiungere la villetta della festeggiata... una mazzata di soldi per pochi km che nemmeno se m'avesse portato a fare il giro del mondo in 80 giorni avrei pagato tanto, "li mortacci sua", ci voleva. Essendo ospite per la notte, arrivo un po' prima a casa dell'amica per darmi una sistemata. Insomma, baci e abbracci, consegna del regalo di compleanno e caffè in terrazza, per fare due chiacchiere e rompere un po' le palle agli organizzatori del catering, spiluccando qua e là con la sorella di Federica, una peste ridacchiona di poco più giovane di lei. E proprio la sorella della mia amica, tale Valentina... mi combina un guaio pazzesco.
Mi accompagna su in camera mia, per farmi vedere dove dovessi sistemarmi per la notte... questa camera dove ho dormito (dormito per modo di dire, visto che sono andato a letto quasi alle 8:00 del mattino) era adiacente alla sua, così lei esce un attimo dalla mia camera e ritorna dopo meno di un attimo con un calamaio in mano.
"Jack, hai visto che bel calamaio antico che ho comprato? L'ho trovato da un antiquario, ci ho messo dentro un inchiostro color verde smeraldo belliss..." e nemmeno il tempo di finire la frase che SQUACCHKKK!!! Tutto il bellissimo inchiostro verde smeraldo sul mio borsone, ovviamente aperto... una strage, semplicemente una strage.
"Oh... oh... scusami, mi è scivolato di mano... ehi, ma questo è un pulloverino Lacoste, accidenti... è così carino, mi dispiace...", si lamenta lei, tutta mortificata, smappuciando ancora di più i vestiti nella mia borsa.
"ERA carino, ERA...", rispondo io, guardandola con un'aria tra l'inferocito e il finto indifferente.
E così il mio pulloveruccio celeste è stato ucciso dall'inchiostro del calamaio dell'antiquario, mentre io avrei voluto uccidere quella svampita mongola.
Fortuna che avevo salvato il vestito per la festa, mettendolo steso sul letto... panico...
E a proposito del vestito, che lo dico a fare... ero tremendamente gnocco con il mio spezzato blu e grigio, con camicina celeste di due bottoni sbottonata e rigorosamente senza cravatta, perchè poi fa troppo pinguino, scarpe nere (scomodissime) e cinta nera moooolto fashion nella sua semplicità... tsè, quando si dice che la classe non è acquaragia...
Arrivano i primi invitati verso le 21.30... certe sgnacchere esagerate, tutte acchittate, tacchi vertiginosi, capello impeccabile e trucco da star... roba da rifarsi gli occhi, devo ammetterlo... ma inizialmente c'era troppa puzza sotto al naso nell'ambiente e l'atmosfera era un po' ovattata, direi quasi stucchevole... bisognava fare qualcosa, e quanto prima.
Federica mi ha presentato praticamente a mezzo mondo e io ho dispensato sorrisetti di circostanza, sorrisoni marpioni, sorrisacci stentati (certe persone mi stanno sulle palle a pelle, non ci posso fare niente), sorrisi sinceri, per le poche persone che me li hanno piacevolmente rubati qua e là...
E' una frase che mi dissero tempo fa "Tu hai sempre un sorriso per tutti, non importa di che genere esso sia..." e forse avevano ragione, ma non so se fosse proprio un complimento... ;)
Come mio solito, ho provolato un po' in giro, guadagnandomi la simpatia di un gruppetto di sei gnocche, che mi hanno marcato a uomo per tutta la sera, ma erano divertenti... e proprio grazie a loro ho riscaldato un po' l'atmosfera. C'era una di loro, tale Paola, che rideva tipo Raffaella Carrà e ad ogni mia battuta, faceva girare mezzo salone... al che si sono avvicinate altre persone e si è fatto un gruppetto cospicuo di gente che rideva come pollastri, per via degli avventurosi racconti miei e di un mio amico... abbiamo fatto un po' i cretini, è vero, però se alle feste non c'è qualcuno che scuote un po' il tutto, si rischia di addormentarsi... secondo voi perchè mi invitano, invece? :-)))
Cogliendo al volo l'atmosfera più calda e meno snob, vado a prendere da bere per questa Paola, la mia soddisfazione comica, e le sue amiche, improvvisandomi cameriere per un paio di minuti... e mi hanno pure detto che ho un futuro!
Dopo un paio di sorsi, Paola prende il via... non la si frena più, ride come una scema solo se la guardo... e nel frattempo, l'amica gnocca, Giovanna, mi dice che sono simpaticissimo, galantissimo, tutto issimo e che le sto allietando la serata... e al che io penso... "ma vedessi come ti allieterei pure la notte, bella mia, se solo non avessi 'sto fantoccio che ti ronza intorno di continuo...!"... era semifidanzata e sinceramente con tante belle ragazze mi pareva folle mettermi a provolare proprio lei davanti al suo ragazzo... anche se... la sfida era invitante!
Dopo stuzzichini, cena in piedi e chiacchiere sparse in giro (di cui alcune davvero interessanti per me in fatto di lavoro... bisogna sempre andare alle feste snob!), ecco il fatidico taglio della torta da parte di Federica... torta tra l'altro di una bontà pazzesca, che me la sarei pappata tutta io, alla faccia della galanteria... e della dissenteria, soprattutto.
Brindisi, sbaciucchiamienti vari e poi ...auguri, auguri, auguri... e nella mischia, ho baciato più ragazze io, facendo gli auguri pure a loro e beccandomi dello "scemo!", che la festeggiata in sè... bisogna approfittare delle occasioni, carpe gnoccam, eh!
