martedì, 29 agosto 2006

CRONACA DEL 28 AGOSTO 2006:

"Papi, oggi peschiamo, vero?", domanda che presuppone naturalmente un "sì, tesoro" come risposta. Il "no" non era affatto contemplato dal tono di R., solita canaglia della situazione.
"Sì, certo, peschiamo... però non cominciate a dire che vi fanno schifo i vermi, ognuno si mette il suo, altrimenti che razza di pescatori siete?", i bambini annuiscono vistosamente, come per dire "non ti preoccupare, adesso ti diciamo di sì, tanto dopo ce li metti tu!". Salutiamo le mammine e scendiamo a terra di primo mattino... i veri pescatori si svegliano presto.
Andiamo in paese a piedi a comprare i vermi nel negozio di articoli da pesca... la passeggiata è piacevole, c'è poca gente in paese, sia per l'ora, sia perchè molti sono andati via tra ieri e sabato, così sembra quasi che la strada sia solo mia e dei tre caballeros, tutti muniti di cappellini, valigetta da pesca e retino per pesci, con dentro un pokemon portafortuna che ci ha messo G. ... anche loro hanno piccoli riti proprio come i veri pescatori, non gli manca niente... per ora solo i pesci.
Entriamo nel negozio da pesca e prima che io parli, R. prende la parola e tutto sicuro di sè chiede alla signorina "Ci dai dei vermiciattoli che hanno un buon sapore?" e G. dice "Ma scusa, mica lei li ha mangiati, come fa a sapere se sono buoni di sapore!" e R. risponde "Ma lei è esperta di pesci" e io "Ma che stai dicendo, la finisci?" e lui, ovviamente senza malizia alcuna, continua "di sicuro sa cosa vogliono i pesci, è vero che lo sai?", rivolgendosi alla ragazza, che sorride tra l'imbarazzato e il divertito...
"Certo che lo so, io so tutto sui pesci!" al che io sorrido apertamente e lei pure, ma mi guarda come per dire "Ma che vai a pensare, zozzone!" e va nel retrobottega a prendere i vermi gustosi... quando torna, i bambini le si affollano intorno per vedere la scatola di vermi aperta e lei ne prende uno tra le mani e dice "Allora, chi vuole assaggiarlo per vedere se sono buoni di sapore?" e tutti e tre in coro "Bleaahhh!!! Assaggialo tu!" e la ragazza ride di gusto. Paghiamo, stringe le mani a tutti e tre i giovani pescatori e gli augura buona fortuna, regalando degli starlights ad ognuno di loro... i tre furbacchioni apprezzano moltissimo il regalo e ringraziano la signorina con buffonerie varie, quali inchini e lanci di baci, suscitando l'ilarità della ragazza e del vecchio padre, seduto sull'uscio del negozio ad osservarci.
Arriviamo in spiaggia... siamo muniti di canne da surfcasting, ovvero da pesca dalla spiaggia, quindi il pericolo è dietro l'angolo con i lanci. E' il momento dei vermi: io mi diverto ad osservare le facce schifatissime che fanno nell'appizzare i vermi agli ami... mi guardano come per dire "e dai, aiutaci...", ma io faccio assolutamente finta di niente e mi siedo bello comodo sulla sabbia, in attesa di ammirare i lanci. "Occhio a non appizzarvi le dita sugli ami, ai pesci non piacciono..." e loro mi spernacchiano...
Dopo una decina di minuti, ecco che i pescatori sono pronti al lancio, lancio che hanno deciso debba avvenire in contemporanea... io glielo sconsiglio vivamente, temendo già il peggio, e suggerendogli di distaccarsi un po' di più l'uno dall'altro, ma niente... e allora che facciano come vogliono. Lanciano... e lanciano abbastanza lontano, tutto sommato, ma dopo nemmeno cinque minuti vedo la canna di M. tirare... e gli dico "M., tira, tira! Dai uno strattone, che hai preso!" e mentre M. dà lo strattone, nello stesso istante qualcosa tira forte la canna di R. e io tra me e me dico "Ma che culo, 'sti bambini, hanno appena lanciato e già hanno preso?!?" e così dico a R. di strattonare pure lui, ma nel preciso istante in cui lo fa, la canna di M. subisce un colpaccio tremendo... al che mi insospettisco e chiedo a M. di strattonare di nuovo e... si piega di nuovo la canna di R. ... si può immaginare cosa fosse successo, i due fessi si erano pescati a vicenda, perchè troppo vicini!
Tirano su gli ami, che sono un tremendo groviglio di nylon, piombini e galleggianti... i due bambini si arrabbiano da morire, perchè avevano già creduto di aver pescato il pesce del secolo, mentre G. si accascia a terra e ride come un pazzo; ma non è il solo a ridere, perchè dietro di noi sentiamo un'altra risatina, di quelle un po' stridule e vivaci, tipiche da... BAMBINA...
"Papi, quella bambina ci prende in giro, guarda come ride! 'Sta cretina!" e io "Ehi, ma che razza di modi... si diverte, lasciala stare, è piccola..." e R. grugnisce, guardando malissimo quel dolce e vispo esserino con tanto di treccine e dentino appena caduto.
"Tu sei il loro papà?", mi chiede la bimba, che nel frattempo ha preso coraggio dopo che l'ho difesa e si è avvicinata a me.
"Io sono il papà di quel bimbo con la canna azzurra, gli altri due sono i suoi amici, e tu chi sei?", le chiedo, con fare molto interessato alla sua personcina, avendo colto nei suoi occhi una tremenda vanità femminile.
"Io sono Sabrina, mio papà mi ha chiamato così perchè gli piace un film che si chiama così, sai?" e io le rispondo che conosco quel film, che lo adoro e che è uno dei miei preferiti, sorridendole ammirato.
"Sei simpatico", dice la signorinella, il che è davvero un bel complimento da ricevere da una streghetta di appena 8 anni, o almeno tanti ha detto di averne.
"Grazie, anche tu sei simpatica" e R., che sembrava non sentire, ma invece stava origliando tutto, dice "Ma che simpatica, tu ci prendi in giro e ridi perchè ci siamo pescati, a me stai antipatica"... in quel momento, vedendo la reazione che R. ha davanti ad una bella bambina come la piccola Sabrina, mi è venuto da pensare che non fosse mio figlio!
"La smetti di fare il maleducato? Vieni qua e chiedi scusa a Sabrina, anzi, fatti aiutare a pescare" e R., strabuzzando gli occhi, "Ma papi!!! E' una femmina, non può pescare con me!!" - "Sì che può pescare, scommettiamo che è bravissima?" e Sabrina mi dà la manina, un po' intimorita dalla reazione di R. e dal silenzio glaciale degli altri due maschietti, che la ignorano completamente.
"Sai, io pesco sempre con il nonno..." e R. "Sì, sì... chissà che schiappa..." e lei "Vuoi vedere che insieme peschiamo tanti pesciolini?" e R. non le risponde, ma le appioppa la canna tra le manine e aiuta la bambina a lanciarla.
Mi siedo dietro di loro e ascolto con fare distratto i loro discorsi... M. e G. fanno i cretini e urlano a R. "Ehi, innamoratiiiiii!!!" e R., tutto stizzito, si gira verso di me e dice "Papi, li fai smettereeee!!" e Sabrina, molto più intelligente di quei tre energumeni, se la ride, sorniona... troppo carina, davvero.
Dopo circa un quarto d'ora di attesa imbarazzata, la strana coppia sente vibrare la canna tra le manine e si guardano con gli occhi pieni di entusiasmo, strillando "C'è!! Ce l'abbiamo, l'abbiamo preso!!" e io "E tirate, che aspettate!" e così dopo un attimo di indecisione, su chi dovesse tirare su la canna tra i due, la piccolina, con fare davvero da gran donna navigata, dice "R., tirala su tu, tu sei più forte..." e R., felicissimo per questa specie di complimento, le dice con fare da uomo maturo "Lascia a me, altrimenti ti fai male...", io volevo morire dal ridere, mi sono dovuto mettere una mano davanti alla bocca, fingendo di sbadigliare.
Tirano su ed effettivamente c'è un bel sarago attaccato all'amo! I due si mettono a saltellare in tondo, tenendosi le manine, e R. le dice "Non sei una schiappa, porti pure fortuna, vuoi pescare ancora con me?" e Sabrina, lusingatissima, gli risponde "Sì, sì, avviso la nonna che sto qui!" e corre via dalla nonna, urlando che HA pescato un pesce e R. le urla dietro un orgogliosissimo e offesissimo "ABBIAMOOOO!!!".
Pescano tutti e quattro insieme per circa tre rilassantissime ore e io mi godo il sole del mattino, osservando il piccolo microcosmo di pescatori con pulzella al seguito, che ad un certo punto viene pure contesa, perchè ognuno di loro se la chiama vicino, dicendo che porta fortuna.
"Ciaooo!", sento a pochi metri da me. Viola and family si avvicinano... "Grazie per la splendida serata di ieri, ci siamo divertiti molto", dice, sedendosi sulla sabbia accanto a me con il suo piccolino in braccio.
"Hai una new entry, vedo...", aggiunge, sorridendo, alla vista della piccola Sabrina e io le rispondo che ormai faccio come secondo lavoro il babysitter, perchè mi riesce meglio del mio vero lavoro.
"Se vuoi ti mollo per un po' anche Mattia, sai?" e me lo piazza in braccio, ridacchiando. La sensazione di avere in braccio un bimbo così piccolino è sempre fantastica, profumano di pulito e di buono, fanno una tenerezza enorme.
"Papi, guardaci però, tu ti distrai...", strillacchia R., quando mi vede giocare con il piccolo Mattia... ah, la gelosia, brutta bestia!
Arrivano le mammine e le babysss, armate di panini e bibite, e così la battuta di pesca s'interrompe dopo nemmeno una mezz'ora dal loro arrivo, perchè il richiamo della fame si fa sentire. Sabrina, con il suo incredibile charme in miniatura, riesce perfino a scroccare metà panino a R., che a quel punto reputo totalmente irriconoscibile... è stato soggiogato... donne... tsè!
Dopo mangiato, cerco di trovare un gioco tranquillo per intrattenere le belve, ai quali si è ormai aggiunta Sabrina in pianta stabile.
Urge la gara di biglie. Prendo G. per le caviglie, seduto per terra, e me lo trascino sulla sabbia, disegnando con il suo culetto una megapista di sabbia per le biglie di plastica, quelle classiche, con le foto dei ciclisti dentro... storiche...
Faccio cunette, fossati, strettoie, ponti... insomma, la pista è fantastica e quasi quasi viene voglia di giocare pure a me, ma mi cacciano, altrimenti vinco io e non vale... infami... io volevo giocare...
La pista li tiene impegnati per un altro paio d'ore quasi, mentre le mammine, Viola ed io chiacchieriamo di tutto un po', con tanto di loro pettegolezzi tremendi sulle signore che passano... "Ma guardate questa, sta rovinata di cellulite!" - "E perchè, avete visto quella??? E' tutta pallida, che brutta pelle!" - "Oh dio, che cicciona, ha pure il coraggio di mettersi in due pezzi!!", al che dopo aver ascoltato tutti questi cattivissimi pettegolezzi, mi alzo con fare disperato e vado a fare un bagno, sentendomi dire dietro "E' inutile che fai l'esaurito, voi uomini quando state da soli siete molto più pettegoli di noi donne, solo che non avete il coraggio di ammetterlo!!", urlacchia Isabella... al che io mi giro, le dico "Coooosaaaa?!?!?", corro verso di lei, l'afferro al volo e via, verso il mare! "Mollami, mettimi giù, ho la crema, mollami!!" e ride, scalciando peggio di un asino inferocito... "Ho detto mollami!!" e io "Lo sai che l'acqua di mare fa bene alla cellulite?" e lei "Guarda che io non ce l'ho, scemo!" e io "Meglio prevenire che curare...!" e SPLASH!!!! Isabella in acqua, con tutto il capello biondazzo bagnato fradicio. I bambini esultano e io faccio pose da Hulk Hogan in acqua, mostrando i muscoli, quando da dietro mi sento la mano di Isabella appesa al costume... il presagio è tremendo, quanto reale e... PLOFF!! Una manciata di sabbia nel mio costume... aaarrrgggghhhhhhhh!!!! La lotta diventa furiosa e divertentissima... le spalmo la sabbia nei capelli, le metto la testa sott'acqua, lei tenta di salirmi in groppa sulle spalle per affogarmi, mi tira i peli delle cosce, insomma una pseudorissa troppo forte, perchè poi si sono aggiunte Sofia e Viola a difenderla e subito dopo i bambini a difendere me... che spasso, erano anni che non facevo tanto casino a mare... il pregio di una spiaggia deserta al tramonto...
Risaliamo per asciugarci e per poi tornare a bordo, quando ancora Isabella ci regala un momento di risate: ancora mezza sconvolta dalla lotta marina, ogni tanto si gira verso di me e mi lancia boccacce varie e occhiatacce e così per farmi un dispetto dice "Adesso, per punizione, mi prendo il tuo materassino e mi ci stendo io per asciugarmi, tiè!"... lo prende, lo sistema, ci si siede a peso morto e... PSSSSSSS... il materassino le si affloscia totalmente e rapidissimamente sotto al sedere...!
Lei si ritrova seduta per terra, con me che le faccio boccacce di tutti i tipi... alziamo il materassino e sotto lo vediamo completamente squartato e dato che la sera prima, dopo cena, avevamo parlato di film di terrore, le sussurro nell'orecchio... "Questo è solo un avvertimento... la prossima volta Jack lo Squartatore lo farà sulle tue zinne..." e PAFF!!! Un ceffonazzo in pieno stomaco... "Tutti addominali, cara... mi fai il solletico..." e SBAM!! Mi molla un bel pugno a mo' di sfida... le faccio segno che sto per ributtarla in acqua e solo quando la vedo che mi supplica di non farlo, le dico che può considerarsi graziata dal "padrone". Mazzate alla cecata su di me...
Stasera, siamo andati a cenare fuori, perchè i bambini volevano una pizza... dopo la cena, gelato alla famosa pasticceria Martinucci (non so perchè così famosa, poi, visto che il gelato sembrava acqua fresca), passeggiata e compere in negozietti vari di souvenir e prodotti tipici, mentre i bambini sono stati con le babysss in una sala giochi, dove c'era un tappeto rimbalzante, su cui hanno fatto capriole e tuffi di ogni genere... dopo i salti, a G. la pizza stava uscendo pure dalle orecchie, tanto che ha vomitato per il troppo sfrenarsi sulla digestione... questo bimbo è una frana vivente, ma è troppo simpatico... ;)
Domani si prevede una gita ad una spiaggia che dicono sia splendida... speriamo di non rivoltare pure quella... :)

