mercoledì, 16 settembre 2009

Le mani sporche di acquerelli e smalti, ora è sporca anche la tastiera. Che stavo facendo prima di annoiarmi? Non lo so, qualcosa di colorato, credo. Oggi non lavoro, me ne sto a casa a far niente, con calma e con qualche pensiero di troppo nella testa, che presto sommergerò di rosso: ne ho una boccetta qui vicino, me la rovescio tutta sui capelli, penetrerà nel cervello, lo so, sistemerà i danni di un desiderio che non va più acceso e potrò continuare a dipingere. E poi con i capelli rossi magari sarò anche più bello, mentre aspetto, no?

Ma chi cazzo aspetto...

Written by: JackPummarolino alle ore 12:34 | Permalink | commenti (2)
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domenica, 13 settembre 2009
Voglio un reality game qui su splinder e voglio dei giocatori decisi a giocare davvero. C'è qualcuno? Il gioco l'offro io.
Written by: JackPummarolino alle ore 13:27 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 09 agosto 2009

E ti ritrovi a scrivere con un polso rotto, qualche graffio, la faccia da duro che ha preso le botte da chissà quale bestione di turno e invece no, sei solo caduto, in un giorno come tanti, una mattina di sole come tante, mentre volevi andartene al mare e quattro ruote hanno deciso di venirti addosso, rovinandoti la festa. Sto bene, però, sono elastico e gommoso, ormai lo so, il fisico è collaudato, mi chiedo solo alla soglia dei 42 per quanto tempo ancora mi andrà bene così. Del resto, però, se Clooney si spupazza la Canalis a 48 suonati, vuoi vedere che io non reggo una scivolata dalla moto? E dai, su. Si avvicina il mio compleanno, si avvicina la fine de "Il maestro e Margherita" e mi sento sempre più Woland, è la seconda volta che lo leggo e l'ho indubbiamente capito meglio, il dubbio è chi capirà mai me. Ci sono persone che non ci sono, più, intendo, non fanno più parte dei miei giorni, mentre prima ne erano la linfa per certi versi. Ho scoperto che tutto sommato la gente si stanca delle lunghe attese, non si ha pazienza nei rapporti, si vuole tutto e subito, e questo vale probabilmente anche per me. A me, però, resta dentro il ricordo di quel che ero con queste persone e di quel che loro erano per me. Qualcuno ha significato tanto e ora mi manca, qualcuno mi ha così deluso che mi è venuta voglia di eclissarmi per sempre e di non averci più a che fare, qualcuno fa timidamente capolino e aspetta le mie reazioni, che per orgoglio non verranno o saranno insopportabili, salvo poi vaghi pentimenti. Io sono fatto così, sarò fatto male, sarò intrattabile, questo è possibile, ma... cambiare? E per chi? Chi cambierebbe per me? E io lo vorrei mai? Di certo no, a me interessano le persone vere. Le persone libere. Ne ho troppo poche intorno, dovrei andar via e cambiare aria. Una proposta c'è, l'idea è buona, ma il posto è lontano e Napoli chi me la darà altrove? Qui, però, ormai si vive male, ed io sono stufo dell'ignoranza perenne che c'è in giro, sono stanco di combattere con chi non ha voglia di pulire questo cielo ricoperto da nuvole di strafottenza. E nel mare di questa città affoga ogni mia speranza di star meglio. Penso al mio corso dell'anno accademico che sta per iniziare, ho in mente cose spettacolari, stupirò i miei studenti e mi cacceranno di certo dall'ateneo, ma ci voglio provare a dare almeno lì un po' di aria al cervello e togliere la muffa dalla testa di tante persone. Bisogna osare. Ed io oserò, sono nato per farlo. Se ne vale davvero la pena. In attesa di capire cos'abbia scritto, mi sparo un bel bicchierino di liquore al pistacchio e se mi gira mi schiatto nella vasca con l'acqua gelida e da lì non esco più.

Written by: JackPummarolino alle ore 18:55 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, 06 luglio 2009
Quesito del giorno: ma che stracazzo lo tengo ancora a fare un blog?
Written by: JackPummarolino alle ore 11:13 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 25 giugno 2009

Buon onomastico, Guglielmo carissimo.

Grazie, che carino, te ne sei ricordato!

Io, sì.