Poi guardo Federica con aria malandrina e le faccio segno come a dire "Vado???" e lei, che già sapeva... "Sì, sì, vai, caro!"... ha 'sto brutto vizio di chiamarmi "caro"... però fa molto radical-chic-borghese.
E così, quatto quatto, arrivo allo stereo e lo penetro brutalmente con il mio mitico, ma ultramitico cd di mp3 fatto apposta per l'occasione, contenente the best of the best della musica dance dagli anni '70 ad oggi... il delirio, DE - LI - RIO !!!
Vedi tutti che cominciano a zompettare, prima compostamente... poi c'è chi si gasa su qualche nota e dice "Uhhh! Ma questa è quella famosissima che vinse il festivalbar, hmmm, mi faceva impazzire!" e cominciano a zompettare più vistosamente, ormai presi dalla passione travolgente di alcune canzoni... io, che non aspettavo altro, spengo qualche luce, lasciando solo le candele e le luci esterne della terrazza, e trasformo l'immenso salone in una discoteca privata... Federica mi stritola e mi dice un ubriachissimo "Sei grande!" e mi stampa un bacio sulla guancia con tanto di sbavazzata rossettosa sulla pelle, che mi viene tolta da sua sorella la peste, Valentina, che ha in mano un bicchiere di Moscato, che io guardo con moooolto sospetto, urlando sopra alla musica con fare spaventato "Vade retro!!!!", dopo la pessima esperienza dell'inchiostro smeraldo; lei ride immancabilmente e si butta il Moscato sul top luccicoso... eccallà... un danno vivente, quella ragazza, un danno vivente... le restanti goccioline di vino, poi, me le ha gentilmente lasciate cadere nei capelli, scombinandomeli tutti con le mani bagnate, argh!!!!
Si è ballato tanto, fino alle 4:00 del mattino, quando gli ultimi invitati sono andati via, ormai esausti...
Siamo rimasti in pochi sui divani a parlare, con in mano chi dello champagne, chi del vino, chi del Bacardi, chi ancora torta... e la cosa bella era che da che eravamo tutti acchittati ed elegantoni, ci siamo ritrovati zozzi e sbracalati come dei bambini: Federica, che aveva inizialmente un vestito lungo grigio perla, si è ritrovata con dei pantaloncini stracciati di jeans e una maglietta annodata in vita, perchè per ballare come una dannata ad un certo punto si era andata a cambiare. Valentina era scalza e tutta puzzolente di vino, perchè lei invece non si era cambiata dopo il bagno di Moscato; Paola, invece, era semiaddormentata su una mia spalla, perchè totalmente ubriaca, e ogni tanto rideva da sola, suscitando l'ilarità di tutti; io ero in maniche di camicia, ovviamente fuori dai pantaloni e tutta stropicciata, capelli totalmente arruffati e moquette del petto a vista; c'erano altre tre loro amiche, tutte spettinate ed esauste, di cui una particolarmente arrapation, che mi sfumacchiava in faccia con tanto di occhiatone ambigue, senza rendersi conto però che le puzzava l'alito di alcool e fumo in un modo spaventoso, che forse una fogna di Caracas sarebbe stata più profumata e così ho desistito...
Praticamente, ero l'unico uomo (qualcuno dirà "come al solito!"), perchè ero il solo non di Roma ad essere ospitato lì e così la notte è finita beato tra le donne a dire scemenze e a beccarmi coccole, battutacce, schiaffoni e pizzichi, se provolavo troppo, e ogni tanto pure qualche gentilezza, forse frutto del troppo vino.
Quando mi sono addormentato al mattino, ero davvero distrutto... ma non ho avuto nemmeno il tempo di riposare, che alle 11:30 sono stato svegliato da Federica, che tutta pimpante mi fa "Dai, pigrone, sveglia, ho prenotato l'agriturismo con alcuni di ieri che ti vogliono salutare, alzati, dai, alzati!"... io, che morivo di sonno e non avevo alcuna intenzione di alzarmi, le ho afferrato un polso per guardare l'orologio e quando ho visto che ora fosse, le ho detto con la faccia nel cuscino "Ma tu sei pazza!" e con uno strattone l'ho tirata giù sul letto... e... mazzate di morte, mi ha tirato delle cuscinate che mi ha ucciso...!!! Sentendo il caos e le risate, la sorella corre come un cavallo all'ippodromo in camera mia e ZOMP!!! Salta in piedi sul mio letto, mi si siede sulle caviglie (fortuna che è magra!!) e mi tira i peli delle gambe per farmi alzare... per un attimo ho pensato di essere finito nella Cina di Mao con tutte quelle torture.
Costretto da forze più potenti di me, mi sono alzato dal letto, in preda a brontolii e occhiatacce contro le due arpie maledette.
"Non ti devi togliere la barba, oggi ti vogliamo clochard!", mi hanno detto prima che entrassi in bagno.
"Allora voi non mettetevi il reggiseno, oggi vi voglio zozzone!" e non l'avessi mai detto, una pantofolina tutta frou frou di Valentina mi ha preso in pieno petto... arghhhh e ri-arghhhhhhhh!! Così gliel'ho presa e gliel'ho lanciata sopra ad un armadio alto, tiè.