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lunedì, 28 agosto 2006

CRONACA DEL 27 AGOSTO 2006:


Direttamente dal manuale della perfetta esperta di gaffes, Isabella, stamattina, ha voluto dare un saggio della sua bravura nel fare figure di me... lma. Siamo andati insieme a fare un po' di spesa, visto che la dispensa era ormai stata saccheggiata dalle tre belve. Tra le tante cose che gradiscono i tre signorini, c'è la macedonia di frutta che prepara lo chef, il che mi fa immensamente piacere, perchè non solo la frutta fa bene, ma poi apprezzano pure che mi faccio un mazzo così per preparagliela!
Ricetta: tocchetti di banana, melone, mele verdi, uva, cocco e percoche, con spruzzatina di panna finale o granella di meringhe. Un lusso proprio, diciamolo... e così oggi siamo andati a comprare anche la frutta e lì, proprio alla bancarella della frutta, è successo il finimondo.
Ci fermiamo davanti alle cassette di mele e ce ne facciamo dare due kg, poi un casco di banane, grappoli d'uva, un paio di cocchi, un meloncino e infine le famigerate percoche. Io le guardo attentamente: sono belle grandi, sode, lisce lisce e hanno una forma davvero particolare... mi avvicino all'orecchio di Isabella e sussurro "Guarda che bei culi..." e lei "Ma che te guardi, sono ragazzine!" e io "Ma non dico quelle due, mongola, dico le percoche! Sembrano culi, guardale..." e lei "Ma daiii, però è vero! E che bei culi, ce l'avessi io così!" e sghignazziamo... poi, si avvicina il fruttivendolo e ci chiede cosa desideriamo e Isabella, tutta convinta, chiede "Un CULO di percoche, grazie..." e io a ridere come un dannato!! E lei "Ma che hai da ridere??", con il fruttivendolo che intanto si fa sotto dalle risate pure lui... e io "Isabe', hai detto un CULO di percoche, forse volevi dire un CHILO, bella mia!" e lei scoppia a ridere, diventando viola, fucsia, rosso peperone e chi più ne ha, più ne metta; il fruttivendolo, poi, ci mette del suo e aggiunge a voce alta "Signo', se qui vendevo culi, c'avevo la folla, magari!" e Isabella si piega a terra dalle risate ancora di più, sibilando degli incomprensibili "Mi scuuuuuuusiiiiii...". Cercare di fare altre ordinazioni per la spesa diventa per lei un'impresa davvero ardua, perchè è troppo impegnata a ridere e a vergognarsi, così al resto ci penso io, che a stento trattengo le mie lacrime, vedendola così, con gli occhi gonfi e il viso di fuoco per l'imbarazzo.
Torniamo in barca per posare la spesa, raccontiamo l'accaduto a Sofia, che naturalmente si spiscia pure lei, e poi finalmente siamo pronti per il mare.
I bambini mi reclamano subito in acqua, mi dicono che dobbiamo fare un gioco.
"Che gioco?", dico io. "Ti ricordi quella canzone che canti sempre, papi?" e io, che canticchio dalla mattina alla sera, ovviamente non immagino minimamente di quale canzone stia parlando mio figlio, così gli chiedo di farmi capire. E R. insiste "Ma sì, quella che fa uhhh uhhh, de grit priteller!!" e io, che credo di aver capito, chiedo conferma, divertito dal titolo storpiato "Forse dici "the great pretender"?" e lui "Sì, sì, quella! Noi l'abbiamo imparata tutta dal tuo lettore, vogliamo cantarla con te, ci piace tanto!". Mi viene da ridere per la richiesta insolita, ma mi scatta anche un attimo di ira funesta per il fatto che abbiano preso di nascosto il mio sacro lettore mp3... ma taccio...
"Ok, allora la cantiamo, però andiamo più al largo, che qui stoniamo le orecchie di tutti a riva..." e così io e i tre coristi improvvisati ci incamminiamo verso acque più profonde, per non disturbare la quiete della spiaggia.
"Papi, qui va bene, sei pronto?" e io attacco con tanto di musichetta iniziale, ovviamente nella versione alla Freddie Mercury...
"Oooohhhhhh yessss! I'm the greatttt pretenderrrrrrrrr..." e loro, in perfetta sincronia fanno "UUUUUUHHHH!! UUUHHHHHH!!!"
"Pretending I'm doing well..." e loro di nuovo "UUUHHHH!!! UHHHHH!!!", sculettando in acqua... la scena è esilarante, io mi diverto tantissimo e loro mi incitano "Fai le mosse come nel video, fai i salti e le giravolte!" al che lo spirito di Freddie s'impossessa di me e comincio a fare lo showman acquatico, tra le risate dei bambini e i loro fantastici coretti, inaspettatamente intonati.
All'urlo finale della canzone, quando fa... "Preeeetendingggg... that you'reeeee stiiiiiiiiiiiiiiill aaaaaaarounddddddd...!!!" sento alle mie spalle un nordico "Bravo!! Bisss!!! Again!" con tanto di applausi... mi giro, perdendo in un istante la convinzione che dietro di me non ci fosse nessuno, e vedo due ragazze tedesche sorridentissime. Io, imbarazzato più che mai, faccio ancora di più lo scemo e mi inchino davanti al gentil pubblico, con tanto di lancio di rose immaginarie, e le tetesken, forse anche più sceme di me, fanno pure finta di acchiapparle e i bambini si sganasciano dal ridere. Così le avvicino e facciamo conoscenza: la più gnocca si chiama Ilde, l'amica Elsa. Dicono che sono di Fussen, in Baviera, al che io sfoggio tutta la mia cultura sul posto, dato che ci sono stato l'anno scorso (il solito CULO, ma non di percoche!), e cominciamo a parlare del mitico castello di Neuschwanstein; loro, sorprese dal mio amore per quel luogo, mi riempiono di "oh, you're so nice, very gentle and kind... you italian people... such beautiful men!" e io, nel mio strepitoso inglese, dico loro "And you, german women... you're really gnocche!" e loro, giustamente "What's gnocche?" e i bambini iniziano a ridere di nuovo... così spiego "Gnocche is like beautiful and amazing women just as you are..." e le tetesken si fanno tutte rosse e mi schizzano e poi dicono "You italiano provolono!" e ridono. Così gli chiedo come facciano a sapere la parola "provolone" e loro mi spiegano che un'amica le aveva avvisate, che in Italia avrebbero trovato i famosi "provoloni"... la cosa divertente è che si uniscono a cantare anche loro e improvvisiamo tutti e tre insieme la classica e intramontabile "every breath you take", ma solo dopo aver fatto il bis della ormai mitica "the great pretender"!
Tornati a riva, M. va dalla mamma e dice "Mamma, mamma! Abbiamo conosciuto due gnocche tetesken!", così Sofia mi guarda e mi dice con aria stupita e divertita "Ma la smetti di insegnare a mio figlio a fare la provola che sei tu???" e R. dice "Papi, oggi sei proprio un formaggio, tutti ti chiamano provola! Ahuahuah!" e così parte un coro di "Provola! Provola! Provola!", al che io me ne scappo a mare, mi accascio e sprofondo sott'acqua... quando riesco con la testa fuori, R. mi sta davanti, tutto preoccupato, e dice "Papi, non devi stare tutto quel tempo sotto, poi ti viene un bembolo e muori" e io "e che è il bembolo?", avendo capito che voleva dire "embolo", e lui "è una bolliciona d'aria e di sangue che ti schiatta tutta dentro nei polmoni e ti fa diventare scemo il cervello", la spiegazione non è scientificamente impeccabile, ma rende bene l'idea, quindi faccio la faccia spaventata e gli dico "Ma sul serio???" e lui "Ma certo, l'ho letto su "esploriamo il corpo umano", io so tutto del corpo umano, lo sai?" al che me lo abbraccio e gli stampo un bacio, perchè è stato di una tenerezza tremenda.
Nel pomeriggio abbiamo una piccola sorpresa... il ritorno di Firulino.
Lo vedo arrivare in lontananza, zoppicando come suo solito, e chiamo M., dicendogli "Guarda un po' chi sta arrivando..." e lui "Ehii, ragazziiii!! E' tornato Firulino, il cane cagone!" e la mamma "Ma che parole sono, maleducato!". G., memore della cacca pestata, manco glielo avessero ordinato, corre a mettersi le scarpe e lì io crepo dal ridere. Carezze, giochi, saltelli e commenti inteneriti sono di nuovo all'ordine del giorno, non appena l'ormai ribattezzato Firulino si accuccia vicino a noi. Stavolta il distacco, quando decide di andare, è meno triste, perchè i bambini hanno capito che il cagnetto bazzica in zona e che lo rivedranno.
Nel tardo pomeriggio, un episodio carinissimo. Mentre sono seduto sulla sabbia, mi sento due manine piccole e bagnate sulle spalle e una vocina che dice "pa pa pa...", mi giro e vedo un piccolotto di poco più di un anno, scuro scuro di pelle, con un sorrisone stampato sul viso, che forse mi aveva scambiato per il suo papà. Gli tengo le manine, perchè da solo resta in equilibrio per poco e dopo un attimo arriva la nonna, con tanto di affanno, che si scusa con me. Ovviamente le dico che non è nulla, anzi, cominciamo a chiacchierare del bimbo, mentre lui ormai mi è seduto sulla gamba, ha preso confidenza e gioca con i peli del mio petto, tirandomeli dannatamente e ridendo ad ogni mio marcatissimo "Ahi!! Ouch!!". I tre caballeros lo guardano dapprima insospettiti, poi lo prendono in simpatia, perchè il piccoletto, Omar, dispensa sorrisi bellissimi a tutti e colpisce al cuore anche quegli ossi duri delle pesti, che lo nominano loro mascotte. Il piccolo Omar resta a giocare con noi, la nonna riprende fiato e dopo un po' chi arriva?? Quella gnocca favolosa di Viola, la pallavolista per chi non l'avesse capito, con il suo piccoletto, Mattia, che ha praticamente trascinato lì la mamma per stare anche lui insieme agli altri bambini. Bravo Mattia, quanto ti adoro! La nostra postazione diventa all'improvviso una scuola elementare con asilo nido, con tanto di genitori in preda alla sindrome da chiacchiera d'attesa della campanella... la venuta di Viola è per me estremamente piacevole e le mammine si accorgono che ho cambiato espressione da quando lei si è unita al gruppetto, tanto che Sofia, dopo un paio di mie battute carine, dice "Ci voleva Viola per far uscire fuori il Claudio Bisio che c'è in te, eh?"... argh, l'avrei ammazzata! Però, intanto, mi sono beccato uno sguardo lusingatissimo della bella Viola, che nei miei sogni ho interpretato come un "Non sai quanto ti voglio, bel fustacchione mio!"... sogna, sogna, se se... vabbe', almeno mi illudo, no??? La nonna e il piccolo Omar, poi, sono andati via e il bimbetto ci ha regalato un divertentissimo "tao tao!" come saluto... stava per andare anche Viola, ma cogliendo la palla al balzo, ho avuto una pensata geniale: le ho praticamente bloccato la strada, piazzandomi davanti, e l'ho invitata a cena da noi, ovviamente marito compreso (purtroppo)... e lei ha accettato subito (wow!), tutta sorridente, tanto che stasera siamo stati tutti qui, trascorrendo delle ore piacevolissime e mangiando come porcelli. Volete sapere il menu, opera delle mie manine esperte? (Esperte in cucina, non pensate subito male...).
Allora:
Antipasto: bruschette al pesto di basilico, olive e capperi e bruschette al pomodoro.
Primo piatto: tagliatelle fresche saltate in padella con rucola e gamberetti (divine!).
Secondo piatto: misto di pesce marinato, ovvero salmone, pesce spada, alici, tonno; calamari e polpi all'insalata con finocchio tagliato sottile sopra; frittelle di cozze (e all'assaggio di queste è scattato l'applauso allo chef!).
Contorno: insalatina mista per pulirsi la boccuccia (penso proprio a tutto, penso...).
Dessert: Coppette di gelato alla vaniglia e al torroncino con pezzetti di macedonia dentro e spruzzatina di rhum (libidine...).
La sorpresa della serata è stata che il marito di Viola tutto sommato non è così insopportabile come sembra, ma resta il fatto che ci starei molto meglio io con sua moglie piuttosto che lui!!!! :)
A domani, va... che mi tocca ancora pulire tutto, le donne se ne sono andate comodamente a dormire e mi hanno lasciato in mezzo al caos, tsè!!!! ;)

Written by: JackPummarolino alle ore 01:32 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 27 agosto 2006