Written by: JackPummarolino alle ore 23:39 | Permalink | commenti (2)
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domenica, 17 maggio 2009

Dicono sia difficile avere a che fare con me. Alcuni. Altri, e forse sono pazzi, gentilmente sussurrano che è impossibile non star bene con me. A chi credere? Ad entrambe le fazioni, a nessuna di loro? Eppure io non sono così complicato, anzi, a volte sono decisamente prevedibile, però istigo sempre reazioni sbagliate nelle persone. Dico: se si sa che una tal cosa mi manda matematicamente in bestia, e si sa perché io lo dico e perché è evidente che certe cose mi fanno star male, non lo nascondo, perché ostinarsi a dirmela? Oppure: perché usare le proprie debolezze, vere o presunte che siano, mentali o fisiche, per attaccare le mie e farmi cedere, per una mia reazione di pura umanità nei confronti di chi mi dice che sta soffrendo per qualche motivo, ma che con me ha palesemente sbagliato in passato? Il perdono, se è questo che alcuni cercano da me, non si ottiene così. E magari non si ottiene in nessun modo, dipende dall'errore fatto, io non porgo l'altra guancia, non è per me. E ancora, perché venirmi a cercare, se non si ha niente di vero da dirmi, se di fatto non si è capaci di stare serenamente con me, ma solo per vedere come reagirò alla semplice presenza di chi mi stuzzica con parole vane, ben sapendo di potermi risultare fastidioso, intollerabile, incoerente? Tutto ciò è un mistero, credo di avere la faccia di quello che istiga le rotture di coglioni. Sarà che sono stato troppo paziente in passato con chi la mia pazienza non la meritava davvero o soltanto non l'ha saputa apprezzare, forse non ne dovrei fare questioni di merito; sarà che dovrei svegliarmi un po' e circondarmi di persone migliori, o peggiori, perché magari quelle che ho adesso intorno sono troppo in alto per me, e forse sono io che non le capisco, mettiamo in conto anche questo; sarà che cambio come i camaleonti cambiano colore e non è da tutti seguirmi nelle mie peripezie mentali senza senso, mi si deve volere davvero troppo bene per provare a starmi dietro senza perdersi mai, mai. Sta di fatto, comunque, che il 90% della gente che conosco mi ha letteralmente scassato la minchia, io non ne posso più di passarci per il fetente di turno, quando poi lo prendo sempre a quel servizio; e quando arrivo a dire che le persone mi hanno scassato la minchia, vuol dire che me l'hanno proprio sfrantumata, tritata, spappolata, scartavetrata, stritolata, pestata, impucchiaccata. E quindi, basta, ora cambia la musica.

Ah. Mò sì, mi sento meglio.

Written by: JackPummarolino alle ore 23:53 | Permalink | commenti (3)
categoria:about jack, inside jack
giovedì, 14 maggio 2009

Se n'è andato Ballard, e sono triste, ma mi resta nel cuore l'eco del suo Mondo sommerso.

Written by: JackPummarolino alle ore 23:26 | Permalink | commenti
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giovedì, 07 maggio 2009
Ho tanto dormo, ma non sonno.
Written by: JackPummarolino alle ore 01:49 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 16 aprile 2009

Two lovers, un film neanche troppo bello, ma che spiega in maniera esemplare come nella vita sia inevitabile che, mentre ami alla follia qualcuno che non ti caga neanche di striscio, oppure ti usa, ci sarà sempre qualcun altro che contemporaneamente morirà d'amore per te...

e tu nemmeno lo vedrai.

 

lunedì, 30 marzo 2009
Esistono dei luoghi nei pensieri in cui ci si può perdere, pur sapendo che i labirinti in cui si cammina in solitudine sono fatti d'aria, solo d'aria, nessuna reale costrizione che impedisca la fuga; e li si potrebbe scavalcare, questi muri eterei, o semplicemente buttarli giù con un soffio, come il vento libera il cielo dall'angoscia del grigio spazzando via le nuvole. Sono io il cielo e tu le nuvole. Bianca, multiforme, incostante, leggera, misteriosa. Con un gesto a vuoto della mano potrei colpire i tuoi ologrammi, che mi piovono addosso, sensuali, nelle notti più lunghe, li potrei schiacciare, potrei ridergli contro, li inibirei, abbatterei un tuo sorriso immaginato con la freddezza di chi finge di non credere a certi stati d'animo inconsueti, e liberarmi. Liberarmi di te. Ci sto camminando in mezzo, in questo labirinto fatto a forma di donna, giro con circospezione gli angoli, e so che lì ti troverò, spaventata, divertita, in attesa di chissà cosa. Giochi come una bambina e t'emozioni. I brividi sono i tuoi più attenti amici. Anche a me piacciono le attese. Il sangue mi scorre nelle vene misto a fiamme sottilissime e brucianti, quando so che resto ad aspettarti, si attorcigliano plasma che ribolle e fuoco che accende, se solo mi dici all'improvviso quello che tante volte avrei voluto sentirmi dire da te, viso a viso, e non è mai capitato, non l'hai mai davvero voluto. Passa la rabbia, passa la frenesia di chi t'immagina distesa accanto ad un altro, passa la follia di sorprenderti con poco, ma che per te, lo so, sarebbe stato tutto; ma, sai, non passa facilmente l'ossessione che alberga nei pensieri di un uomo, che da lontano ha imparato a non amarti, perché non avrebbe avuto senso, non avrebbe senso, ma sarebbe stato bello, sarebbe comunque bello.
Written by: JackPummarolino alle ore 13:29 | Permalink | commenti (1)
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