Dopo mi sono fatto supplicare per riprendergliela... con tanto di "Per piacere, mio padrone, mi ridarebbe la mia pantofola, per favore, per cortesia?" e io magnanimamente ho acconsentito... ma quando ero già tutto soddisfatto... SBONG!!! Di nuovo la pantofolina addosso, stavolta dietro ai reni, perchè mi ero già voltato di spalle per raggiungere il bagno... se avessi reagito, sarebbe stata la lotta fratricida, quindi ho incassato con un ghigno malefico di vendetta futura...
All'agriturismo ho mangiato come un suino all'ingrasso, perchè il cibo non solo era favoloso, ma anche il posto bellissimo invogliava l'appetito... peccato che la sera mi stava uscendo tutto dalle orecchie, per poco non restituivo tutto il companatico alla terra...
Nel tardo pomeriggio, mi riaccompagnano alla stazione... sbaciucchi di saluto, qualche altro cazzotto di Valentina e la promessa di rivederci presto e fare altre scemenze.
Salgo sul treno: la prima scena che mi si para davanti è quella di un mendicante, giovanissimo e abbastanza ben vestito, che fa intendere di essere muto e chiede con il labiale "MO NE TE, MO NE TE...". Non mi convince molto, ma giusto per non essere fetente, gli dò un euro, lui mi ringrazia e va avanti. Neanche a farlo apposta, sul sediolino di fronte a me c'era una signora più o meno della mia età con il figlio, Daniele, un bambino di poco più di 5 anni, che ha rivoluzionato un vagone.
Daniele, incuriosito alla vista del mendicante pseudomuto, comincia a parlargli...
"Perchè non parli, eh? Ehi, perchè non dici le parole tu? Perchè? Ehi, mi senti, signore? Signoreee??? Signoreee!!" e il ragazzo niente, non si voltava a guardarlo, proseguendo tra i sediolini.
Daniele, non contento, scende dal suo sediolino, approfittando della mamma sfinita, e segue il ragazzo, attaccandosigli all'improvviso ai pantaloni e urlando "Hai capito, mi senti, ehi!!! Devi rispondermi, perchè non parli, signore!!!" e dopo averglielo ripetuto almeno dieci volte di seguito, il ragazzo si gira incazzatissimo e gli urla "E BASTA!!!!", sotto gli occhi increduli di molti che lo avevano creduto muto, e Daniele, tutto soddisfatto, dice "Ma allora vedi che sai parlare?" e lì tutto il vagone a ridere a crepapelle... è stato un mito.
Mi ha fatto compagnia per tutto il viaggio, chiacchierando con me di tutte le cose che gli passassero per la testa, ovviamente riferitemi in tono serissimo e professionale.
Ad un tratto mi ha detto "Perchè sei elegante? Mamma dice che in treno si va vestiti comodi, tu hai la giacca degli affari..."; ho pensato che se gli avessi spiegato tutta la storia dell'inchiostro smeraldo, del vino e cose varie, l'avrei rincretinito e mi sarei beccato pure le risate di sfottò della mamma e così ho detto che tornavo da un pranzo di lavoro; lui mi ha scrutato, mentre la mamma mi guardava con aria sbalordita per la pazienza che avevo con il piccolo diavoletto, tanto che quando sono arrivato a destinazione e stavo per scendere, mi ha detto "La devo ringraziare per averlo tenuto buono per quasi due ore, ma come ha fatto??" e l'unica risposta sensata che ho potuto darle è stata la sacrosanta verità, ovvero che ho un figlio che è forse più pestifero del suo piccolo Daniele e che quindi è stato quasi un gioco da ragazzi tenerlo seduto a parlare, sono esperto ormai in fatto di belve!;)
Ma non è finita qui... il treno non è arrivato alla stazione in cui solitamente scendo, perchè più vicina a casa mia... si è fermato, invece, alla stazione centrale per problemi sulla linea.
"Prenderò la metropolitana e almeno mi avvicinerò a casa", ho pensato, ma... sorpresa... la pioggia torrenziale delle ultime ore aveva allagato la linea della metro.
Bloccato alla stazione, sotto all'acqua che scrosciava imperterrita dal cielo. Le parolacce che sono silenziosamente volate tra un pensiero e l'altro non le trascrivo, potete immaginarle.
Senza ombrello, mi incammino verso un lontano stazionamento di pullman, per cercarne uno buono che mi portasse in centro... lo trovo, ma... è STRAPIENO di gente fradicia di pioggia e sudaticcia.
Come sardine, ci ritroviamo l'uno addosso all'altro appena l'autista chiude le porte.
A pochi cm da me, proprio di fronte, una ragazza non esattamente di buona famiglia, bella, ma molto appariscente, con una maglietta scollatissima e un seno che definire prosperoso è poco, tanto che la guardavano tutti, mi guarda con dei bellissimi occhi verdi, ma ricoperti da uno strato di trucco da paura... il pullman parte di scatto e lei mi finisce addosso, premendomi quella latteria ambulante sul torace... e non si scansava, cazzo... gli ormoni hanno iniziato a cantare "All'alba vinceròòòòòòòòòò!!" e lei ha detto in un italiano semidialetto "State comodo o vi dò fastidio così...?" e ha strizzato l'occhio... avrà avuto sì e no 20 anni e ammetto che l'imbarazzo è stato enorme, però mamma miaaaaaaa!
Non ho saputo dire altro che un "No, no, prego...", sorriderle distrattamente e tentare di guardare altrove, per non far cascare l'occhio malandrino in mezzo alle catene montuose.
Poi, salgono dopo un paio di fermate due popolane proprio di basso ceto, volgari, chiassose, screanzate, ma nella loro trucidità, molto comiche.