CRONACA DEL 26 AGOSTO

Questa mattina ci siamo svegliati tutti un po' rintronati... durante la notte c'è stata una mareggiata, la barca ondeggiava un bel po', sebbene fossimo attraccati al piccolo molo del porticciolo ed io che sono stato sveglio tutta la notte, piacevolmente sveglio, ho avvertito un po' di mal di stomaco, mentre gli altri che hanno dormito, si sono svegliati con un po' di giramenti di testa... incovenienti della vita marina, cose che capitano...
Lo stordimento ha avuto i suoi effetti anche sui bambini, che si sono svegliati stranamente tranquilli e taciturni, interessati solo a giocare con i loro game boy e altre diavolerie che hanno portato.
La fase rincojonimento, però, è passata presto: mi telefona un caro amico di Lecce, che avendomi saputo in zona, propone di fare un bagno insieme da noi. Perchè no? Erano anni che non lo vedevo e così ho accettato con immenso piacere. Ho dimenticato, però, che il mio carissimo amico ha due figli che sono due bestie feroci, peggio dei tre caballeros che ho con me. All'idea dell'incontro in stile G5, o dovrei dire P5 (pesti 5!!!), mi sono venuti i sudori freddi... e infatti...
Appuntamento in spiaggia alle 12.00 in punto. Scendiamo dalla barca tutti carini, tutti pettinati e... SBAM! Primo inconveniente del giorno: R. finisce per terra e si sbuccia un ginocchio a sangue. Temendo pianti irrefrenabili, mi affretto subito a dirgli che non è niente e a consolarlo, ma il piccoletto mi fredda con un "papi, mica sono piccolo, non mi sono fatto niente, è solo un po' di sangue, io sono forte...", mentre tratteneva a stento le lacrime... avrei tanto voluto ridere, ma per rispetto all'immensa dignità sono stato ben zitto. Le mammine si sono complimentate per quanto sia macho mio figlio, roba da matti!
Arriviamo in spiaggia... gli amici non ci sono ancora, quindi iniziamo a prendere posto noi. Mi sdraio a riva con la schiena nell'acqua e tento di chiudere un po' gli occhi per recuperare le forze, ma dopo nemmeno cinque minuti... CIAFFFFF!!! Una secchiata d'acqua gelata in pieno petto rovente, roba da infarto assicurato... e chi è stato??? Gianmarco, il "simpatico" figlio maggiore del mio amico, Vito. Il ragazzino, 12enne, quindi nemmeno troppo leggero, mi si siede sulla pancia e mi abbraccia forte per salutarmi, in stile Carramba che sorpresa, suscitando la gelosia folle di R., che lo spinge via dalla mia pancia con un'incornata alla Zidane, ufficialmente scherzosa, ma intimamente rabbiosa... e dire rabbiosa è davvero poco. Gianmarco cade sulla sabbia, R. gli cade addosso, poi arriva l'altro figlio di Vito, Simone, uno scricciolo di bambino, che ad otto anni suonati, sembra ne abbia quattro, e anche lui si tuffa nella mischia... G. e M. vedono la baruffa e non possono fare a meno di buttarsi in mezzo anche loro, cosicchè comincia una guerra di sabbia, che le pietre che si tirano palestinesi ed ebrei sono meno dolorose.
Sabbia nei costumi, sabbia nei capelli, sabbia in bocca, per poco pure negli occhi, praticamente sabbia dovunque e per fortuna la spiaggia oggi era quasi vuota, altrimenti qualcuno avrebbe chiamato l'accalappiacani, pur di fermare quei cinque mostri.
Finalmente i cinque trogloditi si calmano e vanno a farsi un bagno, sotto gli occhi vigili di noi tutti, visto che oggi il mare era un bel po' agitato.
Portano con loro una tavola da surf gonfiabile e tentano di cavalcare le minionde con scarsi risultati, quando ad un tratto un'onda più grossa li travolge e loro si avviliscono per tutta l'acqua in faccia... chi sputacchia, chi tossisce, chi fa uscire l'acqua dal naso... e nel frattempo, nessuno che regga il surf gonfiabile, che, sospinto dalle continue raffiche di vento, decide di andarsi a fare una bella nuotata al largo senza accompagnatori...
"PAPIIIIIIIIIIII!!! IL SURF STA SCAPPANDOOO!!!! ACCIUFFALOOOO!!!", urla dal mare R., scansando le onde, come se il surf avesse preso vita e avesse deciso di sottrarsi alle angherie dei cinque scarsissimi surfisti.
Vito ed io ci tuffiamo in mare per cercare di recuperare quel maledetto surf, che plana sull'acqua come se avesse un motore dietro... la moglie di vito, Silvia, notoriamente sfigaiola, ci urla dietro "Occhio in acqua, che ci sono i sassi enormi!!" e dopo manco due metri di corsa sento Vito dietro di me che dice "Ma porca maiala! Ahia!", mi giro e lo vedo accasciato a terra, che si regge il piede... Silvia ha colpito ancora: Vito si è azzoppato il pollicione sotto ad un sasso e non riesce a camminare. Lo aiuto a tornare a riva, gli dò un'occhiata e gli spruzzo dell'antidolorifico in spray (porto sempre qualcosa di primo soccorso con me a mare, con tre bambini non si sa mai); butto un'occhiata al surf, che continua a farsi beatamente trasportare dalla corrente, guardo Silvia e le dico "Silvie', shhhh, mi raccomando, eh?? Io devo tornare in acqua, non ti far venire niente..."; le sorrido e mi rituffo di corsa a mare.
"Papi, corri!!!!" - "Corri, dai, prendilo!!!" - "Nuota, nuota più veloce, ce la puoi fare!!", le cinque belve mi incitano ormai in lontananza e quando riesco finalmente ad aggrapparmi al surf e a frenare la sua corsa a pelo d'acqua, mi sento il cuore uscire fuori dagli occhi per lo sforzo e mi fermo per un paio di minuti; ma la cosa è impossibile, perchè la corrente è tale che spinge al largo pure me e quindi di nuovo a nuotare per andare a riva, con la cordicella del surf tra i denti, roba che sembravo un cane da salvataggio in piena azione. Sono tornato a riva, letteralmente ansimando, e mi sono gettato sulla sabbia a peso morto, minacciando i bambini che se avessero di nuovo mollato il surf in acqua, ci avrei mandato loro a calci nei culetti a riprenderlo.

Mi riposo un po', Vito si riprende dalla botta, mentre sua moglie e le mammine chiacchierano di tutto lo scibile umano, mentre si ungono di olii, creme e cremine varie, lasciando una scia di odore dolciastro tutto intorno. Le belve, intanto, hanno trovato una nuova vittima: un granchio.
"Ehi, aiutaci a prenderlo, questo coso pizzica!!" dicono. "E che devo farmi pizzicare proprio io??" rispondo da steso, senza aprire gli occhi.
"Certo, mica vuoi che pizzichi noi?", dice Gianmarco. Ovvio, lo scemo sono io, mica loro?
Quindi, mi alzo e vado a prendere 'sto benedetto granchio... e cosa gli dovevano fare???? La tomba.
"Ma scusate, è vivo, che lo sotterrate vivo?", chiedo ingenuamente, e il piccoletto, Simone, risponde "Non sarà vivo per molto, dobbiamo giustiziarlo"... "Coooosaaa??? E che vi ha fatto questa povera bestia???" e Gianmarco "Niente, ma un sacco di persone vengono giustiziate senza motivo, quindi pure il granchio"... macabra osservazione, ma in parte veritiera, forse troppo per uno di quell'età.
"Non mi piace questo gioco della tomba, fategli la casa, che è più allegra come cosa, su..." suggerisco, e subito G., piagnucolando, aggiunge "Ve l'avevo detto io che era da cattivissimi giocare alla tomba, vero R. che l'avevamo detto noi?" e R., tutto indispettito, "Sì, l'avevamo detto, ma Gianmarco è scemo, perchè dice che è il più grande e comanda lui, ma lui il capo non lo sa fare, il capo vero sono io!".
"Ok, vogliamo vedere che adesso il granchio lo prendo e lo butto a mare, così la smettete?" e infatti, tra musi lunghi e spintoni, ho preso quella povera bestiola e gli ho scansato il braccio della morte di quella prigione di pietre e sabbia bagnata, rigettandolo in acqua.
Si creano schieramenti... i due fratelli, Gianmarco e Simone, contro R., che si dichiara capo indiscusso, e G., suo fido braccio destro... M., invece, si defila molto signorilmente da quell'atmosfera di tensione e si mette a fare palle di sabbia ultraresistenti, da lanciare contro chi gli voglia dare noia.
In effetti, c'è un po' di tensione e la giornata sembra non aver preso la piega giusta... penso che occorra qualcosa per raddrizzarla e così, ad ora di pranzo, mi offro io di andare a comprare panini e bibite. Quando torno, però, non ho solo i panini, ma ho tra le mani cinque pacchetti di carta fumante che subito attirano l'attenzione dei cinque mostriciattoli... crepes alla nutella in spiaggia per tutti! E' il delirio... la nutella unisce sempre, forse lo spot ha ragione, perchè grazie a quelle crepes, i bambini si sono seduti in cerchio vicini e hanno cominciato a chiacchierare di videogiochi, cartoni animati, squadre di calcio e cosette loro, trovando finalmente un equilibrio, così che anche io e i genitori potessimo rilassarci un po', almeno per mangiare due panini in santa pace. Dopo un'oretta scarsa...
"Bambini, guardate che ho portato???", dice Vito con tono festante...
"Il frissy!!!!", dice G., tutto contento. "Ma che frissy e frissy, si chiama frilby!!", lo corregge tragicamente Simone. "Si dice frisbie, ciuccioni!", dice Gianmarco con aria da uomo adulto, mentre R. da dietro gli fa le boccacce... incorregibile, non lo sopportava proprio.
Ed è proprio Gianmarco a farne un'altra: lancia il frissy, frilby o frisbie, come volete chiamarlo, dritto dritto in fronte ad un'attempata signora, che stava passeggiando sulla riva... la poveraccia si tiene la testa, tutta dolorante, imprecando "Ragazzacci!!! Ragazzacci!!!"; io mi avvicino per chiedere se stia beneeper scusarmi, e la signora che fa? Mi fa un cazziatone esagerato, manco glielo avessi tirato io quel coso in testa. Giusto perchè è anziana, non la mando a quel paese, anzi, tento di calmarla e alla fine riesco a farla sedere e ad offrirle un biscottino e un sorso d'acqua per riprendersi dalla botta (anche se con il cazziatone che mi ha fatto, mi pareva che avesse tutte le forze in corpo, quella specie di strega cellulitica...).
Per fortuna, gli amici vanno via presto: brutto dire così, ma mi sono reso conto che la presenza di altri bambini ha portato scompiglio nei tre miei, che pur essendo vivacissimi, almeno vanno d'accordo tra loro, hanno delle regole e delle specie di gerarchie, che rispettano volentieri, senza picchiarsi di continuo come è stato oggi con quegli altri due, che tutto sommato erano anche abbastanza antipaticucci come bambini, troppo violenti ed esaltati per i miei gusti.
Appena rimasti soli, dopo i saluti, le tre pesti hanno cambiato espressione, sono diventati più rilassati e mi hanno carinamente chiesto di aiutarli a costruire un castello di sabbia... ci siamo messi all'opera, ognuno con il suo compito, e abbiamo iniziato a costruire... poi, è passata davanti a noi una ragazza davvero bella in topless... panico... L'avevo già notata nei giorni scorsi, si fa davvero ammirare, sia per il topless perfetto, sia perchè è molto carina... ma non avevo ovviamente mai fatto cenno ai piccoli maschietti della presenza di questa bella sirenetta, proprio perchè temevo qualche commentazzo trucido... e infatti...
"Ahuahuhah!! Una donna nuda! Una donna nuda!", dice G., tutto saltellante e visibilmente scosso dalla vista dei seni della ragazza.
"Ehiii, zozzonaaaa, devi coprire le puppette!!", dice M., ridendo, mentre io gli piazzo la mano piena di sabbia davanti alla bocca e lui ci sputacchiainevitabilmente dentro.
R., invece, che stava costruendo tutto impegnato, non la vede e dice ad altissima voce "Dove sta la gnocca nuda???", roba che se prima lei non li aveva sentiti, dopo l'urlaccio di R. sicuramente sì. In quel momento, poi, mi sono reso conto che non devo dire certe parole in presenza di mio figlio, perchè "gnocca" è sicuro che l'ha sentito da me e sentirglielo dire mi ha fatto per certi versi morire dal ridere, ma per altri mi ha dato fastidio che usasse quella parola.
La ragazza si gira verso di noi, ci guarda tutti e quattro e ci fa un occhiolino, riprendendo poi a camminare, sculettando meravigliosamente, tanto che stavo per mollare i bambini a riva per seguirla e farle di tutto!
La giornata finisce con una serie di foto alle pesti, ovviamente tutte con pose mostruose, circensi, strane e iperacrobatiche... per fortuna ho usato una digitale, altrimenti se avessi dovuto far sviluppare queste foto a qualche fotografo, mi avrebbero scambiato per il figlio esaurito di Moira Orfei, che addestra acrobati bambini in spiaggia a fini di lucro!
In serata, hanno regnato le carte da gioco... ho insegnato alle signore e alle babysss a giocare a poker, tra gaffes, imbrogli clamorosi e risate... ho proposto anche lo strip poker e dopo qualche accenno debolissimo di protesta, le signore hanno accettato... sì, hanno accettato di menarmi!!!
Ed ora eccomi qui, mentre tutti dormono, a fissare su questo diario di bordo virtuale le avventure della giornata appena finita... e speriamo di sopravvivere anche domani... :)
 