La prima decide che deve salire dalla porta adibita all'uscita. Giustamente, lì ci sono le persone che devono scendere e lei che fa? Urla "Uèèèè uèèèè, fatemi passare, devo salire!" e rivolgendosi all'amica, guarda una donna filippina che le impediva involontariamente il passaggio, esclamando una volgarità gratuita che non scrivo qui, che mi ha fatto schiattare dal ridere per tutto il tempo, tanto che dovevo trattenermi per evitare che mi vedesse e mandasse a quel paese pure me, così come ha fatto con tutti quelli che le si sono trovati incautamente davanti.
Finalmente arrivo in centro, scendo dal pullman, convinto di aver ormai superato la prova del 9 e che succede? Sento dietro di me un uomo che strilla fortissimo "UNO, DOS, TRES! UNO, DOS, TRES! AAAAHHHHH!!!"... "Oh cazzo...", mi dico, voltandomi, quando vedo un tizio completamente bagnato, a piedi nudi sull'asfalto, al centro della strada, con le macchine che gli sfrecciavano a destra e a sinistra, e lui imperterrito a strepitare...
A quel punto, mi sono reso conto di vivere in una città fuori di testa. Ho deciso di farmela a piedi fino a casa, perchè tra il traffico della domenica pomeriggio, le zizzone, le volgaracce, i bambini pestiferi, i muti fintimuti, i pazzi urlanti sotto all'acqua, una ventina di km a piedi sotto la pioggia non sarebbero stati altro che una piacevolissima scampagnata...
E sono ancora vivo, miracolo! :)
Non c'è cosa peggiore di essere accusati di qualcosa di cui non si ha colpa.
O forse, però, una cosa peggiore di questa c'è: non essere creduti dalle persone che più ci stanno a cuore.
Vorrei tornasse tutto com'era, ma non accadrà mai, spreco sogni e fantasia.
Mi resti nel cuore, tuttavia; perchè, anche se non lo sai o fingi di non saperlo, un posto in prima fila è tuo e lo sarà sempre, benchè tu sia totalmente pazza.
La mia pazza.
E ora sparisci e lasciami in pace.
Racconto momentaneamente rimosso per esigenze editoriali, pardon! 
DEL SEXY E DEL TAMARRO
La sexosità, ovvero l'essere sexy e soprattutto affascinanti, è un dono di natura riservato a davvero pochi eletti, eppure al giorno d'oggi le persone che si ritengono "sexy" si sprecano, basta guardarsi in giro per farsi due risate (o due pianti, dipende dai punti di vista...).
No, non si tratta di essere cattivo, io la penso così. Che sia in tv, in strada, al mare, ad una festa o nel quotidiano, cosce, tette e culi in bella mostra non danno la sensualità; questo dovrebbe essere un pensiero banale, trito e ritrito, ma quello che non capisco è perchè la gran parte delle donne non si comporti di conseguenza per acquisire più fascino agli occhi degli altri e soprattutto ai propri, ostinandosi invece a rendersi merce sessuale di basso livello. Imperterrite, le vedi che continuano a spogliarsi sempre di più e a girare seminude per locali e strade, lanciando occhiatacce palesemente lascive, che ti fanno pure passare la voglia di sedurle, perchè tanto sai già che te la daranno. Che sfizio c'è?
Se mi permetto di criticare le donne "scosciate", non è perchè sono snob o perchè sono gay e non amo vedere le carni femminili al vento, sia chiaro... è solo perchè ho lo stomaco debole e certe cose non andrebbero messe così sfacciatamente in mostra, soprattutto quando a coprire le ossa ci sono 20 kg di grasso in eccesso per cm quadrato o peli superflui da far invidia alla foresta pluviale. Parlo così per una terrificante visione avuta ieri sera. Traumatizzato a vita.
E che dire degli uomini? Il fascino estetico di un uomo si misura da altro, non tanto da quello che scopri, ma forse da quello che copri e da come lo copri; e soprattutto con COSA lo copri. E invece che fanno, molti "uomini"? S'impupazzano come le donne, con ninnoli, braccialini, orecchini, collanine, tirano via le sopracciglia, si lampadano, si depilano, si spalmano creme e altre schifezze varie... alla faccia del maschio italiano sciupafemmine...!
Non voglio sembrare maschilista puntando il dito solo contro il sesso opposto, ecco perchè credo che se una donna rischia di essere volgare, se troppo scoperta e appariscente, un uomo rischia di sfigurare due volte tanto, andando in giro così come fanno tanti, soprattutto i ragazzi più giovani (ma non solo loro, vedo certi 40enni da far rizzare i peli, anche quelli sulla lingua che non ho!).
La tamarraggine al testosterone, quindi, è peggio di quella agli estrogeni... il tamarro uomo è qualcosa di altamente terrificante, soprattutto quello che crede di essere fighissimo con i suoi jeans a filo palle (intendo quelli troppo a vita bassa, che poi esce fuori tutta la mutanda di mercatino con la scritta DOCCE & GABBIANA sull'elastico), i suoi occhialoni giganti in stile Bono Vox 'mbriaco, le sue magliettine rosa paillettate e quella scia di profumo vomitevole, che al suo passaggio appesta le persone che ballano in pista tranquillamente... ieri in un locale stavo per perdere una narice per questo increscioso problema della sindrome da profumo impazzito misto a sudore ascellare... mi sono spaventato, per un attimo ho perso pure il senso dell'olfatto e mi sono visto perso.