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sabato, 26 agosto 2006
CRONACA DEL 25 AGOSTO 2006

Oggi tuffo mattutino, molto mattutino, troppo mattutino... perchè??? Perchè i bambini hanno avuto la brillante idea di giocare a palla in barca e con un tiraccio, uno di loro, ancora non si è saputo chi (omertosissimi!), ha urtato il borsello di Isabella, che è finito in mare. Chi lo deve recuperare sono OVVIAMENTE io, quindi con il cornettone alla nutella sullo stomaco, SPLASH!! Tuffo rapidissimo alla Mitch di Baywatch, per evitare che il fatidico borsello finisse sul fondo. Per fortuna, lo si è recuperato, ma tutta la roba che c'era dentro si è totalmente spugnata... i bambini non osavano fiatare, quando sono risalito a bordo, tutto bagnato. Li ho guardati malissimo, chiedendo con tono perentorio "Insomma, chi è stato a tirare quella botta fortissima?? Credete di essere a San Siro??", silenzio di tomba, si sentono solo i rumori del placido mare mattutino. L'episodio, però, ha avuto la piacevolissima conseguenza di farmi vedere per almeno un paio d'ore le pesti tranquille... gli ho dato fogli e pastelli e gli ho intimato di non muoversi dal tavolo, pena 2000 km di corsa in spiaggia (tanto non sanno manco quanto sia 1 km, meglio abbondare...).
Si va al mare... mentre pianto l'ombrellone nella sabbia, mi si avvicina un cagnetto bellissimo, lo guardo, mi chino ad accarezzarlo e mi accorgo che, poverino, è zoppo. Questo piccolo animaletto ha suscitato degli insospettabili istinti protettivi nei tre monelli, che si sono prodigati a costruirgli una cuccia, a staccargli dai loro panini pezzetti di prosciutto da imboccargli, ad accarezzarlo dolcemente... insomma, si sono rivelati stranamente degli angeli con quel cagnolino, che apprezzava moltissimo le loro attenzioni, scodinzolando vistosamente. E' rimasto sotto al nostro ombrellone per tutto il primo pomeriggio e poi quando è andato via, i pianti di tristezza si sono sprecati... i tre caballeros erano davvero affranti, dicevano frasi tremende, che riporto qui, perchè nella loro tragicità erano davvero comiche...

G.:"Povero cucciolo, chissà dove dormirà, secondo me in una grotta piena di pipistrelli che se lo mangiano, perciò non ha la gamba..."
E R., piagnucolando, "No, secondo me l'hanno buttato sotto con un tir, perciò non ha la gambina, mica i pipistrelli mangiano i cani..."
Interviene M.:"Sì, i pipistrelli affamati mangiano pure i cani, mangiano pure i bambini, me lo ha detto mio nonno..."
R., con aria da duro, "Tuo nonno dice così perchè tu fai lo scemo e ti fa spaventare, così sei buono..."
G. piagnucola più di tutti, è troppo a pezzi per il cane... ma... il simpatico cagnetto, prima di andare via, ci ha lasciato un ricordino marrone sulla sabbia e G. ci finisce dentro... la scena di quel bimbetto che pesta la cacca fresca sulla sabbia con il piedino nudo è stata memorabile... mentre piangeva, camminava con la testa voltata indietro verso il cane e all'improvviso... CIACCHETE... presa la cacca in pieno. A quel punto altro che piagnucolare, ha pianto come un ossesso, così che l'ho preso per le ascelle e l'ho alzato da terra per portarlo a mare a lavarsi... io stavo male, mi veniva da vomitare, ma ridevo tantissimo... gli altri due bimbi dicevano da dietro "BLEAAAHHH!!! BLEAAAHHH!!! Facci vedere, scostati, vogliamo vedere la cacca a mare, bleahhh!!"... dopo vari risciacqui, la cacca si è tolta dal piedino e G. ha detto "Se torna quello stupido cagnolo, gli faccio la cacca in testa e poi vediamo!".
Passano, poi, davanti a noi due pedalò carichi di ragazzi... una tentazione enorme per i bambini, che incominciano a saltarmi intorno, tipo danza della pioggia, supplicandomi di affittare un pedalò anche noi. Guardo le mammine, anche loro sembrano volerci andare e così... pedalò!
Litigata iniziale per chi deve pedalare insieme a me, alla fine la spunta M., che pedala per circa cinque minuti e poi si stanca. E' la volta di R., che resiste per un quarto d'ora, ma solo perchè finge spudoratamente di pedalare, facendo fare tutto a me, poi quando io per un attimo alzo i piedi, lui mi guarda con aria serissima e dice "Non fare lo sfaticato, papi, devi pedalare...", ma senti chi parla!
Tocca, poi, a G., che per un pelo non finisce a mare, sedendosi... l'ho acchiappato al volo per un braccino e lui stesso dice "Ma oggi faccio solo guai, uffa!", giornata no per il piccolino... gli altri due fetentoni gli dicono "Hai controllato di non avere altra cacca sotto al piede, altrimenti la spalmi sul pedalò?! Ahuahuah!!" e G., prima s'indispettisce, poi frigna di stizza, ma io lo nomino capitano del pedalò e riprende coraggio, con un sorriso beffardo come a dire "tiè, io sono il capitano", mentre gli altri due crepano di invidia.
La gita in pedalò procede benissimo, ci rilassiamo, i bimbi si tuffano, ma solo se in acqua li aspetto io, altrimenti nada, dicono che ci sono gli squali feroci... ma ammesso che ci siano, io mica li ammazzo, gli squali feroci??? Raggiungiamo una bella caletta e dopo un ultimo bagno lì, torniamo indietro, con le mammine distese ad abbronzarsi, i tre caballeros che si alternano ai pedali e io che pedalo per tutti e penso a tante cose...
Stasera, poi, siamo andati a mangiare un gelato dopo cena... le scene nella gelateria sono state da film comico. Tre ore per scegliere i gusti, per scegliere se farselo mettere nel cono o nel secchiello... io a dirgli di non mettere le manine sui vetri e di non pigiarci su i nasi, che li stavano appannando tutti, a dirgli di non spingere gli altri bambini, di mettersi in fila, di non urlare... madò, che stress... alla fine, riesco a farmi dire i gusti che vogliono e li dico alla gelataia, che ci guardava divertita... che pazienza pure lei... il gelato di M. è un'accozzaglia di gusti improponibile: fragola, puffo, cocco, pistacchio, amarena e cioccolato, tanto che la gelataia gli chiede "Ma sei proprio sicuro di volere questi gusti?" e lui "No..." e io "La prego, signorina, glieli metta nel secchiello così come li ha chiesti, altrimenti stasera non la facciamo lavorare, non ce ne andiamo più da qui...". La ragazza ride e fa un occhiolino ai bimbi, simpatica... poi è il turno di R.: cioccolato, bacio, gianduia, nutella e kinder. Il gelato era tutto marrone e G. gli fa... "Sembra la cacca di Firulino", il cane di oggi l'avevano chiamato così... R. comincia a ridere, ficca il naso nel cono gelato, ci ride dentro e sputacchia; il gelato gli si azzecca prima sulla sua maglietta, poi gli cade proprio per terra, combinando un disastro. Io avrei voluto dire "Non è mio figlio, non lo conosco, questo nanetto qui!"... la gelataia, con una pazienza che nemmeno Giobbe avrebbe avuto, prende lo straccio e pulisce... intanto si fa la fila al bancone e io le dico di badare ai clienti e che a pulire la porcheria per terra ci penso io, scusandomi con la vergogna addosso; ma lei niente, fin troppo gentile. Nel frattempo, torna al bancone e le faccio segno di servire prima gli altri bambini... poi tocca di nuovo a noi e R. si fa fare lo stesso gelato di prima, ma fa aggiungere un po' di limone per fare il colore giallo della pipì di Firulino sulla cacca. Altre risate, ma stavolta il gelato glielo tengo io e glielo ridò solo quando smette di ridere come uno scemo.
G., per evitare di mangiare la cacca, dice, se lo prende tutto a frutta, melone, anguria, pesca e fragola. M. gli dice che sembra vomito di giraffa (come se avesse visto il vomito di giraffa, poi...) e ricominciano a ridere, azzeccando altro gelato per terra, ma per fortuna siamo in strada e possono fare le schifezze che vogliono, senza fare danni... loro SONO un danno...
Mi accorgo che la gelataia ci sta guardando da dentro e sorride... credo di averle fatto quasi pena in mezzo a quei tre microcriminali. Dopo i gelati, ovviamente hanno voluto da bere, quindi Sprite per tutti... la gara di rutti che si è scatenata dopo, suscitando l'ira funesta delle mamme, è stata veramente indecente, soprattutto perchè, piccoli piccoli, erano capaci di cacciare fuori certi ruttazzi enormi, tanto che si giravano le persone. A quel punto, ho iniziato a camminare lontano da loro, perchè poco ci voleva che qualcuno pensasse che li facessi io e avrei finito davvero la serata in bellezza, in quanto a figure di merda... ma oggi è stata la giornata della cacca, quindi avrei fatto pendant... ;)
Ora dormono tutti... e così ho potuto aggiornare il diario di bordo... ringrazio qui la mia amica Dama per le parole sempre carine e l'abbraccio per quella cosa, la gentilissima Janet per il bentornato e la simpaticissima Chiral, a cui devo i diritti d'autore per il blog marino e che mi si è meravigliata per la mia paternità! ;) Purtroppo per ora non posso passare nei vostri singoli blog a leggervi, perchè la connessione gprs è di una lentezza spaventosa (infatti scrivo giorno per giorno, ma posto tutto in una volta sola, altrimenti impazzisco!)... ecco, quindi, perchè vi lascio un abbraccio qui, riservandomi di sbirciarvi in futuro... e un sorriso ai futuri avventori, che non guasta mai... :)

Written by: JackPummarolino alle ore 01:40 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 26 agosto 2006
CRONACA DEL 24 AGOSTO 2006

"OH DIOOOOO!! AIUTOOO!!". "Che diavolo è successo???", mi chiedo. Salgo su dalla cucina, di corsa, con un cucchiaio in mano, dopo aver sentito l'urlo di Sofia, pensando a chissà cosa ci fosse in barca.
"Che è successo, Sofi'?? Tutto a posto?", le chiedo, guardandomi intorno.
"Eccolo, di nuovo! E' là sotto!", piaguncola lei.
"Ma chi?? C'è un topo?? Che diamine hai visto??", chiedo quasi spazientito, visto che lei non fiata, ma fa solo versi di schifo.
"Mi abbasso un po' e sotto al tavolo vedo un gattone enorme, che mi soffia contro... "che si spari in bocca, 'sta matta...", penso, guardando Sofia, tutta tremante.
"Ma è solo un gatto, Sofi', tu così ti fai venire un coccolone, stai tranquilla...".
"Jack, io ho la fobia dei gatti, una vera fobia, ti prego, caccia via quel coso...", ovviamente non mi ha chiamato Jack, ma vada per Jack, qui mi chiamo così.
Impresa del giorno: cacciare il gattone. Urca. Quello non era un gatto, era una specie di tigre imbufalita, con tanto di artigliozzi da fuori, che appena ho messo la mano sotto al tavolo, me la stava tranciando, li mortacci sua.