Ed ora, una piccola e personalissima lista di quello che trovo tremendamente tamarro in entrambi i sessi, nella stagione estiva, giusto perchè non ho niente da fare e stasera mi sento particolarmente criticone:
UOMINI:
- Catenina d'oro su petto depilato e lucidato con olio (non si sa se da cucina o da motori) - TERIBILEEEE!
- Maglietta attillata smanicata di quei colori improponibili, tipo fucsia, giallo pulcino con epatite o bianca con chiazza di sudore ascellare - OSCENA!
- Pantaloni a filo palle, come detto su, o peggio ancora quelli aderentissimi che schiacciano tutto il "pacco", che in genere viene anche riempito con una pallocchia di cartaigienica, assorbenti della sorella, ovatta e cartoncini bristol, il tutto ben pressato e modellato secondo la forma prescelta - PAUROSO!
- Scarpe da ginnastica, anche quando non ci appizzano proprio, giusto perchè se le mette Silvio Muccino - E SE SE LE METTE LUI... BEH!
- Occhiali da sole di sera - MOLTO UTILI
- Damigiane di profumo addosso, perfino nelle mutande - PER LA SERIE: NON SI SA MAI...
- Accessori vistosi, tipo cinte lampeggianti, colonie di anelli e bracciali sugli arti superiori e perchè non anche su quelli inferiori - MEGLIO ABBONDARE...
- Abbronzatura lampadata e cosciotti depilati - FOSSI DONNA VOMITEREI...
- Sopracciglia alla Diabolik effeminato, con tanto di sfregio fatto con la lametta in mezzo alla povera peluria maltrattata e possibilmente con piercing appizzato nella carne, che fa molto uomo cattivo... - CERTO, COME NO...
- Al mare, costumino in stile minimutanda con tanto di pacco penzolante tra le cosce e se il costume è rosso è ancora meglio... - I BAMBINI NON DOVREBBERO GUARDARE 'STE COSE...
- Camicie sgargianti con bottoni perlati o lavorati - ARGHHHHH!!
- Chewingum perennemente ciancicato tra i denti, con tanto di palloncini minuscoli e rumorosissimi - ROBA DA TIRARGLI UN CAZZOTTO IN BOCCA, COSI' VEDIAMO COME MASTICANO PIU'...
- Grattata di palle automatica, dopo ogni dieci passi, perchè il cavallo del jeans osceno sega i gioielli di famiglia - SGRAT SGRAT...
- Cellulare all'ultimo grido (grido di terrore) sempre a portata di mano, per far finta di parlare con il mondo intero e sembrare un uomo richiestissimo, con tanto di suoneria polifonica di Gigi d'Alessio e Anna Tatangelo - FA MOLTO BRIATORE E MONTEZEMOLO...
Passiamo alle "signore"...
DONNE:
- Maximutande (gonne) a filo chiappe, con perizoma che esce fuori sui fianchi, perchè è più alto della gonna stessa.
- Trucco in stile Cleopatra depressa, con tanto di cerone, mascara, rossetto e tutto il resto appresso a fare da patina (spessa 5 cm) protettiva alla pelle, che al mare non occorre la crema solare per difendersi dai raggi UVA, se ne scappano da soli alla vista di quella roba da oltrepassare.
- Tacchi ultravertiginosi con cavigliozze doppie e cosciotti ciotti ciotti, che l'effetto San Daniele e Parmacotto appesi in cantina è assicurato.
- Sigaretta penzolante tra le labbra, sporca di rossetto sbavato, con tanto di sfumacchiata in faccia a chi sta di fronte, come a dire "Sono la tua tigrottona, prendimi tutta, porco"...
- Reggiseno push up che pusha le zinne in gola, davvero fashion.
- Orecchini a cerchio più grandi del viso stesso, roba che se glieli infiammi e glieli metti intorno al collo, si fa concorrenza al circo di Moira Orfei.
- Smalto sulle unghie di mani e piedi di colori shocking, tipo verde bottiglia Heineken, viola atroce, rosso fuoco in stile pornodiva anni '80, blu... mamma mia...
- Pancia scoperta con rotoloni di ciccia sbrodolanti, possibilmente con brillantino nell'ombelico per completare l'opera.
- Gel nei capelli tintissimi con ricrescita paurosa, che se li accarezzi, ti si appiccica il palmo della mano sulla parrucca...
E non continuo, perchè poi ci passo per fetentone, ma ce ne sarebbero da dire...
Quel che è sexy e fascinoso, invece, vale allo stesso modo per entrambi i sessi, credo... anche perchè il fascino, almeno secondo me, è per definizione minimalismo, semplicità e naturalezza, e non occorrono nemmeno troppe parole per descriverlo, si fa notare discretamente da chi è attento a certi stuzzicanti DETTAGLI, rigorosamente voluti, ma che appaiono sapientemente involontari... è tutto lì il bello... ;)
CRONACA DEL 2 SETTEMBRE 2006:
Giornata di saluti... se ieri c'era malinconia, oggi c'è proprio tristezza negli occhi dei bambini e un po' anche nei miei... il tempo non è nemmeno dei migliori, il che sembra quasi un segno. Abbiamo avuto un tempo splendido per tutti i 15 giorni e proprio oggi che andiamo via si è guastato... G. ha detto "Anche il cielo è triste, visto?" ed io ho annuito, approvando l'osservazione.
In spiaggia troviamo sempre i soliti, anche loro in partenza, oggi è stato l'ultimo giorno un po' per tutti... così è stata una giornata di saluti e baci.
Le prime a salutarci sono Ilde ed Elsa, che mi regalano una bandierina della Germania, staccata dal loro gommone, con i loro nomi scritti sopra e delle dediche spiritose. Baci, abbracci, un cenno di saluto agli energumeni che stanno con loro e prima di pranzo le vediamo andar via.
Viola, oggi, mi saluta a stento... "Bah, donne...", penso io. Se ieri sembrava volesse zomparmi addosso, oggi che fa? Mi ignora. Contenta lei, contenti tutti... la ignoro altrettanto, non mi va di sprosciuttarmi davanti a lei e poi in fin dei conti non mi spetta farlo, ha il suo bel maritino e se ne stesse con lui.
Rubiamo gli ultimi raggi di sole tra i balletti capricciosi delle nuvole.
Saluti anche per i bimbi, nel pomeriggio... la piccola Sabrina, dopo essere stata tutta la mattina a giocare con i tre caballeros ed essere salita a casa per il pranzo, scende di nuovo in spiaggia armata di caramelle e le offre alle tre pesti, regalando pure un bacino di saluti ad ognuno di loro... R., forse colpito da tanta simpatia in una bambina, prende tutte le conchiglie che aveva raccolto e gliele regala, suggerendole pure di farsi una collana "bellissima"... bellissima, perchè ovviamente gliele ha regalate lui... ;)
Sabrina apprezza il regalo e gli regala un'altra caramella... e R., da bravo golosastro qual è, le dice "Se ti regalo anche i vetrini colorati, me ne dai altre due, perchè quelli sono più preziosi?" e Sabrina, a cui l'affare sembra vantaggioso, annuisce e gli piazza in mano due caramelline, prendendo in cambio il bicchierino pieno di vetrini colorati, rigorosamente levigati dal mare. La nonna la chiama, lei se ne va, salutandoci tutti con degli splendidi sorrisetti.
Il tempo non consente di rimanere fino a tardo pomeriggio a mare e così verso le 16.30 decidiamo di andare via... le mammine si avvicinano all'ombrellone di Viola per salutarla... si fanno un'altra inciuciata, si scambiano numeri di telefono e indirizzi per risentirsi, abbracci, baci, strette di mano e vanno via con i bambini e le babysss, seguite da Raffaele, che, dopo averci freddamente salutati con un saluto generale, decide di portare il piccolo Mattia a casa per il troppo vento.
Restiamo in spiaggia solo Viola, Marcello ed io; loro due chiacchierano e scherzano, io metto a posto le ultime cose... lei mi guarda sott'occhio, io faccio lo stesso, capita di incrociare gli sguardi, ma senza sorrisi. Marcello, da ruffianazzo qual è, dice che va a prendersi un caffè e mi molla da solo con lei sulla spiaggia. Mi sento la sua mano tra i capelli, mentre sono chino a terra a sgonfiare il materassino.
"Mi mancherai, è stato bello conoscerti...", mi ha detto lei seccamente, mentre quasi mi tirava i capelli.
"Ti mancherò talmente tanto che oggi mi hai trattato da estraneo... giusto?", la pungolo. Ho un pessimo carattere, lo so.
"Sì, è giusto, stupido... vieni qui, voglio abbracciarti...", l'ho guardata un po' imbronciato dal basso verso l'alto, mi sono alzato in piedi e poi l'ho abbracciata, prima piano, poi forte. Mi ha sussurrato "Ho perso la mia occasione con te... a presto, spero, e grazie per non aver sciupato tutto, ieri...". In quel momento, mi si è stretto un nodo in gola... non me ne importa niente sentimentalmente di questa donna, nemmeno la conosco si può dire, però c'è stato qualcosa in questi giorni che ci ha legati in modo inconsueto, intrigante. Forse attrazione fisica, forse interesse mentale, non lo so... fatto sta che quelle sue parole mi hanno scosso un po', però in cuor mio penso di aver agito bene con lei e poi ho già i miei casini, non me ne servono altri. Le ho dato un bacio sulla guancia, forse durato un po' più del dovuto, e le ho detto di stare attenta con gli uomini e di non girare armata di fascino, perchè non tutti sono fessi come me, che si fanno scappare una donna così. Mi ha regalato il suo ultimo sorriso lusingato, ha allentato l'abbraccio e dopo un tristissimo "Allora, ciao..." si è voltata ed è andata via verso casa sua... subito dopo mi sono ripetuto a voce bassa migliaia di "Sei un emerito coglione. Sei un emerito coglione. Sei un emerito coglione. Sei un emerito coglione."... e alla fine mi sono convinto: sono un emerito coglione.
Stasera, cena fuori tutti insieme, i bambini vogliono vedere la partita dell'Italia in un maxischermo... e che tragedia di partita, da debosciati proprio, non occorre commentare la faccia di Donadoni, che a fine partita sembrava un pulcino spaurito in mezzo ad un branco di leoni famelici, i giornalisti... senza grinta non si va da nessuna parte, ma come si fa ad essere così mosci, dico io...
Ora non posso dilungarmi sugli altri dettagli della serata, sia perchè ho da finire di sistemare la mia valigia, sia perchè sono un po' malinconico e scriverei solo cose languide e vomitevoli, quindi... bleah, naaa... a breve si parte, poi... quindi, devo farmi qualche flebo di caffè al più presto, altrimenti stanotte è la volta buona che ci appizziamo su uno scoglio! :)
Ho pensato che partire di notte sia la cosa migliore, visto che il viaggio d'andata è stato pesante per i bambini... almeno così gliene risparmio la metà e risparmio anche alle mie orecchie i loro urlacci continui... ;)
Il diario di bordo termina qui... è stato bello aggiornarlo, scriverci su e raccontare i piccoli episodi delle nostre semplici, ma divertenti giornate. Sarà piacevole rileggere tutto tra qualche mese, magari quando fuori farà freddo e non ci sarà la luce del sole... sarà come riassaporare un po' di estate. Ringrazio le persone carinissime che hanno avuto la pazienza di leggere le nostre disavventure, lasciandoci un saluto nei commenti, e mi scuso ancora se non ho potuto ricambiare le visite o rispondere alle mail per via della connessione capricciosa; mi rifarò con la mia sacra adsl di casa...!