Armato di cucchiaio (manco l'ammiraglio Nelson sarebbe stato armato meglio), mi inginocchio, tentando di far uscire la "tenera" bestiola da sotto al mobiletto del tavolo... macchè... il COSO indietreggia e non vuole saperne di uscire, è spaventato; ma... idea! Scatoletta di tonno party, tutti i gatti sono invitati! Corro in cucina a prendere una delle famose scatolette Rio Mare, quelle della fantomatica spesa di cui ho già parlato, e gliela schiaffo sotto il naso, fingendo di andar via, ma niente; il COSO non esce allo scoperto. Sofia, intanto, è nel panico e la sento che mormora ad Isabella "Ahè, questo adesso non se ne va più e io come faccio?? Piuttosto mi butto a mare, piuttosto...!" e la scema di Isabella giù a ridere.
Ad un certo punto, stufo di sentire le lagne di quella e le risate di quell'altra, prendo un guanto da pesca, mi avvolgo un telo da bagno sul braccio e infilo la mano sotto al mobile per acciuffare il COSO, che, una volta afferrato, comincia rovinosamente a graffiarmi, ma gli va tutto a quel servizio, perchè mi ero ben protetto. Così lo accompagno delicatamente fuori dalla barca, mentre tenta di divincolarsi, lasciandolo sul molo qualche metro più in là. Appena lo metto a terra, il COSO fa quasi per saltarmi addosso, ma gli batto il piede per terra sotto al suo naso e se ne scappa. La tentazione di sparargli un calcio nel sedere è stata forte, ma non sono così una bestia, mentre se fosse stato per lui, potevo pure crepare di graffi... ingrato... non solo si intrufola come clandestino a bordo, non solo gli offro pure il mio tonno, non solo lo prendo con i guanti e poi mi voleva pure saltare addosso?!?! Tsè, gatti... quasi più ingrati delle donne!
Sofia finalmente si rilassa e sminuisce pure, dicendo... "Sai, poi non è che io abbia proprio paura... è più una sorta di repulsione..." e io "Sì, sì, ho visto la repulsione... un altro po' e ti veniva un infarto, ma taci, va!" e ridiamo a crepapelle...
Si va in spiaggia, solita ora... ci piace scendere verso le 11.30, così dopo un paio d'ore vanno via tutti e la spiaggia è solo nostra, ma oggi... non era esattamente solo nostra, perchè in acqua c'era una coppia gay che si scambiava tenere effusioni.
I bambini sfortunatamente li vedono... e G. dice ad altissima voce "Ehiii, due maschi che si sbaciucchiano a mare, bleahhh!!!" e gli altri due a seguire "Che schifo, puah, con la lingua pure!". Avrei voluto sprofondare in quel momento, ho sperato che la spiaggia diventasse di sabbie mobili e mi risucchiasse giù all'Inferno, ma così non è stato. I due uomini si sono voltati verso di noi e mi hanno visto che tappavo la bocca con le mani a quei fetenti dei bambini... le mammine ridono, si coprono il viso e richiamano all'ordine i candidi pargoli. La coppietta esce dall'acqua, mano nella mano, suscitando ancora di più la curiosità dei bambini, poi si avvicinano a noi e uno di loro mi dice, sorridendo "Non si preoccupi, sono bambini, è normale..." e io "Mi scusi, sono mortificato...", ma mentre ci si saluta cordialmente, si avvicina M. che mi chiede "Ma ti voleva baciare?", il signore lo sente, si gira e sorridendo dice "Se vuoi, bacio te" e M. "Mamma non vuole" e scappa dalla madre. Risate folli.
Momento di relax nel primo pomeriggio, mentre le belve mangiano i panini... quando mi cuocio al sole, i pensieri bollenti mi assalgono, tanto che sono costretto a girarmi a pancia sotto, ops...! Quindi, cambiamo argomento.
Nel pomeriggio, torneo di beach volley in spiaggia... cerco disperatamente una compagna per formare la squadra, ma delle mie signore nessuna è una brava giocatrice e si sa che io odio perdere, così quasi rinuncio, quando una gentilissima signora di Brescia mi si avvicina e mi chiede se si possa fare coppia, poichè anche lei è senza compagno... ma cerrrrrrto che sì, bella gnoccolona bressiana! Accetto molto volentieri, anche perchè il soggetto in questione merita davvero... biondona, occhi verdi, un paio d'anni meno di me, purtroppo sposatissima, con tanto di pargoletto di appena due anni, biondo come lei e simpaticissimo.
Il marito è un noiosone, che se ne sta tutto il giorno sotto all'ombrellone a leggere... (li avevo già adocchiati, ehm), lei, invece, è allegra, simpatica e alquanto provocante con il costumino rosa striminzito che indossa... "Sarà un piacere giocare insieme, lieto di conoscerti", "Piacere mio, mi chiamo Viola"; ci presentiamo, stretta di mano, sguardo complice già da squadra affiatata e tra me e me penso che ha pure un bel nome...
Mentre aspettiamo il nostro turno per giocare, ci sediamo su uno scalino all'ombra di una pagliarella del bar e approfittiamo per conoscerci un po', scambiando due chiacchiere, scrutando nel frattempo gli avversari... lei mi confessa a bassa voce che da ragazza giocava a pallavolo e io le sussurro all'orecchio "Allora è fatta, anch'io..." e sghignazzamo... parlando, poi, scopro che è amante della buona musica, della cucina mediterranea e di paracadutismo, il che mi lascia un po' spiazzato, perchè io tutto farei, ma mai buttarmi da un aereo con il paracadute... quindi, mi complimento per il coraggio e lei "Mi fai arrossire, dai...", "Ah, non è l'abbronzatura?" e mi becco dello "scemo", ma non mi dispiace mica, eh...
Poi, finalmente è il nostro turno... la brescianina è una bomba, tira certe cacchio di schiacciate che sono imprendibili e ringrazio il Fato che me l'ha voluta dare come compagna, altrimenti sarebbe stata dura. Quando esulta, mi abbraccia pure e ammetto che l'effetto è moooooolto piacevole, sia per i punti fatti, sia per... ehm, che caldo! Ops! Il marito, intanto, legge... "e leggi, leggi...", penso io...
Intanto, le azioni spettacolari si sprecano, giochiamo contro una coppia davvero in gamba e miss Viola ad un tratto, mentre siamo sotto di un punto, mi sussurra "Secondo me, anche loro da ragazzi... eh, che dici?" e sorride, con un lampo divertito in quegli occhioni verdi.
"Dai, batti il cinque, intimoriamoli facendo vedere che siamo gasati", le sghignazzo io nell'orecchio... lei schiaccia la sua mano contro la mia e azz, che forza... 'sta donna fa paura...
Da lì, la partita prende una buona piega per noi, ci tuffiamo (mi è pure cascata addosso, arghhh!), schiacciamo, recuperiamo, ma giochiamo tutti e quattro davvero bene... la vittoria, per fortuna, è nostra alla fine, ma sudata, e la coppia di romani si complimenta con noi e noi con loro... però mi dispiace che sia finita, perchè Viola è reclamata dal marito, che con aria un po' seccata le dice che il bimbo la vuole... lei mi dà un bacio sulla guancia, mi dice "sei stato grande..." e io le dico "anche tu, ma se ci diciamo così, mi viene in mente altro..." e lei "ma sei scemo proprio...", mi sorride, fa scivolare via la mano dalla mia spalla e se ne va sotto al suo ombrellone. R. mi salta in braccio, contento per la vittoria, e anch'io me ne torno alla mia postazione sulla sabbia, ma la cosa bella è che, camminando in direzioni opposte, ci siamo voltati tutti e due nello stesso momento a guardarci, con i rispettivi figli in braccio... certe volte il Destino è davvero strano, magari in circostanze diverse, chissà che fuochi d'artificio! :)
Tornati in barca, dopo cena siamo andati nel centro del paese, dove i bambini avevano adocchiato delle giostre, strappandomi la promessa di portarceli e così è stato. Si sono sfrenati come gnu al galoppo, divertendosi come matti e facendomi stare con tanto di stomaco annodato, quando facevano lo scivolo... io odio lo scivolo, ne sono rimasto traumatizzato per un incidente subito da piccolo, ma comunque tutto è filato liscio...
A giostre concluse, i bambini sono stati portati a letto dalle babysss, ormai sempre più amiche, e le mammine ed io ce ne siamo andati in spiaggia a fare due passi... in lontananza c'era qualcuno che suonava Malafemmena... ho pensato per un istante a quanto io abbia sofferto per amore e ho faticato un po' a scacciare la malinconia... poi, però, il buonumore è tornato e tutti e tre ci siamo stesi sulla sabbia tiepida a parlare di scemenze, di sogni, di desideri, di aneddoti stupidi, ma stavamo bene... e poi io ero steso al centro tra due donne, mica male! ;)