Il capitano Jack augura a tutti la buonanotte, accende i motori, tira su l'ancora e saluta il porto di Torre Pali e tutti i ricordi che lascia qui... :)
Penultimo giorno di mare, il morale della ciurma non è altissimo, c'è un velo di malinconia al pensiero di tornare a scuola e di riprendere a lavorare...
"Papi, non possiamo vivere per sempre insieme io, G. e M.?", mi chiede R., mentre sistemo il borsone della pesca.
"Ma anche a casa state sempre insieme, abitiamo vicinissimi, ti sei dimenticato?", gli rispondo, rassicurandolo, e lui "Vicinissimi... ma mica azzeccati, papi...", lamentandosi e buttandosi sulle mie spalle con aria affranta; e io che avevo da fare, per far smettere quella lagna di vocina, gli dico "Ok, allora dopo dico a Sofia e ad Isabella se ci regalano G. e M., così vi faccio dormire tutti in camera tua e dividerete tutto come dei veri fratellini..." e lui "Sìììì!!!" e io, conoscendo il mio pollo, "Bello, vero? Poi dividerete anche il Lego, come dei veri fratellini..." e lui "Perchè pure il lego?" e io "Perchè quello che è tuo è loro" e lui "Ma quando mai, il Lego è tutto mio, glielo posso prestare ogni tanto, ma è mio" e io, incalzando, "Eh, no, poi piangono..." e lui "E ma poi piango io, se si prendono il mio lego, papi!" e così dopo un mio gesto come per dire "E che ci vuoi fare...", R. afferma "Forse è meglio se stiamo vicini, ma non troppo azzeccati..."... adoro il Lego, è il modo migliore per far tacere mio figlio.
Ce ne andiamo in spiaggia e salutiamo le tedesken, camminando verso il nostro solito posticino, ricevendo sorrisetti dalle ragazze e sguardi in cagnesco dai ragazzi... che antipatici! Sembrano mozzarelle ustionate, ben gli sta... ci sistemiamo e accanto a noi c'è un uomo da solo, che sembra massaggiarsi la pelle, che a vedersi è molto secca. Massaggia, massaggia e poi sento... SPUT!!! E mi giro... e cosa vedo? Il signore si era appena sputato in mano, per usare a mo' di crema solare la sua saliva... massaggia, massaggia e di nuovo SPUT!!! Io comincio a ridere, perchè il tizio si sputa in mano con una tale naturalezza, che quasi sembra ovvio idratare la pelle con la sbavazza, mentre è fuori luogo usare le creme solari. Quando i bambini lo vedono, è la fine, perchè cominciano ad imitarlo in acqua, sputacchiandosi acqua e saliva nelle mani e spalmandosele addosso a vicenda, bleah...
Mentre a mare si consuma lo scatarro party, sulla spiaggia si ferma vicino a noi un indiano, che inizia a cacciar fuori di tutto dalla sua borsa piena di gioielli, istigato dalla curiosità di Isabella, Sofia e Viola, che ormai è elemento aggiunto del gruppo di pulzelle.
L'indiano tira fuori braccialetti luccicosi, parla dei cavoli suoi con le tre signore, che pur di fargli abbassare i prezzi, ascoltano tutte le sue peripezie e avventure da giramondo... mi avvicino a loro e mi accorgo che il ragazzo indiano guarda con un po' troppa insistenza il seno di Viola... non che sia stato geloso, ci mancherebbe, ma i rattusoni zozzoni mi danno fastidio e così gli ho detto "A me gli occhi, fratello... quelle che stai guardando non sono le tue pietre preziose..." e lui "Non è vero, non è vero, voi italiani guardoni, noi indiani no..." e io "Ah, e perchè le stavi guardando prima, per farle levitare con la meditazione zizZEN?" e lui "Cosa? Io non capisco levitare zizzen" e io "Non ti preoccupare, facciamo che fai un po' di sconto alle signore ed è tutto a posto, ok?" e lui, forse credendomi un fetente malavitoso pronto a picchiarlo, visto che era la metà di me, si è immediatamente deciso ad abbassare i prezzi folli che stava sparando e così le signore hanno fatto acquisti di autentica bijoutteria indiana... che lusso, sembravano le bambine con le sorprese uscite dall'uovo di Pasqua! :)
Nel pomeriggio, vado a comprare i gelati al bar in spiaggia e Viola dice di volermi accompagnare... mi viene un mezzo colpo, perchè in mente mia penso "Ma allora vuole stare da sola con me, la malandrina!" e Marcello mi guarda e strizza l'occhio, fischiettando... "Che cazzo fischietti, che ci sta il marito a due passi...", gli dico con gli occhi e lui se la ride, ma mi fa un gesto come per dire "Ma buttati, che te frega...". Camminiamo lungo la riva e c'è un velo di tensione friccicarella, tanto che spesso capita di sfiorarsi, tra un passo e l'altro, e io penso sempre tra me e me, mentre lei parla, "Accontentati di questi contatti del cacchio, è l'unica cosa che puoi avere da questa donna!" e così sorrido, ascoltando qua e là quello che mi dice e sorridendo all'idea dei pensieri fatti.