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sabato, 26 agosto 2006

CRONACA DEL 23 AGOSTO 2006

"Bei, bambini... dico a voi tre, vi vedo..."
"Chi è??? Papi??? Sei tu, papi???"
"Non chiamare papi, tu, bel bimbo ricciolino... il tuo papi l'ho già ammazzato, ora tocca a voi..."
"Ehi, scemo, finiscila, ti ammazzo io!", dice R. - "Mammaaaaa!!", urla moderatamente G. ...
"Ahhhh... poveri tesori, mi dispiace, ma anche le vostre mamme le ho uccise tutte e due, sono da solo con voi..."
"Non è vero, ci sono Miky e Patty, scemo!", insiste R. con aria di sfida spaventata.
"Bel biondino cicciottello, non grattarti l'orecchio...", dico a G., che comincia ad avvertire la tensione e non sa dove mettere le manine.
"Come fai a sapere che mi gratto l'orecchio?!", risponde incredulo G. ...
"AIUTOOOO!! Mammaaa!!!", urla M., che si è messo spalle al muro e fissa la porta.
"PAPIIIIIIIIII!!! VIENI, FAI PRESTO, C'E' UN MOSTRO CATTIVISSIMO QUIII!!!", R. ha proprio perso il controllo dei nervi, ormai è tutto un grillo.
"AAAAAARRRGGHHHH!!!!", urlaccio del mostro nel walkie talkie.
"AAAAAAAAAAAAHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!", grido di paura dei tre caballeros.
Urla disumane... il terrore ormai aleggia nella cabina...
Ebbene sì, questa mattina ho pensato di movimentare un po' l'atmosfera, piazzando un walkie talkie nella cabina dei bambini, in modo che io potessi sentire tutto quello che dicevano loro e loro quel che dicevo io, lo sconosciuto mostro cattivo, da fuori. Li guardavo, infatti, nascosto dietro ad un portello e ogni mossa che facevano gliela descrivevo perfettamente, tanto che sbarravano gli occhi e si guardavano intimoritissimi l'un l'altro...
All'improvviso graffio contro la porta... li vedo che indietreggiano, mio figlio prende un birillo a mo' di arma e tenta di fare il coraggioso, ma ha la faccia del panico e grida "Papiiiiii!!!"... come mi sono sentito perfido in quel momento, ma era troppo divertente! Per mettere fine all'alta tensione, poi, mi metto a quattro zampe dietro alla porta, sussurro nel walkie talkie "preparatevi, mocciosi, sto arrivando..." e abbasso lentamente la maniglia... sento mormorare e piagnucolare "Aiuto e ora chi sarà, aiuto, aiuto, che facciamo..."... poi faccio un verso animalesco e salto, ringhiando, in mezzo ai tre, che dopo aver urlato a squarciagola, mi riempiono di cretino, scemo, maledetto schifoso, brutto puzzone e mi uccidono di botte... ma me le sono meritate, mi sa!
Dopo hanno raccontato tutto alle mamme, gli spioni, e mi sono preso dello scemo pure da loro, che ridevano con le lacrime.
Si fa colazione, sempre pensando al mostro, e poi si va in spiaggia, alla volta della caletta dove ci sono i fanghi di argilla.
Arrivati lì, si assiste a questa scena: c'erano due signore sulla sessantina che si spalmavano i fanghi sulle caviglie, dato che pare facciano molto bene alle artcolazioni, e queste due povere signore sembravano il ritratto del relax, quando all'improvviso... "I FANGHI!!!!!"... l'orda di barbari, capeggiata da mio figlio, si tuffa saltellando e schizzando in questa pozza d'acqua verdognola, dove sul fondo giace il fango miracoloso. Tento in tutti i modi di farli calmare, ma quando gli spiego che se lo devono spalmare addosso, è l'apoteosi della schifezza. Chi se lo ficca negli occhi, chi in bocca, chi nel costumino, chi addosso a me (e te pareva), chi nel costume delle mammine, insomma un macello anche stavolta. Le signore, tra il divertito e il terrorizzato, si scostano un po' dalla piscinetta naturale e osservano la scena da dietro alle mie spalle, quando poi una di loro mi si avvicina e mi sussurra..." non la invidio, sa...", sorride e se ne va al sole, salutando i bambini, che "mooolto gentilmente" rispondono "ciao, signora vecchina, ciao, nonnina!". Figura di merda, una delle tante che faccio con loro.
Tornati sulla nostra spiaggia, è la volta della lezione di pesca subacquea. In realtà, non avevo alcuna intenzione di insegnare ai bambini come si spara con un fucile da pesca, anzi, volevo andarmene io, tranquillo tranquillo, in giro per fondali, ma è stata praticamente un'impresa impossibile; sono stato assalito da un coro di "veniamo pure noi, portaci con te, dai, dai, dai!!". Dato che è praticamente impossibile portare al largo tre pesti malefiche contemporaneamente, abbiamo fatto i turni... così uno alla volta con me, bardati con maschera e pinne, li ho portati al largo a pesca e ognuno ne ha combinata una, che descrivo nell'ordine:

G.: Quando lo tenevo in braccio, ovviamente dove non c'era piede, si è tolto il boccaglio della maschera e ha detto "Ma tu qui ci tocchi con i piedi?" e io "Ovvio che no, perchè?" e lui "Io voglio tornare a riva, ci sono i mostri sottomarini e se non tocchi affoghiamo di sicuro..." e inizia a frignare, però mi chiede di non dire agli altri che ha frignato, ma che ha sparato ad un pesce enorme, che però è riuscito a fuggire. Si torna a riva.

R.: Mio figlio è sempre il solito. Lo tenevo tra le braccia, fucile nelle sue manine e nelle mie, ci è passato un sarago davanti e SBAM!!!! Sparato e colpito in pieno e lui "WOWOWOW!!!", ma... ha urlato sott'acqua, mollando il boccaglio, e ne ha bevuta mezzo litro buono, poi muovendo le gambe all'impazzata per l'emozione (non dico i calci che mi ha dato...), mi fa... "Papi, che botta, che bestia! Rifacciamo! Coff... coff...!" (sputacchia l'acqua bevuta) e io "Ma che rifacciamo e rifacciamo, si fila adesso!" e lui "E allora io ci torno da solo qui, tanto ho imparato, ecco!". Ma da chi avrà preso, 'sto bambino cocciuto?

M.: Lui è stato tenerissimo... stessa posizione anche con lui, la sua schiena contro il mio petto, appostati in cerca di pesci. Ogni tanto, si voltava verso di me e mi faceva dei segnacci con le mani, per dirmi che gli scappava la pipì e io gli facevo segno di farla, ma lui faceva capire che non gli veniva per la paura dei pesci, perchè io gli ho detto che se fanno pipì a mare, arrivano i pesci e si mangiano il pisellino. Poi mi fa segno che è stanco e così me lo metto a sedere su un ginocchio, poggiandomi con un piede su uno scoglio. Intanto teniamo la faccia nell'acqua, per vedere se passano pesci e all'improvviso di nuovo un sarago... lui fa dal boccaglio "MMMMHHHH!!! MMMHHH!!!" e lo indica, così gli metto le mani intorno al manico del fucile, lo stringo anche io e SBAMMM!!! Preso di striscio, ma mentre sto tirando indietro l'arpione, sento un calore tremendo sulla coscia... stava facendo pipì, il disgraziato, gli è venuta giusto quando era seduto su di me. Mi tolgo il boccaglio e gli chiedo "M., hai fatto pipì, eh?" e lui "No, no..." e io "Come no, io ho sentito un brodo caldo sulla coscia" e lui "Ah, veramente? Forse l'ha fatta il pesce? Non sono stato io, giuro, giuro...". Me lo prendo sulla schiena e torniamo a riva con il bottino e mentre nuoto con lui addosso, spero che non gli venga voglia di fare anche la cacca... non si sa mai...
Nel pomeriggio in spiaggia c'è agitazione: torneo di ping pong in vista, in cui ho ricevuto un affronto pazzesco... una sfida da un bulletto locale!!! Narriamo la vicenda.
Sono al bar a bere la mia freschissima cedrata con fettina di pompelmo rosa (mi tratto bene, eh?) e vedo che c'è un gruppo di persone pronte a giocare a ping pong. Chiedo alla barista, tra l'altro simpaticissima, come si faccia ad iscriversi e lei mi appioppa una racchetta in mano, dicendo "Gioca, gioca, ma solo se sei bravo, ci sta Chicco, oggi... " e sorride, sorniona.
Io chiedo un po' spaesato "E chi è Chicco?" e alle mie spalle sento una voce stridula dall'accento leccese, che dice "Sono io Chicco, che c'è?" e io "Niente, ho chiesto chi è Chicco ed eccoti qua, che tempismo, piacere..." e lui "Piacere, piacere... ma devi gioca'?", chiede con aria boriosa, e io "Sì, perchè non si può? Cioè, è tutto già occupato?", addolcisco i toni, ma già mi sta sui coglioni. "E' che se devi gioca', devi essere veramente bravo, perchè a me nessuno mi batte da giugno, t'o dico giusto pe' farti capire co' chi giochi..." e io, già stuzzicato dall'idea di fargli un mazzo così, a quel ragazzotto, rispondo "Beh, non sta a me dire se sono bravo, noi giochiamo, poi si vede se arriviamo in finale tu ed io, va bene?" e lui "Vabbe', vabbe'... andiamo a gioca'...".
Come avevo sperato, dopo una serie di partite abbastanza facili, in finale ci finiamo proprio io e il signor Chicco. Lui è tutto sicuro di sè, io faccio l'indifferente e lancio sguardi rassicuranti ai bambini, che stavano vivendo la vigilia della finale manco fosse un evento mediatico di strepitosa importanza. "Papi, schiattaloooooo!!", strilla R., agitando i pugni, e io "Ehi, shhhh... siate sportivi!", le mamme dei bambini ridono e li tengono a bada; dall'altra parte del tavolo, invece, ci sono gli amici del fantomatico Chicco, uno dei quali dice..."C'avrà i suoi 40 anni, fallo nero..." e un altro amico "Ma è già nero, fallo viola!", ironizzando sulla mia SPLENDIDA abbronzatura. Ridendo e scherzando, inizia la partita, batte lui. Prima battuta, rete. "Ahuahuaahuah", i bambini sghignazzano per l'errore dello spaccone e io di nuovo a zittirli, ma viene da ridere pure a me, mentre il Chicco è la concentrazione fatta persona. In pochi minuti, però, è capace di regalarmi 5 punti, poi batto io e gliele suono sulle orecchie, insomma, la prima partita finisce nettamente a vantaggio mio. La seconda è combattutissima, perchè il Chicco ha la rabbia che gli bolle dentro e diventa cattivello, mentre tutti gli amici lo sfottono che finalmente è stato battuto; io, sempre più divertito, gli tiro le pallette a cazzimma, ovvero quelle infami, per farlo ballare da un lato all'altro del tavolo, e il ragazzo va davvero su tutte le furie, facendosi sfottere ancora di più per i suoi eclatanti improperi ad ogni errore che commette. Il torneo lo vinco io, come i bambini speravano, ma, non contento, questo Chicco mi chiede di giocare ancora "per l'onore", così dice lui, e di conseguenza facciamo ben altre 8 partite, ma le perde rovinosamente tutte, perchè era ormai livido di nervosismo e poi diciamo pure che io non sono una schiappa a ping pong, eh! Alla fine mi ha detto "Tu c'hai un gran culo, ma sei pure bravo", io dal canto mio gli ho risposto "Mi chiedo contro chi hai giocato tutto questo tempo...", lui mi guarda malissimo, ma dopo gli dò una pacca e gli stringo la mano. "Sì, ma tu c'hai culo", allora mio figlio gli ha ringhiato contro, dicendo "Mio papi è bravissimo, hai capito, sei tu che sei un formaggino squagliato e c'hai la racchetta floscia!", al che me lo sono portato via in braccio di corsa, temendo che il Chicco lo prendesse a racchettate in bocca e bene ho fatto, perchè il ragazzo stava davvero per perdere la pazienza con tutti quegli sfottò, ci mancava quello di un bimbo di 7 anni... sarebbe scattata la rissa a breve!!
Si fa sera e torniamo in barca e ovviamente, dopo il torneo, sono l'eroe della serata... i bambini mi cantano l'ormai mitico "poporopopopoooopoooo", mentre gli faccio la doccia a bordo e tento invano di fargli lo shampoo. Infine, ce la facciamo anche io e le mammine e qui c'è scattato il momento semipseudoeroticormoneimpazzito, perchè dopo essersi docciate, le mammine non si sono allontanate dalla doccia e hanno aspettato che la facessi anch'io. Mi sono insaponato ben bene e ho iniziato a sciacquarmi, quando sento sghignazzare... apro gli occhi di scatto, coperti ancora di schiuma, e incuriosito chiedo:"Che avete da ridere, voi due? Ho qualche cosa addosso?" e loro "No, no... ma a vederti così, tutto insaponato e abbronzato, sei una tremenda tentazione, stavamo pensando che è un peccato che siamo sposate!" e ridono. Il mio ego a quel punto, come si può immaginare, raggiunge livelli di altitudine sproporzionati, ma fingo imbarazzo (sono bravo in questo, chi mi conosce lo sa...); poi, per prenderle in giro, gli faccio un balletto pseudosexy, in stile California Dream Merd, me le tiro sotto alla doccia con tutti i teli addosso, e poi finisce a schizzi d'acqua in faccia e risate.
Abbiamo cenato, sempre con la solita allegria, poi i bambini sono praticamente svenuti di sonno... ho portato a letto i teneroni, ho preso la chitarra e ce ne siamo stati tutta la notte sul ponte a cantare... la rivelazione della serata è stata la peruvianissima Patty, che ha cantato in modo pazzesco Fast car, di Tracy Chapman, tanto che sembrava lei, e tra le altre, Constant Craving, di K. D. Lang... quasi quasi me la prendo come cantante nel gruppo, ora che torniamo a casa, che voce! ;)

Written by: JackPummarolino alle ore 01:17 | Permalink |