Arriviamo al bar, solita chiacchiera con miss Giusy e mentre lei ci porge i gelati, Viola la ferma e le dice "Giusy, ce li dai tra qualche minuto, per favore? Ci fermiamo un po' più in là a riva, andiamo alla caletta...". Azz, fa tutto lei... mi fa cenno di seguirla, facciamo qualche decina di metri e ci sediamo a riva, caviglie nell'acqua... rimaniamo un attimo in silenzio a guardare il mare, poi d'un tratto mi parla e dice "Non mi chiedi perchè ho voluto fermarmi un po' qui con te?" e io, dissimulando l'imbarazzo e simulando sicurezza, "No, ho pensato che ti facesse piacere stare un po' in pace senza pesti..." e le sorrido. "Sì, vero", dice lei, "ma non è solo per questo", continua, senza smettere di guardarmi.
A quel punto, mi sento il sangue ribollire nelle vene, nelle arterie, nel cervello, ammesso che io ne abbia uno. Mi faccio una specie di lezione di yoga da solo e mi impongo di stare calmo e di non fare casini, ma è davvero difficile per me.
"Avevo voglia di stare un po' da sola con te... non sopporto che Raffaele sbirci ogni sorriso che ti faccio..." e io capisco l'antifona... crisi con il marito, cerca sfogo per parlare... mi si ammoscia tutto... l'entusiasmo, intendo...
"Beh, dai, non è così terribile come sembra, è solo un po' musone, ma mi dà l'idea di essere un uomo a posto..." e lei "Sì, è a posto... un po' troppo a posto..." e mi sorride, rassegnata. "T'annoi un po', vero?", le chiedo, prendendo una manciata di sabbia bagnata e facendogliela cadere a gocce su un ginocchio. "Un po'...", risponde lei, spalmandomene una polpetta sulla spalla e trattenendo le risate. "Non ci riprovare, ti avverto...", la minaccio, sorridendo. "E' un invito a rifarlo?", mi chiede lei, spalmandomi di nuovo la sabbia addosso, stavolta nei capelli. Argh! L'ho acchiappata e ci siamo impanati di sabbia, lottando per brevi istanti, e poi, più o meno involontariamente, le sono finito addosso e ridendo e scherzando è già la seconda volta da quando la conosco che ci succede di ritrovarci così appiccicati. IL PANICO!!!!!! Avevo da una parte l'angioletto che diceva "Togliti da lì, non fare casini, cretino! Molla la preda!" e dall'altro il diavoletto che diceva "Che aspetti a baciarla, coglione, slinguazzala!". Il mio diavoletto è un po' tamarro. Non lo so quanto tempo sia rimasta schiacciata sotto di me, io non capivo niente, fatto sta che non mi ha scansato... fermi così, con il profumo di quella donna sotto al naso, ho avuto solo la forza di dirle "Non sai che ti farei, adesso..." e ho sorriso, tentando di scacciare l'imbarazzo e di "sdrammatizzare", e lei, con una faccia di bronzo inattesa, afferma tutta sicura "Invece lo so, lo so dalla partita di beach volley... e tu lo sai di me?" ed io "E allora, se lo sai, dovresti starmi lontana..."; siamo stati quasi sul punto di cedere, panico e ancora panico, e poi ci siamo guardati quasi con il fiato sospeso come a dire "Ok, abbiamo confessato, meglio staccarsi..." e così siamo rimasti stesi per un po' a riva, senza dire niente, tale era forse la tensione o la vergogna per le cose dette. Che brivido solo a ripensarci, ho sfiorato il CAOS! Mi meraviglio anche di me, che ho resistito ad una tentazione enorme... che io stia diventando saggio???? Mi devo preoccupare????
Torniamo dagli altri, come se niente fosse (vabbè che niente è successo) e distribuiamo i gelati... quando Viola porge il "CORNETTO" al marito, sembra quasi una presa per il sedere e così io mi giro a guardare altrove, per evitare di assumere qualche espressione equivoca...!
All'improvviso, quattro Caccia dell'esercito sorvolano a bassissima quota la spiaggia, assordandoci tremendamente; i bambini si bloccano a guardarli, così Marcello ed io cominciamo a mitragliarci e a sparare contro gli aerei, urlando ai bambini "Giù! A terra! Adesso ci sparano!!" e G. "Aiutooooooo!!", convintissimo che a breve ci avrebbe rimesso le penne... ma com'è possibile che questi bambini siano così broccoli, dico io?
Poi è la volta di una signora, che vedendo me e R. seduti vicini con la pelle abbronzatissima, ci guarda e ci chiede se siamo italiani... io la guardo e dico "No, do Brasil" e sorrido da deficiente tipo Pelè, quando si collega con Galeazzi per commentare le partite dell'Italia. La signora risponde "C'avrei giurato, siete troppo scuri, buone vacanze allora!" e se ne va. Ma che impicciona, dico io! Se l'è meritata la presao per culao... solao che dopao questao cosao, abbiamao cominciatao tuttao a parlarao in pseudobrasilianao e non si capivao nientao, bordellao meravigliao!
Seratina tranquilla, poi, passata per lo più a sistemare un po' la strumentazione di bordo per la partenza... dopo, passeggiatina in paese con le mammine, paese ormai deserto, e sosta in spiaggia, a godermi un po' le ultime folate di brezza salentina, tra pensieri, ricordi e nuove idee...